Recensioni

Rumore rosso

Patti Smith in Italia: rock e politica negli anni settanta

  • 9 December 2023, 08:00
  • POP & ROCK
  • MUSICA
Patti Smith

Patti Smith

  • Keystone
Di:Riccardo Bertoncelli

Goffredo Plastino     
“Rumore rosso. Patti Smith in Italia: rock e politica negli anni settanta ”(Il Saggiatore)

Uno dei libri musicali più interessanti degli ultimi tempi racconta la storia di Patti Smith in Italia alla fine di un decennio turbolento come gli anni ‘70. È una storia affascinante e complessa in cui il rock si intreccia con politica, storia, sociologia; e Goffredo Plastino, musicologo presso la Newcastle University e saggista di popular music, la espone lucidamente, e con una massa straordinaria di reperti e testimonianze dirette.

Nel 1979 di cui si parla il rock ha cambiato pelle, dalle vibranti utopie dei ‘60 all’urlo selvaggio del punk, e Patti Smith è una delle protagoniste di questa rivoluzione; amata e odiata, “poetessa d’assalto” e “diavolo che canta”, “sacerdotessa della new wave” e “fessacchiotta da microfono”. La seguono soprattutto le nuove frange giovanili, i ragazzi dell’autonomia, i fratelli minori dei sessantottini, e in 140.000 riempiono gli stadi di Firenze e di Bologna quando a settembre 1979 Patti arriva finalmente in Italia con il suo gruppo. Sono due eventi memorabili, anche perché in Italia si è ripreso a tenere concerti rock da poco, e sempre con il batticuore, per via degli incidenti anche drammatici accaduti negli anni precedenti. Organizza l’ARCI, il braccio culturale del Partito Comunista Italiano, e anche quello è un fattore; il tema è la ricerca di consenso del PCI nei confronti delle nuove generazioni e la sicurezza che può garantire il leggendario servizio d’ordine del partito nei confronti degli autoriduttori sempre presenti ai concerti. 

La musica finisce sullo sfondo, anche per un’altra questione. In Italia infuria la polemica per un’inchiesta giudiziaria su presunti fiancheggiatori dell’autonomia violenta che riguarda fra gli altri il poeta Nanni Balestrini, uno dei fondatori della rivista Alfabeta. I responsabili di quel foglio prendono contatto con Patti Smith perché sottoscriva un appello sulla repressione culturale in atto e “sul deperimento delle condizioni delle libertà civili in Italia”. Patti si smarca, non vuole compiacere nessuno ma non evita il confronto. Risponderà con una lettera, dichiarandosi solidale con “tutti gli spiriti oppressi” e definendosi “fondamentalmente un’artista americana. Amo Dio e il mio Paese. Spero che anche voi proviate amore per le stesse cose”. Nel grande bailamme di quei giorni, spicca la fierezza di quella giovane donna che va per la sua strada anche se sul palco le lanciano di tutto, e quando viene issata la bandiera americana mentre suona l’inno nazionale tra il pubblico succede il finimondo. È un accanito dialogo tra sordi, che con il senno di poi appare vagamente surreale; con l’entusiasmo dei fans affamati di musica, lo sconcerto se non la rabbia nera di chi esigeva una Patti Smith pasionaria e il serafico atteggiamento della protagonista, che nonostante tutto ricorderà quegli show come “i più belli della mia vita”.

Il capitolo più divertente si chiama La beata Patricia, citando l’immaginetta della Beata Patricia Smith che un gruppo di ragazzi diffonde a Bologna con la promessa di una indulgenza ogni volta che verrà recitata la supplica allegata. All’interno del suo quarto LP, Wave, Patti ha inserito una foto di Papa Luciani e anche in concerto ha fatto ascoltare la sua voce, per la sorpresa e lo scandalo di molti che hanno forgiato una loro Patti Smith ideale e si stupiscono di non ritrovarla in carne, ossa e ideologia. Le prese in giro al riguardo si sprecano e alla fine, per par condicio, uscirà su Almanacco Musica una entusiastica recensione apocrifa di Wave firmata nientemeno che dal Pontefice. Patti Smith a quel punto è lontana, in tutti i sensi. È tornata in America e dopo quei concerti ha deciso di chiudere con il rock per dedicarsi alla famiglia. Tornerà sui suoi passi nove anni dopo, quando di quello tsunami sociale e sonoro sarà rimasta solo una debole eco.

Per i 70 di Patty Smith

  • 27.12.2016
  • 11:35

Ti potrebbe interessare