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MEDIO ORIENTE

L’Iran respinge proposta USA e pone 5 condizioni

DFAE, non risultano più viaggiatori elvetici bloccati in Medio Oriente - Teheran che lascia passare le navi di Paesi “non ostili” e l’invio del documento con cui gli USA puntano a una tregua infondono fiducia alle borse - L’Iran colpisce ancora i Paesi del Golfo

  • Oggi, 07:17
  • Un'ora fa
Una nave mercantile carica di auto attraversa un tratto di mare nello Stretto di Hormuz domenica

Una nave mercantile carica di auto attraversa un tratto di mare nello Stretto di Hormuz domenica

  • Keystone
Di:  Redazione RSI Info   
  • Gli svizzeri registrati sull’app Travel Admin hanno tutti lasciato il Medio Oriente

  • L’Iran respinge la proposta USA definendola “eccessiva” e rilancia le sue condizioni per un eventuale cessate il fuoco.

  • Il petrolio cala ancora e le borse recuperano terreno in Europa e Asia mercoledì

  • Mercoledì l’Iran ha dichiarato di aver preso di mira una portaerei statunitense

  • L’Iran deride Trump: “Siete così nei guai che negoziate con voi stessi”

  • Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite condanna le restrizioni imposte dall’Iran nello Stretto di Hormuz

  • BlackRock: “Con il petrolio a 150 dollari al barile sarà recessione globale”

  • Il premier spagnolo Sanchez critica duramente gli Stati Uniti per l’attacco all’Iran

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Un'ora fa

Gli svizzeri registrati sull'app Travel Admin hanno lasciato il Medio Oriente

A quasi un mese dallo scoppio delle ostilità, tutti gli svizzeri che hanno espresso la loro volontà di abbandonare il Medio Oriente tramite l’app della Confederazione Travel Admin sono riusciti a tornare in patria. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non risultano più viaggiatori elvetici ancora bloccati nella regione.

Nel frattempo diverse compagnie aeree hanno ripreso le operazioni negli scali internazionali nell’area colpita dal conflitto, ha comunicato il DFAE. Attualmente sono disponibili collegamenti giornalieri diretti dagli Emirati Arabi Uniti verso la Svizzera.

La situazione sembra dunque essersi stabilizzata. Nei primi giorni dallo scoppio della guerra, a inizio mese, oltre 4’000 concittadini rimasti bloccati in Medio Oriente a seguito del conflitto si erano annunciati sull’app di viaggio del DFAE.

Anche il numero di richieste presso la Helpline istituita dalla Confederazione e quelle inoltrate alle varie rappresentanze diplomatiche rossocrociate è diminuito sensibilmente. Secondo il DFAE queste ultime riguardano principalmente richieste di informazioni di viaggio o sono legate ad altri servizi consolari.

Oggi, 15:45

Evacuati 163 russi che lavorano alla centrale nucleare di Bushehr, in Iran

I russi che lavorano alla centrale nucleare di Bushehr, nel sud dell’Iran, sono stati evacuati. Lo ha annunciato mercoledì il capo del gruppo Rosatom, dopo che l’agenzia atomica iraniana aveva riferito che un attacco aveva colpito il sito, senza causare danni. “Oggi, alle 07.20 ora di Mosca (04.20 GMT), 163 persone hanno lasciato Bushehr per dirigersi verso il confine tra Iran e Armenia”, ha dichiarato alla stampa il direttore generale del colosso nucleare russo, Alexei Likhatchev. Diverse decine di cittadini russi erano già stati evacuati da questa centrale nei primi giorni della guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi israelo-americani contro l’Iran il 28 febbraio. Likhatchev ha precisato che, a questo punto, “circa 300 persone” sono rimaste sul sito, ma che la Russia intende proseguire le evacuazioni per lasciare solo “diverse decine di persone direttamente sul posto”.

