Il Forum economico mondiale di Davos, il primo dopo la fine dell’era di Klaus Schwab, entra nel vivo questo martedì nel segno dello “spirito di dialogo”, lo slogan scelto che appare alquanto lontano dalla realtà geopolitica attuale. Lo si è visto lunedì sera anche sul terreno, quando a Zurigo un corteo autorizzato contro la presenza di Trump al WEF è degenerato in scontri e vandalismi.
Ad aprire il Forum sarà il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, in un contesto teso dopo l’annuncio di dazi da parte americana agli otto Paesi europei - Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Olanda, Finlandia e Regno Unito - che si oppongono alle mire di Trump sulla Groenlandia.
Il discorso del presidente francese, Emmanuel Macron, oggi a Davos, così come quello della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sarà seguito con particolare attenzione. I due prenderanno la parola dopo Parmelin.
Dagli Stati Uniti il presidente Donald Trump, atteso mercoledì in Svizzera, ha detto di aver concordato un incontro con le parti per discutere della rivendicazione americana. I leader europei, ha aggiunto, non “opporranno troppa resistenza” al suo tentativo di acquistare la Groenlandia.

Davos, pronti per la sicurezza al WEF
Telegiornale 16.01.2026, 20:00




