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Primo missile dallo Yemen dall’inizio del conflitto

I thailandesi si accordano con l’Iran per ottenere il libero passaggio delle loro petroliere dallo Stretto di Hormuz - Abu Dhabi, roghi dopo la distruzione di un ordigno

  • Ieri, 06:27
  • Oggi, 13:14
Sostenitori degli Houthi

Sostenitori degli Houthi

  • Keystone
Di: Redazione RSI Info 
  • Thailandia e iraniani siglano un’intesa utile per garantire il transito delle petroliere thai nello Stretto di Hormuz

  • Israele ha rilevato sabato mattina il lancio del primo missile dallo Yemen puntato contro il suo territorio

  • Incendi sono divampati ad Abu Dhabi dopo che la contraerea degli Emirati ha abbattuto un ordigno iraniano

  • Attaccata nuovamente la centrale atomica iraniana di Bushehr, sito già bombardato il 17 e il 24 marzo

  • Un morto venerdì sera a Tel Aviv dopo che un missile con munizioni a grappolo ha colpito un edificio residenziale

  • L’attacco contro una base aerea in Arabia Saudita ha ferito 12 soldati americani: due hanno subito lesioni gravi

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03:10

MAGA spaccati sulla guerra in Iran, ma sempre con Trump

Telegiornale 27.03.2026, 20:00

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Un'ora fa

Regime iraniano ha organizzato 850 eventi di sostegno al governo in un mese

Il regime iraniano ha organizzato oltre 850 manifestazioni pubbliche di sostegno al governo dall’inizio della guerra e ha lanciato una continua repressione dei disordini, che ha portato ad almeno 1400 arresti. Lo rivela una ricerca di Acled, un’organizzazione indipendente di monitoraggio del conflitto, insieme al Guardian.

Secondo gli esperti l’elevato numero di manifestazioni a favore del regime e il crescente numero di arresti sottolineano la resilienza della Repubblica islamica, nonostante un mese di intensi raid aerei da parte di Stati Uniti e Israele che ha decapitato i vertici, a partire da Khamenei.

“La strategia di decapitazione israelo-americana non avrebbe potuto avere più successo e continua ad averne ma il regime non si è frammentato e non ci sono defezioni. Il messaggio che circola in Iran è che stanno vincendo e questo messaggio è costante e coerente”, ha affermato Clionadh Raleigh, presidente di Acled.

La terza settimana del conflitto ha visto in Iran le ondate più prolungate di manifestazioni di massa a sostegno del regime. L’organizzazione Acled ha contato 195 manifestazioni pro-regime dal 28 febbraio al 6 marzo incentrate sul lutto per Khamenei e sulla condanna di Israele e degli Stati Uniti, poi 158 lla settimana successiva e circa 300 dal 13 al 19 marzo, con grande rilievo per le celebrazioni della successione di Mojtaba Khamenei. La maggior parte si è svolta a Teheran, sebbene alcune siano state registrate anche nel nord-est e nel sud-ovest.

“L’unica protesta contro il regime del 25 marzo è stata repressa con la forza letale, con dieci morti e dimostra il costo del dissenso”, ha affermato Acled. La campagna di arresti “è il principale strumento interno del regime: circa 1’465 persone sono state arrestate in 27 giorni. Le accuse sono passate da “danneggiamento delle riprese” a “spionaggio” e “mercenarismo” con il progredire del conflitto”.

Un'ora fa

Maersk sospende le operazioni in un porto dell'Oman dopo un attacco

Il colosso danese delle spedizioni Maersk ha annunciato la temporanea interruzione delle operazioni nel porto di Salalah, in Oman, a seguito di un attacco con droni, che ha ferito un lavoratore e danneggiato una gru.

Maersk, la cui controllata APM Terminals gestisce il porto, ha reso noto sabato che “l’area è stata immediatamente sgomberata e le operazioni in tutta la struttura sono state temporaneamente sospese”, prevedendo una chiusura di 48 ore.

