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I dischi del mese di dicembre 2022

Rassegna stampa musicale internazionale, con: Materazi Future Club, Die Nerven, The Smile, Little Simz, Willie Nelson

  • 31.12.2022, 18:26
  • 14.09.2023, 09:20
Little Simz
  • nme.com

Ogni mese guardiamo alle uscite degli ultimi trenta giorni, lasciandoci guidare dalle recensioni delle testate specializzate. Dalle star affermate all'underground, ecco gli album che meritano ascolto e attenzione.

Italia: Materazi Future Club – Formazione titolare De Rossi

“La voce di Gattuso e quella di De Rossi, un tappeto di musica elettronica e i rumori delle telecronache, tra rumorismo e noise, racconti e epica. Cosa potrebbe succedere se 90° Minuto improvvisamente si scontrasse con un camion post-punk? Facile: nascono i Materazi Future Club, trio milanese che ha appena pubblicato un disco, Formazione titolare, in cui in dodici canzoni raccontano giocatori come Gattuso e Cassano, De Rossi e Ronaldo, Pepito Rossi e Eriberto, usando le voci di calciatori e giornalisti (ma si sente anche Carlo Verdone sulla canzone di Zeman) estrapolate da cronache dell’epoca. Il risultato? Un’esperienza folgorante, dissonante e totale.”
(hotcorn.com)

Germania: Die Nerven – Die Nerven Keine Bewegung

“Con molta rabbia e molto post-punk in pancia, i Die Nerven affrontano spesso temi socio-politici. Il loro è l'album in lingua tedesca più urgente e denso del 2022: musicalmente intessuti di indie, noise e punk rock, lavorano su testi capaci di raccontare il nostro mondo, così complesso e distruttivo. Con grida di battaglia disperate come "Germany must be on fire" e "And I somehow thought, in Europe you never die", oscillano tra ispirazioni come Einstürzende Neubauten, Rio Reiser e Tocotronic, ma puntano ben oltre questi riferimenti. Die Nerven è una nuova pietra miliare, un monolite della musica alternativa tedesca.”
(tonspion.de)

UK: The Smile – Live at Montreux Jazz Festival, July 2022 The Smoke

“Il nuovo album live degli Smile è più che altro un flex. Lo vedete? – vi dice – non è un trucco da studio: questi tre ragazzi sono davvero in grado di rifarlo dal vivo. Composti dai veterani dei Radiohead Thom Yorke e Jonny Greenwood con il batterista dei Sons of Kemet Tom Skinner, gli Smile sono emersi come il più piccolo supergruppo del 2022. Mentre i Radiohead sono stati a lungo indecisi riguardo al formato dell'album dal vivo, regalandocene solo uno (I Might Be Wrong del 2001) in 30 anni di carriera discografica, gli Smile sembrano operare in modo diverso: sette mesi dopo l'eccellente debutto in studio, A Light for Attracting Attention, ecco una buona parte del set al Montreux Jazz Festival della scorsa estate.”
(pitchfork.com)

UK: Little Simz – No Thank You No Thank You

“La ventottenne Simbiatu Ajikawo è un talento imperioso, con un flow agile e un vocabolario abbagliante. Il suo stile robotico e monotono produce rap ambizioso che mette insieme cultura di strada e poesia, per avanzare idee serie, persino filosofiche. Aiuta certamente il fatto che dal 2019 collabori con il produttore più in voga della Gran Bretagna, Dean Josiah Cover alias Inflo, l'uomo che sta dietro allo stufato di soul classico del collettivo SAULT, adorato dalla critica. La grandezza funk di Inflo e l'intensità glaciale di Ajikawo sono deliziosamente complementari.”
(telegraph.co.uk)

USA: Willie Nelson – Live at Budokan Me and Bobby McGee

“All'inizio del 1984 Willie Nelson e la sua band registrarono un concerto al leggendario Nippon Budokan di Tokyo, in Giappone, poi reso disponibile solo come LaserDisc in Giappone, peraltro da tempo fuori catalogo. L'uscita di Wille Nelson Live At Budokan su Legacy Recordings (anche in DVD) è una meravigliosa capsula del tempo che ritrae Nelson e la sua band ai massimi livelli.
Nelson ha sempre dimostrato la sua grandezza, grazie alla sua capacità di scrittura, alla sua voce unica e straordinariamente espressiva, al suo sottovalutato picking di chitarra e alla sua superiore capacità di rendere propria qualsiasi canzone di altri. Questa riedizione serve a ricordare tutte queste qualità, motivi per cui Nelson è giustamente venerato e considerato uno dei grandi di tutti i tempi. Prendete questo disco e sperimentate la grandezza di Willie Nelson.”
(americanahighways.org)

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