Tra le migliaia di volumi delle biblioteche di Harvard, ce ne è uno molto particolare che sta attirando l'attenzione degli studiosi: "Dei destini dell'anima", del poeta e letterato francese Arsène Houssaye (1815-1896), è risultato essere rilegato in pelle umana.
Gli scienziati ne sono sicuri al 99%: ripetuti test su microscopiche particelle prelevate in punti diversi hanno permesso di escludere che la copertina provenga da un animale, a conferma di quanto anticipato in una nota contenuta nel volume. "... Guardando attentamente si distinguono i pori...", aveva scritto fra l'altro il medico Ludovic Bouland, amico di Houssaye, che gli aveva fatto dono dell'opera. Questa era poi arrivata alla Houghton Library nel 1934, per effetto di una donazione.
Si tratterebbe della pelle di una malata mentale, di cui nessuno aveva reclamato il corpo dopo il decesso. Per quanto macabro possa sembrare oggi, la cosiddetta bibliopegia antropodermica non era un tempo così rara. In particolare, finiva talvolta trasformata in copertine la pelle di criminali giustiziati.
AFP/ANSA/pon



