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Le donne, l’arte e il Grand Tour

Fino al 3 ottobre alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst

  • 20.07.2021, 13:36
  • 7 maggio, 13:28
Anonimo, Claire sulla riva del lago lemanico coi suoi tre bambini, 1815 ca

Anonimo, Claire sulla riva del lago lemanico coi suoi tre bambini, 1815 ca

  • Collezione privata
Di: Francesca Cogoni 

Piccolo è bello: potrebbe essere il sottotitolo della singolare mostra intitolata “Le donne, l’arte e il Grand Tour” e allestita alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio) fino al 3 ottobre. A deliziare lo sguardo, generando immediato stupore, è una selezione di piccoli e raffinati capolavori provenienti da due collezioni private svizzere.

Anonimo, Il gioco della mosca di bronzo, fine XVIII secolo

Anonimo, Il gioco della mosca di bronzo, fine XVIII secolo

  • Collezione privata svizzera

Da un lato, troviamo una serie di particolari gioielli in micromosaico creati con minuscole tessere in pasta vitrea. Molto in auge tra Sette e Ottocento, questi curiosi monili finemente lavorati erano particolarmente apprezzati dai colti viaggiatori che compivano il Grand Tour e che non mancavano di acquistarli come souvenir, portandosi a casa un po’ di italica bellezza.

E. Dupuy Ginvera, Jean-Jacques Rousseau a Môtiers 24 giugno 1797

E. Dupuy Ginvera, Jean-Jacques Rousseau a Môtiers 24 giugno 1797

  • Collezione privata svizzera

Precursore e maestro di quest’arte era Giacomo Raffaelli, che nel 1775 fu il primo ad esporre nel suo laboratorio capitolino tali creazioni. Alcuni pezzi in mostra provengono proprio dal suo atelier, come la splendida Fibbia in micromosaico e oro con farfalla su un ramo di ulivo vicino al mare.

Giacomo Raffaelli, Fibbia in micromosaico e oro con farfalla su un ramo di ulivo vicino al mare, 1790 ca.

Giacomo Raffaelli, Fibbia in micromosaico e oro con farfalla su un ramo di ulivo vicino al mare, 1790 ca.

  • Collezione privata svizzera

Dall’altro lato, invece, possiamo ammirare una preziosa raccolta di dipinti-ricamo, noti come tableau brodé, realizzati in epoca neoclassica da donne di origine ugonotta. Si tratta di una speciale commistione di pittura ad acquerello e di ricamo su un supporto perlopiù in seta. Soggetti prediletti erano gli episodi delle opere del filosofo Jean-Jacques Rousseau, ma anche temi di impronta classica, sempre con bucolici paesaggi a far da sfondo. Sebbene il nome delle artiste sia spesso rimasto ignoto, non vi sono dubbi sul loro alto grado di istruzione e sullo straordinario talento esecutivo.

Antonio Aguatti, Spilla con leopardo (Roma) 1790-1800 ca.

Antonio Aguatti, Spilla con leopardo (Roma) 1790-1800 ca.

  • Collezione privata svizzera

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