LIVETICKER
MEDIO ORIENTE

Trump estende lo stop agli attacchi a impianti energetici

Sospensione fino al 6 aprile - Il presidente statunitense esorta l’Iran a impegnarsi seriamente nei negoziati - Tel Aviv annuncia nuovi raid su vasta scala contro l’Iran e ne uccide il capo della marina

  • 25 marzo, 07:17
  • Ieri, 21:47
Il presidente statunitense Donald Trump

Il presidente statunitense Donald Trump

  • Keystone
Di:  Redazione RSI Info   
  • Esteso di 10 giorni lo stop agli attacchi a impianti energetici iraniani

  • Trump ha lanciato un monito all’Iran, esortandolo a impegnarsi seriamente nei negoziati

  • Raid israeliani su vasta scala contro le infrastrutture iraniane - Ucciso il comandante della marina iraniana

  • Missili iraniani contro Israele e gli Emirati Arabi Uniti: 6 feriti nello Stato ebraico, 2 morti per i detriti ad Abu Dhabi

  • Cresce ancora il prezzo della benzina in Svizzera: + 5 centesimi in una settimana, +20 dall’inizio del conflitto

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Oggi, 05:55

Marco Rubio fiducioso sulla riapertura dei negoziati

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha espresso la sua fiducia sulla riapertura dei negoziati con l’Iran, prima di partire per la Francia e per il G7. Rubio ha rimarcato che “sono stati compiuti progressi”, dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace.

“C’è un crescente flusso di energia che transita attraverso gli stretti. Non tanto quanto dovrebbe, ma il flusso ha subito un certo incremento”, ha aggiunto l’ex senatore della Florida. “Dunque, ribadisco: vi sono stati alcuni progressi per quanto concerne lo scambio di messaggi; si tratta tuttavia di un processo continuo e fluido, e non di una questione che intendiamo negoziare o discutere attraverso i media”, ha concluso il segretario di Stato.

Ieri, 23:31

Trump critica la Germania

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato la Germania per la mancata collaborazione nel garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Ha definito «inappropriato» il fatto che dalla parte tedesca fosse stato affermato: «Questa non è la nostra guerra», ha dichiarato il repubblicano durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca. Trump non ha fatto nomi specifici, ma ha attribuito la dichiarazione ai vertici del Paese. Diversi politici tedeschi di spicco si sono espressi in modo simile di recente.

Ieri, 22:52

Iran vieta ai team sportivi di recarsi nei Paesi considerati "ostili"

L’Iran ha vietato, fino a nuovo ordine, alle squadre nazionali e alle società sportive di recarsi nei Paesi considerati “ostili”, secondo quanto riportato giovedì dall’agenzia di stampa iraniana Isna, che ha fatto riferimento ai rischi legati alla sicurezza degli atleti.

L’annuncio fa seguito alla recente polemica che ha coinvolto la squadra femminile di calcio iraniana durante il suo soggiorno in Australia per disputare la Coppa d’Asia.

Canberra aveva suscitato l’ira di Teheran concedendo asilo a sei giocatrici e a un membro dello staff tecnico, definite “traditrici” in Iran dopo aver rifiutato di cantare l’inno nazionale prima di una partita. Cinque di loro sono tornate sui propri passi e sono rientrate in Iran, mentre solo due sono rimaste in Australia.

Ieri, 21:41

Trump estende di 10 giorni lo stop agli attacchi contro gli impianti energetici

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esteso di 10 giorni la sospensione degli attacchi contro il settore energetico iraniano. Ovvero fino alle 20 (ora di Washington) del 6 aprile.

“I colloqui sono in corso e, nonostante le erronee dichiarazioni contrarie diffuse dai media delle ‘Fake News’ e da altri soggetti, stanno procedendo molto bene”, ha scritto Trump sul social Truth.

Ieri, 21:27

Rubio sprona il G7, "dovete aiutarci su Hormuz"

Riuniti in Francia all’Abbazia di Vaux-de-Cernay, a pochi chilometri da Rambouillet dove 50 anni fa si tenne la sua prima riunione, il G7 dei ministri degli Esteri fa il punto della situazione sulle tante crisi internazionali, a partire dalla situazione in Medio Oriente, in attesa che per la seconda giornata di lavoro arrivi al tavolo il segretario di stato USA. Ma Marco Rubio, proprio prima di imbarcarsi per la Francia, ha già lanciato il messaggio che Donald Trump vuole venga recapitato di persona ai partner: “Spingere per riaprire lo Stretto di Hormuz è nell’interesse di tutti i Paesi del G7. È nel loro interesse aiutare”.

Ieri, 20:53

"A rischio investimenti Golfo negli USA, Casa Bianca preoccupata"

L’amministrazione Trump conta su miliardi di dollari di investimenti dai Paesi del Golfo Persico per lanciare l’età dell’oro negli Stati Uniti. Ma la guerra in Iran sta infliggendo alle casse di Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti un duro colpo e all’interno dell’amministrazione inizia a crescere la preoccupazione che non riusciranno a mantenere le loro promesse. Secondo indiscrezioni riportate dai media USA, i Paesi del Golfo hanno fatto sapere alla Casa Bianca che sono a poche settimane di distanza dal dover rimpatriare miliardi di investimenti promessi negli Stati Uniti e se questo accadrà gli obiettivi economici del presidente potrebbero risentirne.

