Ha scritto giusto in vent’anni romanzi come Le pietre della Luna, Menorah, Profezia, La nave d’oro, L’anello dei Re, Il vento dei demoni, Il respiro del deserto, La voce del destino, La stella di pietra, Il segno dell’Aquila e altri titoli ancora. Sono libri che hanno venduto quasi due milioni di copie, eppure lui, Marco Buticchi, 60 anni, ancora non si è deciso a capire quale è esattamente il suo mestiere preferito. Per sei mesi infatti, per sua stessa ammissione, fa lo scrittore di romanzi d’avventura, e per gli altri sei mesi gestisce una spiaggia e un piccolo hotel sul mare in Liguria, a Lerici (La Spezia). Anzi, nella stagione turistica, tutti i giorni qui esercita addirittura la professione di bagnino.
A suo dire è proprio sulla torretta in spiaggia o seduto sul “pattino rosso a remi” del salvataggio, davanti alla riva e fra i bagnanti, che gli vengono in mente le trame dei suoi libri. Dunque, un caso più unico che raro di scrittore-bagnino, capace però di praticare senza problemi due mestieri in fondo così diversi fra loro. E ora, a fine settembre, è atteso il tredicesimo romanzo d’avventure di Marco Buticchi, titolo La luce dell’impero, la cui trama sembra un’altra avventura tra scoperte, intrighi e colpi di scena, fra Francia, Austria, Messico, fra diamanti rari, dittatori e misteriose carte. E così, un po’ curiosi, siamo andati a trovare questo autore proprio in spiaggia, lui che è considerato “un maestro dell’avventura”, che è pubblicato nella stessa collana di miti come Clive Cussler o Wilbur Smith ed è stato per di più tradotto in mezzo mondo. Giusto per capire se Marco Buticchi, che da ragazzo studiò a lungo in Svizzera, è meglio come scrittore che fa il bagnino o come bagnino che fa lo scrittore…
Claudio Moschin