2 ore fa

Tre reporter libanesi ritenuti vicini a Hezbollah uccisi in un raid israeliano

Tre giornalisti libanesi sono stati uccisi da un raid israeliano sulla loro auto nel sud del Libano. Lo afferma una fonte militare all’agenzia di stampa AFP. Immediata la reazione del presidente libanese Joseph Aoun che ha condannato l’attacco.

Tra i tre giornalisti libanesi uccisi nell’attacco che ha preso di mira il loro veicolo c’era un corrispondente di un’emittente affiliata a Hezbollah, secondo quanto dichiarato da una fonte militare all’AFP.

Al Shouaib del canale Al-Manar di Hezbollah e Fatima Fatouni di Al-Mayadeen, considerata vicina al movimento sostenuto dall’Iran, sono stati uccisi a Jezzine, insieme al fratello di Fatouni, un cameraman, ha affermato la fonte. I due media hanno confermato la morte dei loro giornalisti.

2 ore fa

Pakistan e Iran parlano della guerra e di possibili soluzioni

Il governo del Pakistan afferma che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il premier pachistano Shehbaz Sharif hanno avuto una conversazione telefonica di “oltre un’ora” durante la quale avrebbero discusso del conflitto in Medio Oriente e delle sue possibili soluzioni.

Secondo il governo di Islamabad Sharif avrebbe riferito al presidente iraniano dei contatti diplomatici del Pakistan con gli USA e con i Paesi del Golfo, e Pezeshkian avrebbe detto al premier pachistano che c’è bisogno di “fiducia” per “facilitare i colloqui e la mediazione sul conflitto in Medio Oriente”.

In un post sui social il presidente iraniano scrive: “Abbiamo ripetuto più volte che l’Iran non effettua attacchi preventivi, ma reagiremo con forza se le nostre infrastrutture o i nostri centri economici saranno presi di mira”.

Oggi, 13:10

Houthi minacciano la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandab

Un alto funzionario del ministero della propaganda Houthi, Mohammed Mansour, ha minacciato che la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandab è “tra le opzioni” per le azioni dell’organizzazione terroristica, ha detto in un’intervista al canale Al-Araby del Qatar, secondo quanto riportano i media israeliani.

“Ci stiamo coordinando con i nostri fratelli dell’asse della resistenza riguardo al nostro ingresso in guerra. La nostra responsabilità nei confronti dell’Iran e di Hezbollah è morale e religiosa. Stiamo gestendo questa battaglia gradualmente e la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab è tra le nostre opzioni. La resistenza yemenita è giunta alla conclusione che oggi è il momento di intervenire”, ha detto.

Bab al-Mandab è uno stretto situato tra lo Yemen e i paesi africani di Gibuti ed Eritrea, che di fatto consente alle navi mercantili provenienti dall’Asia e dall’Africa di raggiungere la regione del Mediterraneo e da lì anche l’America.

Oggi, 12:03

Iran prende di mira una nave americana vicino a un porto dell'Oman

L’esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira una nave logistica statunitense vicino al porto omanita di Salalah. “Una nave logistica a supporto dell’aggressivo esercito americano è stata presa di mira dalle forze armate della Repubblica islamica dell’Iran a notevole distanza dal porto di Salalah in Oman”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando militare centrale iraniano, in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato.

Oggi, 12:01

Libano, cinque paramedici uccisi in attacco israeliano

Almeno cinque paramedici dell’Associazione degli Scout del Messaggio Islamico sono stati uccisi in un attacco israeliano nel sud del Libano avvenuto oggi, sabato. Lo riporta Al Jazeera citando l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese.

In una dichiarazione l’associazione ha affermato che si tratta di “persone che sono state martirizzate mentre svolgevano il loro dovere umanitario nel raid aggressivo contro la città di Zawtar al-Gharbiyah delle scorse ore”.

