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Guerra in Medio Oriente

Petrolio su e borse giù, ancora una volta

Nel discorso alla nazione Trump afferma che la “guerra non è ancora finita”, mandando in crisi i mercati - Intanto continuano i bombardamenti - L’Iran promette a sua volta attacchi schiaccianti

  • 2 aprile, 06:47
  • 2 aprile, 08:50
Dopo il discorso alla nazione di Donald Trump si delinea un giovedì nero per le borse internazionali

Dopo il discorso alla nazione di Donald Trump si delinea un giovedì nero per le borse internazionali

  • archivio Keystone
Di: Redazione Info RSI 
  • Dopo il discorso di Trump, l’Iran promette a sua volta attacchi schiaccianti

  • Il presidente USA Trump ammette che la guerra non finirà presto: petrolio in aumento e borse in crisi

  • Hezbollah rivendica una serie di attacchi contro il nord di Israele compiuti con missili

  • Il governo australiano chiede di allentare le tensioni in Medio Oriente dopo l’allocuzione di Donald Trump

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02:12

Trump: la guerra finirà entro poche settimane

Telegiornale 01.04.2026, 20:00

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2 aprile, 16:21

Francia, eurodeputata Rima Hassan fermata per 'apologia del terrorismo'

L’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan è stata fermata oggi con l’accusa di apologia del terrorismo, secondo fonti a lei vicine, confermando quanto inizialmente riportato da Le Parisien. “È stata convocata in stato di fermo, il che è sorprendente visto che ha sempre risposto a tutte le convocazioni”, ha dichiarato una fonte interna a La France Insoumise, il suo partito, all’Afp.

2 aprile, 16:16

Putin parla con bin Salman, 'collaborare per mercato energetico'

Durante una conversazione telefonica avuta oggi, il presidente russo Vladimir Putin e il principe saudita Mohammad bin Salman hanno concordato di collaborare in senso all’organizzazione Opec+ “per stabilizzare il mercato petrolifero globale”. Lo riferisce il Cremlino. Putin e bin Salman hanno espresso “seria preoccupazione per il deterioramento della situazione militare e politica nella regione, per le vittime civili e per la distruzione di infrastrutture strategicamente importanti”, si legge ancora nella dichiarazione. “Da entrambe le parti - riferisce ancora il servizio stampa del Cremlino sul suo canale Telegram - è stata sottolineata la necessità di una rapida cessazione delle ostilità”.

2 aprile, 15:44

Balzo del prezzo del petrolio, il Wti sale a 110 dollari

I prezzi del petrolio e del gas volano, mentre si guarda agli sviluppi della guerra in Medio Oriente. Il Wti registra un rialzo del 10,2% a 110,38 dollari al barile. Corre anche il Brent che mette a segno un rialzo dell’8% a 109,34 dollari. Seduta all’insegna dei rincari anche per il prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni mettono a segno un rialzo del 7,31% a 50,95 euro al megawattora.

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Si torna a parlare degli oleodotti

SEIDISERA 02.04.2026, 18:00

  • Keystone
2 aprile, 15:43

Critica il regime, arrestata nota avvocatessa in Iran

L’avvocatessa e attivista per i diritti umani iraniana Nasrin Sotoudeh è stata arrestata nella sua abitazione: lo ha rivelato sui social la figlia Mehraveh Khandan aggiungendo che le forze di sicurezza hanno sequestrato computer portatili e telefoni cellulari. Alla famiglia non è stata detto in quale carcere si trova. Sotoudeh, nel suo ultimo commento sulla guerra, ha affermato che “un governo che per mezzo secolo ha gridato slogan di morte contro questo o quel paese, ora ci ha messi a rischio di morte”. La donna era già stata arrestata e rilasciata nel 2023 per le proteste contro l’obbligo di hijab.

03:13
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Iran: le condizioni di prigionia preoccupano

SEIDISERA 02.04.2026, 18:00

  • Keystone
2 aprile, 14:20

Le due più grandi acciaierie dell'Iran ferme dopo gli attacchi

Le due maggiori acciaierie iraniane hanno annunciato di essere state costrette a sospendere le attività a seguito degli attacchi israelo-statunitensi.

