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Mondo

Parmelin: “I temi discussi con Trump rimangono aperti”

La prima giornata del WEF si conclude, con numerosi interventi sui dazi americani e sullo stravolgimento dell’ordine internazionale

  • Ieri, 12:15
  • Un'ora fa
Martedì al WEF hanno parlato, tra gli altri, Parmelin, von der Leyen, Macron e Bessent
03:10

A Davos inizia il WEF

Telegiornale 19.01.2026, 12:30

  • Keystone
Di: Redazione RSI Info 

Il Forum economico mondiale di Davos, il primo dopo la fine dell’era di Klaus Schwab, è entrato nel vivo nel segno dello “spirito di dialogo”, lo slogan scelto che appare alquanto lontano dalla realtà geopolitica attuale. Parmelin, che ha aperto le discussioni martedì mattina, conclude la prima giornata del WEF anticipando un possibile incontro con Trump domani.

“Gli Stati Uniti chiedono concessioni più importanti e cercano di indebolire l’Europa”. Il presidente francese Macron, martedì pomeriggio al WEF di Davos, ha definito “inaccettabili” i dazi aggiuntivi contro gli otto Paesi europei - Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Olanda, Finlandia e Regno Unito - che si sono opposti alle mire statunitensi sulla Groenlandia.

Interrogato dai giornalisti al WEF, Macron ha risposto che non pianifica di parlare con Trump a Davos e che non si terrà nemmeno la riunione del G7 inizialmente da lui proposta.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha consigliato all’Europa di “sedersi, fare un respiro profondo e non reagire” per quanto riguarda l’intenzione di Trump di acquisire Groenlandia, esortandola ad “avere una mente aperta”. In seguito ha incontrato il vice primo ministro cinese Lifeng, affermando che la Cina “ha fatto quello che aveva detto avrebbe fatto”.

Intanto anche la prima ministra danese ha parlato con i giornalisti a Davos, affermando che “non abbandonerà la Groenlandia”. Un “fermo” sostegno alla Groenlandia e alla Danimarca è arrivato anche dal Canada.

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02:30

Davos, pronti per la sicurezza al WEF

Telegiornale 16.01.2026, 20:00

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Un'ora fa

Il presidente lituano esprime le sue preoccupazioni

Il presidente della Lituania Gitanas Nausėda è a Davos ed esprime le sue preoccupazioni: “La NATO come istituzione è in gioco”. Prosegue poi affermando che c’è sempre spazio per allentare la tensione “ma la condizione preliminare è che entrambe le parti lo desiderino”.

Secondo il presidente lituano, “il risultato migliore sarebbe quello di concordarsi sulla responsabilità comune per la sicurezza dell’Artico e dell’Atlantico settentrionale”.

Guardando alla giornata di domani, auspica di “sentire notizie incoraggianti da Trump sulla de-escalation della questione della Groenlandia”.

Un'ora fa

Parmelin in conclusione alla prima giornata del WEF: "I temi discussi con Trump rimangono “aperti”

I temi discussi con il presidente americano Donald Trump rimangono “aperti”, ha affermato in conclusione alla prima giornata del WEF il presidente della Confederazione Guy Parmelin, senza fornire ulteriori dettagli sull’incontro con Trump, previsto domani.

“Se questo incontro avrà luogo, non avremo molto tempo”, ha continuato Parmelin. “È quindi necessario parlare di punti che riguardano ambiti comuni ai due Paesi”. Non ha voluto fornire ulteriori dettagli sui contorni di un eventuale incontro, se non che intende “dare il benvenuto a Donald Trump e ringraziarlo per essere venuto”.

Interrogato sull’invito del presidente americano a partecipare al suo “Board of Peace”, Parmelin ha dichiarato che, in linea di principio, la Svizzera è aperta a qualsiasi iniziativa che promuova la pace. Tuttavia, il Consiglio federale deve ancora discutere con le parti interessate e studiare gli aspetti giuridici vincolanti della carta.