Oggi, 11:24

Ribelli Houthi rivendicano il primo attacco contro Israele dallo Yemen

Gli Houthi dello Yemen rivendicano il loro primo attacco contro Israele dall’inizio della guerra in Medio Oriente. I ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato il loro primo attacco contro Israele dall’inizio della guerra in Medio Oriente, un mese fa.

In una dichiarazione pubblicata su X, il gruppo, che controlla gran parte dello Yemen settentrionale e ha preso di mira Israele con droni e missili per gran parte della guerra di Gaza, ha affermato di aver lanciato missili contro siti militari israeliani.

Soltanto poche ore prima l’esercito israeliano aveva dichiarato di aver identificato un attacco proveniente dallo Yemen e di essere al lavoro per intercettarlo.

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02:03

Medio Oriente, gli Houti attaccano Israele

Telegiornale 28.03.2026, 12:30

Oggi, 10:47

Iran, attaccata nella notte di sabato università di Teheran

Gli edifici dell’Università iraniana di Scienza e Tecnologia hanno subito danni a seguito dei raid aerei avvenuti nella notte tra venerdì e sabato: lo scrive Iran International che mostra un video.

Venerdì le autorità locali iraniane hanno denunciato che almeno 26 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un raid a Isfahan in un attacco, denuncia il vicegovernatore della provincia, riportato dalla NBC, a una zona residenziale della città nell’Iran centrale.

Oggi, 09:36

Ordigni iraniani contro l'aeroporto internazionale di Kuwait City

L’aeroporto internazionale di Kuwait City è stato colpito da un attacco con droni che ha causato ingenti danni, hanno annunciato sabato le autorità.

Secondo il portavoce dell’aviazione civile, citato dall’agenzia di stampa ufficiale del Paese, l’attacco non ha causato vittime ma il sistema radar ha subito gravi danni.

Oggi, 09:22

Pakistan, Arabia Saudita, Egitto e Turchia discutono sulla guerra in Medio Oriente

I ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Egitto e Turchia si riuniranno domenica e lunedì a Islamabad per discutere della guerra in Medio Oriente, ha annunciato sabato il governo pakistano.

I ministri degli Esteri di questi paesi si incontreranno “a Islamabad il 29 e 30 marzo” per tenere “discussioni approfondite su una serie di argomenti, compresi gli sforzi volti a ridurre le tensioni nella regione”, ha indicato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato.

Oggi, 08:56

Dopo un mese di guerra si continua a sparare tra Israele e Iran

La guerra in Medio Oriente entra sabato nel suo secondo mese senza dare alcun segno di tregua, con Israele e l’Iran che continuano a bombardarsi a vicenda e gli Stati Uniti che, dal canto loro, assicurano che i loro obiettivi saranno raggiunti entro due settimane.

In un’ulteriore escalation di un conflitto che ha fatto impennare i prezzi dell’energia in tutto il mondo, Israele ha annunciato di essere stato colpito per la prima volta dall’inizio della guerra da un missile lanciato dallo Yemen, dove i ribelli Houthi sostenuti da Teheran avevano minacciato poco prima di unirsi al conflitto.

A Teheran un giornalista dell’AFP ha udito una decina di violente esplosioni sabato all’alba e ha visto colonne di fumo nero levarsi dalla parte orientale della capitale. Poco dopo, come nelle notti precedenti, l’esercito israeliano ha annunciato di stare “colpendo obiettivi del regime” nella città.

Oggi, 08:06

Attacco a base USA in Arabia Saudita: 12 soldati feriti, due sono gravi

Un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati statunitensi, di cui due in modo grave, secondo quanto riportato venerdì dai media statunitensi.

L’attacco contro la base aerea Prince Sultan ad Al-Kharj, a sud-est di Riad, è stato sferrato con almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti anonime.

