Il Senato americano respinge una risoluzione tesa a ritirare i militari dal conflitto con l’Iran: bocciata per un voto
Gli Emirati smentiscono la notizia secondo la quale il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto una visita segreta
Amnesty International chiede un’indagine per crimini di guerra compiuti dalle forze armate israeliane in Siria
Il vicepresidente JD Vance si dice convinto che si stiano facendo progressi nei colloqui per una pace mediata con Teheran
Senato USA: no a risoluzione per fermare la guerra con l’Iran
Respinta di un soffio, puntava a ordinare il ritiro dei soldati americani impegnati nel conflitto - Gli Emirati Arabi Uniti smentiscono una presunta visita segreta di Netanyahu - Per JD Vance si fanno progressi nei negoziati per la pace in Medio Oriente

Il Senato americano ha respinto con un solo voto di scarto una risoluzione tesa a ritirare i militari americani dal conflitto contro l'iran
Libano chiederà un cessate il fuoco durante colloqui di pace
Il Libano chiederà a Israele di cessare il fuoco in occasione dei colloqui che si terranno giovedì a Washington, ha affermato un alto funzionario libanese, mentre Hezbollah, sostenuto dall’Iran, e Israele continuano a scambiarsi colpi nonostante la tregua voluta dagli Stati Uniti e dichiarata il mese scorso.
I colloqui tra gli inviati libanesi e israeliani segneranno il terzo incontro tra le parti da quando, il 2 marzo, sono riprese le ostilità tra Hezbollah e Israele. Beirut partecipa nonostante le forti obiezioni da parte di Hezbollah, movimento musulmano sciita.
Condotta parallelamente al conflitto tra Stati Uniti e Iran, la guerra tra Hezbollah e Israele continua a infuriare da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato un cessate il fuoco il 16 aprile, anche se da allora le ostilità sono state in gran parte circoscritte al Libano meridionale. Il cessate il fuoco scadrà domenica.
Con il ministero della Salute libanese che ha riferito di 22 persone uccise negli attacchi israeliani di mercoledì, tra cui otto bambini, l’alto funzionario libanese ha affermato che la delegazione libanese cercherà “un cessate il fuoco che Israele attui”.
USA e Cina d''accordo: Niente atomica per l'Iran e Stretto di Hormuz aperto e gratis
USA e Cina “hanno convenuto che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari”. Lo afferma la Casa Bianca nel resoconto dell’incontro tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, secondo quanto riportato dal “Guardian”.
I due concordano inoltre sul fatto che lo Stretto di Hormuz “deve rimanere aperto”, afferma la Casa Bianca, che definisce “buono” l’incontro tra il presidente americano e il suo omologo cinese. Il resoconto della Casa Bianca sul vertice tra Trump e Xi fa riferimento alla guerra con l’Iran e allo Stretto di Hormuz, ma non menziona Taiwan, nonostante la questione sia stata ampiamente trattata nella dichiarazione del governo cinese sui colloqui.
“Il presidente Trump ha avuto un incontro positivo con il presidente cinese Xi - scrive la Casa Bianca -. Le due parti hanno discusso di come rafforzare la cooperazione economica tra i due Paesi, tra cui l’ampliamento dell’accesso al mercato cinese per le imprese americane e l’aumento degli investimenti cinesi nelle nostre industrie. I vertici di molte delle più grandi aziende statunitensi hanno partecipato a una parte dell’incontro”, recita la dichiarazione.
“Le due parti hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto per garantire il libero flusso energetico. Il presidente Xi ha inoltre ribadito l’opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre un pedaggio per il suo utilizzo, esprimendo interesse ad acquistare maggiori quantità di petrolio americano per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto in futuro. Entrambi gli Stati hanno convenuto che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari”, prosegue il testo.
Capo diplomazia Teheran esorta Paesi BRICS a condannare l'aggressione contro l'Iran
Giovedì il ministro degli Esteri iraniano ha esortato le nazioni del BRICS a condannare quelle che ha definito violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti e di Israele, compresa “la loro aggressione illegale contro l’Iran”.
Le sue osservazioni, formulate durante un incontro di due giorni a Nuova Delhi, sottolineano le divisioni all’interno del blocco BRICS allargato, mentre la guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran getta un’ombra sul raduno dei ministri degli Esteri. Il gruppo ora include rivali regionali come l’Iran e gli Emirati Arabi Uniti, complicando gli sforzi per forgiare una posizione unitaria sul conflitto.
Abbas Araqchi ha criticato Washington, descrivendo la guerra come “espansionismo illegale e bellicismo”, e ha affermato che l’Iran rimane aperto alla diplomazia pur essendo pronto a difendersi “con tutti i mezzi disponibili”.
“L’Iran invita quindi gli Stati membri del BRICS e tutti i membri responsabili della comunità internazionale a condannare esplicitamente le violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti e di Israele”, ha affermato. Il conflitto, iniziato il 28 febbraio, ha acuito le tensioni geopolitiche e scatenato una crisi energetica globale.
La posizione dell’Iran potrebbe rendere difficile per il BRICS — che opera per consenso — concordare una dichiarazione congiunta, data la presenza degli Emirati Arabi Uniti dalla parte opposta. L’Iran ha lanciato numerosi attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti e altri Stati confinanti.
Sequestrata dagli iraniani nave ancorata al largo degli Emirati
Una nave ancorata al largo della costa orientale degli Emirati Arabi Uniti è stata sequestrata e si sta dirigendo verso le acque territoriali iraniane, ha riferito giovedì l’esercito britannico.
Il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (UKMTO) ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni secondo cui l’imbarcazione sarebbe stata presa in consegna da personale non autorizzato mentre era ancorata a 38 miglia nautiche (70 chilometri, 44 miglia) a nord-est del porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, vicino allo Stretto di Hormuz.
Il sequestro avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta incontrando il leader cinese Xi Jinping in occasione di una visita molto attesa a Pechino. Si prevede che i colloqui tra i leader si concentreranno sulla guerra con l’Iran, che ha gravemente compromesso il commercio di petrolio, gas e altri prodotti e ha scosso l’economia globale.
L’episodio è avvenuto poche ore dopo che Israele aveva dichiarato che il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva visitato in segreto gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran, anche se gli Emirati Arabi Uniti hanno prontamente smentito che si fosse verificata alcuna visita segreta.
La nazione del Golfo ha normalizzato le relazioni con Israele nel 2020. L’Iran ha criticato tale accordo e ha ripetutamente suggerito nel corso degli anni che Israele mantenesse una presenza militare e di intelligence negli Emirati. Negli ultimi anni, dopo la normalizzazione delle relazioni, i leader israeliani hanno effettuato visite occasionali negli Emirati Arabi Uniti.
L’UKMTO non ha rivelato il nome della nave e ha dichiarato di stare indagando. Non ci sono state rivendicazioni immediate di responsabilità per il sequestro. Fujairah è un importante terminal di esportazione di petrolio e il principale porto degli Emirati Arabi Uniti al di fuori del Golfo Persico. Più volte è stato attaccato dagli iraniani durante la guerra scatenata dall’attacco israelo-americano su Teheran del 28 febbraio.
Seconda petroliera gestita da Tokyo attraversa lo Stretto di Hormuz
Una petroliera battente bandiera panamense gestita dal gruppo petrolifero giapponese Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo quanto emerge dai dati di monitoraggio navale diffusi giovedì da LSEG: si tratta del secondo caso in cui una nave legata al Giappone riesce a transitare in quella zona.
Prima che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran interrompesse in gran parte le forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, il Giappone dipendeva dal Golfo per circa il 95% delle sue importazioni di petrolio.
Miyata Tomohide, amministratore delegato di Eneos, il più grande gruppo di raffinazione del Giappone, ha dichiarato giovedì ai giornalisti che la petroliera ha attraversato lo stretto in sicurezza e dovrebbe arrivare in Giappone tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.
La petroliera gestita da Eneos trasporta 1,2 milioni di barili di greggio del Kuwait e 700.000 barili di petrolio Das Blend degli Emirati caricati a fine febbraio, secondo quanto riportato separatamente dai dati di Kpler, con una data di arrivo prevista per il 3 giugno.
Washington: Senato respinge risoluzione per ritiro delle forze USA contro l'Iran
Mercoledì il Senato americano ha respinto per un soffio una risoluzione che mirava a ordinare il ritiro delle forze statunitensi impegnate nel conflitto contro l’Iran. La maggioranza repubblicana si è rifiutata di limitare i poteri militari di Donald Trump.
Il testo, simile ad altre risoluzioni presentate dall’opposizione democratica nelle ultime settimane, ha ottenuto 49 voti a favore (di cui tre senatori repubblicani) e 50 contrari.
Per la prima volta dall’inizio della guerra, la senatrice repubblicana Lisa Murkowski ha votato a favore della richiesta di ritiro delle truppe americane dall’Iran.
“Pensavamo di ottenere maggiore chiarezza da parte del governo per sapere a che punto siamo (nel conflitto) e non l’ho ricevuta”, ha affermato Lisa Murkowski al media Punchbowl News dopo la votazione.
Secondo la Costituzione americana solo il Congresso ha il potere di dichiarare guerra e i democratici vogliono così riaffermare l’autorità del potere legislativo su questa questione di fronte al potere esecutivo rappresentato da Donald Trump.
Emirati Arabi Uniti smentiscono visita segreta di Netanyahu
Mercoledì gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito le notizie che circolano relative a una visita del primo ministro israeliano Netanyahu o di una delegazione militare nel Paese. Si tratta di uno dei pochi Stati arabi ad aver normalizzato le relazioni con Israele.
L’ufficio del primo ministro israeliano aveva affermato poco prima che Benjamin Netanyahu si era recato in segreto negli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l’Iran ed è stato ricevuto dal presidente, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan. L’ufficio del capo del governo israeliano aveva salutato un “passo avanti storico”.
“Gli Emirati Arabi Uniti ribadiscono che le loro relazioni con Israele sono pubbliche e rientrano nel quadro degli accordi di Abramo, ben noti e ufficialmente proclamati, e che non si basano su accordi opachi o non ufficiali. Di conseguenza, qualsiasi accusa relativa a visite non annunciate o accordi tenuti segreti è del tutto infondata”, ha scritto il ministero degli Esteri degli Emirati.
