Il ritiro dei ghiacciai non è più solo appannaggio degli approfondimenti scientifici: l'arte e la fotografia in particolare non restano indifferenti al fenomeno. Il fotografo solettese Daniel Schwartz ha approfondito il tema per 8 anni, girando mezzo mondo.
Il suo lavoro e il suo racconto sono ora esposti al museo d'arte di Coira. L'artista racconta di un ghiaccio che cambia pelle, vetrina del riscaldamento climatico, con il desiderio di sensibilizzare - dice - ma senza dare lezioni morali, senza puntare il dito ma risvegliando "una consapevolezza su ciò che succede e su ciò che è stato messo in moto anche ma non solo dall'uomo"
La ventina di foto esposte ci guidano tra i ghiacci dell'Afghanistan, della Svizzera e di mezzo globo, scatti che, come i dipinti del passato, scivolano un po' nell'arte e un po' nella documentazione scientifica. L'aspetto interessante è che abbiamo tutto assieme. Schwartz è un artista che si confronta parecchio con la storia e con le teorie e le scienze naturali. Ma poi davanti ai ghiacciai il suo occhio è quello dell'artista, un artista che ha scelto il bianco e il nero per raccontare il ritiro dei ghiacci e il tentativo di proteggerli.



