L’Iran ha condannato l’attacco notturno statunitense contro le installazioni radar costiere nel Golfo
Sarebbero almeno 21 le persone uccise venerdì durante i raid israeliani nel Libano meridionale
In Bahrein e in Kuwait sono scattati gli allarmi e la popolazione è stata invitata a mettersi al riparo
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha invitato il presidente libanese Joseph Aoun – che il giorno prima aveva intimato a Teheran di smettere di “interferire” negli affari del suo Paese – a “salvare” il Libano dal suo “vero nemico”: Israele
L’Iran: “Gli attacchi USA sono una violazione del cessate il fuoco. Risponderemo”
Il ministero degli Esteri ha affermato che si è trattato di un attacco “alla sovranità nazionale e all’integrità territoriale della Repubblica islamica”

Dal 1979 l’Iran è governato da un regime oligarchico degli ayatollah e Pasdaran, con al vertice la Guida Suprema, oggi Ali Khamenei
New York Times: "Israele ha usato il fosforo bianco su aree popolate del Libano"
L’esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo sostiene il New York Times, che pubblica anche delle foto e dei video che lo dimostrerebbero.
Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Times’ mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona. Altri video mostrano l’uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati - Qlayaa, Khiam e Yohmor -nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah.
Il fosforo bianco è un’arma molto pericolosa perché a contatto con l’aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere.
Trump a NBC News: gli iraniani sono "forti" e "orgogliosi"
In un’intervista rilasciata ad NBC News il presidente USA Donald Trump ha sostenuto che “all’Iran è rimasto ancora il “21-22%” dei suoi missili. Hanno ancora capacità operativa. Possiedono dei missili, possiedono dei droni. Direi che, in termini percentuali, gli è rimasto forse il 21- 22 per cento dei missili”. La cifra è superiore al 18% indicato dallo stesso presidente americano a maggio.
Sempre all’emittente televisivo ha dichiarato che i leader iraniani non hanno ancora raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto in corso perché sono “forti” e “orgogliosi”, ma alla fine, ha aggiunto, “non hanno altra scelta” se non quella di trovare un’intesa.
Iran: "Se l'AIEA vuole essere parte della soluzione si astenga dalla politica"
“Se l’Agenzia vuole partecipare a una soluzione diplomatica, deve astenersi dal trasformare i rapporti tecnici in strumenti di pressione politica”. Lo scrive su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi che accusa l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) di utilizzare le conseguenze degli attacchi statunitensi e israeliani contro siti nucleari iraniani per creare “ambiguità” sul programma nucleare di Teheran.
La nazionale di calcio iraniana parte per il Messico
La nazionale di calcio iraniana, impegnata nei mondiali, è partita sabato dalla Turchia alla volta del suo centro di allenamento in Messico. Secondo quanto riportato, alcuni membri dello staff non hanno ancora ottenuto il visto per gli Stati Uniti, in vista delle tre partite della fase a gironi che si disputeranno negli Stati Uniti nel corso del mese. Secondo la televisione di stato iraniana, il segretario generale della Federazione calcistica iraniana, Hedayat Mombeini, e il vicepresidente, Mehdi Mohammad Nabi, figurano tra i 14 membri dello staff e dirigenti sprovvisti di visto per gli Stati Uniti, in vista delle partite di Los Angeles e Seattle. Non è chiaro se il presidente della federazione, Mehdi Taj, abbia ottenuto il visto. La partecipazione della squadra ai mondiali è stata complicata dalla guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti.
Iran, "gli attacchi USA sono una violazione del cessate il fuoco"
L’Iran ha condannato l’attacco notturno statunitense contro le installazioni radar costiere nel Golfo, definendolo una “flagrante” violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile.
Il ministero degli Esteri ha affermato che si è trattato di un attacco “alla sovranità nazionale e all’integrità territoriale della Repubblica islamica”, denunciando il “comportamento ostile e provocatorio” di Washington.
In una dichiarazione pubblicata oggi, il ministero degli Esteri ha condannato “la chiara e continua violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti”, ed esortato i Paesi della regione a smettere di offrire il proprio territorio e le proprie infrastrutture agli Stati Uniti.
“L’attacco statunitense, avvenuto in continuità con il comportamento ostile e provocatorio degli Stati Uniti, costituisce un’aggressione militare alla sovranità nazionale e all’integrità territoriale dell’Iran”, si legge nella dichiarazione, citata dall’agenzia Irna, che aggiunge: “L’Iran si riserva il diritto di rispondere agli attacchi con fermezza e nell’ambito della legittima difesa”.
