"Se esiste un perdono" di Fabiano Massimi, Longanesi (dettaglio di copertina) (longanesi.it)

Radici

Raccontate da Igiaba Scego, Meral Kureyshi e Fabiano Massimi

Le radici umane sono diverse da quelle del mondo vegetale: ci tengono connessi alla nostra terra d’origine anche quando vengono strappate, possono attecchire in luoghi diversi, rigenerarsi e – perfino – moltiplicare la loro forza.
Tre novità letterarie appena arrivate sugli scaffali delle librerie raccontano esperienze di sradicamento umano, capaci di unire dramma e speranza.

Igiaba Scego racconta tra le pagine di "Cassandra a Mogadiscio" (Bompiani) la sua famiglia, fuggita dalla Somalia e approdata a Roma, eppure mai fuggita davvero con la testa, con l’anima, dalla guerra.
Le radici di Igiaba Scego sono radici da riscoprire, oggi doppie, come quelle di Meral Kureyshi, scrittrice kosovara fuggita da Pristina quando non aveva ancora dieci anni, abbastanza grande da vivere l’esperienza dello sradicamento, da capirla. "Elefanti in giardino" (Armando Dadò) è il suo romanzo autobiografico, di cui parliamo con la giornalista Cristina Foglia, autrice della prefazione.

L’ultima storia di Alice di oggi è quella raccontata da uno scrittore italiano specializzato in romanzi storici: Fabiano Massimi, autore di "Se esiste un perdono" (Longanesi). Arrivato nelle librerie in occasione della giornata della memoria, è un romanzo storico ispirato alla vicenda di quello che è stato chiamato lo Schindler inglese, un uomo riuscito a far fuggire dalla Praga del 1938 centinaia di bambini ebrei, per farli sfuggire all’invasione nazista che si sarebbe compiuta di lì a poco.
A cura di Michele Serra

Alice (Rete Due, ogni sabato alle 14:35)

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