2 ore fa

Il Canada sostiene “con fermezza” la Groenlandia e la Danimarca

Il primo ministro canadese Mark Carney, durante un discorso al Forum economico mondiale di Davos, ha espresso il suo “fermo” sostegno alla Groenlandia e alla Danimarca, sottolineando il loro “diritto esclusivo” di decidere il futuro dell’isola.

“Le potenze medie devono agire insieme, perché se non siamo al tavolo (delle discussioni), finiamo nel piatto”, ha aggiunto Carney, affermando che “ogni giorno ci ricorda che viviamo in un’epoca di grande rivalità tra le potenze”.

Secondo Carney, gli eventi recenti hanno dimostrato che “l’ordine internazionale basato sulle regole” è di fatto “morto”. Di conseguenza, Canada e altri Paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze.

2 ore fa

È arrivato il negoziatore russo Dmitriev, in agenda incontri con USA

Kirill Dmitriev, il consigliere presidenziale russo per gli investimenti esteri e negoziatore con gli USA, è arrivato al WEF di Davos, dove ha in programma diversi incontri.

Secondo quanto riferito dall’agenzia russa Tass, Dmitriev dovrebbe incontrare gli inviati americani Steve Witkoff (inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente) e Jared Kushner in merito alle proposte di pace sull’Ucraina.

2 ore fa

Colloquio USA-Cina su dazi e commercio

Il segretario del Tesoro americano Bessent ha incontrato a Davos il vice primo ministro cinese Lifeng, considerato il principale negoziatore per il commercio estero.

Riferendosi al negoziato già svolto fra i due durante i mesi passati di tensioni commerciali che avevano portato a dazi reciproci oltre il 100%, Bessent ha affermato che Pechino “ha fatto tutto quello che aveva detto avrebbe fatto”.

Bessent ha tuttavia suggerito che la Cina “compri un po’ di più” dagli USA.

Oggi, 16:23

Non ci sarà alcuna riunione del G7 giovedì a Parigi

Non si terrà alcuna riunione del G7 giovedì a Parigi, lo ha fatto sapere il presidente francese Macron, ma “la presidenza francese è disponibile ad organizzarne una”.

In mattinata Trump aveva diffuso un messaggio privato ricevuto dal presidente francese in cui veniva proposto un vertice il 22 gennaio per cercare di risolvere alcune controversie, a partire dalla Groenlandia.

In seguito alla condivisione del messaggio sul social Truth, il portavoce russo Peskov aveva poi affermato che il Cremlino di non aver ricevuto alcun invito alla riunione del G7 a Parigi.

Oggi, 15:34

Le dichiarazioni della prima ministra danese: "Non abbandonerò la Groenlandia".

La prima ministra danese Mette Frederiksen ha dichiarato al WEF che non abbandonerà la Groenlandia e che spera di poter evitare misure “come il bazooka” commerciale europeo, ventilato come possibile risposta ai dazi statunitensi.

Intanto dei cappellini prodotti da un negozio di Copenhagen, in Danimarca, sono diventati virali. Il copricapo si ispira a quello utilizzato da Trump durante la sua campagna presidenziale con lo slogan MAGA: “Make America Great Again”. Solo che, questa volta, lo slogan è “Make America Go Away”.

I popolari cappellini di un negozio di Copenhagen, Danimarca, ispirati a quelli usati da Trump durante la sua campagna presidenziale

I popolari cappellini di un negozio di Copenhagen, Danimarca, ispirati a quelli usati da Trump durante la sua campagna presidenziale

  • Keystone
Oggi, 15:20

Macron non pianifica di parlare con Trump a Davos e smentisce il G7 a Parigi

Sollecitato da alcuni giornalisti al WEF, il presidente francese Macron ha risposto che non intende parlare con Trump durante il Forum. In mattinata aveva proposto alla sua controparte americana di organizzare un G7 a Parigi per discutere della Groenlandia; tuttavia, Macron ha in seguito affermato che non si terrà alcuna riunione.

A proposito della NATO Macron ha risposto che si tratta oggi di “un’istituzione indebolita, non è coerente”.

