Migliaia di persone hanno festeggiato venerdì sera e fino a notte fonda i 50 anni dalla nascita dell’hip hop. Pionieri del genere quali Run DMC, NAS e Snoop Dogg si sono esibiti in un maxi-concerto durato otto ore organizzato nel Bronx, in uno Yankee Stadium gremito.
Fu proprio nel Bronx che tutto ebbe inizio, quando la sera dell’11 agosto del 1973, al piano terra di una casa popolare di Sedgwick Avenue, il dj di origini giamaicane Clive Campbell, alias dj Kool Herc, traccio la via del genere facendo girare lo stesso disco su due distinti giradischi, isolando sequenze di ritmi e percussioni, dando così vita al “breakbeat”, una componente essenziale dell’hip hop.
Il palco ai veterani
Durante la maratona concertistica, si sono alternati sul palco i veterani del genere. I Run DMC hanno suonato il loro successo “It’s Tricky”, supportati dal boato della folla entusiasta, mentre NAS, newyorkese doc, ha proposto i titoli del suo album pietra miliare del genere: Illmatic.
Un boato si è levato dalla folla anche quando l'icona newyorkese ha chiuso il suo set invitando Lauryn Hill sul palco per cantare la canzone con cui hanno collaborato "If I Ruled the World (Imagine That)", oltre al suo singolo "Doo Wop (That Thing)" e alla sua interpretazione di "Killing Me Softly", originariamente cantata con i Fugees.
Snoop Dogg ha scelto alcuni dei brani preferiti dai suoi fan, tra cui "The Next Episode", "Nuthin' But A 'G' Thang" e "Gin And Juice". Anche Lil Wayne, la Sugarhill Gang, i membri del Wu-Tang Clan e Ice Cube hanno partecipato allo spettacolo, così come Melle Mel e Scorpio con Grandmaster Caz.
“Penso che l’hip hop abbia dato voce a chi non ce l’aveva”, ha dichiarato ai giornalisti Antoine Crossley, un ragazzo venuto apposta da Chicago per partecipare al concerto.
Durante lo show dei Run DMC
L'esibizione di Snoop Dogg
Iniziative in tutta la grande mela
Il concerto allo Yankee Stadium è stato preceduto da molteplici eventi organizzati in città, tra cui feste di quartiere, sessioni di graffiti e breakdance e varie iniziative culturali.
Per alcuni la data dell’11 agosto appare un po’ arbitraria, dato che le sonorità dell’hip hop stavano già emergendo prima della performance di dj Kool Herc. Ma il concerto è stato comunque un’occasione per ricordare come un genere a lungo vituperato ha finito per esercitare una grandissima influenza in vari ambiti: dalla musica alla moda, dal linguaggio fino alla danza.
In un'epoca in cui la vita a New York era dura e violenta, i primi block party offrivano ai giovani afroamericani una via di fuga dalla povertà e dalla discriminazione. L'hip hop si è poi diffuso ai quattro angoli del pianeta e oggi la maggior parte dei Paesi ha una propria scena.