I soldati si trovavano all’interno di un edificio della base al momento dell’attacco, secondo il Wall Street Journal. Sempre secondo questi media, durante l’attacco sono stati danneggiati anche diversi aerei di rifornimento in volo.

Il Pentagono e il Comando centrale americano (CENTCOM) non hanno risposto alle richieste di commento dell’AFP.

Oggi, 07:58

Venerdì sera a Tel Aviv, in Israele, un uomo è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti, secondo quanto riferito dai servizi di soccorso, dopo che l’esercito israeliano aveva annunciato il lancio di missili dall’Iran.

Secondo il Magen David Adom (MDA), l’equivalente israeliano della Croce Rossa, un uomo di 52 anni è stato ucciso e altri due uomini di 65 e 50 anni sono rimasti feriti a Tel Aviv, mentre altre due persone di 37 e 21 anni sono state ferite a Kuseife, nel sud del Paese, a causa delle schegge.

Il capo del Comando interno dell’esercito israeliano, Miki David, ha dichiarato in un video pubblicato sui social network che un appartamento di un “edificio residenziale” nel centro di Israele è stato colpito da un missile con munizioni a grappolo, che ha provocato “distruzioni considerevoli. L’appartamento è stato colpito da una bomba a grappolo (...) che ha attraversato il tetto, ha sfondato un piano e poi è esplosa al secondo piano”, ha spiegato.

Le bombe a grappolo esplodono in volo e disperdono decine o centinaia di bombe più piccole su un’area estesa. L’Iran e Israele si accusano a vicenda di utilizzare questo tipo di arma particolarmente letale per la popolazione civile.

Oggi, 07:41

Iran denuncia un nuovo attacco alla sua centrale atomica di Bushehr

L’Iran ha denunciato un nuovo attacco contro la sua centrale nucleare di Bushehr (nel sud del Paese), il terzo in dieci giorni, come annunciato sabato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

“Non sono stati segnalati danni al reattore attivo né emissioni di radiazioni, e le condizioni della centrale sono normali”, ha scritto l’AIEA sui social network citando funzionari iraniani.

Secondo l’agenzia iraniana Fars, l’attacco è avvenuto venerdì alle 23.40 (le 22.10 in Svizzera). Unica centrale nucleare operativa dell’Iran, Bushehr era già stata attaccata il 17 e il 24 marzo, senza che fossero stati segnalati danni.

Oggi, 07:27

Incendi ad Abu Dhabi per missili intercettati dalla contraerea

Sabato sono divampati degli incendi in alcune zone industriali degli Emirati Arabi Uniti a seguito di attacchi missilistici e con droni iraniani, secondo quanto riferito dalle autorità.

“La difesa aerea e i caccia degli Emirati Arabi Uniti stanno rispondendo ai missili e ai droni lanciati dall’Iran”, ha scritto il ministero della Difesa degli Emirati. In seguito, il governo di Abu Dhabi ha segnalato, in un comunicato, due incendi nella zona industriale di Khalifa, sulla costa dell’emirato.

Questi incendi, che non hanno causato vittime, sono dovuti a detriti provenienti dalla “‘intercettazione riuscita’ di un missile balistico”, ha indicato il ministero.

Oggi, 07:12

Israele: "Rilevato il primo missile lanciato dallo Yemen"

L’esercito israeliano ha comunicato sabato di aver rilevato il lancio di un missile dallo Yemen, un evento senza precedenti in un mese di guerra in Medio Oriente, dopo che i ribelli Houthi sostenuti da Teheran avevano minacciato di unirsi al conflitto.

Le forze israeliane hanno “identificato il lancio di un missile dallo Yemen in direzione del territorio israeliano; i sistemi di difesa antiaerea sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha dichiarato l’esercito su Telegram.

Gli Houthi sono alleati di Teheran nell’ambito di quello che l’Iran ha battezzato “asse della resistenza” insieme a Hezbollah libanese, Hamas palestinese e ai gruppi armati iracheni di matrice filoiraniana.