Oggi, 14:54

Stati Uniti all'Europa: non reagite alla questione della Groenlandia

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha parlato a Davos, consigliando all’Europa di “sedersi, fare un respiro profondo e non reagire” per quanto riguarda l’intenzione di Trump di acquisire Groenlandia.

Ha inoltre esortato i Paesi europei ad “avere una mente aperta” rassicurando che “il presidente sarà qui domani e farà arrivare il suo messaggio”.

Durante il suo intervento ha aggiunto che “l’alleanza NATO non è mai stata così sicura” e che “l’economia statunitense è molto forte e la crescita potrebbe accelerare”.

Per quanto riguarda il prossimo presidente della Federal Reserve (Fed), Bessent ha annunciato che Trump potrebbe sceglierlo settimana prossima. La rosa dei candidati sarebbe stata ridotta a quattro nomi. Il mandato dell’attuale presidente Jerome Powell scade a maggio.

Oggi, 14:34

Macron accusa gli Stati Uniti: "Cercano di indebolire l'Europa"

Durante il suo intervento al WEF di Davos, il presidente francese Macron ha parlato dell’attuale situazione geopolitica, affermando che: “Gli Stati Uniti chiedono concessioni più importanti e cercano di indebolire l’Europa”.

Analogamente al discorso del vice primo ministro cinese, anche Macron rimarca il deterioramento del diritto internazionale: “Stiamo entrando in un mondo in cui la legge è quella del più forte” ma non bisogna accettare passivamente questa situazione. “È necessario condannare gli atti brutali e l’Europa deve difendersi”.

Proprio a proposito di difesa europea, Macron rimarca: “La Francia e l’Europa danno grande importanza alla sovranità e all’indipendenza” oltre che alle regole del diritto internazionale: “È per questo che abbiamo deciso il dispiegamento di nostre forze in Groenlandia”.

“L’Europa dispone degli strumenti necessari e deve utilizzarli quando non viene rispettata”, sottolinea il presidente francese.

A proposito di Groenlandia, Macron commenta anche i dazi aggiuntivi americani: “I nuovi dazi sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”.

Oggi, 13:08

Zelensky: "Andrò a Davos a queste condizioni"

La partecipazione di Zelensky al WEF resta in sospeso o meglio è condizionata da quanto dichiarato martedì dallo stesso presidente ucraino: “Sia il ‘piano di prosperità’ (per la ricostruzione postbellica, ndr) sia le garanzie di sicurezza sono documenti molto importanti. C’è solo l’ultimo miglio per completarli. Se i documenti saranno pronti, avremo un incontro e un viaggio” a Davos.

“Se ci saranno pacchetti energetici o decisioni su difesa aerea aggiuntiva, andrò sicuramente”, ha detto Zelensky citato dai media ucraini, aggiungendo che “ora la sfida è in Ucraina” sebbene “stiano arrivando segnali dal team ucraino da Davos che hanno quasi completato il documento sulla ricostruzione. Vedremo. Per ora, sono al mio posto”, ha affermato, spiegando che la situazione energetica in Ucraina “è la priorità”.

Oggi, 12:21

La Cina si oppone al ritorno della "legge della giungla" nelle relazioni internazionali

La Cina difende il multilateralismo e si oppone a un ritorno alla “legge della giungla” nelle relazioni internazionali, ha dichiarato martedì il vice primo ministro He Lifeng al WEF.

“Un piccolo numero di paesi privilegiati non dovrebbe beneficiare di vantaggi basati esclusivamente sui propri interessi, e il mondo non può tornare alla legge della giungla, dove i forti attaccano i deboli”, ha affermato Lifeng. “Gli attriti sono inevitabili, l’importante è mantenere un atteggiamento equo e rispettoso”.

Il vice primo ministro aggiunge che “lo sviluppo della Cina è un’opportunità per l’economia mondiale, non una minaccia” in quanto si tratta di “un partner commerciale di tutti i Paesi, non un rivale”. Annuncia anche l’intenzione della Cina di aumentare le importazioni in quanto “non vuole essere solo la fabbrica del mondo”.