Amnesty chiede indagine su crimini di guerra israeliani in Siria
Giovedì Amnesty International ha chiesto che siano indagati i potenziali “crimini di guerra” commessi dall’esercito israeliano nel sud della Siria, dove, secondo l’ONG, le abitazioni civili sono state oggetto di una “distruzione deliberata” dalla caduta di Bashar al Assad.
Dopo la presa del potere da parte di una coalizione islamista in Siria alla fine del 2024, Israele ha inviato truppe in una zona cuscinetto pattugliata dall’ONU che avrebbe dovuto separare le forze israeliane e siriane sull’altopiano del Golan, occupato dal 1967 e successivamente annesso dallo Stato ebraico.
Le forze israeliane sono quindi entrate “in tre villaggi e località situati nella zona demilitarizzata dell’ONU, nel governatorato di Quneitra, nel sud della Siria”, ha sottolineato Amnesty in un comunicato. Queste forze “hanno effettuato irruzioni e ordinato agli abitanti di abbandonare i luoghi”, ha affermato l’organizzazione per la difesa dei diritti fondamentali.
Vance: stiamo facendo progressi
Il vicepresidente JD Vance ha detto di ritenere che si stiano facendo progressi nei negoziati con l’Iran per porre fine alle ostilità.
“La domanda fondamentale è: stiamo facendo abbastanza progressi per soddisfare le linee rosse del Presidente? E la sua linea rossa è molto semplice: deve sentirsi fiducioso che vi siano abbastanza protezioni da garantire che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”, ha detto Vance ai giornalisti a Washington.
Il vicepresidente in queste settimane ha tenuto un profilo molto basso rispetto alle operazioni di Trump in Medio Oriente e in particolare in Iran.
Rehn: Eurozona a rischio stagflazione
“L’aumento dei prezzi dell’energia rallenta la crescita economica e accelera l’inflazione, almeno nel breve periodo”. Lo ha detto il governatore della Banca centrale finlandese Olli Rehn, membro del consiglio della BCE ed ex commissario europeo, al LocalTapiola Asset Management Summit.
“Si tratta quindi di uno shock cosiddetto ‘stagflazionario’. I primi segni si sono già visti nelle statistiche: la crescita dell’area dell’euro nel primo trimestre è stata appena in territorio positivo (+0,1%), mentre l’inflazione è salita al 3% ad aprile”. Stagflazione indica proprio la combinazione, particolarmente nefasta, di stagnazione economica e inflazione.
Sono i dati di Eurostat a tratteggiare il “regalo” dell’amministrazione Usa a un’Europa già colpita dai dazi dopo la pandemia e la guerra in Ucraina. Con i carburanti saliti in alcuni Paesi europei sopra i 2,5 euro al litro, proprio i consumi delle famiglie, che stavano guidando la ripresa, cominciano a cedere. E con l’incertezza alle stelle, gli investimenti vengono congelati.
India investe nella gasificazione del carbone
Il governo indiano ha approvato un piano da 4 miliardi di dollari per sviluppare la gasificazione del carbone di bassa qualità (lignite). Alla luce della crisi in Medio Oriente, Nuova Delhi vuole cosi rafforzare la propria sicurezza energetica.
Il gas sarà utilizzato per produrre energia elettrica, con un procedimento ritenuto meno inquinante della combustione di carbone. Tra i prodotti di scarto vi sono fertilizzanti che potrebbero ridurre anche le imporazioni di urea, ammoniaca e nitrato.
L’India è il quarto maggior acquirente mondiale di gas naturale liquefatto (GNL) e il secondo maggior importatore di gas da petrolio liquefatto (GPL). Il paese importa attualmente in forma di GNL circa la metà dei propri bisogni.
L’India ha riserve di carbone per circa 400 miliardi di tonnellate, tra le più grandi del mondo
Iran, portavoce esercito: Hormuz ci assicurerà importanti entrate economiche
Il controllo dello stretto di Hormuz potrebbe generare importanti risorse economiche per l’Iran e rafforzare la statura internazionale del paese. Lo afferma un portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, citato dall’agenzia stampa ufficiale Isna.
Akraminia ha spiegato che la parte orientale dello stretto è controllata dalla marina iraniana, quella occidentale dalle forze navali dei Pasdaran, i guardiani della rivoluzione, che sono una forza separata.
Il controllo di Hormuz è uno dei punti chiave delle discussioni con gli Stati Uniti per la fine della guerra. L’iran chiede attualmente alle compagnie di pagare un pedaggio per transitare nello stretto. Le compagnie non confermano mai eventuali accordi, ma il vicepresidente del Parlamento iraniano afferma che i primi proventi dei pedaggi sono arrivati già il 23 aprile.
“Il controllo potrebbe raddoppiare i nostri ricavi dal petrolio”, ha affermato il portavoce dell’esercito, Akraminia.
Medio Oriente sul tavolo del G7 finanziario lunedi
Gli scenari della crisi in Medio Oriente dopo l’incontro Trump-Putin saranno al centro della riunione dei ministri finanziari del G7 lunedi e martedi a Parigi, quest’anno sotto presidenza francese.
“Il modo in cui l’economia mondiale si sviluppa da ormai una buona decina d’anni è insostenibile”, ha affermato il ministro dell’economia Roland Lescure, citando tra le principali preoccupazioni il deficit sempre più alto degli Stati Uniti, la mancanza di innovazione nell’UE, i bassi consumi interni della Cina e la sua sovracapacità industriale.
I disequilibri economici alimentano le tensioni geopolitiche e finanziarie e compromettono la crescita. Un accordo su una visione comune della situazione sarebbe già un successo, ha affermato Lescure. Il summit del G7 è previsto a Evian dal 15 al 17 giugno.
Inflazione Usa al dettaglio +6% rispetto all'anno precedente
La guerra in iran costa cara al consumatore ameircano. I prezzi al dettaglio sono aumentati del 6% il mese scorso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il dato più alto in oltre tre anni.
E’ forte la pressione sui produttori affinchè scarichino sui consumatori gli extra-costi causati, in primis, dall’aumento dei prezzi energetici, particolarmente pronunciato per benzina e diesel. Ma i consumatori sono già alle prese con l’alto costo della vita, che sarà probabilmente un tema dominante per le elezioni di medio-termine, il 3 novembre.
Ai giornalisti che lo seguono a Pechino e che gli chiedevano una reazione, Donald Trump ha detto di non essere preoccupato e ha ribadito che all’Iran non può essere consentito di ottenere l’arma nucleare.
UE non esclude carenza di carburante per aerei nel lungo periodo
Non c’è una minaccia immediata alle forniture di carburante per aerei, ma carenze a lungo termine non possono essere attualmente escluse. Lo ha detto da Nicosia il commissario europeo all’energia Dan Jorgensen.
Tutto dipende da come evolverà la situazione nello stretto di Hormuz e dalle sceklte che faranno alcune compagnie, tra cui Lufthansa, che ha già cancellato un numero notevole di voli. La questione sarà oggetto di consultazione con gli stati membri, ma non vi sono proposte specifiche di soluzione sul tavolo
La crisi energetica, dall’inizio della guerra contro l’Iran, è già costata ai paesi dell’Unione oltre 35 miliardi di euro di extra-costi per il petrolio importato. “Non è una crisi energetica, ma dei combustibili fossili”, ha detto Jorgensen, secondo cui è evidente la necessità di una rapida transizione verso forme alternative di energia
Gaza, Mladenov: la tregua tiene "ma non è perfetta"
Il cessate il fuoco a Gaza entrato in vigore in ottobre sotto la pressione degli Stati Uniti è “lontano dall’essere perfetto” ma tiene, nonostnate violazioni quotidiane. Lo ha affermato il diplomatico bulgaro Nikolai Mladenov, direttore generale del “Consiglio per la pace”, l’organo creato da Donald Trump per supervisionare la pace nella striscia e che molti ritengono sia una sorta di “doppione privato” dell’ONU.
“Abbiamo un cessate il fuoco. Tiene. Non è perfetto. E’ lontano dall’esserlo. Ci sono violazioni ogni giorno e alcune sono molto gravi” ha detto in un incontro con la stampa estera a Gerusalemme.
La tregua è entrata in vigore il 10 ottobre, qualche giorno dopo il secondo anniversario dell’attacco di Hamas contro israele (7 ottobre 2023). Da allora Gaza rimane teatro di violenze pressoché quotidiane, con Hamas e le forze israeliane che si accusano reciprocamente di violarla.
Dopo una prima fase, che ha portato al rilascio degli ostaggi israeliani e alla consegna dei cadaveri di quelli uccisi o morti, una seconda fase prevedeva il disarmo di Hamas e il ritiro dell’IDF (che controlla ancora metà della strisca) ma l’attuazione è completamente arenata e l’attenzione internazionale si è spostata su Iran e Libano.
Pentagono acquisterà diecimila missili "low cost"
Il Pentagono si appresta ad annunciare una serie di accordi per acquistare oltre 10.000 missili “low cost” facilmente trasportabili in container, nell’arco di tre anni a partire dal 2027.
Secondo un comunicato visto dalla Reuters sono stati stipulate intese con Anduril, CoAspire, Leidos e Zone 5. “Forniremo munizioni su vasta scala e a costi accessibili ai nostri combattenti, con una rapidità senza precedenti”, si legge nella nota.
La notizia arriva proprio mentre il dipartimento per la Difesa sta intensificando le richieste al Congresso di fondi per le munizioni, la cui domanda è elevatissima a causa della guerra in Iran.
Il capo degli stati maggiori congiunti ha affermato in una testimonianza scritta presentata questa settimana che il bilancio 2027 del Pentagono stanzierà oltre 26 miliardi di dollari per contratti di acquisizione pluriennali relativi a munizioni critiche
USA, jet F35 pattuglia le acque dello stretto di Hormuz
Il Comando centrale USA (Centcom) ha annunciato che un caccia stealth F-35A sta pattugliando le acque dello stretto di Hormuz. L’F-35A è in grado di trasportare fino a 18’000 libbre di armamenti, pur mantenendo velocità supersoniche, sottolinea il Centcom in un post sui social, pubblicando una foto del jet.
