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Il Pakistan accoglie nuovi negoziati USA-Iran

Nella capitale pachistana Islamabad è arrivato il ministro degli Esteri iraniano. Attesi Witkoff e Kushner. La tregua in Libano sembra reggere. Negli USA i cittadini ritengono il presidente colpevole per il caro benzina

  • Oggi, 07:17
  • Un'ora fa
Il Pakistan si prepara ad ospitare nuovi colloqui

Il Pakistan si prepara ad ospitare nuovi colloqui

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Di: Redazione Info RSI 
  • Il Pakistan si sta preparando per un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran. Oggi, sabato, dovrebbero arrivare ad Islamabad i negoziatori USA Steve Witkoff e Jared Kushner

  • La Svizzera sta gradualmente riaprendo la sua ambasciata a Teheran, chiusa dall’11 marzo

  • Mistero a Teheran sulle presunte dimissioni di Mohammad Bagher Ghalibaf dal team negoziale incaricato di discutere con la controparte americana. L’ufficio stampa del Parlamento iraniano - di cui Ghalibaf è presidente - ha smentito la notizia delle sue dimissioni.

  • La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina

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58 minuti fa

La guerra tocca anche l'Eurovision

Il concorso dell’Eurovision era nato per avvicinare i popoli, ma alla vigilia del suo 70° anniversario, questo evento musicale senza frontiere sta affrontando una delle sue crisi più gravi e un appello al boicottaggio lanciato da oltre 1’000 artisti di fama mondiale.

Se nel 2018 a Lisbona, in Portogallo, partecipavano ancora 43 Paesi, otto anni dopo, il 16 maggio a Vienna, in Austria, saranno solo 35 a tentare di aggiudicarsi il trofeo.

L’Ungheria di Viktor Orban ha sbattuto la porta nel 2020 a un concorso senza dubbio troppo progressista per lei, poi la Bielorussia è stata sospesa per propaganda e la Russia esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Se altri Stati si sono ritirati per mancanza di mezzi finanziari, come la Macedonia del Nord, il boicottaggio coordinato di cinque emittenti pesa pesantemente sull’edizione 2026.

In disaccordo con la partecipazione di Israele, la Spagna ha annunciato che non lo trasmetterà. Anche l’Irlanda, i Paesi Bassi, la Slovenia e l’Islanda hanno deciso di snobbare il programma, complice anche il conflitto in Iran e quello in Libano.

Un'ora fa

Islamabad attende gli americani

Gli emissari statunitensi sono attesi oggi, sabato a Islamabad, dove una delegazione iraniana ha avviato colloqui con le autorità pakistane. Tutto ciò senza alcuna garanzia di discussioni dirette tra le due parti in conflitto per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Islamabad attende da giorni una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, avviati due settimane fa e interrotti dopo circa quindici ore, anche se da allora il cessate il fuoco è stato unilateralmente prorogato a tempo indeterminato dagli Stati Uniti.

Arrivato invece ieri, venerdì, per colloqui con alti funzionari pakistani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha frattanto già incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir.

Oggi, 07:47

Giappone medita invio dragamine nello Stretto di Hormuz

Il Governo giapponese sta meditando l’invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.

Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l’esecutivo a valutare l’impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe “una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi”.

Oggi, 07:29

Nuovi attacchi nel Libano meridionale malgrado la tregua

Oggi, sabato, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso sei persone nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, teatro di intensi scontri tra le forze israeliane e Hezbollah nei giorni precedenti al cessate il fuoco del 17 aprile. L’esercito israeliano ha affermato che tutte e sei le persone uccise a Bint Jbeil erano combattenti del gruppo armato filo-iraniano Hezbollah. Non è chiaro se i decessi annunciati dal Ministero della Salute libanese siano collegati a quelli rivendicati da Israele.

Oggi, 07:28

Raid israeliani in Libano causano almeno sei morti

Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato, nella serata di ieri, venerdì, la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese.

“Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale hanno provocato la morte di sei cittadini e il ferimento di altri due”, ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono rimaste uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero.

La forza di pace delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL, ha inoltre annunciato che un membro dei Caschi Blu indonesiani è morto in ospedale per le ferite riportate il 29 marzo in un attacco alla sua base.

Oggi, 07:22

Londra, ambasciata USA lancia allarme per i cittadini americani

L’ambasciata degli Stati Uniti a Londra ha emesso un’allerta di sicurezza, consigliando ai cittadini americani residenti nel Regno Unito di “esercitare maggiore cautela” a seguito dei recenti attacchi e minacce contro istituzioni ebraiche e legate agli Stati Uniti in tutto il Regno Unito e in Europa. Lo riporta Fox News.

Oggi, 07:17

Per il 77% degli americani il caro benzina negli States è colpa di Trump

La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina, una situazione che sta pesando sul partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos circa il 77% degli elettori interpellati nel sondaggio ha dichiarato che è colpa del presidente, un’opinione ampiamente condivisa attraverso l’intero spettro politico, con il 55% dei repubblicani, l’82% degli indipendenti e il 95% dei democratici.

Inoltre, circa il 58% degli elettori — tra cui un repubblicano su cinque e due terzi degli indipendenti — ha dichiarato che sarebbe meno propenso a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump al conflitto contro l’Iran alle elezioni di midterm.