Nato a Dresda nel 1932, Richter si è imposto grazie al suo linguaggio pittorico di rara potenza che coniuga astrazione e figurativo. I suoi paesaggi sono vetrate translucide, i suoi ritratti “fotodipinti”.
La fotografia è stata infatti da sempre il punto di partenza dei suoi dipinti e proprio questo aspetto del suo processo creativo è tematizzato nella mostra zurighese. “Ciò che m’interessa in generale e che si applica anche alla pittura sono le cose che non capisco” ha dichiarato il grande sassone. La mostra al Kunsthaus rimarrà aperta fino al 25 luglio.



