Le borse asiatiche, che nella mattinata di mercoledì e il giorno precedente avevano beneficiato di una ventata di ottimismo, sono crollate ancora dopo che le speranze di una rapida risoluzione del conflitto sono state smorzate dal discorso di Donald Trump, il quale ha promesso mercoledì sera di “colpire con estrema durezza” l’Iran nelle prossime settimane.
L’indice Nikkei a Tokyo ha ceduto il 2,37% a 52.463,55 punti verso le 5.45 ora svizzera, mentre a Seul il Kospi è sceso del 4,1%. Gli indici erano in calo anche a Sydney (-1,15%), Taipei (-1,56%) e Hong Kong (-1,09%).
I prezzi del petrolio, che si erano stabilizzati da quando martedì il presidente americano aveva accennato a un ritiro degli Stati Uniti dalla guerra entro “due o tre settimane”, sono tornati a registrare un netto rialzo, con il Brent che è risalito sopra i 107 dollari.
Sempre verso le 5.45 il barile di Brent del Mare del Nord, riferimento mondiale per il greggio, ha guadagnato il 6,51% a 107,75 dollari. Il suo equivalente americano, il WTI, è salito del 5,27% a 105,40 dollari.