Oggi, 06:59

Thailandia trova un accordo per le sue petroliere con l'Iran

Sabato la Thailandia ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con l’Iran per consentire il passaggio delle proprie petroliere nello strategico Stretto di Hormuz, praticamente paralizzato dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

Durante una conferenza stampa, il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul ha dichiarato: “Un accordo è stato raggiunto per consentire alle petroliere thailandesi di transitare in tutta sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo così ad alleviare le preoccupazioni relative all’approvvigionamento di carburante in Thailandia”.

“Con questo accordo, siamo fiduciosi di non dover più affrontare interruzioni come quelle osservate all’inizio di marzo”, ha aggiunto.

Ieri, 23:54

Missile colpisce base aerea militare in Arabia Saudita

Un missile iraniano ha colpito venerdì la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Lo ha scritto il Wall Street Journal, aggiungendo che diversi soldati statunitensi sarebbero rimasti feriti. Online sono apparse immagini satellitari che sembrano mostrare i danni agli aerei.

Dal canto loro, Israele e Stati Uniti hanno colpito per la terza volta il territorio della centrale nucleare iraniana di Bushehr. Secondo i primi rilevamenti, l’impianto non è stato danneggiato, come riferito dall’ Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran (OAEI).

Ieri, 21:32

Witkoff fiducioso che gli USA possano incontrare l'Iran questa settimana

L’inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, ha dichiarato venerdì che gli Stati Uniti sono speranzosi per quanto riguarda degli incontri con l’Iran.

“Pensiamo che ci saranno incontri questa settimana. Ne siamo certamente fiduciosi”, ha detto Witkoff in occasione di un forum sugli investimenti a Miami, in Florida.

“Abbiamo un accordo in 15 punti sul tavolo che gli iraniani hanno da un po’ di tempo. Ci aspettiamo una risposta da parte loro, e questo risolverebbe tutto”, ha affermato.

Ieri, 17:57

Raid su impianto di arricchimento dell'uranio

Attacchi aerei statunitensi e israeliani hanno colpito venerdì un impianto di arricchimento dell’uranio in Iran, secondo quanto annunciato dall’Organizzazione nazionale per l’energia atomica.

“Lo stabilimento di Ardakan, situato nella provincia di Yazd (nel centro dell’Iran), è stato oggetto di un attacco sferrato pochi minuti fa dal nemico sionista-americano”, ha dichiarato l’organizzazione sul proprio canale Telegram, aggiungendo che l’attacco non ha “causato alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo”.

Lo stesso esercito israeliano ha confermato di aver attaccato un impianto per l’arricchimento dell’uranio.

Ieri, 17:55

Attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut

L’aviazione israeliana ha bombardato nel pomeriggio di venerdì, senza alcun preavviso, un quartiere della periferia sud di Beirut, secondo quanto riferito dall’agenzia nazionale ANI e dall’agenzia francese AFP. Lo stesso quartiere era già stato colpito una prima volta all’alba, causando due morti secondo le autorità libanesi.

L’esercito israeliano ha poi annunciato di aver “avviato una serie di attacchi contro le infrastrutture terroristiche di Hezbollah” e ha diramato un avviso di evacuazione agli abitanti di sette principali quartieri della periferia sud della capitale.

Abitualmente densamente popolata, questa zona si è in gran parte svuotata dei suoi residenti dalla ripresa delle ostilità a inizio mese.

Ieri, 17:54

Epic Fury, il bilancio USA: 13 soldati morti e oltre 300 feriti

Oltre 300 militari statunitensi sono rimasti feriti, per la maggior parte in modo lieve, dall’inizio della guerra condotta congiuntamente con Israele contro l’Iran. Lo ha annunciato venerdì l’esercito americano, aggiungendo che i soldati morti sono 13.

