Cultura e spettacoli

Hollywoodiani pentiti

Il produttore di "Schindler's List": macchina dei sogni depravata

  • 16.06.2014, 15:02
  • 14.09.2023, 09:53
Molen (centro) con Spielberg (sinistra) e Branko Lustig nel 1994

Molen (centro) con Spielberg (sinistra) e Branko Lustig nel 1994

  • reuters

"Sono stato parte di un'industria che involontariamente e anche volontariamente ha causato danni all'America e al mondo". Queste le parole forti di Gerald Molen riportate dall'Hollywood Reporter e tratte da una lettera aperta spedita via mail dal produttore a 866 cristiani e leader conservatori americani (tra cui l'ex presidente George W. Bush e il governatore della Louisiana Bobby Jindal).

Produttore di Schindler's List, Jurassic Park e altri tre film di Steven Spielberg, Molen oggi ha 79 anni e afferma di aver cercato, durante gli anni in cui è stato nel sistema, di far parte solo di progetti che avrebbero potuto rendere fieri i suoi nipotini. "Non è stato facile", aggiunge, sottolineando di avere almeno cercato di opporsi alla depravazione imperante.

Il discorso di Molen sembra inserirsi nel trend dei film di ispiriazione religiosa che rappresenta una realtà in crescita a Hollywood. Non da ultimo, lo scopo è anche promuovere una delle sue ultime produzioni, America, regia di Dinesh D'Sousa, film presentato come "una difesa ragionata degli USA che confuta le maggiori accuse formulate dai progressisti".

mz

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