La Khuzestan Steel Company, situata nel sud-ovest dell’Iran, e la Mobarakeh Steel Company, nella provincia di Isfahan, nel centro del Paese, hanno entrambe subito ripetuti attacchi dalla scorsa settimana.

“Tutti i moduli e i forni per la produzione di acciaio di questo complesso industriale sono stati danneggiati”, ha dichiarato Mehran Pakbin, vicedirettore delle operazioni della Khuzestan Steel Company, citato giovedì sul sito web Mizan Online. “Secondo le nostre prime stime la rimessa in funzione di queste unità richiederà almeno sei mesi e fino a un anno”, ha aggiunto.

Mercoledì sera la Mobarakeh Steel ha comunicato che le sue “linee di produzione sono completamente ferme a causa dell’intensità degli attacchi”. “È impossibile proseguire le operazioni”, ha precisato l’azienda in un comunicato pubblicato sul proprio sito web.

2 aprile, 14:10

Londra: “urgente necessità” di riaprire lo Stretto di Hormuz

La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha sottolineato “l’urgente necessità” di riaprire lo Stretto di Hormuz, aprendo giovedì la riunione virtuale dei rappresentanti di “oltre 40 nazioni” pronte a mobilitarsi per garantire la sicurezza di tale rotta marittima strategica.

“Oggi abbiamo ministri degli Esteri e rappresentanti di oltre 40 Stati riuniti per discutere dello Stretto di Hormuz, delle conseguenze della sua chiusura, dell’urgente necessità di ripristinare la libertà di navigazione per il trasporto marittimo internazionale e della nostra ferma determinazione internazionale a vedere lo stretto riaprire”, ha dichiarato la responsabile della diplomazia britannica, che presiede questa riunione.

Reso noto mercoledì dal premier britannico Keir Starmer, il meeting è stato organizzato allorché il presidente USA Donald Trump ha esortato tutti quei Paesi che dipendono dal trasporto marittimo nello stretto a mobilitarsi per sbloccarlo.

2 aprile, 14:00

Iran, colpito un importante ponte che collega Teheran con Karaj

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa FARS, giovedì, un ponte autostradale che collega Teheran, la capitale dell’Iran, alla città occidentale di Karaj è stato colpito da attacchi aerei; l’agenzia ha aggiunto che, secondo le prime stime, ci sarebbero diversi feriti e che anche altre zone di Karaj sono state colpite. La FARS ha inoltre precisato che il ponte B1 è considerato il ponte più alto del Medio Oriente ed è stato inaugurato all’inizio di quest’anno.

2 aprile, 13:53

Altre case distrutte nei centri di confine libanesi

Secondo quanto riferito da fonti della sicurezza libanese, nel corso della giornata, a seguito di pesanti attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria israeliani, sono state distrutte altre abitazioni nei villaggi di confine di Taiba e Chiam. Secondo le informazioni fornite, a Chiam, tra l’altro, sono già stati rasi al suolo interi quartieri residenziali.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva recentemente annunciato la distruzione di tutte le case nei villaggi vicini al confine. Molte località nel sud del Libano sono considerate roccaforti della milizia di Hezbollah. La leadership israeliana le accusa di bombardare ripetutamente da lì le zone residenziali civili nel nord di Israele.

2 aprile, 13:43

Esercito israeliano: Hezbollah ha lanciato decine di razzi contro Israele

Giovedì mattina e nel primo pomeriggio Hezbollah ha lanciato nuovamente razzi contro il nord di Israele, dove sono stati attivati più volte gli allarmi antiaerei. Interpellato in merito l’esercito israeliano ha dichiarato di poter confermare che la milizia abbia lanciato circa 50 razzi contro Israele a partire dalle prime ore del giorno.

2 aprile, 13:31

Potenti deflagrazioni nella capitale iraniana giovedì mattina

Giovedì nella capitale iraniana si sono udite potenti esplosioni che hanno fatto tremare gli edifici, secondo quanto riportato dai media locali e da un giornalista dell’AFP.

Le detonazioni sono state avvertite nel centro di Teheran e i media locali, tra cui il quotidiano Shargh, hanno segnalato esplosioni nei quartieri occidentali e orientali della città.