Ieri, 20:51

Bufera su Trump, i Democratici vogliono un'indagine per insider trading

Un’ondata di scommesse accompagna le maggiori decisioni di Trump e i Democratici vogliono vederci chiaro per capire chi c’è dietro le speculazioni. E, soprattutto, se si tratta di un caso di insider trading riconducibile al presidente. Il trend dei movimenti finanziari ‘sospetti’ è ormai difficile da ignorare, sia sui mercati regolamentati sia su quelli che non lo sono come Polymarket e Kalshi. Lunedì scorso, 16 minuti prima che Trump annunciasse una pausa negli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, 580 milioni di dollari sono stati scommessi sulla volatilità del petrolio, consentendo ai trader di realizzare significativi guadagni nell’arco di pochi secondi. Il venerdì prima che la guerra iniziasse, circa 150 account sul mercato di previsione Polymarket hanno effettuato scommesse prevedendo nell’arco di 24 ore l’avvio dei bombardamenti all’Iran. Il due gennaio un trader ha trasformato 32’000 dollari in più di 400’000 scommettendo sulla cattura dell’ex presidente del Venezuela Maduro, annunciata poche ore dopo. In aprile, riporta Axios, un’ondata di operazioni è stata piazzata prima che Trump annunciasse a sorpresa la sospensione dei dazi del Liberation Day del 2 aprile. Un trader ha guadagnato quasi un milione di dollari dal 2024 effettuando scommesse sulla piattaforma Polymarket sull’Iran. Le transazioni sono anonime e non è chiaro se dietro ci sia qualcuno a conoscenza delle mosse del presidente o solo persone fortunate. Non ci sono neanche prove che Trump fosse a conoscenza delle operazioni, anche se alcuni notano come questo scampolo della sua presidenza si sia rivelato particolarmente redditizio per i familiari del presidente e i suoi alleati. Lunedì mattina, alcuni secondi prima che Trump posticipasse l’escalation contro l’Iran, sono state effettuate una serie di scommesse che hanno poi realizzato guadagni grazie all’annuncio del presidente. Queste persone avevano informazioni interne, probabilmente dalla Casa Bianca. Questa è corruzione”, ha tuonato il senatore democratico Chris Murphy, dando voce alla crescente frustrazione all’interno del suo partito su operazioni poco trasparenti e preoccupanti proprio mentre gli americani pagano a caro prezzo la guerra in Iran. La Casa Bianca smentisce ogni ipotetico coinvolgimento del tycoon.

Ieri, 20:48

L'incubo di Kiev, "gli Usa pensano di dirottare le armi in Iran"

La prospettiva evocata dal Pentagono di un dirottamento in Medio Oriente delle armi americane destinate originariamente all’Ucraina, potrebbe rivelarsi un vero e proprio incubo per il presidente Volodymyr Zelensky, alle prese da oltre quattro anni con l’offensiva russa. A riferirlo è il Washington Post, citando alcune fonti secondo le quali una decisione in tal senso non sarebbe stata ancora presa. Ma il solo valutarla - si sottolinea - mette in evidenza i crescenti compromessi necessari per gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, alimentando allo stesso tempo le preoccupazioni dei Paesi europei.

Ieri, 20:45

Teheran, "favorevoli a ogni richiesta Madrid di navigare in Hormuz"

L’ambasciata iraniana in Spagna ha segnalato oggi che la Repubblica Islamica è disponibile a “qualsiasi richiesta” proveniente da Madrid per attraversare lo Stretto di Hormuz, definendo la Spagna un Paese “impegnato nel diritto internazionale”. Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato il 12 marzo che lo stretto, dove transita circa il 20% del petrolio mondiale, “deve rimanere chiuso”, sebbene il regime applichi eccezioni, consentendo il passaggio alle navi autorizzate di paesi non ostili.

Ieri, 20:42

Proseguono i contatti USA-Iran ma Trump prepara l'attacco finale

I contatti tra Washington e Teheran ci sono. Confermati, a vario titolo, da entrambe le parti. Ma al giorno 27 della guerra i messaggi sono e restano contrastanti, lasciando aperto ogni scenario tra gli ultimatum di Trump e lo spettro dell’invasione di Kharg, l’isola petrolifera iraniana strategica nel Golfo. Donald Trump mostra infatti, ancora una volta, i muscoli e parla di un Iran che sta “implorando di raggiungere un accordo”, senza togliere dal tavolo la pistola fumante di un attacco massiccio: “Saremo il loro peggior incubo” e prendere il controllo del greggio degli ayatollah resta “un’opzione”.

Ieri, 20:41

L'Asia resta a secco, code ai benzinai e settimane corte

Settimane lavorative di quattro giorni, voli sospesi, lunghe file ai distributori di benzina o per riempire le bombole del gas. La guerra in Medio Oriente sta ostacolando le forniture di gas e petrolio. E nell’Asia del sud le ripercussioni sull’economia e sulla vita di tutti i giorni sono ormai evidenti.

Ieri, 20:40

Israele annuncia la morte di un secondo soldato nel sud del Libano

L’esercito israeliano ha annunciato in serata la morte “in combattimento” di un suo soldato nel Libano meridionale, poche ore dopo aver riportato un’altra vittima tra le sue fila. “Il sergente Aviaad Elchanan Volansky, 21 anni, di Gerusalemme, soldato del 77° battaglione della 7a brigata, è stato ucciso in azione nel Libano meridionale”, secondo un comunicato militare. Quest’ultimo decesso porta a quattro il numero dei soldati israeliani uccisi dal 2 marzo scorso, data della ripresa delle ostilità con il movimento islamista Hezbollah, alleato di Teheran. Israele ha annunciato la sua intenzione di rioccupare l’area a sud del fiume Litani nel Libano meridionale per ristabilire una zona cuscinetto di sicurezza.

Ieri, 17:59

Swiss raddoppia i voli tra Zurigo e Delhi a causa della guerra in Iran

La compagnia aerea Swiss raddoppierà il numero dei suoi voli tra Zurigo e Delhi a partire dal 1° aprile. Fino al 31 maggio offrirà un secondo collegamento giornaliero oltre al suo volo di linea verso l’India.