OPEC rivede al ribasso previsioni su domanda mondiale di petrolio 2026
Superpetroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz
Una superpetroliera cinese con a bordo due milioni di barili di greggio iracheno ha attraversato mercoledì lo Stretto di Hormuz dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto emerge dai dati di monitoraggio navale.
La Very Large Crude Carrier Yuan Hua Hu è ora ancorata al largo del Golfo di Oman, vicino al punto in cui la Marina degli Stati Uniti ha istituito un blocco navale contro le navi iraniane, secondo i dati di LSEG.
La traversata avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si preparano a incontrarsi nei prossimi due giorni, e dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha visitato Pechino la scorsa settimana.
Il viaggio segna il terzo passaggio noto di una petroliera cinese attraverso lo Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran il 28 febbraio, secondo i dati di tracciamento delle navi.
Iran colpisce una petroliera di Abu Dhabi che perde parte del carico
Una divisione della compagnia petrolifera statale Abu Dhabi National Oil Company ha dichiarato mercoledì che una delle sue petroliere, colpita la scorsa settimana da droni iraniani, ha perso una piccola quantità di carburante al largo delle coste dell’Oman, mettendo in evidenza i rischi ecologici derivanti dal conflitto con l’Iran.
L’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran ha reso la navigazione in questo corridoio marittimo vitale un’impresa precaria. Centinaia di navi rimangono intrappolate nel Golfo. ADNOC Logistics & Services ha dichiarato di stare monitorando la situazione relativa alla propria nave, la M.V. Barakah, e di lavorare “a stretto contatto con le autorità competenti e le squadre di intervento specializzate”.
“La nave Barakah di ADNOC Logistics & Services rimane all’ancora al largo delle coste dell’Oman dopo essere stata colpita da due droni iraniani il 4 maggio”, ha dichiarato un portavoce della società. “A seguito dell’incidente, dalla nave è purtroppo fuoriuscita una piccola quantità di quella che si ritiene essere parte del carico”.
Raid di coloni israeliani, un 16enne ucciso in Cisgiordania
Un sedicenne è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un raid dei coloni israeliani, accompagnati dall’IDF, nel villaggio di Sinjil, in Cisgiordania. Lo riferiscono i medici della Mezzaluna Rossa. L’associazione ha inoltre affermato che quattro palestinesi sono rimasti feriti in seguito a un attacco con proiettili di gomma.
Secondo fonti palestinesi, i coloni hanno fatto irruzione a Sinjil e nel vicino villaggio di Jiljilya, rubando le greggi degli abitanti del posto. I soldati dell’IDF sarebbero stati presenti durante il raid, anche se al momento non è chiaro se l’adolescente sia stato ucciso dall’esercito israeliano o dai coloni.
In un video postato su X si vede un uomo mascherato che minaccia con una pistola i residenti che cercavano di documentare quanto accaduto.
Pasdaran: Iran pronto a reagire "il più rapidamente possibile"
Un comandante delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane a Teheran ha dichiarato che le forze sono pronte a condurre operazioni “il più rapidamente possibile” a seguito delle esercitazioni militari che hanno coinvolto la milizia Basij e le unità dei Pasdaran. Lo ha riferito Iran International.
“Siamo pronti a condurre qualsiasi operazione, in qualsiasi momento e in qualsiasi arco di tempo, il più rapidamente possibile”, ha affermato Hassan Hassanzadeh, comandante del Corpo ‘Mohammad Rasoulollah’, secondo quanto riportato dai media statali.
Hassanzadeh ha aggiunto che un’esercitazione di cinque giorni con la milizia Basij ha raggiunto tutti i suoi obiettivi e ha incluso scenari, tattiche e tecniche precedentemente testati, volti a confrontarsi con il nemico “in qualsiasi territorio”.
Trump: "Cina non servirà agli USA per la guerra in Iran"
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è partito alla volta della Cina per un vertice di grande importanza con il presidente Xi Jinping, affermando di non ritenere necessario l’aiuto di Pechino per porre fine alla guerra con l’Iran e allentare la morsa di Teheran sullo Stretto di Hormuz.
Parlando prima di partire da Washington, Trump ha minimizzato il ruolo che la Cina potrebbe avere nella risoluzione del conflitto, in cui entrambe le parti hanno bloccato il traffico marittimo attraverso una via navigabile che normalmente trasporta un quinto delle forniture mondiali di petrolio.
“Non credo che abbiamo bisogno di alcun aiuto con l’Iran. Vinceremo in un modo o nell’altro, pacificamente o in altro modo”, ha detto ai giornalisti.
Teheran ribadisce: "Hormuz sotto il nostro controllo. Se USA attaccano reagiremo”
“Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l’intenzione di sbarcare truppe sull’isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese”: lo dichiara il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna. “Non è possibile che le petroliere attraversino lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell’Iran”, ha garantito. “Se gli USA e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane”.
L'Italia invia suoi due dragamine vicino al Golfo Persico
Il ministro della Difesa italiano ha annunciato mercoledì che l’Italia disporrà due dragamine in posizione avanzata più vicina al Golfo Persico, affinché possano intervenire rapidamente per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz non appena le condizioni lo consentiranno.
“A titolo puramente preventivo, tenuto conto del tempo necessario per il trasferimento e il ridispiegamento dei mezzi, prevediamo di posizionare due dragamine relativamente più vicini allo stretto”, ha spiegato il ministro Guido Crosetto davanti al Parlamento.
Queste due navi saranno dispiegate “in un primo momento nel Mediterraneo orientale, poi nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni “Mediterraneo Sicuro” e “Aspides” già in corso”, ha precisato il ministro.
Guido Crosetto ha sottolineato che il presupposto per qualsiasi dispiegamento militare non sarebbe il cessate il fuoco “temporaneo” attualmente in vigore tra l’Iran e gli Stati Uniti, “ma una tregua reale, credibile e stabile, o meglio ancora, una pace definitiva”.
Borse europee in rialzo in attesa del meeting Xi-Trump
Le Borse europee sono in rialzo mentre si guarda all’incontro tra Donald Trump ed il leader cinese Xi Jinping. I mercati si concentrano sugli eventuali sviluppi sul fronte geopolitico e su quello tecnologico. Sotto i riflettori resta lo stallo tra Iran e Stati Uniti e lo stretto di Hormuz ancora chiuso.
Vanno bene Francoforte (+1%), Londra (+0,6%), Madrid (+0,3%), Parigi (+0,1%). I listini sono sostenuti dal comparto tecnologico (+2,4%), in linea con i mercati asiatici e con le aspettative sugli investimenti per l’intelligenza artificiale.
Sono positive anche le utility (+0,8%), con il prezzo del gas in calo. Ad Amsterdam le quotazioni scendono dello 0,2% a 46,59 euro al megawattora. Seduta in rialzo anche il comparto azionario dell’energia (+0,3%), mentre il prezzo del petrolio riduce il calo. Il WTI scende dello 0,8% a 101,32 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a 107,06 dollari (-0,6%).
Israele attacca un veicolo su un'autostrada affollata presso Beirut
Mercoledì un attacco israeliano ha colpito un’auto sull’autostrada molto trafficata che collega Beirut al sud del Libano, secondo quanto riferito dall’Agenzia nazionale di informazione (ANI, ufficiale).
L’attacco è avvenuto all’altezza di Jiyeh, a una ventina di chilometri a sud della capitale. Sabato, due attacchi simili avevano colpito due auto su questa autostrada nella stessa zona, nonostante la tregua in corso con Israele dal 17 aprile.
USA e Cina si preparano al vertice di Pechino
La delegazione cinese e quella statunitense si sono incontrate all’aeroporto internazionale di Incheon, in Corea del Sud, per una serie di consultazioni su questioni economiche e commerciali. Lo riporta Xinhua. A Seul è previsto l’incontro tra il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, e il vice primo ministro cinese He Lifeng, come fase finale di coordinamento prima del vertice di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, nel quale si parlerà anche della guerra in Iran.

Trump vola in Cina per incontrare Xi Jinping
Telegiornale 13.05.2026, 12:30
Condanna a morte per spionaggio eseguita in Iran
Nel contesto di una serie di condanne a morte, la magistratura iraniana ha nuovamente permesso un’esecuzione capitale a seguito di accuse di spionaggio.
Ehsan Afreschteh, un esperto informatico, sarebbe stato giustiziato mercoledì mattina tramite impiccagione, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa MISAN, vicina alla magistratura iraniana, che lo aveva accusato di aver collaborato con il Mossad, i servizi segreti israeliani.
Secondo le informazioni fornite dalla rete per i diritti umani HRANA, con sede negli Stati Uniti, Afreschteh è stato arrestato nel 2024 mentre tornava in patria dalla Turchia. In base a tali informazioni, ha trascorso i primi mesi nel famigerato carcere di Evin, nella capitale Teheran, inizialmente in isolamento.
Vacanze: la guerra in Iran favorisce le prenotazioni "last minute"
La guerra in Iran continua a favorire la tendenza alle prenotazioni last minute, ha sottolineato mercoledì il leader mondiale del turismo TUI, che ha confermato le previsioni annuali riviste al ribasso ad aprile.
“I nostri risultati, così come quelli dell’intero mercato, mostrano una tendenza verso prenotazioni effettuate sempre più a breve termine, in particolare a favore delle destinazioni nel Mediterraneo occidentale”, ha indicato il gruppo in occasione della pubblicazione dei suoi risultati trimestrali.
Quasi la metà dei consumatori che prevede di viaggiare quest’estate non ha ancora prenotato, aggiunge il comunicato. La domanda si sta spostando verso la Spagna, comprese le Baleari e le Canarie, nonché verso la Grecia, destinazioni destinate a essere le più gettonate della prossima estate.
Israele invia batterie della contraerea "Iron Dome" agli Emirati Arabi Uniti
Israele ha inviato agli Emirati Arabi Uniti batterie di difesa antiaerea “Iron Dome” e personale addetto al loro utilizzo, ha affermato l’ambasciatore statunitense in Israele.
“Sono stati i primi firmatari degli accordi di Abramo (intese di normalizzazione con Israele, n.d.r.) e guardate i vantaggi che ne hanno tratto. Israele ha appena inviato batterie del suo “Iron Dome”. (...) Come mai? Perché relazioni straordinarie legano gli Emirati Arabi Uniti e Israele”, ha detto il diplomatico.