Dall’inizio dell’operazione Epic Fury, 303 militari statunitensi sono stati feriti. La maggior parte di loro in modo lieve, mentre 273 soldati sono tornati in servizio”, ha dichiarato all’AFP Tim Hawkins, portavoce del Comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom).

Dieci soldati statunitensi risultano invece gravemente feriti, ha precisato un responsabile americano che ha voluto mantenere l’anonimato.

Ieri, 17:02

Impianti siderurgici iraniani sotto attacco

Due importanti complessi siderurgici in Iran sono stati presi di mira venerdì da attacchi israelo-americani. Lo riferiscono le agenzie di stampa locali.

“Il nemico americano-sionista ha preso di mira impianti siderurgici nel Khūzestān, e a Esfahan, in due attacchi distinti”, ha dichiarato l’agenzia di stampa iraniana FARS, precisando che “i soccorsi sono giunti immediatamente sul posto”. Anche la radiotelevisione pubblica IRIB ha riferito dei raid.

Stando a tali fonti, si tratta di uno stabilimento del gruppo siderurgico Mobarakeh, il gigante dell’acciaio iraniano, situato nella regione di Esfahan, nonché di un altro complesso nella provincia del Khūzestān, nel sud-ovest del Paese.

Ieri, 14:01

Swiss e Edelweiss aumentano supplementi carburante

La guerra in Medio Oriente fa lievitare il costo del cherosene e anche in Svizzera le compagnie aeree si adeguano: Swiss ed Edelweiss hanno deciso di aumentare i supplementi carburante per i loro voli, su disposizione del gruppo Lufthansa.

“A causa della situazione volatile e delle ripercussioni sul prezzo del petrolio, il supplemento internazionale è stato adeguato”, ha spiegato un portavoce di Swiss all’agenzia Awp, confermando una notizia diffusa dal portale Nau. “Con il cosiddetto ‘International Surcharge’ le compagnie aeree del gruppo Lufthansa - e quindi anche noi di Swiss - compensiamo una parte delle tasse e dei costi su cui non abbiamo alcun controllo: il carburante costituisce una delle voci”, ha aggiunto.

Il prezzo del cherosene è più che raddoppiato nell’ultimo mese, toccando questa settimana una media di 215 dollari al barile in Europa, con un incremento ben superiore a quello del petrolio greggio (+50%). Inoltre nel vecchio continente il carburante per velivoli è più costoso che in altre regioni del mondo: ad esempio nel Nord America un barile di cherosene costa 179 dollari. Il gruppo Lufthansa acquista comunque circa l’85% del carburante con sei mesi di anticipo: il pieno effetto del rincaro si farà quindi sentire solo tra qualche mese. L’anno scorso Swiss aveva speso 1 miliardo di franchi per il quanto mette nei serbatoi: era stato il maggiore costo operativo.

Sul fronte dell’approvvigionamento, Swiss assicura che a Zurigo non ci sono problemi. “Vediamo attualmente limitazioni concrete solo in Asia, dove esiste una forte dipendenza dai prodotti del Golfo e dalla Cina”, ha dichiarato l’addetto stampa. La situazione è delicata, perché Swiss ha appena raddoppiato i voli tra Zurigo e Delhi per far fronte all’aumento della domanda causato dalla riduzione dell’operatività degli hub del Golfo.

Ieri, 11:28

ONU chiede giustizia per bombardamento scuola in Iran

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha manifestato “profondo orrore” per il bombardamento mortale di una scuola in Iran il 28 febbraio. Ha esortato Washington a concludere rapidamente le indagini al riguardo e a “fare giustizia”.

“Il bombardamento della scuola elementare Shajareh Tayyebeh a Minab ha suscitato profondo orrore”, ha dichiarato Türk dinanzi al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, sottolineando che “spetta agli autori dell’attacco condurre un’indagine rapida, imparziale, trasparente e approfondita”.

