Sta rinchiuso da giorni in un cubo di plexiglass di pochi metri quadrati, dentro a un affollato centro commerciale. Sembra un incubo e invece è un atto volontario quello di Gaetan Marron, artista marsigliese di 36 anni, che spera – con la sua installazione chiamata “Non essentiel” - di far riflettere i passanti sui nostri beni più preziosi.
Accanto al suo materasso, ci sono libri, un po' d'acqua, un tavolino e uno schermo. Nulla di più. Come se ogni nostra relazione potesse essere gestita in remoto e la nostra vita ridotta a pochi oggetti.
"Qui ho tutto ciò di cui avrei bisogno secondo l'opinione comune. Ci siamo dimenticati del valore della cultura, che in questo periodo ci è stata preclusa perché ritenuta non indispensabile. E invece, la cultura ci ha salvati durante i lockdown", dice l'artista che rinchiudendosi lì spera di mostrare per analogia la sofferenza di musei e altri luoghi culturali, le cui porte sono sbarrate da mesi.

Chiusi musei e centri benessere
Il Quotidiano 18.12.2020, 20:00