Oggi, 15:41

"Teheran pone 5 condizioni, proposta USA eccessiva"

L’Iran respinge la proposta degli Stati Uniti definendola “eccessiva” e rilancia le sue condizioni per un eventuale cessate il fuoco. Lo riporta l’emittente iraniana Press TV, che cita un alto funzionario. “L’Iran porrà fine alla guerra quando lo deciderà e quando saranno soddisfatte le sue condizioni. Prima di allora non si terranno negoziati”, ha affermato la fonte. Il funzionario ha delineato le richieste, tra cui “la cessazione degli attacchi e degli assassinii, garanzie contro futuri conflitti, il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti i fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento dell’autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz”.

Oggi, 14:28

Iran attacca i Paesi del Golfo e Israele mercoledì

Mercoledì l’Iran ha lanciato salve di missili e droni contro i suoi vicini del Golfo e Israele, mentre quest’ultimo continua a bombardare Teheran e il Libano, nonostante la promessa statunitense di negoziati di pace che ha calmato i mercati.

I Guardiani della Rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, hanno annunciato mercoledì di aver lanciato attacchi contro il nord e il centro di Israele, compresa la regione di Tel Aviv, nonché contro due basi militari statunitensi in Kuwait, una in Giordania e una in Bahrein.

Sempre in Kuwait, un attacco con droni ha incendiato un serbatoio di carburante all’aeroporto internazionale dell’emirato, secondo l’Autorità per l’aviazione civile del Paese, che non ha segnalato vittime.

Oggi, 14:20

L'Iran afferma di aver preso di mira una portaerei americana

Mercoledì l’Iran ha dichiarato di aver preso di mira una portaerei statunitense, nonostante le dichiarazioni di Washington su un piano di pace e gli sforzi di paesi terzi per porre fine all’escalation militare, fungendo da intermediari tra le parti in causa.

Secondo un comunicato della Marine iraniana il lancio di missili ha costretto la portaerei USS Abraham Lincoln, schierata nel Golfo, “a cambiare posizione”.

“Non appena questa flotta ostile entrerà nel raggio d’azione dei nostri sistemi missilistici, sarà bersaglio di potenti attacchi”, ha avvertito il comandante della Marina di Teheran, l’ammiraglio Shahram Irani. L’esercito americano non ha confermato.

Oggi, 13:46

Consiglio dei diritti umani ONU condanna l'Iran per restrizioni allo Stretto di Hormuz

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite condanna le restrizioni imposte dall’Iran nello Stretto di Hormuz. Mercoledì, nel corso di un dibattito urgente tenutosi a Ginevra, ha denunciato gli attacchi della Repubblica islamica contro i Paesi del Golfo e contro la Giordania.

In una risoluzione approvata all’unanimità, l’organismo condanna qualsiasi manovra iraniana volta a “chiudere, ostacolare o interferire” con il traffico marittimo nello Stretto di Ormuz. Denuncia “nei termini più fermi” gli attacchi della Repubblica islamica nella regione ed esprime preoccupazione per i raid contro gli impianti energetici.

Denuncia inoltre tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario (DIU) e dei diritti umani. E chiede un risarcimento “rapido” e “adeguato” per i danni causati da Teheran.

Oggi, 13:13

IDF: "Colpito il centro di ricerca navale iraniano a Isfahan"

L’Aeronautica militare israeliana, sotto la direzione dell’intelligence delle Forze di difesa israeliane (IDF), ha portato a termine una vasta ondata di attacchi contro le industrie produttive del regime iraniano a Isfahan. Lo riportano i media israeliani.

Nell’ambito degli attacchi, le Forze di difesa Israeliane, guidate dall’intelligence della Marina israeliana, hanno preso di mira il Centro iraniano di ricerca subacquea a Isfahan.

Secondo quanto riportato nel comunicato il centro è l’unica struttura in Iran responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana.

Oggi, 12:51

Il petrolio cala di nuovo, le borse europee e asiatiche sono positive

I prezzi del petrolio continuano a scendere, dopo l’annuncio da parte dell’Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi ritenute «non ostili» e la trasmissione di un piano di pace statunitense a Teheran.