Numerosi passeggeri, anche di altre compagnie aeree, non possono attualmente prendere i voli originariamente prenotati attraverso la regione del Golfo a causa della guerra in Iran, ricorda Swiss in un comunicato. Per questo motivo, molti di loro opterebbero per voli diretti da e verso l’Asia. Di conseguenza, la domanda di tali collegamenti diretti è ora più elevata.

Oltre al volo per Delhi, che finora partiva a mezzogiorno da Zurigo, da aprile ne verrà offerto un secondo in serata, anch’esso con volo di ritorno a Zurigo.

Ieri, 16:24

Trump: "Se l'Iran non vorrà trovare un accordo, saremo il loro peggior incubo"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un monito all’Iran sui social media, esortandolo a «impegnarsi seriamente» nei negoziati per un accordo che ponga fine alla guerra. Il post arriva il giorno dopo che Trump aveva affermato che un accordo per porre fine al conflitto è vicino, nonostante Teheran abbia respinto il suo piano di cessate il fuoco in 15 punti.

In una riunione di gabinetto alla Casa Bianca i toni di Trump sono stati più duri: “Ora hanno la possibilità (l’Iran), di abbandonare definitivamente le loro ambizioni nucleari e di unirsi a un nuovo percorso”. “Vedremo se vorranno farlo. Se non lo faranno, saremo il loro peggior incubo. Nel frattempo, continueremo a spazzarli via”.

Trump ha parlato dopo che giovedì un alto funzionario iraniano ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che la proposta di Washington per porre fine a quasi quattro settimane di combattimenti è “unilaterale e ingiusta”.

Ieri, 14:26

USA negano bombardamento mirato di ospedale iracheno

Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha assicurato giovedì all’AFP che le “accuse” secondo cui gli USA avrebbero preso di mira le forze di sicurezza irachene sono “categoricamente false”. Ieri, mercoledì, sette soldati sono morti a seguito di un bombardamento su un ospedale di una base militare irachena.

“Tutte le accuse secondo cui gli Stati Uniti avrebbero preso di mira le forze di sicurezza irachene sono categoricamente false, incompatibili con la partnership americano-irachena e offensive per i lunghi anni di amicizia e cooperazione tra gli Stati Uniti e le forze irachene”, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano.

Le autorità irachene non hanno accusato espressamente gli Stati Uniti di aver condotto l’attacco contro un ospedale militare di Habbaniya (nel centro del Paese) che mercoledì ha causato la morte di sette soldati. Il governo ha tuttavia ritenuto che questo “crimine” venisse a “minare i rapporti che uniscono i popoli dell’Iraq e degli Stati Uniti”.

Ieri, 14:10

Israele afferma di aver ucciso 700 membri di Hezbollah

L’esercito israeliano ha affermato giovedì di aver ucciso 700 membri di Hezbollah libanese dalla ripresa dei combattimenti, il 2 marzo, in Libano. Secondo il governo libanese, 1094 persone sono state uccise dalla ripresa del conflitto.

“Abbiamo condotto operazioni risolute (...) per garantire la sicurezza dei nostri civili. A questo punto, posso fornirvi una cifra di circa 700 terroristi che sono stati eliminati”, ha affermato il tenente colonnello Nadav Shoshani durante un briefing per la stampa internazionale.

L’offensiva israeliana nel sud del Libano mira a proteggere le “comunità del nord di Israele”, “allontanare sufficientemente la minaccia dal confine” e “smantellare le capacità di Hezbollah su tutti i fronti”, ha aggiunto.

Ieri, 13:55

Paesi del Golfo vogliono esser coinvolti nei negoziati di pace

I Paesi del Golfo hanno dichiarato di voler essere coinvolti in qualsiasi negoziato tra Stati Uniti e Iran, insistendo sul fatto che, pur avendo il diritto all’autodifesa, preferiscono la diplomazia.

“Sottolineiamo la necessità di coinvolgere i Paesi del CCG (Consiglio di Cooperazione del Golfo) in qualsiasi negoziato o accordo per risolvere questa crisi, in un modo che contribuisca a rafforzare la loro sicurezza e stabilità”, ha affermato il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi, in un discorso televisivo.

Al Budaiwi ha anche affermato che l’Iran ha chiesto alle navi di pagare somme di denaro per attraversare lo Stretto di Hormuz.

Ieri, 11:29

Israele dichiara di aver ucciso il capo della Marina dei Pasdaran

Israele ha “eliminato” il capo della Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, secondo quanto afferma il ministro della Difesa Israel Katz.

Ieri, 11:25

Cresce ancora il prezzo della benzina in Svizzera

La guerra in Medio Oriente continua a far salire i prezzi dei carburanti in Svizzera: nel giro di una settimana il costo della benzina è aumentato di altri 5 centesimi al litro, emerge da un’analisi pubblicata oggi del Touring Club Svizzero (TCS).

Una settimana fa, il 19 marzo, un litro senza piombo 95 si pagava in media 1,82 franchi nella Confederazione, mentre martedì - due giorni or sono - il prezzo era salito a 1,87 franchi. L’aumento è stato ancora più marcato per il diesel: nello stesso periodo il rincaro è stato di 9 centesimi a 2,19 franchi.

Dallo scoppio del conflitto la benzina ha registrato una progressione di 20 centesimi al litro, mentre per il diesel si pagano 40 centesimi in più.

Ieri, 10:31

Attacchi iraniani contro Israele: diversi feriti e molta distruzione

Da giovedì mattina l’Iran ha lanciato sette diversi attacchi contro Israele, le sirene sono scattate a Tel Aviv, nel centro del Paese e nel nord, dove una bambina di undici anni ha avuto un attacco cardiaco mentre correva nel rifugio ed è in gravi condizioni. Per il momento nel centro di Israele vi sono stati sette feriti non gravi e molta distruzione.