Raid israeliani hanno causato 13 morti in Libano martedì
Il ministero della Salute libanese ha annunciato martedì in un comunicato la morte di 13 persone, tra cui un soldato e due soccorritori, in seguito a raid degli israeliani che hanno colpito tre località nel sud del Libano.
“Un attacco sulla città di Nabatiyé ha causato cinque morti, tra cui due soccorritori della protezione civile, e due feriti”, un altro nella località di Jebchit ha causato quattro morti, “tra cui un soldato e un cittadino siriano”, e un terzo a Bint Jbeil ha ucciso “quattro abitanti, tra cui un bambino e una donna, e ferito 12 persone, tra cui una donna”, ha precisato il ministero.
L’esercito libanese aveva annunciato in precedenza in un comunicato la morte di un suo soldato, ucciso in un attacco israeliano a Jebchit.
Pechino invita il Pakistan a "intensificare" gli sforzi di mediazione tra USA e Iran
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha invitato il Pakistan a “intensificare” i propri sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto, secondo quanto riportato dall’agenzia Cina Nuova. Pechino continuerà a sostenere Islamabad, ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri cinese ha parlato al telefono martedì con il suo omologo pakistano Ishaq Dar, ha riferito l’agenzia di stampa cinese mercoledì mattina.
Il presidente americano Donald Trump è atteso mercoledì sera in Cina per una visita di tre giorni; Pechino è un partner strategico ed economico fondamentale per l’Iran.
Australia pronta a partecipare alla missione di Francia e Regno Unito
L’Australia è pronta a unirsi alla missione “neutrale e pacifica” proposta da Francia e Regno Unito per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ha affermato mercoledì il ministro della Difesa australiano Richard Marles.
Canberra metterà a disposizione di questa missione un aereo da sorveglianza E-7A, già schierato nella regione per proteggere gli Emirati Arabi Uniti dagli attacchi dei droni iraniani, ha precisato Marles al termine di una videoconferenza sull’argomento con i suoi omologhi di una quarantina di Paesi.
Questa missione militare multinazionale avrà l’obiettivo di integrare gli sforzi diplomatici e le misure di de-escalation, “dimostrando al contempo un impegno concreto a favore della sicurezza del commercio internazionale”, ha aggiunto il ministro australiano.
USA, 'Golden Dome' di Trump potrebbe costare 1'200 miliardi in 20 anni
l sistema di difesa missilistica ‘Golden Dome’, voluto da Donald Trump costerà una cifra 7 volte superiore a quella inizialmente stimata dal presidente USA. “Il sistema fornirebbe capacità difensive notevolmente ampliate, ma non sarebbe impenetrabile, soprattutto contro attacchi su larga scala da parte di avversari di pari livello”, ha affermato l’ufficio in una dichiarazione ai media USA. Negli ultimi due mesi, il costo del Golden Dome è lievitato di 10 miliardi di dollari. E il responsabile del programma ha ammesso che gli intercettori spaziali, un elemento essenziale dello scudo anti-missile ispirato al Dome di Israele, potrebbero risultare troppo costosi da realizzare.
La Francia proporrà all'ONU una missione neutrale su Hormuz
La Francia “prenderà un’iniziativa alle Nazioni Unite” per proporre un “quadro” in vista di una missione “completamente neutrale e pacifica” per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz in futuro. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista a TV5, France 24 e Radio France Internationale. ”Dobbiamo ottenere la riapertura incondizionata di Hormuz, senza pedaggi. Smantellando tutti i blocchi e impegnandoci veramente in questo dialogo esigente con l’Iran”, ha dichiarato il presidente francese da Nairobi, al termine di un vertice franco-africano. Macron ha poi deplorato “un’escalation di dichiarazioni” da parte USA e iraniana.
Reuters, anche Riad ha lanciato attacchi segreti contro l'Iran
L’Arabia Saudita ha lanciato numerosi attacchi non pubblicizzati contro l’Iran in rappresaglia per gli attacchi perpetrati nel regno durante la guerra in Medio Oriente. Lo scrive la Reuters sul suo sito citando due funzionari occidentali informati sulla questione e due funzionari iraniani. Gli attacchi sauditi, finora non resi noti, segnano la prima volta che il regno ha condotto direttamente azioni militari sul suolo iraniano. Secondo le stime dei due funzionari occidentali, gli attacchi, lanciati dall’aeronautica saudita, sarebbero avvenuti alla fine di marzo. Uno di loro si è limitato a dire che si trattava di “attacchi di rappresaglia in risposta agli attacchi subiti”. Ieri sera il Wall Street Journal aveva riportato che gli Emirati avevano compiuto ad aprile diversi attacchi contro l’Iran.
Israele crea tribunale speciale per 7 ottobre, anche pena di morte
Il Parlamento israeliano ha approvato con ampia maggioranza la legge che istituisce il tribunale militare speciale che affronterà i crimini dell’eccidio del 7 ottobre 2023 perpetrato da Hamas. Processerà i circa 300 presunti terroristi catturati dalle forze di sicurezza israeliane tra il 7 e 10 ottobre 2023, detenuti da allora, e valuterà i reati commessi a carico degli oltre 250 ostaggi israeliani durante la loro detenzione nella Striscia di Gaza. La legge stabilisce la possibilità di comminare la pena capitale, ma riserva la discrezionalità al ministro della Difesa.

Israele: tribunale speciale militare per i crimini del 7 ottobre
Telegiornale 12.05.2026, 20:00
L'inflazione USA corre; prezzi in salita per rincaro benzina dovuto a guerra in Iran
Strada in salita per Kevin Warsh, neo componente del board della Federal Reserve e presidente designato il cui iter di nomina è all’esame del Senato USA. Alla prossima riunione del Fomc del 16-17 giugno, quando sarà in carica, Warsh dovrà misurarsi con le richieste del presidente Trump, suo sponsor primario, di taglio dei tassi e un’‘inflazione che è tornata ad accelerare ad aprile, salendo ai massimi da maggio del 2023. I prezzi al consumo sono aumentati del 3,8% su base annua, un chiaro effetto del rincaro della benzina verificatosi dall’inizio della guerra con l’Iran.
La minaccia nucleare di Teheran, "se attaccati uranio al 90%"
Teheran avvisa che, se venisse nuovamente attaccata, potrebbe arricchire le sue scorte di uranio sino al 90%, un livello idoneo per l’arma nucleare. È l’ultima di una serie di minacce incrociate tra Iran e USA che, insieme a preparativi militari e negoziati indiretti, accompagnano una tregua fragile e una situazione di stallo.
Israele, "uccisi 15 membri Hezbollah in sud Libano nelle ultime 24 ore"
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver ucciso nelle ultime 24 ore circa 15 esponenti di Hezbollah che rappresentavano una minaccia per le truppe di stanza nel Libano meridionale. Lo scrive The Times of Israel. Inoltre, l’esercito precisa di aver colpito diversi lanciarazzi di Hezbollah puntati contro Israele e contro le truppe nel Libano meridionale.
OMS: "43'000 persone Gaza con lesioni permanenti per raid israeliani"
L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) afferma che 43’000 persone nella Striscia di Gaza hanno subito gravi lesioni permanenti a seguito degli attacchi israeliani a partire da ottobre 2023.
Oltre 5’000 hanno subito amputazioni, più di 2’000 hanno subito lesioni al midollo spinale, oltre 3’400 hanno ustioni gravi e oltre 1’300 hanno riportato lesioni cerebrali traumatiche. Circa un quarto dei feriti sono minorenni.
Il numero totale dei feriti, compresi i casi meno gravi, si aggira intorno alle 172.000 unità sempre secondo le cifre diffuse oggi, martedì, dall’OMS.
Hezbollah, 'nostro disarmo non è sul tavolo dei negoziati'
Il leader di Hezbollah Naim Qassem sottolineato che le armi del suo gruppo non rientrano nei prossimi negoziati tra Libano e Israele e ha minacciato che i suoi combattenti trasformeranno il campo di battaglia in un “inferno” per le forze israeliane.
Quella delle armi “è una questione interna libanese e non fa parte dei negoziati con il nemico”, recita una nota in vista del terzo round di colloqui a Washington, in programma giovedì e venerdì. “Non ci arrenderemo e continueremo a difendere il Libano e il suo popolo, non abbandoneremo il campo di battaglia e lo trasformeremo in un inferno per Israele”, ha aggiunto.
Israele approva tribunale speciale
La Knesset (parlamento dello Stato ebraico) ha approvato una legge per istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità il 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno contrario. Lo scrivono i media israeliani.
La proposta di legge bipartisan prevede un tribunale speciale per processare i circa 300 presunti terroristi catturati dalle forze di sicurezza in Israele. In base alla nuova legge, il tribunale potrà accusare gli aggressori di tutti i reati pertinenti, tra cui il genocidio. Coloro che venissero condannati per genocidio rischierebbero la pena di morte.
"Se gli USA tornano ad attaccare, procederemo con l'arricchimento dell'uranio"
Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera dell’Iran, minaccia affermando che la Repubblica islamica potrebbe arricchire l’uranio fino al 90% di purezza se il Paese subisse altri attacchi.
“Una delle opzioni a disposizione dell’Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%. Ne discuteremo in parlamento”, ha scritto Ebrahim Rezaei su X.
Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5%, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90%.
Un rapporto accusa Hamas di violenze sessuali “sistematiche”
Hamas e altri gruppi palestinesi si sono resi responsabili di “violenze sessuali sistematiche e su larga scala” durante l’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele e durante la prigionia degli ostaggi a Gaza, secondo il rapporto di una commissione d’inchiesta israeliana pubblicato oggi, martedì.
“Al termine di un’indagine indipendente durata due anni, la Commissione civile conclude che le violenze sessuali e di genere sono state sistematiche, su larga scala e costitutive degli attacchi del 7 ottobre e delle loro conseguenze”, scrive la commissione creata appositamente per indagare sui crimini sessuali di Hamas.
Il rapporto di 300 pagine di questo organismo fondato nel novembre 2023 da una giurista israeliana va ad integrare altre indagini, in particolare quelle dell’ONU o di ONG internazionali e le testimonianze dei sopravvissuti per documentare la portata delle violenze.
