L’era digitale non ha per nulla fatto scomparire il vinile che nel tempo ha saputo resistere e mantenere il suo fascino. A New York, nel quartiere di Tribeca, c’è un archivio dove ci sono 22 milioni di brani. La stragrande maggioranza è su vinile.
Agli inizi degli anni ‘80 un ex DJ voleva donare i suoi vinili, ma all’epoca alle biblioteche non interessavano i generi reggae, punk, sperimentale o hip-hop. Nel frattempo, molte persone gli lasciavano i propri dischi e così ha deciso di conservarli lui, fondando nel 1985 l’ARC, The ARChive of Contemporary Music. La collezione nel tempo si è ingrandita e arricchita di importanti arrivi.
Il proprietario teme che la storia possa perdere questo patrimonio a causa di incendi o altre calamità. Ma anche perché il quartiere di Tribeca è diventato molto caro: attualmente infatti vari mecenati sostengono il proprietario che così può ancora pagare l’affitto dei locali. E così quest’anno ha deciso di trasferire tutti i brani in internet. Ha anche creato un sito internet dove si possono ascoltare alcune registrazioni storiche che non erano mai state digitalizzate.