Ieri, 10:05

Corea del Sud riduce dazi sui carburanti visto il protrarsi del conflitto

La Corea del Sud stanzierà altri 17 miliardi di dollari il mese prossimo ed estenderà le riduzioni delle imposte sui carburanti per far fronte alle conseguenze della guerra in Medio Oriente, ha annunciato giovedì il governo.

“Il governo presenterà il mese prossimo un bilancio suppletivo di 25’000 miliardi di won (131,5 milioni di franchi) - finanziato dalle entrate fiscali in eccesso - in risposta al protrarsi del conflitto in Medio Oriente”, ha indicato l’Esecutivo sudcoreano in un comunicato.

Ieri, 09:59

Le borse europee prudenti perdono poco terreno giovedì mattina

In Europa, nelle prime fasi di negoziazione, la Borsa di Parigi perdeva lo 0,41%, quella di Francoforte lo 0,81%, quella di Londra lo 0,59% e quella di Milano lo 0,47%.

La seduta “in Asia ha offerto un duro ritorno alla realtà, con i mercati asiatici che hanno invertito il fragile ottimismo di mercoledì mentre le tensioni geopolitiche si intensificavano”, riassumono gli analisti di Natixis.

In Asia il Nikkei di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,27%. L’indice Kospi di Seul è crollato del 3,22%. L’indice di Shanghai ha ceduto dal canto suo l’1,09% e l’Hang Seng di Hong Kong ha registrato un calo del 2,02% nelle ultime contrattazioni.

Ieri, 09:42

Ricomincia ad aumentare il prezzo del petrolio di riferimento

Giovedì i mercati si mostrano scettici riguardo a una rapida conclusione della guerra in Medio Oriente, tra dichiarazioni contraddittorie da parte di Washington e Teheran e il rialzo dei prezzi del petrolio.

Verso le 09.15 in Svizzera, il Brent del Mare del Nord, considerato il punto di riferimento mondiale per il greggio, guadagnava il 2,48% a 104,76 dollari al barile. Il suo equivalente americano, il WTI, guadagnava il 2,91% a 92,95 dollari al barile.

“Diversi fattori spiegano questo aumento, ma uno dei principali è che l’Iran continua a respingere i messaggi degli Stati Uniti riguardo a un possibile accordo, il che solleva dubbi sull’esistenza di una rapida soluzione al conflitto nei prossimi giorni”, commenta Jim Reid, economista della Deutsche Bank.

Ieri, 09:20

“Segnali” iraniani a favore dei colloqui, secondo Pechino

Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, ha parlato giovedì di “segnali” iraniani a favore dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra.

“Sia gli Stati Uniti, sia l’Iran hanno lanciato segnali a favore dei colloqui, lasciando così intravedere un barlume di speranza per la pace”, ha detto al suo omologo egiziano Badr Abdelatty.

Ieri, 09:16

Ucciso un sottufficiale israeliano nel sud del Libano

“Il sergente maggiore Ouri Grinberg, 21 anni (...) è caduto in battaglia nel sud del Libano”, annuncia il comunicato dell’esercito.

Con questa vittima sale a tre il numero dei soldati israeliani uccisi nel sud del Libano dal 2 marzo, data della ripresa delle ostilità con Hezbollah.

Israele ha annunciato l’intenzione di rioccupare l’area a sud del fiume Litani per ristabilirvi una zona cuscinetto di sicurezza.

Ieri, 08:30

Missili iraniani su Israele giovedì causano almeno sei feriti leggeri

Giovedì sei persone sono rimaste leggermente ferite in una città araba nel centro di Israele a seguito del lancio di uno o più missili iraniani, secondo un nuovo bilancio fornito dai servizi di soccorso israeliani.

Il Magen David Adom (MDA), l’equivalente israeliano della Croce Rossa, ha annunciato “sei feriti dall’onda d’urto dell’esplosione” a Kafr Qassem (centro), precisando che le vittime, “lievemente ferite”, sono state evacuate verso ospedali nel centro del Paese.

L’MDA ha inoltre riferito di aver prestato soccorso sul posto a “diverse persone colpite da attacchi di panico”. Dopo una tregua di circa 14 ore, giovedì mattina Israele è stato colpito due volte da missili provenienti dall’Iran, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano.

Ieri, 08:26

Tornano al rialzo le quotazioni del greggio sui mercati globali

Tornano in rialzo le quotazioni del petrolio sull’incertezza per l’esito del conflitto in Medio Oriente. Il future sul WTI texano in consegna a maggio guadagna il 2,1% portandosi a 92,2 dollari al barile. Andamento molto simile per il Brent che registra un aumento del 2% salendo a 104,3 dollari.

Ieri, 08:22

Attacco di droni iraniani: due persone uccise ad Abu Dhabi

Due persone sono state uccise dai detriti di un missile intercettato ad Abu Dhabi, secondo quanto riportato dall’Ufficio stampa dell’emirato. Altre tre persone sono rimaste ferite.

“Le autorità di Abu Dhabi sono intervenute in seguito a un incidente che ha coinvolto la caduta di detriti in Sweihan Road, dopo la riuscita intercettazione di un missile balistico da parte dei sistemi di difesa aerea. L’incidente ha provocato la morte di due persone non identificate, tre feriti e danni”, si legge nel post.

Ieri, 07:06

Germania: "Non vogliamo essere trascinati in questa guerra"

“Non vogliamo essere trascinati in questa guerra”, ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, in visita in Australia.

“Ciò che mi preoccupa di più di questa guerra è che non c’è stata alcuna consultazione, non c’è una strategia, non c’è un obiettivo chiaro e, cosa peggiore dal mio punto di vista, non c’è una strategia di uscita”, ha aggiunto.