Sale ancora il prezzo del petrolio sui mercati asiatici
I prezzi del petrolio sono saliti, oggi, martedì, all’apertura delle contrattazioni in Asia, dopo che il presidente americano Donald Trump ha definito la tregua tra Iran e Stati Uniti “in terapia intensiva”.
Verso le 03.00 (ora svizzera), il barile di West Texas Intermediate (WTI) con consegna a giugno, riferimento del mercato americano, saliva dello 0,63% a 98,69 dollari. Il barile di Brent del Mare del Nord con consegna a luglio, riferimento internazionale, avanzava dello 0,60% a 104,84 dollari.
I prezzi del petrolio hanno consolidato i guadagni dopo essere già balzati di oltre il 2% il giorno precedente, a fronte della persistente situazione di stallo in Medio Oriente che fa presagire un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita solitamente un quinto del greggio mondiale.
Trump valuta nuovi attacchi contro l'Iran
Il presidente americano Donald Trump sta incontrando in queste ore la sua squadra per la sicurezza nazionale e i alti vertici delle forze armate USA per discutere le future strategie per il conflitto con l’Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate.
Sei morti nel sud del Libano
L’Agenzia nazionale di stampa (Nna) ufficiale libanese ha riferito che sei persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano a Kfar Dounine, nel sud del Paese.
“Aerei da guerra nemici hanno colpito un’abitazione nella notte su oggi, martedì, uccidendo sei persone e ferendone sette, che sono state trasportate negli ospedali di Tiro”, ha scritto Nna. Nel frattempo l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione degli abitanti della piccola città di Sohmor, nella valle della Bekaa, tramite i social media, in previsione di bombardamenti.
Nonostante un cessate il fuoco teoricamente in vigore dal 17 aprile, Israele ha continuato a bombardare diverse aree del Libano e il movimento filo-iraniano Hezbollah continua a rivendicare la responsabilità degli attacchi contro obiettivi israeliani.
Rubio e Cooper discutono dello Stretto di Hormuz
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto una conversazione telefonica con la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota precisando che i due hanno discusso degli “sforzi per ristabilire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”.
Wsj, gli Emirati hanno compiuto ad aprile diversi attacchi contro l'Iran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l’Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c’è stato anche un raid contro una raffineria situata sull’isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile, all’incirca nel momento in cui Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.
Sottomarino lanciamissili USA arrivato a Gibilterra
Un sottomarino lanciamissili balistici della Marina USA è arrivato a Gibilterra ieri “per una visita portuale” in un momento di alta tensione con l’Iran. Lo ha dichiarato in un comunicato la Sesta flotta USA senza fornire il nome del sottomarino. Secondo alcuni media si tratta dello USS Alaska, equipaggiato con missili Trident armati di testate nucleari. La presenza di sottomarini della Marina statunitense è rara e spesso è utilizzata per trasmettere un messaggio di deterrenza. “La visita dell’unità costituisce una dimostrazione delle capacità, della flessibilità e dell’impegno degli Stati Uniti nei confronti degli alleati della Nato”, ha affermato la Sesta Flotta.
Netanyahu, 'l'Ue dimostra il suo fallimento morale'
“Mentre Israele e gli Stati Uniti stanno ‘facendo il lavoro sporco dell’Europa’ combattendo per la civiltà contro i pazzi jihadisti in Iran e altrove, l’Unione Europea ha messo a nudo il suo fallimento morale equiparando falsamente i cittadini israeliani ai terroristi di Hamas”. Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo una nota del suo ufficio, dopo il sì dell’Ue alle sanzioni nei confronti dei coloni violenti in Cisgiordania e contro Hamas. “Sanzionare gli ebrei per vivere in Giudea e Samaria è inaccettabile”, prosegue indicando la Cisgiordania con il nome ebraico. “I tentativi dell’Ue di sanzionare i civili israeliani sono un ulteriore segno di debolezza e non avranno successo”.
Il petrolio chiude a New York in rialzo
I prezzi del petrolio chiudono a New York con solidi rialzi dopo il mancato accordo tra USA e Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington, che prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del greggio mondiale. Il Wti, il riferimento USA, sale del 3,45%, a 98,71 dollari, mentre il Brent guadagna il 3,53%, a 104,87 dollari al barile.
Ben Gvir, 'l'Ue antisemita. Non fermeremo gli insediamenti'
“Aspettarsi che l’Unione antisemita prenda una decisione morale è come aspettarsi che il sole sorga a occidente”. Lo ha scritto il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir sui social in merito alla decisione dell’Unione Europea - definita ‘antisemita’ - di sanzionare i coloni violenti che operano in Cisgiordania. “Mentre i nostri nemici attaccano e uccidono gli ebrei, l’Unione Europea cerca di mettere a tacere chi si difende. L’impresa degli insediamenti non si fermerà: continueremo a costruire, piantare, proteggere e insediarci in tutta la Terra d’Israele’‘, ha aggiunto Ben Gvir, invitando inoltre il ministro della Giustizia israeliano ad avanzare un disegno di legge presentato dal suo partito, ‘Potere ebraico’, che impedirebbe alle banche di imporre le sanzioni.
Iran: capacità arricchimento uranio non è negoziabile
Il capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran (AEOI) ha affermato che la tecnologia nucleare del Paese non è all’ordine del giorno dei negoziati in corso per una soluzione al conflitto con gli Stati Uniti, aggiungendo che la capacità di arricchimento dell’uranio non è negoziabile. Lo scrive l’agenzia Mehr citando il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrhaim Rezaei. Quest’ultimo, riferendo dell’incontro odierno tra i parlamentari e il capo dell’AEOI, Mohammad Eslami, il quale ha affermato che “il nemico cerca di distruggere la potenza della Repubblica Islamica dell’Iran, e che l’industria nucleare è uno dei fattori che contribuiscono alla potenza del Paese”.
USA, Trump: sospenderò temporaneamente tassa su benzina
In un’intervista telefonica a Cbs News il presidente USA Donald Trump ha affermato di voler sospendere la tassa federale sulla benzina “per un certo periodo di tempo”. “Penso sia un’ottima idea”, ha affermato Trump. “Sì, sospenderemo la tassa sulla benzina per un certo periodo e, quando i prezzi scenderanno, la reintrodurremo gradualmente”, ha aggiunto il presidente USA. I prezzi della benzina sono aumentati di oltre il 50% dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio scorso, raggiungendo ieri un picco di oltre 4,52 dollari a gallone, spiega Cbs News, aggiungendo che gli analisti prevedono che i prezzi rimarranno probabilmente elevati, dato che l’Iran blocca l’accesso allo Stretto di Hormuz.
Trump: tratterò fino a raggiungere un accordo
“Tratterò con la leadership iraniana finché non raggiungeranno un accordo”: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervistato da Fox News. Trump ha aggiunto che i negoziatori iraniani gli hanno detto che gli Stati Uniti dovranno rimuovere la “polvere nucleare” dagli impianti iraniani distrutti, poiché l’Iran non possiederebbe la tecnologia necessaria.
Iran rivendica sovranità sullo Stretto di Hormuz
Nella controproposta presentata agli Stati Uniti per porre fine alla guerra, stando a quanto riportano i media iraniani, Teheran ha rivendicato la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz; tuttavia, sia l’Iran che l’Oman possiedono delle Zone Economiche Esclusive (ZEE) nello stretto. Secondo le Nazioni Unite, uno Stato ha il “diritto sovrano” di esplorare, sfruttare, conservare e gestire le risorse naturali delle acque della propria ZEE; tuttavia, in base alla Convenzione ONU sul diritto del mare (UNCLOS), “le navi di tutti gli Stati, siano essi costieri o senza sbocco sul mare, godono del diritto di passaggio inoffensivo attraverso le acque territoriali”. Uno Stato costiero non dovrebbe quindi “ostacolare il passaggio inoffensivo di navi straniere attraverso le acque territoriali”, salvo in specifici casi previsti; in tal caso la Convenzione stabilisce che è possibile “adottare le misure necessarie nelle proprie acque territoriali per impedire il passaggio di navi che non siano inoffensive”.
Trump, sto valutando di riavviare 'Project Freedom'
Donald Trump sta valutando la possibilità di rilanciare ‘Project Freedom’. In un’intervista telefonica a Fox News il presidente USA ha precisato di non aver ancora preso una decisione definitiva.
Settimane di cella per i soldati israeliani che hanno profanato simboli religiosi cristiani
L’esercito israeliano ha dichiarato lunedì che due soldati trascorreranno diverse settimane in una prigione militare per la profanazione di una statua cristiana nel Libano meridionale. Un soldato, che aveva infilato una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria, è stato condannato a 21 giorni, mentre un soldato che aveva filmato l’episodio è stato condannato a 14 giorni, ha dichiarato un portavoce militare. L’episodio è avvenuto pochi giorni dopo che immagini di un soldato israeliano che brandiva un’ascia contro un crocefisso nel villaggio meridionale di Debel avevano suscitato una condanna diffusa. Anche i soldati che avevano partecipato all’abbattimento del crocifisso hanno ricevuto giorni di detenzione in una prigione militare.
Ambasciatore iraniano a Pechino, 'sosteniamo il piano di pace della Cina'
Abdolreza Rahmani Fazli, ambasciatore iraniano in Cina, ha scritto sui social che l’Iran è pronto a sostenere il piano in quattro punti di Xi per il Golfo. “La Repubblica Islamica dell’Iran ha annunciato la propria disponibilità a sostenere il piano in quattro punti del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, volto a stabilire una sicurezza stabile e uno sviluppo condiviso nella regione del Golfo Persico, questione che è stata altresì sottolineata durante l’incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi”, ha scritto.
UE: "Accordo su sanzioni contro coloni israeliani violenti ed esponenti di Hamas"
“I ministri degli Esteri dell’UE hanno appena dato il via libera alle sanzioni contro i coloni israeliani per gli atti di violenza contro i palestinesi e hanno, inoltre, concordato nuove sanzioni nei confronti di esponenti di spicco di Hamas. Era ora di passare dall’impasse all’azione concreta. L’estremismo e la violenza comportano delle conseguenze”. Lo ha scritto su X l’alto rappresentante UE, Kaja Kallas.
Queste sanzioni erano state bloccate per mesi dal veto dell’Ungheria di Viktor Orban. Tuttavia, dalla vittoria di Peter Magyar alle elezioni legislative del 12 aprile. Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni nell’Unione Europea e il divieto di ingresso nell’UE.