Mentre Israele e gli Stati Uniti conducono attacchi contro l’Iran dal 28 febbraio, i siti interessati da queste esplosioni non erano immediatamente noti.

2 aprile, 13:13

Israele uccide numerosi membri di Hezbollah giovedì

L’esercito israeliano ha ucciso numerosi membri di Hezbollah libanese nel corso di attacchi via terra, aria e mare. Nelle ultime 24 ore sono stati uccisi più di 40 membri della milizia sostenuta dall’Iran nel paese confinante, ha comunicato l’esercito israeliano in una dichiarazione.

Anche fonti interne a Hezbollah hanno riferito che decine di combattenti hanno perso la vita in scontri ravvicinati con soldati israeliani nel sud del Libano. Fonti della sicurezza libanese hanno riferito che l’esercito israeliano sta continuando ad avanzare nel sud del Libano.

L’esercito dello Stato Ebraico ha dichiarato che le truppe di terra hanno distrutto decine di obiettivi dell’organizzazione sciita Hezbollah, tra cui posti di osservazione e rampe di lancio di missili. Secondo le informazioni fornite, giovedì, pure l’aviazione israeliana ha attaccato decine di postazioni, come depositi di armi nel Paese confinante.

2 aprile, 10:17

Gas, effetti a lungo termine della guerra in Medio Oriente sull'immobiliare

Le ripercussioni indirette della guerra in Medio Oriente sul mercato immobiliare svizzero potrebbero accentuarsi in caso di un prolungamento del conflitto. Tra costi di riscaldamento e tassi ipotecari, famiglie e investitori si trovano ad affrontare nuove incertezze.

“È meglio avere una casa con una pompa di calore piuttosto che dipendere dal gas”, spiega Patrice Choffat, direttore generale della società immobiliare Bestag, all’agenzia AWP. “La metà degli svizzeri che si riscaldano a gas o a gasolio deve aspettarsi di assorbire gli aumenti dei prezzi, perché questi non diminuiranno, nemmeno con l’apertura dello Stretto di Hormuz”

Circa il 30% delle famiglie svizzere si riscalda a gas e il 20% a gasolio. Per i primi, i contratti a termine olandesi sul gas naturale liquefatto (GNL) sono aumentati dall’inizio della guerra, mentre per i secondi il Brent ha continuato a salire vertiginosamente. Se il conflitto dovesse protrarsi, l’effetto sulle bollette dei privati sarà visibile entro 6-12 mesi.

2 aprile, 09:55

Cresce il “terrorismo ebraico” in Cisgiordania: impunità sul campo

L’aumento del “terrorismo ebraico” contro i palestinesi in Cisgiordania, che ha raggiunto un picco dall’inizio della guerra in Iran, suscita condanne in Israele, ma, sul campo, i coloni estremisti continuano ad agire in totale impunità, come constatano istituzioni e ONG.

Da anni si verificano attacchi violenti da parte dei coloni contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, spesso nell’indifferenza generale. Ma il loro brutale aumento ha suscitato le critiche di influenti rabbini, leader dei coloni e persino del capo di Stato Maggiore israeliano, che li ha definiti “moralmente ed eticamente inaccettabili”.

Per Réem Cohen, ricercatore presso l’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale (INSS) di Tel Aviv, “c’è stato un aumento degli atti di terrorismo ebraico dall’inizio della guerra con l’Iran”, il 28 febbraio, così come della “gravità degli atti”.

2 aprile, 09:22

Le principali borse europee hanno aperto in rosso giovedì

I mercati azionari europei hanno aperto in ribasso giovedì, all’indomani di un discorso di Donald Trump più aggressivo del previsto che ha smorzato le speranze dei mercati di una rapida conclusione della guerra in Medio Oriente

Nelle prime contrattazioni, verso le 8.05 ora svizzera, Parigi perdeva l’1,30%, Francoforte l’1,57% e Milano l’1,47%. Londra cedeva lo 0,68%.

