Gli uomini fabbricano robot da almeno 500 anni. Una lunga storia fatta di fascino, ma anche di paure, esposta da martedì al Museo delle scienze di Londra.
Dal monaco meccanico del 16esimo secolo, capace di pregare e camminare brandendo un crocifisso, all’automa citato da Shakespeare, i 100 modelli esposti fino al 3 settembre rivelano le ambizioni e le inquietudini dei loro ideatori. Tra gli altri saranno presenti repliche di Maria, del film “Metropolis”, e del T-800 di “Terminator Renaissance”. Una testimonianza di quanto anche la fantascienza si sia chinata sul soggetto.
Robotizzazione che rimane al centro del dibattito anche per la sempre maggiore sostituzione operata ai danni dei lavoratori (umani). Proprio questa settimana un rapporto dell’istituto britannico Reform stima che nei prossimi 10 anni 250'000 impieghi di ufficio andranno persi per questa ragione. La modernità porta con sé però pure creazioni più piacevoli: Kaspar, ad esempio, che aiuta i bambini nell’apprendimento, o ancora Harry, primo umanoide della Toyota capace di camminare, che suona la tromba.
ATS/dielle

