Un paese aperto che rafforzi la sua apertura al mondo. È la Svizzera sognata dall’ex consigliere federale Micheline Calmy Rey. Domenica, con lo scrittore Adolf Muschg, è stata protagonista del dibattito sull'elveticità che ha concluso l’edizione 2014 delle Giornate letterarie di Soletta in quanto autrice di "La Suisse que je souhaite" apparso lo scorso febbraio.
Una pubblicazione che l'ha riportata a Soletta dove era già stata presente, ma al Festival del film e dove (in francese) ha concesso alla RSI un'intervista.
Quella volta nella giuria del Festival del film
RSI Info 02.06.2014, 10:20
Nel suo libro l'ex responsabile del Dipartimento affari esteri s'interroga sul suo Paese "allo stesso tempo aperto e chiuso al mondo". Ma affronta anche alcuni retroscena dei suoi anni in Consiglio federale. Alcuni che le sono valse molte critiche (crisi degli ostaggi in Libia, il velo portato durante l’incontro con i dirigenti iraniani). Altri le hanno procurato momenti di emozione (l’incapacità di ascoltare i racconti delle vittime di abusi sessuali in Congo), imbarazzo (come quello vissuto quando ferma nel traffico temeva di arrivare in ritardo a un incontro con Barack Obama) e vergogna (per mancanza di tempo in Kenya dovette metter termine a una discussione con una rifugiata e il suo neonato).
L'importanza della letteratura per l'ex consigliera federale
RSI Info 02.06.2014, 11:02
Non parla invece delle famose scarpe sportive rossocrociate che indossò per superare la linea di confine tra le due Coree nel 2003. Dove sono finite?
Le scarpe rosse? sono finite al museo
RSI Info 02.06.2014, 11:13
RED.MM/ReteDue/M.F.