Ieri, 06:39

Trump dice che l'Iran vuole un'intesa per porre fine al conflitto. Teheran nega

Donald Trump ha assicurato che Teheran, nonostante le sue smentite, sta effettivamente partecipando ai colloqui e vuole un accordo per porre fine alla guerra, mentre Israele continua giovedì i suoi attacchi contro l’Iran.

“Stanno negoziando e vogliono assolutamente concludere un accordo, ma hanno paura di dirlo”, ha affermato il presidente USA mercoledì davanti a una platea di parlamentari repubblicani riuniti a Washington.

“Hanno anche paura che li uccidiamo”, ha aggiunto, al 27° giorno di un conflitto che sta infiammando il Medio Oriente e minaccia l’economia mondiale. Mercoledì la Casa Bianca aveva avvertito che Donald Trump era “pronto a scatenare l’inferno” se Teheran avesse fatto “ancora un errore di calcolo”.

Non sono disponibili informazioni sul o sui leader iraniani incaricati dei negoziati citati da Washington. Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha ribadito che l’Iran “non ha intenzione di negoziare” e intende “continuare a resistere”.

Ieri, 06:09

Israele sfratta undici famiglie palestinesi da Gerusalemme-Est

Mercoledì le autorità israeliane hanno sfrattato 11 famiglie palestinesi dal quartiere di Silwan, a Gerusalemme Est, dove si moltiplicano gli sfratti per consentire agli israeliani di occupare gli alloggi rimasti liberi, come ha constatato un giornalista dell’AFP.

Secondo il corrispondente alcuni civili sono stati visti mentre gettavano materassi, vestiti, giocattoli e altri effetti personali appartenenti alle famiglie sfrattate.

“Importanti forze israeliane stanno attualmente entrando nel quartiere di Silwan per espellere 11 famiglie palestinesi dalle loro case”, ha indicato da parte sua l’organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani B’Tselem in un comunicato accompagnato da un video che mostra personale israeliano armato nella zona.

“I coloni portati sul posto per procedere agli sgomberi gettano gli effetti personali delle famiglie dalle finestre”, sotto la protezione delle forze israeliane, aggiunge il testo.

Ieri, 06:04

L'Australia vieta l'ingresso per sei mesi ai turisti iraniani

L’Australia ha deciso giovedì che, nei prossimi sei mesi, le persone in possesso di un passaporto iraniano non potranno entrare nel territorio australiano per motivi turistici o di lavoro, alla luce della guerra in Medio Oriente.

“Il conflitto in Iran ha aumentato il rischio che alcuni titolari di visti temporanei non possano o non vogliano lasciare l’Australia alla scadenza del loro visto”, ha indicato il Ministero dell’Interno in un comunicato.

Saranno concesse alcune eccezioni valutate caso per caso, in particolare per i genitori di cittadini australiani. “Molti visti turistici sono stati rilasciati prima del conflitto in Iran e forse non sarebbero stati concessi se fossero stati richiesti oggi”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Tony Burke.

Ieri, 05:59

L'esercito israeliano attacca l'Iran: Isfahan nel mirino

L’esercito israeliano ha affermato giovedì di aver sferrato “attacchi su larga scala” contro diverse zone dell’Iran, tra cui Isfahan, nel centro del Paese, nel ventisettesimo giorno della guerra in Medio Oriente scatenata alla fine di febbraio da un’offensiva israelo-americana.

“Poco fa, l’esercito israeliano ha completato una serie di attacchi su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in diverse località del Paese”, ha dichiarato in un breve comunicato.

Ieri, 05:54

L'Iran al centro della riunione dei ministri degli Esteri del G7

I ministri degli Esteri del G7 si riuniscono giovedì e venerdì nei pressi di Parigi per discutere, tra l’altro, del conflitto in Medio Oriente, che non mostra segni di cedimento.

Mercoledì l’Iran ha respinto il piano americano volto a porre fine alla guerra, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, mentre la Casa Bianca ha minacciato di scatenare “l’inferno” sul Paese in caso di fallimento dei negoziati.

In Libano, Israele ha ampliato la sua “zona cuscinetto” e il gruppo sciita filoiraniano Hezbollah, che all’inizio di marzo ha trascinato il Libano in guerra, rifiuta di negoziare “sotto il fuoco”.

La riunione dei ministri del G7 inizierà formalmente giovedì nel primo pomeriggio senza il capo della diplomazia americana Marco Rubio, trattenuto a Washington, secondo una fonte diplomatica.

25 marzo, 23:02

USA, distrutti due terzi degli impianti iraniani di armi

Gli Stati Uniti hanno distrutto due terzi degli impianti di armi dell’Iran. Lo ha detto il comandante del Comando centrale americano, l’ammiraglio Brad Cooper, in un video di cinque minuti sull’operazione ‘Epic Fury’. In totale in quattro settimane di guerra gli Stati Uniti hanno colpito 10’000 obiettivi iraniani, ha detto ancora l’ammiraglio.

25 marzo, 23:02

USA, "il 92% delle navi iraniane sono state distrutte"

Il 92% delle navi più grandi della marina iraniana è stato affondato. Lo ha detto il capo del Comando Centrale USA, l’ammiraglio Brad Cooper, in un video sull’operazione ‘Epic Fury’. Siamo convinti che Teheran abbia perso la capacità di proiettare in modo significativo la propria potenza navale e la propria influenza nella regione e nel mondo”.

25 marzo, 22:17

"Trump ha respinto Netanyahu, voleva far manifestare iraniani"

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu voleva chiedere la settimana scorsa agli iraniani di scendere in piazza e manifestare contro il loro governo, ma il presidente americano Donald Trump ha respinto l’idea perché sarebbe stato troppo pericoloso. “Perché dovremmo dire alla gente di scendere in strada quando verrebbe semplicemente falciata?”, ha detto il presidente respingendo la proposta di Netanyahu. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Trump temeva un massacro.