2 aprile, 09:20

Ambasciata USA a Baghdad avverte su possibili attacchi iraniani

L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha avvertito giovedì, in un comunicato diffuso sui social, che gruppi armati iracheni filoiraniani potrebbero sferrare attacchi contro la città nei prossimi due giorni.

“Le milizie terroristiche irachene alleate dell’Iran potrebbero sferrare attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore”, ha dichiarato, invitando nuovamente gli americani presenti in Iraq a lasciare immediatamente il Paese.

L’Iraq è stato trascinato nella guerra in Medio Oriente scatenata il 28 febbraio dall’offensiva americano-israeliana contro l’Iran.

2 aprile, 08:12

Borse asiatiche in sofferenza, prezzi del petrolio in rapida progressione

Le borse asiatiche, che nella mattinata di mercoledì e il giorno precedente avevano beneficiato di una ventata di ottimismo, sono crollate ancora dopo che le speranze di una rapida risoluzione del conflitto sono state smorzate dal discorso di Donald Trump, il quale ha promesso mercoledì sera di “colpire con estrema durezza” l’Iran nelle prossime settimane.

L’indice Nikkei a Tokyo ha ceduto il 2,37% a 52.463,55 punti verso le 5.45 ora svizzera, mentre a Seul il Kospi è sceso del 4,1%. Gli indici erano in calo anche a Sydney (-1,15%), Taipei (-1,56%) e Hong Kong (-1,09%).

I prezzi del petrolio, che si erano stabilizzati da quando martedì il presidente americano aveva accennato a un ritiro degli Stati Uniti dalla guerra entro “due o tre settimane”, sono tornati a registrare un netto rialzo, con il Brent che è risalito sopra i 107 dollari.

Sempre verso le 5.45 il barile di Brent del Mare del Nord, riferimento mondiale per il greggio, ha guadagnato il 6,51% a 107,75 dollari. Il suo equivalente americano, il WTI, è salito del 5,27% a 105,40 dollari.

2 aprile, 08:06

Compagnie cinesi applicano costi extra per il kerosene sui biglietti

Diverse compagnie aeree cinesi, tra cui la compagnia di bandiera Air China, hanno annunciato che aumenteranno i supplementi carburante sui voli interni a partire da domenica, mentre la guerra in Medio Oriente fa salire i prezzi del cherosene.

Air China, Spring Airlines, China Southern e la sua controllata Xiamen Air aumenteranno i supplementi di 60 yuan (circa 8.2 franchi) sui voli fino a 800 chilometri e di 120 yuan (circa 14 franchi) sui voli più lunghi, hanno indicato le compagnie in un comunicato pubblicato mercoledì.

Il prezzo medio del kerosene è aumentato a livello mondiale raggiungendo i 197 dollari al barile la scorsa settimana, contro i 95,5 dollari di un mese fa, secondo i dati dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA).

2 aprile, 07:59

L'Iran promette a sua volta attacchi schiaccianti contro Stati Uniti e Israele

Giovedì l’esercito iraniano ha promesso a sua volta attacchi “devastanti” contro gli Stati Uniti e Israele, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di riportare l’Iran all’“età della pietra” con bombardamenti massicci nelle prossime settimane.

“Con la fiducia in Dio Onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, al vostro disonore, al vostro rimpianto definitivo e alla vostra capitolazione”, ha dichiarato il comandante operativo dell’esercito, Khatam al-Anbiya, in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato. “Aspettatevi azioni ancora più devastanti, più vaste e più distruttive”.

2 aprile, 07:21

Nel suo discorso Trump evoca "vittorie decisive, schiaccianti" contro l'Iran

Durante il suo discorso solenne alla nazione dalla Casa Bianca mercoledì sera, il presidente americano Donald Trump si è vantato delle “vittorie decisive” e “schiaccianti” ottenute contro l’Iran dall’inizio della guerra, il 28 febbraio. Ha affermato che l’Iran sarà colpito “con estrema durezza” ancora per altre due o tre settimane.

“Nel corso delle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno ottenuto sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti, vittorie come poche persone hanno mai visto prima”, ha dichiarato Trump.