Sette coloni estremisti, o la loro organizzazione, sono interessati da queste sanzioni, così come 12 funzionari di Hamas e l’organizzazione stessa.

UE, sì a sanzioni a coloni violenti in Cisgiordania
SEIDISERA 11.05.2026, 18:00
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Stretto di Hormuz, calano dell'89% transiti, merci ferme per 23,7 miliardi di dollari
Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell’area hanno provocato un calo dell’89% dei transiti giornalieri in pochi mesi.
È quanto emerge dal nuovo numero del report “Port Infographics” realizzato da Assoporti ed Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Quasi 1’000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.
Soldato israeliano ucciso al confine con il Libano
Un soldato israeliano è stato ucciso nei pressi del confine con il Libano, dove proseguono gli scontri tra le forze israeliane con Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, nonostante il cessate il fuoco. Il sottufficiale Alexander Glovanyov, 47 anni, “è caduto in battaglia”, ha precisato in un comunicato.
In totale, dall’inizio della guerra il 2 marzo, in Libano sono rimasti uccisi 19 israeliani, di cui 18 soldati e un collaboratore esterno che lavorava per l’esercito. Nello stesso periodo, secondo le autorità, i bombardamenti israeliani hanno causato più di 2’800 morti in Libano.
Iran, inquinamento a Kharg è dovuto a rilasci da petroliera danneggiata
l Dipartimento per l’ambiente iraniano ha attribuito l’inquinamento osservato vicino all’isola di Kharg allo scarico di acque di zavorra contaminate provenienti da una petroliera danneggiata, smentendo le notizie di perdite da oleodotti. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim.
L'Iran giustizia uomo accusato di spionaggio
La magistratura iraniana ha dichiarato in un comunicato che un uomo di nome Erfan Shakourzadeh è stato giustiziato per impiccagione con l’accusa di “spionaggio per la CIA e il Mossad” durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025.
“Il condannato, che era un dipendente di un’organizzazione scientifica legata ai satelliti, aveva trasmesso informazioni classificate sui progetti e sul personale dell’organizzazione a questi servizi segreti”, aggiunge il comunicato, secondo l’agenzia di stampa Irna.
Iran: Mohammadi rilasciata su cauzione per ricevere cure mediche
Le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace 2023, la quale è stata trasferita a Teheran per ricevere cure mediche, ha annunciato oggi, lunedì, la sua fondazione.
Dopo dieci giorni di ricovero a Zanjan, nel nord dell’Iran, dove stava scontando la sua pena, le “è stata concessa la sospensione della pena in cambio di una cospicua cauzione”, ha dichiarato la sua fondazione in un comunicato. Narges Mohammadi è stata trasferita in ambulanza in un ospedale di Teheran “per essere curata dalla sua équipe medica”, ha aggiunto.
Gli USA mirano "all'uranio dell'Iran"
Gli Stati Uniti stanno monitorando le scorte residue di uranio arricchito dell’Iran e, “a un certo punto”, se ne impadroniranno. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, in un’intervista al programma di news ‘Full Measure’ prima che fosse ufficializzata la risposta di Teheran alla proposta di pace americana.
Malgrado abbia sostenuto che l’intervento militare fosse finalizzato a garantire che l’Iran non potesse mai dotarsi di un’arma nucleare, vantandosi peraltro di aver bombardato i siti nucleari del Paese la scorsa estate, il tycoon ha liquidato l’ipotesi secondo cui Teheran detenga ancora una quantità significativa di uranio, quasi idoneo a fabbricare ordigni bellici, materiale che, a detta degli ispettori internazionali, sarebbe verosimilmente sepolto proprio in quei siti.
Ad aprile Trump ha affermato di “non curarsi affatto” dell’uranio arricchito, in quanto situato a una profondità eccessiva nel sottosuolo.
Iran: "nessun piano per compiacere il presidente USA"
Il fatto che al presidente Donald Trump non piaccia la proposta di pace dell’Iran “non ha importanza”, ha dichiarato una fonte iraniana all’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citata da Sky News. “Nessuno in Iran scrive piani per compiacere Trump.
Il team negoziale deve scrivere piani solo per i diritti della nazione iraniana, e quando Trump non ne è soddisfatto, naturalmente è meglio. Trump in generale non ama la realtà; per questo motivo viene costantemente sconfitto dall’Iran”, afferma la fonte secondo quanto riferito.
Trump: "Risposta dell'Iran totalmente inaccettabile"
Trump giudica “totalmente inaccettabile” la risposta dell’Iran per porre fine alla guerra. Lo ha scritto lo stesso presidente americano in uno stringato post sul suo social Truth: “Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘Rappresentanti’ dell’Iran’. Non mi piace: TOTALMENTE INACCETTABILE! (a lettere maiuscole, ndr)“.
L’Iran, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ha inviato una risposta di diverse pagine all’ultima proposta Usa per porre fine alla guerra, esponendo nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. Lo stesso Wsj, in base a persone a conoscenza dei contenuti, ha riferito che la risposta non soddisfa la richiesta Usa sugli impegni preliminari sul destino del programma nucleare iraniano e alle sue scorte di uranio altamente arricchito, temi da affrontare nel corso dei successivi 30 giorni di negoziato. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale.
Narges Mohammadi trasferita in ospedale a Teheran
L’iraniana Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace nel 2023, è stata trasferita in un ospedale di Teheran secondo quanto comunicato domenica dalla sua fondazione. La 54enne dopo aver avuto un infarto si trovava da più di una settimana nel reparto di terapia intensiva di un ospedale nella città di Zanjan, nel nord-ovest dell’Iran, dove era detenuta. A Mohammadi è stata concessa la sospensione della pena dietro pagamento di una cauzione elevata, si legge in un comunicato della fondazione.
Il marito di Mohammadi, Taghi Rahmani, che vive a Parigi, aveva riferito sabato su X che le condizioni di salute dell’attivista per i diritti umani continuano a essere critiche.
Trump: "Non rideranno ancora per molto"
Donald Trump ha accusato domenica l’Iran di prendersi gioco degli Stati Uniti da decenni e ha promesso che “non rideranno ancora per molto”, senza commentare l’informazione secondo cui l’Iran avrebbe risposto al piano americano volto a porre fine durevolmente alla guerra.
“L’Iran prende in giro gli Stati Uniti e il resto del mondo da 47 anni”, ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social. “Si fanno beffe del nostro Paese che ha ormai ritrovato la sua grandezza, ma non rideranno ancora per molto!”, ha aggiunto.
Teheran avvisa Londra e Parigi: "risposta immediata" a navi da guerra nello Stretto
L’Iran ha avvertito Gran Bretagna e Francia che le sue forze armate anceranno una “risposta decisa e immediata” a qualsiasi nave da guerra inviata nello Stretto di Hormuz, dopo che Parigi e Londra hanno inviato vascelli nella regione.
“Ricordiamo loro che sia in tempo di guerra che in tempo di pace, solo la Repubblica Islamica dell’Iran può garantire la sicurezza in questo stretto e non permetterà a nessun Paese di interferire in tali questioni”, ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.
Da parte sua, il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa a Nairobi ha affermato che “la Francia non ha mai preso in considerazione” un “dispiegamento” militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì “una missione ad hoc” con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, “in concerto con l’Iran” e non appena le condizioni lo permetteranno”.
Netanyahu: "La guerra all'Iran non è finita, l'uranio deve essere rimosso"
Le scorte di uranio arricchito in possesso dell’Iran devono essere “rimosse” prima che la guerra contro Teheran possa concludersi. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista alla Cbs.
La guerra “non è finita [...] Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”, ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma ‘60 Minutes’.
“Si interviene e lo si porta via”, ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l’uranio potesse essere rimosso.
L'Iran ha inviato la sua risposta
La Repubblica Islamica dell’Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all’ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l’agenzia IRNA.
Due paramedici uccisi in Libano
Il ministero della Salute libanese ha riferito che due paramedici del Comitato sanitario islamico, affiliato a Hezbollah, sono rimasti uccisi nel corso di raid israeliani nel sud del Paese. Altri cinque paramedici sono invece rimasti feriti, ha aggiunto il ministero in un comunicato.
La nota sostiene che Israele ha “colpito direttamente, con due attacchi, due sedi del Comitato sanitario”, uccidendo un paramedico e ferendone altri tre a Qalaway, e uccidendo un altro paramedico e ferendone altri due a Tibnin. Beirut denuncia la continua “violazione del diritto internazionale” da parte delle forze israeliane.
Kuwait, "droni ostili intercettati nel nostro spazio aereo". Esplosioni in Iran
Le forze armate del Kuwait hanno intercettato nella mattina di oggi, domenica, “diversi droni ostili” all’interno dello spazio aereo del Paese: è quanto reso noto dal portavoce ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait, il colonnello Saoud Abdulaziz Al-Atwan, in un comunicato diffuso dai social. L’esercito del Kuwait fa sapere che l’episodio “è stato gestito secondo le procedure approvate”. Nel comunicato non sono indicati danni a persone o cose.
Nella città portuale iraniana di Chabahar, nella provincia del Sistan-Baluchistan, si è udito il suono di una forte esplosione. Secondo l’agenzia Mehr, la detonazione sarebbe riconducibile a ordigni inesplosi della guerra tra Iran e Stati Uniti. Chabahar si trova sulla costa del Golfo dell’Oman.
Nave colpita nelle acque del Qatar
Una nave cargo partita da Abu Dhabi è stata colpita da un proiettile sconosciuto - forse un drone - dentro le acque territoriali del Qatar, secondo quanto riferito dall’organismo britannico UKMTO. A bordo è scoppiato un incendio, rapidamente spento.

Medio Oriente, ancora attacchi nello stretto
Telegiornale 10.05.2026, 12:30
Teheran minaccia i Paesi che applicano le sanzioni USA
I Paesi che applicano le sanzioni statunitensi contro Teheran “incontreranno certamente difficoltà nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato un portavoce dell’esercito iraniano, secondo quanto riportato dai media locali e rilanciato dall’agenzia turca Anadolu.
