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Clima: perché il cervello fa lo struzzo?

Per il Pianeta Terra è allarme rosso, ma continuiamo a non agire. Un doc del Giardino di Albert

Il riscaldamento climatico è un fatto, e l'uomo ne è responsabile. E allora, che facciamo? La neuroscienziata Tali Sharot dice che "Davanti al pericolo, abbiamo la tendenza a infilare la testa nella sabbia".
È vero che - stimolata dalla moltiplicazione delle catastrofi naturali e dagli estenuanti periodi di canicola - la consapevolezza dell'emergenza climatica si sta diffondendo sempre più, ma i nostri comportamenti non cambiano, come se la minaccia fosse irreale o troppo distante. E questo immobilismo collettivo potrebbe avere la sua origine proprio nei meccanismi di funzionamento del nostro cervello. Sono infatti numerosi i bias cognitivi che ci impediscono di reagire razionalmente, e che il giardino di Albert presenta in questo appassionante documentario: il bias dell'ottimismo (che ci spinge a minimizzare l'impatto negativo di un evento), il bias culturale ("l'uomo si salverà sempre e comunque grazie al progresso tecnologico"), il bias di conferma (il nostro cervello assorbe le informazioni che confermano la nostra visione del mondo, e rigetta le altre). Quest'ultimo riflesso cerebrale favorisce tra l'altro la polarizzazione delle opinioni, rafforzata (come ormai ben sappiamo) dagli algoritmi delle reti sociali.
Sappiamo che la minaccia incombe e non c'è tempo da perdere, ma il nostro cervello fa (appunto) lo struzzo, e non vuole saperne.
Del tema se ne è occupato il Giardino di Albert nella puntata del 30 ottobre 2022

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