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MEDIO ORIENTE

L’Iran deride Trump: “Siete così nei guai che negoziate con voi stessi”

Altra notte di attacchi sui due fronti - BlackRock: “Col petrolio a 150 dollari al barile sarà recessione globale” - Il Pakistan è pronto ad ospitare i negoziati tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra

  • Oggi, 07:17
  • Un'ora fa
Ebrahim Zolfaghari

Ebrahim Zolfaghari

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Di:  Redazione RSI Info   
  • L’Iran deride Trump: “Siete così nei guai che negoziate con voi stessi”

  • BlackRock: “Col petrolio a 150 dollari al barile sarà recessione globale”

  • L’ex ambasciatore svizzero in Iran: “Colloqui produttivi? Trump mente”

  • Il Pakistan si propone come mediatore, offrendo Islamabad per dei colloqui di pace USA-Iran

  • Iran: le navi “non ostili” possono transitare dallo Stretto di Hormuz

  • Il Libano dichiara l’ambasciatore iraniano persona non grata: ha cinque giorni per andarsene

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6 minuti fa

Sanchez: "La guerra in Medio Oriente è peggiore del conflitto in Iraq"

“L’Iran è un Paese due volte più popolato dell’ Iraq e con un peso su economia mondiale cinque volte maggiore”, che “conta su più soldati regolari che Germania, Francia e Italia assieme”, con “una forza militare e tecnologie avanzate, che gli permettono di lanciare missili balistici a 4’000 km di distanza, di controllare lo Stretto di Hormuz, nonostante la presenza della flotta nordamericana”.

“Teheran è una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa”, ha segnalato il presidente del governo spagnolo, nell’avvertire che “siamo davanti a una situazione con un potenziale molto peggiore” del conflitto in Iraq.

Madrid ha negato agli Stati Uniti l’uso delle basi militari di Moron e Rota per gli attacchi mossi con Israele sull’Iran, nonostante le minacce di Washinton di interrompere gli scambi commerciali per la posizione nel conflitto.

Sanchez ha ricordato che gli attacchi israelo-statunitensi contro il territorio iraniano sono avvenuti quando le delegazioni americana e iraniana stavano negoziando e il regime degli Ayatollah si stava aprendo a un’intesa.

“Il presidente degli Stati Uniti aveva nelle sue mani queste informazioni e ha rifiutato un accordo”, per poi cominciare a bombardare, due giorni dopo l’Iran “senza dare spiegazioni, senza preavviso agli alleati, senza copertura legale e senza un obiettivo definito”, ha evidenziato il premier iberico.

10 minuti fa

Media USA: "Tra 1'000 e 2'000 paracadutisti in sinergia con i Marines"

Sarebbero tra i 1’000 e i 2’000 i paracadutisti che gli Stati Uniti stanno inviando in Medio Oriente, portando a circa 7’000 i rinforzi per la guerra contro l’Iran. L’operazione ‘Epic Fury’ conta circa 50’000 unità assegnate. A ricostruire i numeri sono i media statunitensi.

Alla CNN risultano “attorno ai 1’000” soldati della 82ma divisione aviotrasportata, la Associated Press parla di “almeno 1’000”, mentre il New York Times parla di “circa 2’000”. Scrive ancora il NYT: “Le forze combattenti proverrebbero dalla ‘Forza di Intervento Rapido’ della divisione, una brigata di circa 3’000 soldati in grado di essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore”.

Il contingente comprende il Maggior Generale Brandon R. Tegtmeier, comandante della divisione, e decine di membri del suo staff, oltre a due battaglioni, ciascuno con circa 800 soldati, hanno affermato fonti del quotidiano. Altri soldati della brigata potrebbero essere inviati nei prossimi giorni.

10 minuti fa

Agenzia Internazionale dell'Energia: "Pronti a un nuovo prelievo dalle riserve petrolifere"

Per attenuare l’impatto della guerra, il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) ha affermato di essere “pronto” a un nuovo prelievo dalle riserve petrolifere “se e quando sarà necessario”, in seguito a una richiesta del Giappone.

Martedì Donald Trump ha parlato di “un regalo molto grande” legato agli idrocarburi, senza fornire precisazioni, che potrebbe proprio essere collegato alla parziale riapertura dello Stretto di Hormuz.

Quasi il 20% della produzione mondiale di idrocarburi transita attraverso questo stretto strategico, il cui blocco quasi totale da parte di Teheran nelle ultime settimane ha fatto impennare i prezzi del petrolio.

12 minuti fa

Cala il petrolio e le borse asiatiche vanno in positivo mercoledì

Mercoledì i prezzi del petrolio sono in calo e le borse sono in territorio positivo dopo l’annuncio da parte dell’Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi ritenute “non ostili” e l’invio a Teheran da parte di Donald Trump di un piano di pace per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Nella notte il Brent del Mare del Nord, riferimento del mercato petrolifero mondiale, era in calo del 6,3% a 97,90 dollari al barile, scendendo nuovamente sotto i 100 dollari. Il riferimento americano - il barile di WTI - perdeva dal canto suo il 5,2% a 87,52 dollari.