25 marzo, 21:59

FT, Rutte irrita l'Europa sostenendo la guerra di Trump

Secondo il “Financial Times” il segretario generale della NATO Mark Rutte “ha irritato” le capitali europee con il suo sostegno senza ambiguità alla guerra di Donald Trump contro l’Iran, mentre il continente è alle prese con uno shock energetico provocato dal conflitto, che mette ulteriormente sotto pressione l’alleanza transatlantica.

Il suggerimento di Rutte secondo cui gli alleati europei finirebbero per “unirsi” all’appello del presidente statunitense a schierare assetti navali nello Stretto di Hormuz ha irritato funzionari in diverse capitali europee, hanno riferito diplomatici dell’Alleanza al giornale, aggravando le tensioni interne alla NATO su quanto spingersi nel sostenere il suo membro più grande.

“Ci mette in una posizione davvero scomoda e difficile”, ha detto un diplomatico dell’UE. “Vogliamo mostrare disponibilità, ma è anche vero che non siamo nella posizione di essere coinvolti” in alcun modo. Domenica, ricorda il “Financial Times”, Rutte ha affermato che Trump ha deciso di bombardare l’Iran “per rendere il mondo più sicuro”, aggiungendo come sia “logico che i paesi europei impieghino un paio di settimane per coordinarsi”.

25 marzo, 21:33

Iran: Araghchi, nostro obiettivo non è negoziare, ma resistere

“Il nostro obiettivo non è negoziare” con gli USA, ma “continuare a resistere”. Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha anche ribadito che lo stretto di Hormuz è “chiuso solo ai nemici”.

“Al momento la nostra politica è di continuare a resistere”, ha detto Araghchi alla tv di Stato, aggiungendo: “non intendiamo negoziare, finora non ci sono stati negoziati e credo che la nostra posizione sia assolutamente di principio”. “Parlare di negoziati ora equivale ad ammettere la sconfitta”, ha aggiunto.

25 marzo, 21:02

Casa Bianca: Trump volerà in Cina il 14 e 15 maggio

Donald Trump sarà a Pechino il 14 e 15 maggio, mentre il presidente e la first lady statunitensi ospiteranno il presidente cinese Xi Jinping a Washington più avanti nel corso dell’anno. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. “Il mio incontro con il rispettatissimo presidente della Cina” Xi Jinping, rinviato a causa della “nostra operazione militare in Iran”, è stato riprogrammato e si svolgerà a Pechino il 14 e 15 maggio prossimi, ha scritto Trump in un post sulla sua rete sociale.

25 marzo, 21:00

La guerra minaccia il petrodollaro, in USA rischio recessione

La guerra in Iran mette ancora alla prova il ruolo del dollaro come valuta di riferimento per il commercio globale di petrolio, con la possibile conseguenza a lungo termine: un maggiore uso dello yuan cinese a danno del biglietto verde. “Il conflitto potrebbe essere il catalizzatore per l’erosione del dominio del petrodollaro e l’inizio della nascita del petroyuan”, ha rimarcato Mallika Sachdeva, strategist di Deutsche Bank, in una nota diffusa martedì. Un segnale di allerta quando salgono le chance di recessione negli USA, tra conflitto e alti prezzi del greggio: Moody’s Analytics le stima al 48,6% nei prossimi 12 mesi mentre Goldman Sachs al 30%.

25 marzo, 20:21

NBC: a Trump ogni giorno video con gli attacchi USA più riusciti

Dall’inizio della guerra con l’Iran i funzionari americani preparano ogni giorno un video per il presidente Donald Trump che mostra le immagini degli attacchi più grandi e riusciti contro gli obiettivi iraniani delle precedenti 48 ore. Lo riporta la NBC citando alcune fonti, secondo le quali i video realizzati stanno iniziando a preoccupare gli alleati di Trump. Il timore è che il presidente non riceva un quadro completo della guerra e che i video aumentino la sua frustrazione nei confronti della copertura mediatica della guerra.

25 marzo, 20:18

NYT: Israele accelera attacchi per timore accordo USA-Iran

Israele sta colpendo il maggior numero possibile di obiettivi chiave in Iran nel timore che la guerra possa fermarsi presto. Lo riporta il “New York Times” citando alcune fonti, secondo le quali il premier Benyamin Netanyahu ha ordinato ieri di compiere ogni sforzo nelle prossime 48 ore per distruggere il più possibile dell’industria bellica iraniana. Israele teme che si possa giungere a un accordo fra Stati Uniti e Iran prima del raggiungimento dei suoi risultati.

25 marzo, 17:06

Gli svizzeri registrati sull'app Travel Admin hanno lasciato il Medio Oriente

A quasi un mese dallo scoppio delle ostilità, tutti gli svizzeri che hanno espresso la loro volontà di abbandonare il Medio Oriente tramite l’app della Confederazione Travel Admin sono riusciti a tornare in patria. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non risultano più viaggiatori elvetici ancora bloccati nella regione.

Nel frattempo diverse compagnie aeree hanno ripreso le operazioni negli scali internazionali nell’area colpita dal conflitto, ha comunicato il DFAE. Attualmente sono disponibili collegamenti giornalieri diretti dagli Emirati Arabi Uniti verso la Svizzera.

La situazione sembra dunque essersi stabilizzata. Nei primi giorni dallo scoppio della guerra, a inizio mese, oltre 4’000 concittadini rimasti bloccati in Medio Oriente a seguito del conflitto si erano annunciati sull’app di viaggio del DFAE.

Anche il numero di richieste presso la Helpline istituita dalla Confederazione e quelle inoltrate alle varie rappresentanze diplomatiche rossocrociate è diminuito sensibilmente. Secondo il DFAE queste ultime riguardano principalmente richieste di informazioni di viaggio o sono legate ad altri servizi consolari.