“Nessuno degli obiettivi del nemico è stato raggiunto” e l’equilibrio politico del sistema iraniano “non è stato sconvolto”, ha affermato il generale di brigata Akrami Nia in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
“Se il nemico dovesse commettere errori di valutazione e attaccare nuovamente l’Iran, risponderemo immediatamente e qualsiasi conflitto si trasformerà in una guerra regionale”, ha dichiarato in aggiunta Akrami Nia, citato dall’Irna. “Verranno colpiti dai territori occupati fino ai Paesi del Golfo che ospitano basi USA. Abbiamo opzioni che sorprenderanno il nemico”, ha anche detto.
Nel frattempo, la Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione ha diffuso un avvertimento secondo cui “qualsiasi aggressione contro le petroliere e le navi mercantili iraniane porterà a un pesante attacco dell’Iran contro le basi statunitensi nella regione, così come contro le navi americane”. La forza aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione ha inoltre dichiarato: “I nostri missili e droni sono pronti a colpire il nemico e le basi USA nella regione. Siamo pronti a ricevere l’ordine di attacco”.
Gasiera del Qatar attraversa lo Stretto di Hormuz
Una gasiera qatariota carica di GNL, il gas naturale liquido, ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è diretta in Pakistan. Lo riporta la CNN citando i dati di tracciamento navale.
La nave, denominata Al Kharaitiyat, è la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, alla fine di febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dall’emittente.
Il tracciato della nave mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall’Iran, vicino all’isola di Qeshm, secondo il sito di tracciamento MarineTraffic.
La Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200’000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l’hub di esportazione di Ras Laffan all’inizio di questo mese. Il Qatar normalmente fornisce quasi il 20% del GNL mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto.
Proiettile non identificato colpisce nave al largo del Qatar
Un proiettile “non identificato” ha colpito una nave al largo delle coste del Qatar nelle prime ore di oggi, domenica: lo ha riferito l’agenzia marittima britannica Ukmto, dopo che i pasdaran iraniani avevano minacciato il giorno precedente di prendere di mira navi “nemiche” nella regione.
Secondo l’agenzia, una nave portarinfuse ha segnalato di essere stata colpita a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha. “Si è sviluppato un piccolo incendio, ma è stato spento. Non ci sono vittime. Non è stato segnalato alcun impatto sull’ambiente”, ha precisato la stessa fonte.
Due poliziotti uccisi dalle forze israeliane
Il ministero degli Interni di Hamas a Gaza ha dichiarato che il capo del dipartimento investigativo della polizia di Khan Younis, Faez Abd al-Hadi, un ufficiale con il grado di tenente colonnello, e un altro poliziotto con il grado di sergente sono stati uccisi in un attacco dell’esercito israeliano contro un veicolo a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel.
In precedenza, i media di Gaza avevano riportato che due persone erano rimaste uccise e diverse altre ferite nell’attacco, avvenuto nel quartiere di al-Amal a Khan Younis. Non c’è stato alcun commento immediato da parte dell’Idf.
Nuovi raid israeliani contro il Libano
I raid israeliani che hanno colpito diverse zone del Libano meridionale tra la serata di ieri, sabato, e l’odierna mattina di domenica, hanno provocato oltre 35 morti: è quanto riferito da alcuni media internazionali, facendo riferimento alle autorità sanitarie locali.
La testata israeliana Haaretz, citando il ministero della Sanità, scrive stamattina di “36 morti nel corso dell’ultima giornata”. Dal canto suo, la BBC riporta un bilancio di 39 morti.
L’agenzia libanese Nna aggiunge che anche stamattina ci sono stati nuovi raid. Non è ancora stato precisato un bilancio di eventuali vittime.
Attacco israeliano contro la Striscia di Gaza
Un raid con drone avvenuto nella notte su oggi, domenica, a Gaza e attribuito alle forze israeliane ha “ucciso una persona e provocato diversi feriti”: lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. L’attacco ha colpito il campo per rifugiati Al-Maghazi, situato nel centro della Striscia, aggiunge la stessa fonte. Wafa riferisce anche di colpi di artiglieria israeliana riportati a Khan Younis e di colpi sparati anche da imbarcazioni della marina israeliana dalla costa.
USA ancora in attesa della risposta dell'Iran sul piano di pace
Gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell’Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, mentre la fragile tregua regge.
Ieri, sabato, il presidente Donald Trump ha ribadito di “aspettarsi di avere notizie molto presto” da Teheran e ha passato buona parte della giornata al LIV Golf Tournament di Sterling, in Virginia, presso il Trump National Golf Club Washington DC.
Dipartimento di Stato USA conferma l'incontro tra Rubio e premier del Qatar
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato di aver avuto, ieri, sabato l’incontro con il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, rimarcando il ruolo dello Stato del Golfo come primario intermediario per Washington, in attesa della risposta di Teheran alla proposta di pace del presidente Donald Trump.
Rubio, nei colloqui anticipati da Axios, ha espresso apprezzamento per la partnership del Qatar “su una serie di questioni”, ha riferito una dichiarazione del portavoce Tommy Pigott, secondo cui le due parti hanno inoltre discusso “del sostegno degli Stati Uniti alla difesa del Qatar, nonché dell’importanza di un continuo e stretto coordinamento per scoraggiare le minacce e promuovere la stabilità e la sicurezza in tutto il Medio Oriente”.
Flotilla, espulsi da Israele i due attivisti Thiago e Saif
Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi.
In un post su X, il ministero ha dichiarato: “Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”.
Thiago Avila
Negoziati per un intesa in 14 punti
Il segretario di Stato americano Marco Rubio e l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff hanno incontrato sabato a Miami il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, nell’ambito degli sforzi per raggiungere un accordo sulla chiusura del conflitto in Iran. Lo riferisce Axios, in base a due fonti a conoscenza dei fatti.
Lo stesso sceicco venerdì aveva incontrato alla Casa Bianca il vicepresidente JD Vance. Usa e Iran stanno negoziando un memorandum di una sola pagina e 14 punti per terminare il conflitto e stabilire un quadro di riferimento per trattative più dettagliate. Il Qatar sta svolgendo un ruolo di mediazione primario.
Trump in attesa di risposte giocherà a golf
Il presidente americano Donald Trump ha detto (o meglio, ha ripetuto) di “aspettarsi di avere notizie molto presto” dagli iraniani sull’ultimo piano di pace americano. Il tycoon, parlando telefonicamente con Margot Haddad dell’emittente televisiva francese LCI, ha affermato che Teheran desidera ancora “con forza” concludere un accordo di pace duraturo e che i negoziati sono in corso.
Il presidente ha in programma di partecipare sabato al torneo LIV Golf che si svolge presso il Trump National Golf Club a Sterling, in Virginia.
Il nodo dei visti sulla strada dell'Iran ai Mondiali
Sembra sempre più certa la partecipazione dell’Iran ai Mondiali nordamericani, ma la sua Federazione calcistica ha posto alcune condizioni ai paesi ospitanti (USA, Canada e Messico).
Tra queste vi sono il rispetto dello staff, della bandiera iraniana e dell’inno nazionale, ma la questione più spinosa sembra legata all’ottenimento dei visti da parte dei membri della delegazione che hanno avuto legami con i Guardiani della Rivoluzione Islamica.
https://rsi.cue.rsi.ch/sport/calcio/L%E2%80%99Iran-intende-partecipare-al-Mondiale-ma-pone-le-sue-condizioni--3728355.html
Drone di Hezbollah ferisce tre riservisti israeliani
Tre riservisti israeliani sono rimasti feriti, uno in modo grave, in seguito all’attacco con un drone, rivendicato in precedenza da Hezbollah, contro il nord di Israele. Lo riferisce sabato l’esercito di Tel Aviv. L’organizzazione filo-iraniana aveva detto di aver “colpito un gruppo di soldati vicino a Misgav Am”.
In un altro incidente, un drone ha colpito un veicolo senza pilota nel sud del Libano, causando danni. Non si sono registrati feriti.
UE: "Miglior accesso umanitario in Libano"
La responsabile UE per le situazioni di crisi umanitaria, Hadja Lahbib, ha chiesto sabato, durante una visita a Beirut, un migliore accesso umanitario nel sud del Libano, teatro di scontri tra Israele e il movimento filoiraniano Hezbollah, nonostante un cessate il fuoco.
“Gli aiuti umanitari sono pronti, ma troppo spesso non possono raggiungere chi ne ha più bisogno”, ha dichiarato Lahbib durante una conferenza stampa.
Un cessate il fuoco è entrato in vigore il 17 aprile, ma Israele prosegue i suoi attacchi in Libano, e Hezbollah i suoi lanci contro posizioni israeliane nel sud del Paese o sul nord di Israele.
Scetticismo iraniano su "serietà" della via diplomatica USA
L’Iran ha messo in dubbio sabato la serietà della diplomazia americana nei negoziati in corso, senza tuttavia comunicare la sua risposta all’ultima proposta di Washington.
Un mese dopo l’entrata in vigore di una tregua, il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha espresso questo scetticismo durante un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan.
“La recente escalation delle tensioni da parte delle forze americane e le loro molteplici violazioni del cessate il fuoco rafforzano i sospetti sulla motivazione e sulla serietà della parte americana sulla via della diplomazia”, ha affermato Araghchi, citato dall’agenzia iraniana ISNA.
A Washington, il presidente Donald Trump aveva dal canto suo dichiarato venerdì di attendere in serata una risposta degli iraniani a una proposta volta a porre fine durevolmente alle ostilità.
"Fortemente ridotta" la chiazza di petrolio al largo di Kharg
La chiazza di petrolio comparsa alcuni giorni fa al largo dell’isola iraniana di Kharg, che faceva temere una marea nera, si è “fortemente ridotta”, ha constatato sabato un’organizzazione per la difesa dell’ambiente, basandosi sull’analisi di immagini satellitari.
Le immagini del satellite Copernicus sembrano mostrare che la chiazza si è “fortemente ridotta” rispetto ai primi scatti presi mercoledì, ha indicato l’Osservatorio dei conflitti e dell’ambiente (Conflict and Environment Observatory - CEOBS), un’organizzazione non governativa con sede nel Regno Unito.