Oggi, 12:12

Il vicepresidente del WEF: "Dobbiamo riconquistare la fiducia"

Il Forum economico mondiale si presenta alla sua 56esima edizione con una nuova guida e con l’imperativo di “riguadagnare la fiducia” del mondo. A dichiararlo è il nuovo co-presidente Larry Fink.

“È evidente che il mondo ha meno fiducia in noi”, ha ammesso il 73enne CEO del colosso finanziario americano BlackRock. La sua priorità è proprio quella di riconquistare questa credibilità, intaccata dalle pesanti accuse di corruzione che hanno coinvolto il fondatore storico Klaus Schwab, costretto alle dimissioni la scorsa estate.

La nuova dirigenza punta su una maggiore trasparenza e un impegno concreto verso le voci non rappresentate all’interno del Forum, ha assicurato Fink. L’obiettivo è rinnovare il ruolo dell’organizzazione come piattaforma di dialogo globale, dopo una fase di forte crisi reputazionale, conclude.

Oggi, 12:05

DFAE: "La Groenlandia è danese"

La Confederazione prende posizione sulla controversia aperta dagli Stati Uniti

Oggi, 12:04

Antonio Guterres non potrà partecipare al WEF a causa di "un forte raffreddore"

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres non potrà partecipare al Forum di Davos a causa di “un forte raffreddore”, ha dichiarato martedì un portavoce a Ginevra.

Oggi, 11:48

Von der Leyen risponde alle minacce di Trump: uno sbaglio i dazi, pronti a collaborare per la sicurezza

“Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un’opportunità per l’Europa. A mio avviso, il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea”. Così la presidente del Consiglio europeo Ursula von der Leyen apre il suo discorso al WEF.

Il discorso continua sottolineando l’importanza degli accordi commerciali che l’UE sta portando avanti con l’America Latina e l’India.

La presidente della Commissione europea ricorda inoltre che l’Europa “sarà sempre al fianco dell’Ucraina”.

Riguardo alla Groenlandia, von der Leyen afferma che “i dazi aggiuntivi proposti” da Trump “sono un errore, specialmente tra alleati di lunga data”. Secondo la presidente, la risposta dell’UE sarà “ferma”.

“Collaboreremo con gli Usa e con tutti i partner sulla sicurezza più ampia dell’Artico” continua von der Leyen: “Stiamo lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell’Artico. Il primo principio è la piena solidarietà con Groenlandia e Danimarca: la sovranità e l’integrità del loro territorio non sono negoziabili”.

Oggi, 11:11

Guy Parmelin apre il WEF pensando a Crans Montana

Il presidente della Confederazione ha aperto il WEF con un discorso che sottolinea l’importanza della solidarietà internazionale e della cooperazione, emersa di recente in seguito alla tragedia di Crans Montana. Parmelin ricorda che solo attraverso l’azione congiunta si possono affrontare le grandi emergenze e sfide globali.

In seguito si accenna all’attuale situazione geopolitica instabile. In questo senso, il WEF può essere un simbolo di resilienza e dialogo in tempi difficili.

Dopo un cenno all’intelligenza artificiale, che racchiude opportunità e rischi, il discorso evidenzia la necessità di una visione di lungo periodo, fondata su investimenti in ricerca, formazione e pianificazione, anche in tempi turbolenti.

In questo quadro, la Svizzera rivendica il proprio ruolo di Paese stabile, aperto, neutrale e impegnato nel libero scambio, nella diplomazia e nella cooperazione multilaterale.

In conclusione Parmelin afferma che solidarietà e umanità restano insostituibili e centrali.

Oggi, 10:52

Zelensky non andrà a Davos, per ora

Zelensky ha annunciato che resterà a Kiev in seguito agli attacchi russi che hanno colpito su larga scala l’Ucraina durante la notte.

Zelensky potrebbe recarsi al WEF se avrà un incontro bilaterale con Trump e se il piano di prosperità sarà pronto alla firma.