25 marzo, 14:28

Iran attacca i Paesi del Golfo e Israele mercoledì

Mercoledì l’Iran ha lanciato salve di missili e droni contro i suoi vicini del Golfo e Israele, mentre quest’ultimo continua a bombardare Teheran e il Libano, nonostante la promessa statunitense di negoziati di pace che ha calmato i mercati.

I Guardiani della Rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, hanno annunciato mercoledì di aver lanciato attacchi contro il nord e il centro di Israele, compresa la regione di Tel Aviv, nonché contro due basi militari statunitensi in Kuwait, una in Giordania e una in Bahrein.

Sempre in Kuwait, un attacco con droni ha incendiato un serbatoio di carburante all’aeroporto internazionale dell’emirato, secondo l’Autorità per l’aviazione civile del Paese, che non ha segnalato vittime.

25 marzo, 14:20

L'Iran afferma di aver preso di mira una portaerei americana

Mercoledì l’Iran ha dichiarato di aver preso di mira una portaerei statunitense, nonostante le dichiarazioni di Washington su un piano di pace e gli sforzi di paesi terzi per porre fine all’escalation militare, fungendo da intermediari tra le parti in causa.

Secondo un comunicato della Marine iraniana il lancio di missili ha costretto la portaerei USS Abraham Lincoln, schierata nel Golfo, “a cambiare posizione”.

“Non appena questa flotta ostile entrerà nel raggio d’azione dei nostri sistemi missilistici, sarà bersaglio di potenti attacchi”, ha avvertito il comandante della Marina di Teheran, l’ammiraglio Shahram Irani. L’esercito americano non ha confermato.

25 marzo, 13:46

Consiglio dei diritti umani ONU condanna l'Iran per restrizioni allo Stretto di Hormuz

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite condanna le restrizioni imposte dall’Iran nello Stretto di Hormuz. Mercoledì, nel corso di un dibattito urgente tenutosi a Ginevra, ha denunciato gli attacchi della Repubblica islamica contro i Paesi del Golfo e contro la Giordania.

In una risoluzione approvata all’unanimità, l’organismo condanna qualsiasi manovra iraniana volta a “chiudere, ostacolare o interferire” con il traffico marittimo nello Stretto di Ormuz. Denuncia “nei termini più fermi” gli attacchi della Repubblica islamica nella regione ed esprime preoccupazione per i raid contro gli impianti energetici.

Denuncia inoltre tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario (DIU) e dei diritti umani. E chiede un risarcimento “rapido” e “adeguato” per i danni causati da Teheran.

25 marzo, 13:13

IDF: "Colpito il centro di ricerca navale iraniano a Isfahan"

L’Aeronautica militare israeliana, sotto la direzione dell’intelligence delle Forze di difesa israeliane (IDF), ha portato a termine una vasta ondata di attacchi contro le industrie produttive del regime iraniano a Isfahan. Lo riportano i media israeliani.

Nell’ambito degli attacchi, le Forze di difesa Israeliane, guidate dall’intelligence della Marina israeliana, hanno preso di mira il Centro iraniano di ricerca subacquea a Isfahan.

Secondo quanto riportato nel comunicato il centro è l’unica struttura in Iran responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana.

25 marzo, 12:51

Il petrolio cala di nuovo, le borse europee e asiatiche sono positive

I prezzi del petrolio continuano a scendere, dopo l’annuncio da parte dell’Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi ritenute «non ostili» e la trasmissione di un piano di pace statunitense a Teheran.

Verso le 12.00 ora svizzera il Brent del Mare del Nord, riferimento del mercato petrolifero mondiale, era in calo del 6,02% a 98,20 dollari al barile. Dal canto suo, il barile di WTI del Texas perdeva il 5,75% a 87,04 dollari.

Le borse europee e asiatiche sembrano rassicurate. Attorno a mezzogiorno ora svizzera Parigi guadagnava l’1,66%, Francoforte l’1,67% e Londra l’1,25%. L’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,9% a 53.749,62 punti, mentre l’indice composito di Shanghai è salito dell’1,3% a 3.931,84 punti.

A Zurigo a mezzogiorno l’SMI registrava un rialzo dell’1,6% a 12’713 punti, segnando così un aumento per il terzo giorno consecutivo.

25 marzo, 10:27

Sanchez: "La guerra in Medio Oriente è peggiore del conflitto in Iraq"

“L’Iran è un Paese due volte più popolato dell’ Iraq e con un peso su economia mondiale cinque volte maggiore”, che “conta su più soldati regolari che Germania, Francia e Italia assieme”, con “una forza militare e tecnologie avanzate, che gli permettono di lanciare missili balistici a 4’000 km di distanza, di controllare lo Stretto di Hormuz, nonostante la presenza della flotta nordamericana”.

“Teheran è una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa”, ha segnalato il presidente del governo spagnolo, nell’avvertire che “siamo davanti a una situazione con un potenziale molto peggiore” del conflitto in Iraq.

Madrid ha negato agli Stati Uniti l’uso delle basi militari di Moron e Rota per gli attacchi mossi con Israele sull’Iran, nonostante le minacce di Washinton di interrompere gli scambi commerciali per la posizione nel conflitto.

Sanchez ha ricordato che gli attacchi israelo-statunitensi contro il territorio iraniano sono avvenuti quando le delegazioni americana e iraniana stavano negoziando e il regime degli Ayatollah si stava aprendo a un’intesa.

“Il presidente degli Stati Uniti aveva nelle sue mani queste informazioni e ha rifiutato un accordo”, per poi cominciare a bombardare, due giorni dopo l’Iran “senza dare spiegazioni, senza preavviso agli alleati, senza copertura legale e senza un obiettivo definito”, ha evidenziato il premier iberico.