“La causa e l’origine della chiazza rimangono sconosciute e non possono essere determinate in modo conclusivo dalle sole immagini disponibili”, ha aggiunto il CEOBS,
Regno Unito manda cacciatorpediniere in Medio Oriente
Il Regno Unito ha annunciato, oggi, sabato, che avrebbe “preposizionato in Medio Oriente” un cacciatorpediniere, la HMS Dragon, attualmente nel Mediterraneo, in vista dello schieramento di una futura missione internazionale per la sicurezza del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz.
“Questo preposizionamento della HMS Dragon rientra in una rigorosa pianificazione volta a garantire che il Regno Unito sia pronto, nell’ambito di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente dal Regno Unito e dalla Francia, a garantire la sicurezza dello Stretto, quando le condizioni lo consentiranno”, ha dichiarato il Ministero della Difesa britannico.
Israele rilascerà due attivisti della Flotilla
Israele prevede di rilasciare “in giornata” Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana: lo rende noto l’ONG israeliana per i diritti umani Adalah.
“Saranno consegnati alle autorità per l’immigrazione israeliane in giornata e rimarranno in custodia in attesa della loro deportazione”, afferma un comunicato. Secondo l’agenzia spagnola Efe, il rilascio “nelle prossime ore” di Abukeshek, che è di origini palestinesi e ha cittadinanza spagnola, è stato confermato anche dal ministro degli Esteri iberico, José Manuel Albares.
Almeno tre morti nel sud del Libano
I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano avvenuto poco dopo mezzogiorno di oggi, sabato, nel sud del Libano. Lo scrive Times of Israel citando l’agenzia di stampa libanese Nna, secondo cui l’attacco ha colpito un’auto su una strada tra le città di Burj Rahal e Aabbasiyyeh.
L’Idf aveva precedentemente emesso avvisi di evacuazione per entrambi i villaggi, insieme ad altri sette. L’agenzia Nna segnala inoltre diversi altri attacchi nei pressi delle città di Nabatieh, Kafra, Haris e Mansouri.
Idf colpisce obiettivi Hezbollah nel sud del Libano
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato, nell’odierna mattina di sabato, di aver colpito oltre 85 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, oltre a un sito sotterraneo di stoccaggio di armi nella Valle della Bekaa.
Secondo l’esercito, citato dal Times of Israel, tra gli obiettivi nel Libano meridionale figuravano depositi di armi, lanciarazzi ed edifici utilizzati da Hezbollah. Nella parte orientale della Valle della Bekaa, secondo le Idf, è stata colpita una struttura sotterranea dove Hezbollah produce armi.
Nelle ultime 24 ore Hezbollah ha lanciato diversi razzi contro le truppe israeliane di stanza nel sud del Libano, senza causare feriti, conclude l’esercito israeliano.
Avviso di evacuazione per villaggi nel sud del Libano
L’esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale in vista dei raid aerei.
Gli abitanti di Tayr Debba, Aabbasiyyeh, Burj Rahal, Maaroub, Barish, Arzoun, Jannata, Zrariyeh e Ain Baal sono invitati ad allontanarsi di almeno un chilometro. Lo scrive Times of Israel.
“Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, l’esercito è costretto ad agire con la forza e non intende nuocervi”, avverte il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee.
Iran: "gli USA la smettano con le loro richieste eccessive"
“Gli Stati Uniti pongano fine alle loro richieste eccessive e alle loro aggressioni illegali, per far progredire il processo diplomatico”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi parlando al telefono con l’omologo turco Hakan Fidan.
“La recente escalation delle tensioni da parte degli Stati Uniti nel Golfo Persico e la violazione del cessate il fuoco hanno accresciuto i sospetti sulla serietà di Washington nel percorso diplomatico”, ha aggiunto. Secondo l’agenzia di stampa IRNA, Fidan ha ribadito il sostegno del suo Paese al proseguimento degli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito invece il Consiglio di sicurezza dell’ONU che “le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali”.

Attacchi incrociati nello Stretto di Hormuz
Telegiornale 05.05.2026, 20:00
Golfo, individuata chiazza di petrolio
Una chiazza di petrolio è stata individuata nel Golfo, al largo dell’isola iraniana di Kharg, principale terminal petrolifero del Paese, secondo quanto riportato dal New York Times Secondo il quotidiano americano, giovedì la chiazza si estendeva su oltre 50 km², alla luce delle immagini satellitari analizzate dalla società specializzata Orbital EOS, che precisa che “oltre 3000 barili di petrolio” potrebbero essere finiti in mare.
L’origine della marea nera, rilevata due mesi dopo l’inizio dell’offensiva israelo-americana contro l’Iran, non è nota.
L’isola di Kharg, situata nel nord del Golfo, è il principale terminal petrolifero iraniano, attraverso il quale transita normalmente il 90% del greggio della Repubblica islamica.
A fine marzo, il presidente americano Donald Trump aveva minacciato di “annientare” l’isola di Kharg se l’Iran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz alla navigazione. Frattanto centinaia di navi, tra cui petroliere, sono bloccate nel Golfo a seguito di questo blocco, aggravato dallo stop americano dei porti iraniani.
Intelligence USA: "Mojtaba Khamenei riveste un ruolo cruciale"
L’intelligence USA ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell’Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la CNN, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l’esatta portata della sua autorità all’interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara.
Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell’Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all’inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all’interno della struttura di leadership iraniana.
USA sanzionano persone e società per legami con l'Iran
Il Dipartimento del Tesoro americano, nell’ambito dell’operazione Economic Fury, ha deciso, attraverso l’Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac), di sanzionare 10 individui e società con sede in diverse giurisdizioni in Medio Oriente, Asia ed Europa orientale, responsabili di agevolare gli sforzi delle forze armate iraniane negli approvvigionamenti di armamenti, nonché di materie prime impiegabili nei droni della serie Shahed e nel programma missilistico balistico dell’Iran.
Navigazione senza sistemi GPS salita del 600% nello Stretto di Hormuz
I movimenti navali senza GPS sono saliti del 600% nello Stretto di Hormuz in due settimane, nel mezzo del braccio di ferro tra Iran e USA sul controllo del transito marittimo. Secondo Windward, un’agenzia di intelligence marittima, i passaggi, o almeno i tentativi, avvengono sempre più spesso con i segnali GPS disattivati.
Le immagini satellitari raccolte da Windward, riferisce il Financial Times, hanno mostrato che, con ogni probabilità, nove navi mercantili hanno attraversato lo stretto il 7 maggio senza attivare il sistema AIS, lo strumento utilizzato dalle navi per trasmettere la propria posizione al fine di evitare collisioni.
Russia: "sostenere colloqui in Medio Oriente"
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto al suo omologo degli Emirati Arabi Uniti che è necessario sostenere i colloqui tra Stati Uniti e Iran per evitare una ripresa delle ostilità in Medio Oriente.
“La parte russa ha sottolineato la necessità di concentrarsi sul sostegno ai negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti”, si legge in una dichiarazione - rilanciata dal Guardian - del ministero degli Esteri russo in merito alla conversazione telefonica tra Lavrov e il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan.
La dichiarazione afferma inoltre che la Russia non vuole “che si compromettano le prospettive di stabilizzazione con la ripresa delle ostilità”.
Raid israeliani causano una trentina di morti in Libano
Secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese National News Agency, almeno 31 persone, tra cui un soccorritore, sono rimaste uccise durante i massicci attacchi israeliani nel sud del Libano avvenuti principalmente nella giornata di ieri, venerdì.
Secondo Al Jazeera, è stata una delle giornate più sanguinose da quando, il 2 marzo, sono ripresi i combattimenti tra le forze israeliane e Hezbollah.
Tra le vittime figurano cinque persone in due attacchi aerei contro la città di Toura, nel distretto di Tiro. Secondo quanto riportato, sono ancora in corso le operazioni di soccorso per cercare una ragazza dispersa sotto le macerie.
Coloni israeliani aggrediscono palestinesi
Un cittadino palestinese e suo figlio sono rimasti feriti a seguito di un’aggressione da parte di coloni israeliani nel villaggio di Ash Shuyukh, a sud di Hebron. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa, citando fonti locali secondo cui diversi coloni hanno aggredito il cittadino e suo figlio con oggetti contundenti mentre si trovavano sulla loro proprietà, ferendoli alla testa. Sono stati successivamente trasportati in ospedale per le cure. Secondo quanto riferito, i coloni hanno anche vandalizzato il loro veicolo, rompendo i finestrini e danneggiandolo gravemente.
USA confermano la loro intenzione di mediare nuovi colloqui tra Israele e Libano
Gli Stati Uniti faciliteranno un nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano la prossima settimana, in base a quanto riferito da un portavoce del Dipartimento di Stato. I colloqui, della durata di due giorni e in programma il 14 e 15 maggio, hanno lo scopo di “raggiungere un accordo duraturo di pace e sicurezza tra i due Paesi”.
Israele e il Libano hanno raggiunto un accordo per un temporaneo cessate il fuoco a metà aprile, al quale sono succeduti però nuovi attacchi mortali. Martedì, il ministero della Salute libanese ha riferito che 17 persone hanno perso la vita negli ultimi giorni, negli scontri tra Israele e miliziani di Hezbollah nel sud del Paese, in quello che è stato uno dei periodi più letali dall’inizio della tregua, destinata a scadere il 17 maggio.
Qatar: "'tutte le parti aderiscano a sforzi mediazione" sul conflitto in Iran
Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, ha incontrato alla Casa Bianca il vicepresidente USA JD Vance. La discussione “si è incentrata sulla stretta cooperazione strategica” tra i due Paesi, “nonché sulle modalità per sostenerla e rafforzarla in vari settori”.
Le parti, si legge in una nota del ministero degli Esteri del Qatar, hanno inoltre trattato “gli ultimi sviluppi nella regione e degli sforzi di mediazione pakistani volti a una de-escalation delle tensioni, in modo tale da contribuire a rafforzare la sicurezza e la stabilità nell’area”.
Hezbollah rivendica attacco a base israeliana
Hezbollah ha annunciato di aver lanciato uno sciame di droni contro una base aerea nel nord di Israele, dopo aver rivendicato un altro attacco contro una base israeliana avvenuto in precedenza nella giornata e nella serata di ieri, venerdì.
Il gruppo, sostenuto dall’Iran, ha affermato che i lanci erano una risposta all’attacco israeliano contro i sobborghi meridionali di Beirut di mercoledì, nonché ai continui attacchi nel sud del Libano.