Oggi, 10:46

Un inviato russo incontrerà una delegazione americana

L’inviato russo Kirill Dmitriev, negoziatore di Putin per il piano di pace USA, incontrerà una delegazione statunitense al WEF di Davos.

Il Cremlino ha dichiarato Dmitriev potrebbe riferire informazioni da Mosca agli inviati statunitensi in merito al processo di pace in Ucraina.

Inoltre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che la Russia ritiene importante ricevere informazioni sulle discussioni in corso al WEF sull’Ucraina tra Stati Uniti ed Europa.

Tuttavia, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ritiene improbabile che la Russia giunga a degli accordi con gli attuali leader dei Paesi europei.

Oggi, 09:05

Macron propone a Trump d'organizzare un G7 a Parigi

Emmanuel Macron ha proposto in un “messaggio privato” a Donald Trump di organizzare giovedì a Parigi un vertice del G7 al quale potrebbe invitare, “a margine” della riunione, “i russi”, cosa che sarebbe una prima volta da quasi quattro anni di guerra in Ucraina.

Il presidente USA ha pubblicato sul social Truth questo messaggio, autenticato martedì mattina dall’entourage del presidente francese, che ha affermato che è “assolutamente reale”. In quel messaggio Emmanuel Macron propone anche di invitare gli ucraini alla riunione, così come i danesi e i siriani.

“Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose in Iran. Non capisco cosa tu stia facendo in Groenlandia”, afferma il capo dello Stato francese nel suo messaggio.

Oggi, 08:56

Trump annuncia incontro sulla Groenlandia a Davos

La Groenlandia entra nell’agenda del Forum. “Ho concordato un incontro tra le parti a Davos”, ha scritto martedì sul suo social Truth il presidente degli Stati Uniti. Trump ha detto anche di averne discusso “nel corso di un’ottima telefonata” con Mark Rutte, il Segretario Generale della NATO. “Come ho detto a tutti, molto chiaramente, la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale”.

Più dure le dichiarazioni che lo stesso Trump ha rilasciato in Florida, parlando con i giornalisti. I leader europei non “opporranno troppa resistenza” al suo tentativo di acquistare la Groenlandia. Trump ha inoltre minacciato una tassa del 200% sui vini e gli champagne francesi, come reazione alla resistenza di Parigi ad aderire al suo “Board of Peace” per Gaza.

Secondo Trump la Danimarca non è in grado di proteggere la Groenlandia e, a suo dire, le autorità danesi non si recherebbero nemmeno regolarmente sull’isola artica. “Dobbiamo averla. Questo deve essere fatto. Non possono proteggerla, la Danimarca”, ha detto. Il presidente ha aggiunto che i funzionari danesi sono “ottime persone, ma non ci vanno nemmeno”.

Oggi, 07:30

Apre Parmelin, ma l'attesa è per la reazione europea ai dazi

Il presidente francese Emmanuel Macron ha indicato che intende chiedere l’attivazione dello strumento anticoercizione dell’UE in caso di nuovi dazi doganali americani. Questo strumento, la cui attuazione richiede la maggioranza qualificata dei Paesi dell’Unione europea, consente tra l’altro di congelare l’accesso ai mercati pubblici europei o di bloccare determinati investimenti.

Il discorso di Macron, martedì a Davos, così come quello della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sarà seguito con particolare attenzione. I due prenderanno la parola dopo Guy Parmelin. Ad aprire ufficialmente il Forum alle 10.30 sarà, come padrone di casa, il presidente della Confederazione.

Sempre martedì dovrebbe intervenire al WEF anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: la Ukraina House, la sede della missione di Kev nella località grigionese, ha pubblicizzato un intervento nel primo pomeriggio.

La Svizzera non è direttamente toccata dalle minacce dei dazi di Trump, anche se potrebbe subire danni collaterali. Il governo è per ora rimasto discreto sulle minacce riguardanti la Groenlandia

Oggi, 06:54

Vetrine infrante e scontri con la polizia a Zurigo

Disordini sono scoppiati lunedì sera a Zurigo al termine della manifestazione autorizzata anti-Trump che ha visto la partecipazione di diverse migliaia di persone. Già durante il corteo, diretto verso Helvetiaplatz, secondo quanto riferisce una nota della polizia municipale, della vernice è stata lanciata sulle facciate degli edifici e alcune vetrine sono state infrante.

