"Lui ha sempre scritto con una dimensione politica e civile fortissima, è difficile distinguere questo aspetto" da quello letterario. Queste le parole di Gian Enrico Rusconi, germanista e politologo intervistato lunedì al Radiogiornale dopo la morte del grande scrittore tedesco Günter Grass.
Rusconi ha anche ricordato che il premio Nobel ha ammesso di essere entrato da adolescente come volontario nelle SS-Waffen, un episodio che ha creato una polemica che probabilmente si riaccenderà dopo la sua scomparsa.
L’esperto ritiene questo aspetto molto importante perché, specialmente in un letterato come Grass, si riconosce la Germania dei cittadini più sensibili nella quale "il trauma storico c’è ancora. C’è la parola ‘vergogna’, quella tenuta nascosta per 60 anni da una persona che parlava, criticava, aggrediva, che era anche irritante nel suo tono pedagogico".
"Non è stato un episodio", continua Rusconi, "è stata una dimensione della personalità, la contraddizione vivente di questo uomo che incarna il passato che non vuole passare".
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RG 12:30 del 13.04.2015: L'intervista al germanista e politologo Gian Enrico Rusconi
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