In occasione della sessione annuale a Ginevra, oggi (venerdì) il Consiglio tiene una riunione d’urgenza sulla sicurezza dei bambini nel conflitto in Medio Oriente proprio in seguito al bombardamento di Minab, nel sud del Paese, che secondo Teheran ha causato oltre 165 vittime.

Ieri, 10:45

Iran minaccia alberghi che ospitano militari USA

L’esercito iraniano ha avvertito che gli alberghi del Medio Oriente che ospitano militari statunitensi saranno d’ora in poi considerati obiettivi. Questa minaccia rientra nel contesto della guerra condotta contro Israele e gli Stati Uniti.

Quando i soldati americani “entrano in un hotel, allora, dal nostro punto di vista, quell’hotel diventa americano”, ha affermato alla televisione di Stato il portavoce delle forze armate Abolfazl Shekarchi.

“Dovremmo semplicemente stare a guardare e lasciare che gli americani ci colpiscano? Quando reagiamo, dobbiamo naturalmente colpire dove si trovano», ha aggiunto.

Ieri, 10:26

Droni contro il principale porto del Kuwait

Il principale porto commerciale del Kuwait è stato colpito all’alba di oggi, venerdì da un attacco di droni “nemici”, hanno annunciato le autorità portuali. L’attacco è stato confermato senza che fossero forniti ulteriori dettagli.

L’attacco al porto di Shuwaikh ha causato danni materiali ma nessuna vittima, hanno precisato in un comunicato pubblicato su X. Anche un secondo porto, in costruzione e situato nel nord dell’emirato, è stato preso di mira, ha poi annunciato il ministero dei Lavori pubblici.

Secondo questa fonte, il porto di Mubarak al-Kabeer è stato colpito venerdì mattina presto da droni e missili che hanno causato, anche in questo caso, danni materiali ma non hanno provocato vittime.

Ieri, 08:26

La portaerei USA Gerald Ford in rotta verso Spalato

La più grande portaerei della Marina degli Stati Uniti, la USS Gerald R. Ford, ha lasciato nuovamente la baia di Souda a Creta e, secondo informazioni provenienti da fonti militari, ha fatto rotta verso Spalato, in Croazia. È quanto riportano all’unisono i media greci.

Durante la missione nel Mar Rosso si era verificato un incendio a bordo. Secondo quanto riferito dalla Marina degli Stati Uniti, l’incendio è divampato all’inizio di marzo nella lavanderia. Non era collegato ad azioni di combattimento ed è stato domato. I media statunitensi hanno inoltre segnalato notevoli problemi con i servizi igienici e nell’area degli alloggi dell’equipaggio.

A Spalato la portaerei dovrebbe ora fare scalo alla base navale di Lora. Questa dispone di capacità specializzate per lavori tecnici complessi ed è considerata un importante sito per le esercitazioni multinazionali della NATO. Non è stata fornita alcuna conferma da parte della Marina statunitense.

Ieri, 07:54

Le forze di opposizione israeliane non sostengono più la politica del premier

L’opposizione israeliana ha segnalato la fine del consenso politico sulla gestione della guerra scatenata dal primo ministro Benjamin Netanyahu insieme agli Stati Uniti con l’attacco all’Iran, per la quale l’esercito dichiara ora apertamente di aver bisogno di più combattenti.

“Voglio mettere in guardia i cittadini di Israele: siamo sull’orlo di un nuovo disastro in materia di sicurezza”, ha avvertito il leader dell’opposizione, Yaïr Lapid, a capo del partito di centro-destra Yesh Atid (“C’è un futuro”), al 27° giorno del conflitto.

Lapid, che come l’intera classe politica israeliana aveva sostenuto senza riserve l’attacco americano-israeliano del 28 febbraio contro la Repubblica islamica, ampiamente percepita in Israele come una minaccia esistenziale per la sopravvivenza dello Stato ebraico, ha reagito a una fuga di notizie su alcune dichiarazioni che il capo di Stato Maggiore avrebbe rilasciato riguardo alle condizioni delle sue truppe.

