Nuovo round negoziale a Washington giovedì fra Libano e Israele, per prolungare la tregua di dieci giorni annunciata da Donald Trump una settimana fa ma ripetutamente violata dallo Stato ebraico, che nelle sue operazioni militari mercoledì ha ucciso almeno cinque persone fra le quali una giornalista.
Nello Stretto di Hormuz restano in vigore sia il blocco imposto dall’Iran, che ha annunciato mercoledì il sequestro di due navi fra le quali la Francesca della svizzera MSC, che quello statunitense dei porti iraniani. Il comando CENTCOM afferma di aver ordinato a 31 navi di invertire la rotta e che la maggior parte ha obbedito.
L’Iran afferma di aver incassato i primi introiti dei pedaggi imposti per l’attraversamento dello Stretto
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe concesso all’Iran solo pochi giorni di tempo per presentare una proposta volta a porre fine al conflitto. Secondo quanto riportato dal “Wall Street Journal”, i Paesi mediatori, tra cui Turchia, Pakistan ed Egitto, stanno lavorando febbrilmente per organizzare un nuovo incontro tra le due parti, possibilmente per questo venerdì.
Nuovi negoziati fra Israele e Libano
Si cerca di prolungare la tregua di 10 giorni, che Israele ha ripetutamente violato. Mercoledì uccisa anche una giornalista - L’Iran incassa i primi pedaggi a Hormuz

Israele e Libano insieme al tavolo delle trattative, nel primo round del 14 aprile a Washington
Soldati italiani dell'UNIFIL sostituiscono statua di Gesù in Libano
La statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, è stata sostituita da una statua donata dai soldati del contingente italiano dell’UNIFIL. Lo scrive The Times of Israel. Va detto che in seguito a quanto accaduto l’esercito di Israele ha anche consegnato una statua sostitutiva, sebbene più piccola e di stile diverso dall’originale.
Un inviato di Trump vuole sostituire l'Iran con l'Italia ai Mondiali
Un emissario di Donald Trump ha chiesto alla FIFA di sostituire l’Iran con l’Italia ai prossimi Mondiali di calcio in programma quest’estate, come ha dichiarato al Financial Times, mentre la guerra getta un’ombra di dubbio sulla partecipazione iraniana.
Paolo Zampolli ha confermato al FT di aver suggerito questo improbabile scenario al presidente americano e a Gianni Infantino, presidente della FIFA. Nelle ultime settimane, Infantino ha assicurato che l’Iran disputerà i Mondiali, organizzati congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio.
L'Iran incassa i primi proventi dei diritti di transito a Hormuz
Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato giovedì che Teheran ha ricevuto i primi proventi derivanti dai diritti di transito da essa istituiti nello strategico Stretto di Hormuz.
“I primi introiti derivanti dai diritti di transito attraverso lo stretto sono stati depositati sul conto della Banca centrale”, ha dichiarato Hamidreza Hajibabaei, vicepresidente del Parlamento iraniano, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. Altri media hanno ripreso la stessa dichiarazione senza fornire ulteriori dettagli.
Sminamento dello Stretto di Hormuz potrebbe richiedere sei mesi
Lo sminamento dello Stretto di Hormuz potrebbe richiedere sei mesi, con conseguenti ripercussioni sui prezzi mondiali degli idrocarburi: è quanto ha stimato il Pentagono nel corso di una presentazione riservata al Congresso americano, come rivelato mercoledì dal Washington Post.
Il quotidiano cita tre funzionari anonimi secondo i quali “i parlamentari sono stati informati che l’Iran potrebbe aver posato 20 o più mine nello Stretto di Hormuz e nelle zone circostanti”.
Secondo la presentazione di un funzionario della Difesa, “alcune sono state calate in acqua a distanza grazie alla tecnologia GPS”, complicandone il rilevamento. Altre sarebbero state “calate in acqua dalle forze iraniane con l’ausilio di piccole imbarcazioni”.
Libano: da Israele crimini di guerra per uccisione reporter Khalil
Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che raid aerei israeliani hanno ucciso la giornalista Amal Khalil e ferito un altro reporter ieri nel sud del Libano. Lo scrive la BBC ricordando che la notizia giunge mentre Israele e Libano si preparano a tenere oggi a Washington un secondo round di colloqui.
Secondo le autorità libanesi Khalil e Zeinab Faraj sono stati presi di mira deliberatamente mentre cercavano riparo in una casa dopo che un primo raid aereo aveva colpito il veicolo che li precedeva, uccidendo due uomini.
Le autorità libanesi hanno inoltre accusato le Forze di Difesa Israeliane (IDF) di aver preso di mira intenzionalmente un’ambulanza mentre cercava di raggiungere i giornalisti nel villaggio di Tiri.
