Il Consiglio di Stato “non intende esprimere propri giudizi di valore sulle opere proposte” al Festival del film di Locarno, “trattandosi di valutazioni che non sono di sua pertinenza”.
È quanto rileva il Consiglio di Stato in risposta all’interrogazione inoltrata dai deputati Fiorenzo Dadò (PPD) e Paolo Sanvido (Lega) che, in merito alla proiezione della pellicola di “Sangue” di Pippo Delbono (con l’ex capo delle BR Giovanni Senzani) in concorso a Locarno, avevano parlato di “insulto alla verità, alla memoria e alle vittime del terrorismo con i soldi ticinesi”.
Il governo ticinese precisa, analogamente a quanto fatto nel novembre 2010 in replica a un atto parlamentare di Lorenzo Quadri sul caso del film “Zombie”, che il compito dello Stato è quello di “garantire le condizioni quadro affinché il festival possa continuare, grazie anche al contributo cantonale, ad essere una manifestazione riconosciuta a livello internazionale”. In questo senso, ricorda sempre l’esecutivo cantonale, la programmazione della manifestazione compete esclusivamente al direttore artistico.
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