L’esercito “sta andando incontro a un collasso interno”, avrebbe dichiarato il tenente generale Eyal Zamir durante una riunione del gabinetto di sicurezza. “Lancio dieci segnali di allarme”, avrebbe aggiunto, “i riservisti non reggeranno” e l’esercito “ha bisogno ora di una legge sulla coscrizione”, avrebbe aggiunto, in riferimento a una legge che consenta di arruolare gli ebrei ultraortodossi, in gran parte esentati dal servizio militare.

Ieri, 07:06

Riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza ONU

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU si riunisce a porte chiuse oggi, venerdì, su richiesta di Mosca, per discutere della guerra intrapresa da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, secondo quanto riferito da un rappresentante russo citato dall’agenzia Tass.

La Russia ha chiesto una riunione dopo gli attacchi israelo-americani contro infrastrutture civili in Iran, ha dichiarato Evgenij Uspenski, portavoce del rappresentante permanente della Russia presso l’ONU.

“La Federazione Russa ha chiesto lo svolgimento di consultazioni a porte chiuse in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU a causa dei bombardamenti in corso contro infrastrutture civili in Iran, in particolare istituti scolastici e sanitari”, ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia russa.

Ieri, 06:34

India riduce tasse su carburanti

L’India ha deciso di ridurre le imposte sui carburanti per evitare un aumento dei prezzi alla pompa a causa delle difficoltà di approvvigionamento di idrocarburi provocate dal protrarsi della guerra in Medio Oriente, ha annunciato il ministro delle Finanze.

“L’imposta sulla benzina e sul diesel destinati al consumo interno è stata ridotta di 10 rupie al litro (meno di dieci centesimi di dollaro). Questo per proteggere i consumatori da un aumento dei prezzi”, ha scritto Nirmala Sitharaman sul suo account X.

Ieri, 06:29

Raid iraniani contro Israele e i Paesi del Golfo

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato, oggi, venerdì di aver colpito con missili e droni obiettivi militari ed energetici in Israele e nei Paesi del Golfo, secondo un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa iraniana Fars.

La Repubblica islamica descrive in dettaglio diversi attacchi in Israele, nonché contro basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, Kuwait e Bahrein, in particolare un hangar di manutenzione dei sistemi di difesa antiaerea Patriot.

Ieri, 06:20

Rubio ottimista sui negoziati

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha espresso la sua fiducia sulla riapertura dei negoziati con l’Iran, prima di partire per la Francia e per il G7. Rubio ha rimarcato che “sono stati compiuti progressi”, dopo che questa settimana gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace.

“C’è un crescente flusso di energia che transita attraverso gli stretti. Non tanto quanto dovrebbe, ma il flusso ha subito un certo incremento”, ha aggiunto l’ex senatore della Florida. “Dunque, ribadisco: vi sono stati alcuni progressi per quanto concerne lo scambio di messaggi; si tratta tuttavia di un processo continuo e fluido, e non di una questione che intendiamo negoziare o discutere attraverso i media”, ha concluso il segretario di Stato.

Ieri, 06:18

Israele annuncia nuovi raid

Israele ha annunciato una nuova ondata di raid sul “cuore di Teheran”. Colpito anche il sud di Beirut in Libano

Ieri, 06:16

Il Pentagono prepara l'invio di altri 10'000 uomini

Secondo diversi media, il Pentagono si prepara a inviare in zona altri 10’000 soldati. Il Wall Street Journal sostiene che così al presidente Donald Trump verrebbe garantita ulteriore flessibilità nei negoziati con l’Iran. Per il portale Axios, una decisione definitiva sarà presa la prossima settimana.

Ieri, 06:15

Ultimatum posticipato

Donald Trump ha posticipato giovedì ancora, di 10 giorni, i minacciati attacchi contro il settore energetico iraniano. Washington esige l’apertura completa dello Stretto di Hormuz.