Jeff Mills torna nella Svizzera italiana, ma in una veste diversa da quella con cui il pubblico lo ha conosciuto. Al Floating Notes Festival di Bellinzona presenta la sonorizzazione di Metropolis di Fritz Lang: una scelta che aiuta a comprendere il percorso di un artista che ha sempre guardato avanti.
Per capire Jeff Mills bisogna tornare alla Detroit degli anni Ottanta. La città che aveva prosperato grazie all’industria automobilistica vive una fase di declino e trasformazione. In quel contesto, per una generazione di giovani afroamericani sintetizzatori e drum machine non rappresentano soltanto nuovi strumenti musicali, ma anche un modo per immaginare nuove realtà.
Mills entra in questo scenario da adolescente. Con il nome di The Wizard si fa conoscere sulle radio locali grazie a una tecnica fuori dal comune e a una selezione che mescola electro, house, hip hop e i primi germogli della techno. Prima ancora che produttore, è un esploratore di sonorità e un dj dalla straordinaria abilità tecnica, capace di intercettare tendenze destinate a imporsi negli anni successivi. La notorietà cresce rapidamente e dalle radio si sposta ai club, dove diventa uno dei volti più riconoscibili della scena cittadina.
Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta contribuisce alla costruzione di Underground Resistance, realtà centrale nella storia della techno di Detroit. In quell’esperienza prendono forma alcuni dei temi che segneranno tutta la sua produzione: l’indipendenza artistica, il rapporto con la tecnologia, il fascino per la fantascienza e l’idea della musica elettronica come terreno di ricerca artistica e culturale.
Underground Resistance
Mentre il suono di Detroit si diffonde ben oltre i confini della città, Mills si afferma negli Stati Uniti e in Europa, trovando soprattutto a Berlino una scena particolarmente ricettiva alle sue idee. Non a caso la capitale tedesca è oggi considerata uno dei principali centri mondiali della cultura techno.
Nel tempo la sua attività lo ha portato ben oltre il club, tra orchestre, musei e progetti multimediali che hanno allargato i confini della techno. Lo spazio, l’esplorazione cosmica e il rapporto tra uomo e macchina sono diventati presenze costanti nel suo lavoro.
Metropolis diventa quindi un approdo naturale per la ricerca di Jeff Mills, che come nel film di Lang si pone le stesse domande sul futuro e sul rapporto fra esseri umani e macchine.
Gli ospiti del Floating Notes (Dai che è venerdì, Rete Tre)
RSI Cultura 29.10.2026, 14:50
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