2 aprile, 06:53

Iran denuncia le richieste "massimaliste e irrazionali" degli Stati Uniti

Giovedì l’Iran ha denunciato le richieste “massimaliste e irrazionali” degli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media iraniani. Teheran ha nuovamente smentito lo svolgimento di negoziati per un cessate il fuoco tra i due paesi nemici.

“Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari, tra cui il Pakistan, ma non ci sono negoziati diretti con gli Stati Uniti”, ha dichiarato il portavoce della diplomazia iraniana, citato dall’agenzia di stampa ISNA, definendo le richieste di Washington “massimaliste e irrazionali”.

In precedenza il presidente statunitense Donald Trump aveva assicurato sul social network Truth Social che il suo omologo iraniano, Massoud Pezeshkian, avrebbe chiesto “un cessate il fuoco”. Affermazioni “false”, ha smentito il portavoce iraniano.

2 aprile, 06:43

L'Australia chiede un allentamento delle tensioni in Medio Oriente

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha chiesto giovedì un allentamento delle tensioni nella guerra in Medio Oriente dopo il discorso del presidente americano Donald Trump, il quale ha affermato che gli obiettivi erano stati raggiunti.

Gli attacchi statunitensi e israeliani hanno indebolito l’aeronautica militare, la marina e l’industria militare iraniane, ha sottolineato Albanese in un discorso tenuto a Canberra. “Ora che questi obiettivi sono stati raggiunti, non è chiaro cosa resti da fare, né quale possa essere l’esito”.

“Ciò che è chiaro è che più la guerra dura, maggiore è il suo impatto sull’economia mondiale”, ha aggiunto.

L’Australia dipende in larga misura dalle importazioni di carburante e le sue attuali riserve le consentirebbero di resistere per 37 giorni. Il Paese risente del blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, una via strategica attraverso la quale transita solitamente un quinto del traffico mondiale di idrocarburi.

2 aprile, 06:39

Hezbollah rivendica una serie di attacchi contro il nord di Israele

Il movimento libanese filoiraniano Hezbollah ha rivendicato giovedì una serie di attacchi missilistici e con droni contro il nord di Israele.

In diversi comunicati, il movimento filoiraniano, che all’inizio di marzo ha trascinato il Libano nella guerra in Medio Oriente, ha affermato di aver colpito con missili soldati israeliani schierati in due punti della zona di confine e di aver attaccato con droni un villaggio israeliano.

In queste regioni sono stati attivati gli allarmi, ha riferito il Comando del fronte interno israeliano, senza segnalare vittime o danni.

2 aprile, 06:38

Trump prova a giustificare una guerra che scontenta gli americani

La guerra era necessaria, è quasi vinta, finirà presto: dopo un mese di conflitto e di comunicazioni confuse, Donald Trump ha cercato di giustificare l’operazione militare contro l’Iran davanti agli americani scontenti.

Il 28 febbraio, il presidente americano aveva annunciato l’inizio dell’offensiva “Fury Epic” con un video preregistrato, trasmesso dalla sua residenza privata in Florida, con il berretto in testa e senza cravatta.

Mercoledì, il “comandante in capo” ha tenuto un discorso solenne che ci si sarebbe aspettati piuttosto all’inizio del conflitto, in diretta, in prima serata, dalla Casa Bianca.

“Nel corso delle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno ottenuto sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti - vittorie come poche persone hanno mai visto prima”, ha dichiarato il repubblicano 79enne.

Il discorso, durato meno di venti minuti, era costellato di iperboli, come sempre con Donald Trump, ma nel complesso era molto più sobrio rispetto alle sue esternazioni inopportune e talvolta contraddittorie sul social network Truth Social.

2 aprile, 06:35

Israele afferma di respingere un nuovo attacco di missili iraniani

L’esercito israeliano ha dichiarato giovedì di aver respinto un nuovo attacco missilistico iraniano, il quarto in sei ore. Secondo i servizi di soccorso israeliani, non sono state segnalate vittime.

Le forze israeliane “hanno individuato missili lanciati dall’Iran in direzione dello Stato di Israele” e i “sistemi di difesa sono all’opera per intercettare la minaccia”, secondo un comunicato dell’esercito pubblicato mentre le sirene di allarme risuonavano in diverse zone del nord di Israele.