La forte tempesta di neve, ghiaccio e vento che ha messo in ginocchio il sud-est degli Stati Uniti si è ora spostata verso Nord: ha investito anche la capitale federale del Paese, Washington, che oggi è di fatto rimasta chiusa per neve, e ha messo in crisi anche altre grandi città come New York, Filadelfia, Baltimora e Boston.
In tutto, ha colpito in una ventina di stati, interessando oltre 100 milioni di americani. Molti anche in maniera davvero drammatica. Secondo un ultimo bilancio, la tempesta, che da molti media è stata definita senza esitazione “catastrofica”, ha finora provocato la morte di almeno 17 persone, di cui sette in Texas, tre in Virginia, due in Mississippi, due in Georgia, due in Carolina del Sud e una in Carolina del Nord.
Secondo alcune stime, circa 800 mila persone sono rimaste senza elettricità, e quindi al freddo, in ben 14 stati, ma soprattutto in Georgia, nella Carolina del Sud e in quella del Nord, e nel District of Columbia, dove in alcune zone sono caduti fino a 30 cm di neve. Chiusi gli aeroporti di Washington, annullati diversi appuntamenti della Casa Bianca e mezzi pubblici fermi. Stato d’emergenza dichiarato a New York e Long Island. Annullati in due giorni quasi 10'000 voli in tutto il paese, sospesi numerosi collegamenti ferroviari soprattutto nel nord-est degli States.
ATS/Swing





