"Planet" di Isfar Sarabski, Warner (dettaglio di copertina) (wmg.com)

Novità discografiche

Consigliate da Luca Damiani

Pēteris Vasks, Orchestral Works, (BR Classics)
Apriamo la settimana con uno dei più interessanti compositori europei, Pēteris Vasks, lettone di nascita – per la collocazione culturale e le note biografiche vale la pena di leggere il bellissimo saggio di Jan Brokken intitolato Anime Baltiche pubblicato da Iperborea – che ha raggiunto la notorietà internazionale grazie a Gidon Kremer che ne ha entusiasticamente sostenuto le opere. In questa raccolta si possono ascoltare alcune sue composizioni orchestrali come le tre musiche: Serena, Dolorosa e Appassionata e il Concerto per violoncello n.2.

Isfar Sarabski, Planet, (Warner)
Musicista azero di grande talento ed espressività, classe 1989 si presenta con questo “Pianeta” che è il suo album d’esordio e che rivela una rara capacità di rinnovare il linguaggio jazzistico con influenze orientali, secondo una prassi che la sua conterranea Aziza Mustafa Zadeh - e prima ancora il padre di questa Vagif - aveva iniziato proprio utilizzando il pianoforte accompagnato da una sezione ritmica e da varie formazioni d’archi: il Baku Strings Ensemble e Main Strings Ensemble. Di questo lavoro e del suo autore il BBC Music Magazine ha scritto: “I suoi concerti hanno suscitato scalpore per qualche tempo, compreso quando ha vinto il premio per pianoforte solo al Montreux Jazz Festival. Questo album mostra perché.”

Håkon Kornstad Trio, For you alone, (Bandcamp)
Interessante esperimento del cantante d’opera e sassofonista jazz Håkon Kornstad - norvegese di nascita diplomato al Trondheim Jazz Conservatory – che qui si cimenta utilizzando un linguaggio davvero innovativo in un repertorio estremamente affascinante: basterebbe citare Aprile di Francesco Palo Tosti o Scètate di Ferdinando Russo e Mario Pasquale Costa o ancora O Lola dalla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Sfoggiando una perfetta pronuncia in italiano, in inglese e in tedesco e accompagnato dal contrabbasso e dalla fisarmonica Kornstad alterna voce e strumento in una serie di intense interpretazioni che stanno in perfetto equilibrio tra bel canto e musica afroamericana.

Eric Clapton, The Lady In The Balcony: Lockdown Sessions (Mercury)
Ritorna Slowhand con un CD condizionato dalle chiusure degli ultimi anni che rendono ancora più intima una musica che da tempo Clapton ha racchiuso in eleganti riproposizioni. Si tratta di un CD - nella versione deluxe accompagnato anche da un relativo DVD - che testimonia di una serie di sessioni con Nathan East al basso, Chris Stainton alle tastiere e Steve Gadd alla batteria registrate alla Cowdray House, West Sussex  dopo la cancellazione dei concerti previsti alla Royal Albert Hall e con un repertorio classico con qualche tiolo più recente esclusivamente eseguito alla chitarra acustica a sei e dodici corde. Magnifico.

Jennifer Hudson, “Respect”, (Epic Records)
Un biopic – per adesso il migliore - sulla vita e la voce di Aretha Franklin ci regala l’interpretazione sia attoriale sia musicale della bravissima Jennifer Hudson che affronta l’impossibile compito di far rivivere una delle più grandi personalità della musica statunitense. Il risultato è decisamente positivo considerando che la stessa Franklin poco prima della sua scomparsa avvenuta nell’agosto del 2018 aveva approvato la scelta della Hudson. I titoli sono quelli che hanno scandito una carriera durata più di mezzo secolo e iniziata con la tradizione gospel all’ombra del padre pastore battista e proseguita nel Rhythm & Blues e ancora con la leggendaria partecipazione al film The Blues Brothers fino alla sua ultima apparizione dal vivo, cantando I Say a Little Prayer nel 2017. E tutto questo immenso patrimonio si trova tra le tracce di questo notevole CD.

 
Condividi

Correlati