Verso le 12.00 ora svizzera il Brent del Mare del Nord, riferimento del mercato petrolifero mondiale, era in calo del 6,02% a 98,20 dollari al barile. Dal canto suo, il barile di WTI del Texas perdeva il 5,75% a 87,04 dollari.

Le borse europee e asiatiche sembrano rassicurate. Attorno a mezzogiorno ora svizzera Parigi guadagnava l’1,66%, Francoforte l’1,67% e Londra l’1,25%. L’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,9% a 53.749,62 punti, mentre l’indice composito di Shanghai è salito dell’1,3% a 3.931,84 punti.

A Zurigo a mezzogiorno l’SMI registrava un rialzo dell’1,6% a 12’713 punti, segnando così un aumento per il terzo giorno consecutivo.

Oggi, 10:27

Sanchez: "La guerra in Medio Oriente è peggiore del conflitto in Iraq"

“L’Iran è un Paese due volte più popolato dell’ Iraq e con un peso su economia mondiale cinque volte maggiore”, che “conta su più soldati regolari che Germania, Francia e Italia assieme”, con “una forza militare e tecnologie avanzate, che gli permettono di lanciare missili balistici a 4’000 km di distanza, di controllare lo Stretto di Hormuz, nonostante la presenza della flotta nordamericana”.

“Teheran è una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa”, ha segnalato il presidente del governo spagnolo, nell’avvertire che “siamo davanti a una situazione con un potenziale molto peggiore” del conflitto in Iraq.

Madrid ha negato agli Stati Uniti l’uso delle basi militari di Moron e Rota per gli attacchi mossi con Israele sull’Iran, nonostante le minacce di Washinton di interrompere gli scambi commerciali per la posizione nel conflitto.

Sanchez ha ricordato che gli attacchi israelo-statunitensi contro il territorio iraniano sono avvenuti quando le delegazioni americana e iraniana stavano negoziando e il regime degli Ayatollah si stava aprendo a un’intesa.

“Il presidente degli Stati Uniti aveva nelle sue mani queste informazioni e ha rifiutato un accordo”, per poi cominciare a bombardare, due giorni dopo l’Iran “senza dare spiegazioni, senza preavviso agli alleati, senza copertura legale e senza un obiettivo definito”, ha evidenziato il premier iberico.

Oggi, 10:22

Cala il petrolio e le borse asiatiche vanno in positivo mercoledì

Mercoledì i prezzi del petrolio sono in calo e le borse sono in territorio positivo dopo l’annuncio da parte dell’Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi ritenute “non ostili” e l’invio a Teheran da parte di Donald Trump di un piano di pace per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Nella notte il Brent del Mare del Nord, riferimento del mercato petrolifero mondiale, era in calo del 6,3% a 97,90 dollari al barile, scendendo nuovamente sotto i 100 dollari. Il riferimento americano - il barile di WTI - perdeva dal canto suo il 5,2% a 87,52 dollari.

Anche le borse asiatiche si sono mostrate rassicurate: l’indice Nikkei di Tokyo ha guadagnato il 2,7% a 53.664,86 punti, mentre Seul ha guadagnato oltre il 3%. L’indice Hang Seng di Hong Kong era in rialzo dell’1,0% a 25.321,32 punti, mentre l’indice composito di Shanghai registrava un +0,9% a 3.916,28 punti

Oggi, 10:20

Iran ha ricevuto proposta USA in 15 punti per cessate il fuoco

L’Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra, hanno dichiarato mercoledì due funzionari pakistani.

I funzionari pakistani hanno descritto la proposta in linea di massima come riguardante l’alleviamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, un ridimensionamento del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, i limiti sui missili e l’accesso alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, la stretta imboccatura del Golfo Persico.

Secondo quanto riferito, l’amministrazione Trump avrebbe offerto il piano all’Iran poiché gli Stati Uniti sembrano voler porre fine alla guerra, anche se ulteriori truppe si stanno dirigendo verso il Medio Oriente. Il piano è stato presentato all’Iran da intermediari del governo pakistano, che si è offerto di ospitare nuovi negoziati tra Washington e Teheran.

