Dopo 23 anni di attesa, Aung San Suu Kyi ha ritirato martedì a Strasburgo il Premio Sakharov per la libertà di espressione del Parlamento UE. Il riconoscimento, rilasciato a personalità che si impegnano in favore dei diritti umani, era stato assegnato alla politica birmana nel 1990. All’epoca era ancora agli arresti domiciliari, condanna impostale dalla giunta militare.
Libera di spostarsi da appena tre anni, la 68enne premio Nobel è ora in Europa per convincere i dirigenti dell’Unione a fare pressioni sulla Birmania affinché possa diventare più democratica e modifichi la Costituzione. Quella in vigore attualmente attribuisce il 25% dei seggi ai militari e non permette a un birmano sposato all’estero di accedere alla magistratura suprema, impedendo di fatto a Suu Kyi, sposata con un britannico, di partecipare alle elezioni presidenziali del 2015.
“Spero che sarete nostri amici nel nostro continuo sforzo per assicurare il rispetto dei diritti democratici in Birmania”, ha detto dopo che il presidente dell’Eurocamera Martin Schulz le ha consegnato il premio.
Red.MM ats/afp/ZZ
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