Una volta concluso l’evento alcuni membri dei “black bloc” e altre persone hanno continuato ad avanzare, questa volta non autorizzati, nel quartiere di Militärstrasse e Kasernenstrasse. Dopo aver inizialmente tollerato un blocco della strada, la polizia è intervenuta poco dopo le 21.30 utilizzando un cannone ad acqua. I manifestanti hanno reagito con il lancio di pietre e fuochi d’artificio, le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. La situazione è tornata tranquilla poco prima della 23.00. Non vengono segnalati feriti al momento.

La polizia è intervenuta con idranti

La polizia è intervenuta con idranti

  • Keystone


Ieri, 21:53

Amnesty al WEF: "L'Europa resista a Trump e ai tiranni"

“L’Europa deve smettere di voler placare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Piuttosto deve affrontarlo, proprio come altri “tiranni” che stanno distruggendo l’ordine mondiale basato sulle regole”. Questo è l’appello lanciato da Agnès Callamard, Segretaria Generale di Amnesty International al WEF.

Le raccomandazioni di Callamard arrivano dopo che Trump ha ribadito che gli Stati Uniti si impadroniranno della Groenlandia, in un modo o nell’altro.

“Abbiamo bisogno di molta più resistenza”, ha sottolineato Callamard, parlando all’agenzia di stampa AFP. A suo parere, è in gioco la credibilità dell’Europa. Ha inoltre esortato i governi a mostrare coraggio e a dire no. “Devono smettere di credere che si possa negoziare con i tiranni. I governi devono smettere di pensare che si possano accettare le regole dei predatori senza diventarne vittime”, ha ribadito.

“Tuttavia, se Davos, grazie al suo focus di quest’anno sul dialogo, aumentasse la consapevolezza che tale distruzione può solo far precipitare il mondo nell’abisso, sarebbe fantastico”, ha detto.

Ieri, 20:56

Manifestazione a Zurigo contro la presenza di Trump al WEF


Circa 2’500 persone si sono mobilitate lunedì per le strade di Zurigo in protesta alla presenza di Donald Trump al WEF. La manifestazione autorizzata si starebbe svolgendo in maniera pacifica. Le forze di polizia sono tuttavia presenti lungo il corteo.

Ieri, 18:50

Pfister incontra le truppe mobilitate per il WEF

Il consigliere federale Martin Pfister, a capo del Dipartimento della difesa, ha fatto visita alle truppe mobilitate per il WEF e si è detto impressionato dalla collaborazione tra la polizia e l’esercito.

Quest’anno, vista anche la presenza del presidente statunitense Donald Trump, il dispositivo di sicurezza è consistente, aveva indicato il Dipartimento stamani. A Davos, proprio anche per la presenza di Trump, questa settimana ci sarà un numero record di personalità.

In totale, sono 123 le persone che necessitano di un grado di protezione particolarmente elevato, mentre in 400 - fra cui 64 capi di Stato - sono protetti dal diritto internazionale.

L’esercito sostiene la polizia con la presenza di 5000 militari, che sorvegliano lo spazio aereo, trasportano personalità che necessitano di protezione e danno in generale man forte gli agenti delle forze dell’ordine.

Ieri, 17:01

Per l'aeroporto di Samedan "la settimana più tranquilla dell'anno"

Per lo scalo più alto d’Europa a Samedan i giorni del Forum economico mondiale non causano un aumento del traffico aereo. Questo perché per un’intera settimana il sistema satellitare non è a disposizione. “A partire dallo scorso venerdì il sistema non è utilizzabile per motivi di sicurezza”, ha spiegato il portavoce dell’Engadin Airport, Christian Gorfer, a Keystone-ATS. Il traffico aereo è sottoposto a restrizioni e rigidi controlli da parte delle forze aeree svizzere appostate anche nella località engadinese. Solo chi dispone di un numero di registrazione con l’orario preciso di arrivo può decollare e atterrare a Samedan. Secondo Gorfer, la settimana del WEF “è quella più tranquilla di tutto l’inverno”. Sono pochi gli ospiti del Forum economico che scelgono lo scalo engadinese anche a causa della distanza fra Samedan e Davos, separati da passi alpini o dall’attraversamento del tunnel della Vereina. Nel resto dell’inverno si registrano invece fino a 600 collegamenti al mese.