Oggi, 10:19

ONU teme "catastrofe totale" in Medio Oriente

“Alcuni Stati stanno rischiando una catastrofe totale”. Mercoledì, in videoconferenza da Ginevra, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha messo in guardia dal pericolo che incombe su tutto il Medio Oriente.

All’inizio di un dibattito urgente del Consiglio dei diritti umani dell’ONU sui recenti attacchi iraniani, l’austriaco ha anche deplorato i crescenti attacchi contro zone residenziali in Iran.

Un progetto di risoluzione che sarà discusso in mattinata condanna qualsiasi manovra iraniana volta a “chiudere, ostacolare o interferire” con il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Denuncia “nei termini più fermi” gli attacchi della Repubblica islamica contro i Paesi del Golfo e la Giordania ed esprime preoccupazione per i raid contro gli impianti energetici e chiede un risarcimento “rapido” e “adeguato”.

Intanto, l’Iran e i Paesi suoi alleati contrattaccano. Mercoledì mattina proprio Volker Türk ha annunciato che venerdì mattina si terrà un altro dibattito urgente su loro richiesta.

Oggi, 10:18

IDF: "Colpiti due siti di produzione di missili a Teheran"

L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver colpito due siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran, sotto il controllo del Ministero della Difesa iraniano. “Nei giorni scorsi l’aeronautica israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence militare, ha colpito due importanti siti di produzione di missili da crociera a Teheran”, hanno reso noto i militari.

Tali strutture erano utilizzate per “sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra”, secondo quanto evidenzia la dichiarazione militare, che si è vantata di aver aumentato “i danni inflitti alle infrastrutture di produzione militare del regime”. La scorsa settimana Israele ha annunciato di aver condotto bombardamenti su larga scala contro navi e installazioni navali iraniane nel Mar Caspio, a nord dell’Iran.

Oggi, 08:16

L'Iran deride Trump: "Siete così nei guai che negoziate con voi stessi"

Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi USA di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. “Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi? La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai”.

In un video preregistrato trasmesso oggi dalla televisione di Stato, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si è trasformata in un “fallimento strategico”.

La dichiarazione dell’alto ufficiale iraniano è giunta poco dopo che l’amministrazione Trump ha inviato all’Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco in 15 punti.


Oggi, 07:16

BlackRock: "Con il petrolio a 150 dollari al barile sarà recessione globale"

Se il prezzo del petrolio raggiungerà i 150 dollari al barile, si innescherà una recessione globale. Lo ha dichiarato alla BBC il capo del colosso finanziario statunitense BlackRock.

Larry Fink, amministratore delegato della più grande società di gestione patrimoniale al mondo, ha affermato che se l’Iran “rimarrà una minaccia” e i prezzi del petrolio resteranno elevati, ciò avrà “profonde implicazioni” per l’economia mondiale.

In un’ampia intervista esclusiva, ha anche negato l’esistenza di una bolla legata all’IA, pur affermando che le nuove tecnologie hanno portato troppe persone a conseguire lauree universitarie e non abbastanza a seguire corsi di formazione tecnica.

Larry Fink

Larry Fink

  • reuters
Oggi, 07:16

Raid israeliani in Libano causano la morte di nove persone

Almeno nove persone sono state uccise nella notte tra martedì e mercoledì in tre raid israeliani contro alcune località del sud del Libano, regione considerata una roccaforte del movimento filoiraniano Hezbollah.

Secondo l’Agenzia nazionale di informazione (ANI), un attacco israeliano ha causato almeno tre morti e 18 feriti nella regione di Nabatiyeh, mentre un altro ha provocato quattro morti e un ferito ad Aadloun, a sud della città di Sidone.

Sempre secondo la stessa fonte, un attacco israeliano contro un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh, anch’esso vicino a Sidone, ha inoltre provocato due morti e quattro feriti.