Anche le borse asiatiche si sono mostrate rassicurate: l’indice Nikkei di Tokyo ha guadagnato il 2,7% a 53.664,86 punti, mentre Seul ha guadagnato oltre il 3%. L’indice Hang Seng di Hong Kong era in rialzo dell’1,0% a 25.321,32 punti, mentre l’indice composito di Shanghai registrava un +0,9% a 3.916,28 punti

14 minuti fa

Iran ha ricevuto proposta USA in 15 punti per cessate il fuoco

L’Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra, hanno dichiarato mercoledì due funzionari pakistani.

I funzionari pakistani hanno descritto la proposta in linea di massima come riguardante l’alleviamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, un ridimensionamento del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, i limiti sui missili e l’accesso alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, la stretta imboccatura del Golfo Persico.

Secondo quanto riferito, l’amministrazione Trump avrebbe offerto il piano all’Iran poiché gli Stati Uniti sembrano voler porre fine alla guerra, anche se ulteriori truppe si stanno dirigendo verso il Medio Oriente. Il piano è stato presentato all’Iran da intermediari del governo pakistano, che si è offerto di ospitare nuovi negoziati tra Washington e Teheran.

15 minuti fa

ONU teme "catastrofe totale" in Medio Oriente

“Alcuni Stati stanno rischiando una catastrofe totale”. Mercoledì, in videoconferenza da Ginevra, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha messo in guardia dal pericolo che incombe su tutto il Medio Oriente.

All’inizio di un dibattito urgente del Consiglio dei diritti umani dell’ONU sui recenti attacchi iraniani, l’austriaco ha anche deplorato i crescenti attacchi contro zone residenziali in Iran.

Un progetto di risoluzione che sarà discusso in mattinata condanna qualsiasi manovra iraniana volta a “chiudere, ostacolare o interferire” con il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Denuncia “nei termini più fermi” gli attacchi della Repubblica islamica contro i Paesi del Golfo e la Giordania ed esprime preoccupazione per i raid contro gli impianti energetici e chiede un risarcimento “rapido” e “adeguato”.

Intanto, l’Iran e i Paesi suoi alleati contrattaccano. Mercoledì mattina proprio Volker Türk ha annunciato che venerdì mattina si terrà un altro dibattito urgente su loro richiesta.

15 minuti fa

IDF: "Colpiti due siti di produzione di missili a Teheran"

L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver colpito due siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran, sotto il controllo del Ministero della Difesa iraniano. “Nei giorni scorsi l’aeronautica israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence militare, ha colpito due importanti siti di produzione di missili da crociera a Teheran”, hanno reso noto i militari.

Tali strutture erano utilizzate per “sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra”, secondo quanto evidenzia la dichiarazione militare, che si è vantata di aver aumentato “i danni inflitti alle infrastrutture di produzione militare del regime”. La scorsa settimana Israele ha annunciato di aver condotto bombardamenti su larga scala contro navi e installazioni navali iraniane nel Mar Caspio, a nord dell’Iran.

2 ore fa

L'Iran deride Trump: "Siete così nei guai che negoziate con voi stessi"

Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi USA di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. “Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi? La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai”.

In un video preregistrato trasmesso oggi dalla televisione di Stato, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si è trasformata in un “fallimento strategico”.

La dichiarazione dell’alto ufficiale iraniano è giunta poco dopo che l’amministrazione Trump ha inviato all’Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco in 15 punti.


Oggi, 07:16

BlackRock: "Con il petrolio a 150 dollari al barile sarà recessione globale"

Se il prezzo del petrolio raggiungerà i 150 dollari al barile, si innescherà una recessione globale. Lo ha dichiarato alla BBC il capo del colosso finanziario statunitense BlackRock.

Larry Fink, amministratore delegato della più grande società di gestione patrimoniale al mondo, ha affermato che se l’Iran “rimarrà una minaccia” e i prezzi del petrolio resteranno elevati, ciò avrà “profonde implicazioni” per l’economia mondiale.

In un’ampia intervista esclusiva, ha anche negato l’esistenza di una bolla legata all’IA, pur affermando che le nuove tecnologie hanno portato troppe persone a conseguire lauree universitarie e non abbastanza a seguire corsi di formazione tecnica.

Larry Fink

Larry Fink

  • reuters
Oggi, 07:16

Raid israeliani in Libano causano la morte di nove persone

Almeno nove persone sono state uccise nella notte tra martedì e mercoledì in tre raid israeliani contro alcune località del sud del Libano, regione considerata una roccaforte del movimento filoiraniano Hezbollah.

Secondo l’Agenzia nazionale di informazione (ANI), un attacco israeliano ha causato almeno tre morti e 18 feriti nella regione di Nabatiyeh, mentre un altro ha provocato quattro morti e un ferito ad Aadloun, a sud della città di Sidone.

Sempre secondo la stessa fonte, un attacco israeliano contro un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh, anch’esso vicino a Sidone, ha inoltre provocato due morti e quattro feriti.

Oggi, 07:16

Iran: "Lanciati missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (IRIB).

Secondo l’emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un’altra in Bahrein e un’altra ancora in Giordania, utilizzando “missili e droni”.