25 marzo, 10:22

Cala il petrolio e le borse asiatiche vanno in positivo mercoledì

Mercoledì i prezzi del petrolio sono in calo e le borse sono in territorio positivo dopo l’annuncio da parte dell’Iran della riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi ritenute “non ostili” e l’invio a Teheran da parte di Donald Trump di un piano di pace per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Nella notte il Brent del Mare del Nord, riferimento del mercato petrolifero mondiale, era in calo del 6,3% a 97,90 dollari al barile, scendendo nuovamente sotto i 100 dollari. Il riferimento americano - il barile di WTI - perdeva dal canto suo il 5,2% a 87,52 dollari.

Anche le borse asiatiche si sono mostrate rassicurate: l’indice Nikkei di Tokyo ha guadagnato il 2,7% a 53.664,86 punti, mentre Seul ha guadagnato oltre il 3%. L’indice Hang Seng di Hong Kong era in rialzo dell’1,0% a 25.321,32 punti, mentre l’indice composito di Shanghai registrava un +0,9% a 3.916,28 punti

25 marzo, 10:20

Iran ha ricevuto proposta USA in 15 punti per cessate il fuoco

L’Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra, hanno dichiarato mercoledì due funzionari pakistani.

I funzionari pakistani hanno descritto la proposta in linea di massima come riguardante l’alleviamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, un ridimensionamento del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, i limiti sui missili e l’accesso alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, la stretta imboccatura del Golfo Persico.

Secondo quanto riferito, l’amministrazione Trump avrebbe offerto il piano all’Iran poiché gli Stati Uniti sembrano voler porre fine alla guerra, anche se ulteriori truppe si stanno dirigendo verso il Medio Oriente. Il piano è stato presentato all’Iran da intermediari del governo pakistano, che si è offerto di ospitare nuovi negoziati tra Washington e Teheran.

25 marzo, 10:19

ONU teme "catastrofe totale" in Medio Oriente

“Alcuni Stati stanno rischiando una catastrofe totale”. Mercoledì, in videoconferenza da Ginevra, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha messo in guardia dal pericolo che incombe su tutto il Medio Oriente.

All’inizio di un dibattito urgente del Consiglio dei diritti umani dell’ONU sui recenti attacchi iraniani, l’austriaco ha anche deplorato i crescenti attacchi contro zone residenziali in Iran.

Un progetto di risoluzione che sarà discusso in mattinata condanna qualsiasi manovra iraniana volta a “chiudere, ostacolare o interferire” con il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Denuncia “nei termini più fermi” gli attacchi della Repubblica islamica contro i Paesi del Golfo e la Giordania ed esprime preoccupazione per i raid contro gli impianti energetici e chiede un risarcimento “rapido” e “adeguato”.

Intanto, l’Iran e i Paesi suoi alleati contrattaccano. Mercoledì mattina proprio Volker Türk ha annunciato che venerdì mattina si terrà un altro dibattito urgente su loro richiesta.

25 marzo, 10:18

IDF: "Colpiti due siti di produzione di missili a Teheran"

L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver colpito due siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran, sotto il controllo del Ministero della Difesa iraniano. “Nei giorni scorsi l’aeronautica israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence militare, ha colpito due importanti siti di produzione di missili da crociera a Teheran”, hanno reso noto i militari.

Tali strutture erano utilizzate per “sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra”, secondo quanto evidenzia la dichiarazione militare, che si è vantata di aver aumentato “i danni inflitti alle infrastrutture di produzione militare del regime”. La scorsa settimana Israele ha annunciato di aver condotto bombardamenti su larga scala contro navi e installazioni navali iraniane nel Mar Caspio, a nord dell’Iran.

25 marzo, 08:16

L'Iran deride Trump: "Siete così nei guai che negoziate con voi stessi"

Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi USA di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. “Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi? La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai”.

In un video preregistrato trasmesso oggi dalla televisione di Stato, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si è trasformata in un “fallimento strategico”.

La dichiarazione dell’alto ufficiale iraniano è giunta poco dopo che l’amministrazione Trump ha inviato all’Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco in 15 punti.


25 marzo, 07:16

BlackRock: "Con il petrolio a 150 dollari al barile sarà recessione globale"

Se il prezzo del petrolio raggiungerà i 150 dollari al barile, si innescherà una recessione globale. Lo ha dichiarato alla BBC il capo del colosso finanziario statunitense BlackRock.

Larry Fink, amministratore delegato della più grande società di gestione patrimoniale al mondo, ha affermato che se l’Iran “rimarrà una minaccia” e i prezzi del petrolio resteranno elevati, ciò avrà “profonde implicazioni” per l’economia mondiale.

In un’ampia intervista esclusiva, ha anche negato l’esistenza di una bolla legata all’IA, pur affermando che le nuove tecnologie hanno portato troppe persone a conseguire lauree universitarie e non abbastanza a seguire corsi di formazione tecnica.

Larry Fink

Larry Fink

  • reuters
25 marzo, 07:16

Raid israeliani in Libano causano la morte di nove persone

Almeno nove persone sono state uccise nella notte tra martedì e mercoledì in tre raid israeliani contro alcune località del sud del Libano, regione considerata una roccaforte del movimento filoiraniano Hezbollah.

Secondo l’Agenzia nazionale di informazione (ANI), un attacco israeliano ha causato almeno tre morti e 18 feriti nella regione di Nabatiyeh, mentre un altro ha provocato quattro morti e un ferito ad Aadloun, a sud della città di Sidone.

Sempre secondo la stessa fonte, un attacco israeliano contro un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh, anch’esso vicino a Sidone, ha inoltre provocato due morti e quattro feriti.