Khalil, 43 anni, lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar. Lei e Faraj, un fotografo freelance, viaggiavano insieme. Le autorità non hanno ancora reso noti i nomi dei due uomini deceduti.
IDF arresta un esponente di Hezbollah che preparava attentati
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno reso noto di avere arrestato un esponente di Hezbollah, appartenente alla forza Radwan che stava pianificando attacchi “imminenti” contro le forze israeliane di stanza nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani.
“Poco dopo essere stato identificato, il terrorista si è arreso ed è stato arrestato dalle forze dell’ordine”, ha precisato l’esercito, aggiungendo che l’uomo è stato portato in Israele per essere interrogato dalle unità dell’Intelligence militare.
Trump concede a Teheran pochi giorni per una proposta
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riferito, avrebbe concesso all’Iran solo pochi giorni di tempo per presentare una proposta volta a porre fine al conflitto. Teheran, tuttavia, si ritiene in una posizione di forza grazie al blocco dello Stretto di Hormuz, fondamentale per l’economia mondiale.
Secondo quanto riportato dal “Wall Street Journal”, i Paesi mediatori, tra cui Turchia, Pakistan ed Egitto, stanno lavorando febbrilmente per organizzare un nuovo incontro tra le due parti, possibilmente per questo venerdì. Sia gli Stati Uniti che l’Iran hanno avvertito di essere pronti a riprendere i combattimenti.
Trump sarebbe disposto a prorogare la tregua di tre-cinque giorni, riferiscono media americani. La proroga della tregua annunciata martedì da Trump è quindi prevista solo per un breve periodo. La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato ai giornalisti che Trump non ha fissato a Teheran alcuna scadenza per la presentazione di una proposta. Tuttavia, è lui a dettare i tempi. L’Iran la vede diversamente.
Il 1° maggio data scomoda per Donald Trump
La scadenza del 1° maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il 1° maggio sono infatti 60 giorni di conflitto e la legge prevede che il presidente richieda l’autorizzazione al Congresso per procedere. Lo riporta il New York Times.
Finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere.
Anche se la guerra contro l’Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l’operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il 1° maggio.
Israele demolisce abitazioni nei villaggi nel sud del Libano
Nelle zone del Libano meridionale che occupa da quando, la scorsa settimana, ha concordato un cessate il fuoco con Hezbollah, l’esercito israeliano sta demolendo abitazioni che, secondo quanto afferma, erano utilizzate come avamposti dal gruppo militante sostenuto dall’Iran.
Tuttavia, le demolizioni stanno avvenendo su una scala talmente ampia che i residenti, i funzionari libanesi e le forze di pace delle Nazioni Unite temono sempre più che un gran numero di sfollati a causa dell’ultima guerra non avrà un luogo dove tornare, qualora la fragile tregua dovesse reggere.
Da una collina che domina Beit Lif — a circa 4 km a nord del confine libanese con Israele — i giornalisti dell’Associated Press hanno potuto constatare che il villaggio, un tempo abitato da alcune migliaia di persone, era stato quasi interamente raso al suolo.
“Lo stavano demolendo gradualmente fino a raggiungere la piazza principale e ora, come potete vedere, non ci sono più case”, ha detto Hassan Sweidan, un abitante di un villaggio vicino.
CENTCOM: fermate 31 navi nello Stretto di Hormuz
Nello Stretto di Hormuz restano in vigore sia il blocco imposto dall’Iran, che ha annunciato mercoledì il sequestro di due navi fra le quali la Francesca della Svizzera MSC, che quello statunitense dei porti iraniani. Il comando CENTCOM afferma di aver ordinato a 31 navi di invertire la rotta e che la maggior parte ha obbedito.
Nuovi negoziati fra Israele e Libano
Israele e Libano tornano a parlarsi oggi a Washington in un secondo round di discussioni. Sul tavolo, ci sarebbe la proposta da parte di Beirut di prolungare il fragile cessate il fuoco raggiunto il 16 aprile scorso.
Una tregua ripetutamente violata dallo Stato ebraico, che continua le operazioni militari nel sud del Paese contro obiettivi - afferma - legati al movimento politico e militare di Hezbollah. Nella notte, fonti libanesi hanno anche confermato la morte lungo il confine tra i due Paesi della giornalista Amal Khalil, rimasta uccisa in un bombardamento israeliano.
I morti in tutto sarebbero cinque. Hezbollah è il grande assente al tavolo delle trattative, riunito dal capo della diplomazia statunitense Marco Rubio alla presenza degli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti e degli ambasciatori statunitensi in Libano e Israele.