Ieri, 14:49

Una sfida per l'aeroporto di Zurigo

Il Forum economico mondiale è un evento che comporta un traffico molto piu intenso nei cieli svizzeri. Un migliaio, nei giorni del WEF, i voli supplementari che si contano all’aeroporto di Zurigo. Una vera sfida per la struttura, che non esclude possibili ritardi per il resto dei collegamenti.

02:00
Previsti mille movimenti aerei supplementari

RG 12.30 del 19.01.2026 La corrispondenza di Manuele Ferrari

RSI Info 19.01.2026, 14:48

  • keystone
Ieri, 13:07

I danesi rinunciano a Davos

Secondo quanto scritto da diversi media, i rappresentanti danesi che avrebbero dovuto partecipare al Forum economico mondiale di Davos rinunceranno alla trasferta a causa delle tensioni riguardo alla Groenlandia.

La conferma, secondo quanto riporta Bloomberg, arriva proprio da una nota diramata dagli organizzatori del WEF, nella quale si legge che “possiamo confermare che il governo danese non sarà rappresentato a Davos questa settimana”.

Ieri, 12:12

Pfister in visita alle truppe

Il capo del Dipartimento federale della difesa Martin Pfister fa oggi visita alle sue truppe mobilitate per il WEF. Un importante dispositivo di sicurezza è stato preparato in vista dell’arrivo del presidente statunitense Donald Trump. Pfister si reca per la prima volta al WEF in qualità di consigliere federale. Farà visita alle truppe in compagnia del nuovo capo dell’esercito Benedikt Roos, appena entrato in funzione.

Esercito e polizia dovranno quest’anno proteggere un numero record di personalità, con l’arrivo di Trump che ha aiutato ad aumentare il numero di partecipanti. In totale, sono 123 le persone che necessitano di un grado di protezione particolarmente elevato, mentre in 400 - fra cui 64 capi di Stato - sono protetti dal diritto internazionale.

L’esercito sostiene la polizia con la presenza di 5’000 militari, che sorvegliano lo spazio aereo, trasportano personalità che necessitano di protezione e danno in generale man forte gli agenti delle forze dell’ordine.

Ieri, 12:10

Zelensky potrebbe parlare martedì alle 14.30

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe parlar martedì al Forum di Davos: l’organizzazione non ha ancora ufficializzato il suo discorso, tuttavia la Ukraine House, la sede della missione di Kiev nella località grigionese, pubblicizza un intervento alle 14.30 di martedì. Zelensky arriva a Davos con un’agenda tenuta finora riservata per motivi di sicurezza. Il presidente ucraino ha detto di aspettarsi che a margine del Forum ci siano colloqui per la firma dell’accordo sulle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti all’Ucraina.

Il WEF, intanto, ha messo in calendario per domani alle 14.30 una “conversazione” con il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che si sovrapporrebbe all’intervento di Zelensky se questo venisse ufficializzato. Bessent ieri è intervenuto sul tema della volontà di Washington di annettere la Groenlandia, dicendo che “gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei proiettano debolezza”.

Ieri, 12:05

Escluso il ministro degli esteri iraniano

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non parteciperà al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Lo hanno annunciato lunedì gli organizzatori, ritenendo la sua presenza “inappropriata” dopo la repressione delle proteste in Iran.
“Il ministro degli Esteri iraniano non parteciperà a Davos. Sebbene fosse stato invitato lo scorso autunno, la tragica perdita di vite umane in Iran nelle ultime settimane rende inappropriata la presenza del governo iraniano a Davos quest’anno”, ha dichiarato il WEF sul social network X.