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Terzo round di negoziati tra USA e Iran

Le trattative sono in corso a Islamabad mediate dal Pakistan - Gli Stati Uniti indicano di aver dato via alla bonifica dello Stretto di Hormuz dalle mine, informazione che la tv di stato iraniana smentisce

  • Ieri, 07:32
  • 2 ore fa
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  • Il vicepresidente USA JD Vance (sin.) e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif
Di: Redazione Info RSI 
  • A Islamabad sono ufficialmente iniziati i colloqui tra Stati Uniti e Iran

  • A capo della delegazione iraniana c’è l’influente presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf. Con lui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

  • Sul social Truth, il presidente statunitense Donald Trump sostiene che avrebbe dato il via alla bonifica dello Stretto di Hormuz dalle mine

  • Tensioni, venerdì, alla vigilia dei colloqui: il presidente USA Donald Trump ha attaccato Teheran sullo stallo sullo Stretto di Hormuz e ha accusato il regime di non rispettare gli accordi, minacciando nuovi raid se non si arriverà ad un’intesa.

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USA-Iran, a Islamabad tutto pronto per le trattative

Telegiornale 10.04.2026, 12:30

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Trump: "Grossi problemi per la Cina se invia armi all'Iran"

Se la Cina invierà armi all’Iran “avrà grossi problemi”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo alla domanda di un giornalista sulle indiscrezioni dei media secondo le quali Pechino si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea a Teheran entro le prossime settimane.

Un'ora fa

L'Iran mette in guardia le navi militari dal transitare nello Stretto di Hormuz

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran ha avvertito che qualsiasi tentativo da parte di navi militari di transitare nello Stretto di Hormuz verrebbe accolto con “una forte risposta”, affermando che solo le navi non militari sarebbero state autorizzate a passare in base a regolamenti specifici, ha dichiarato il Corpo in una dichiarazione riportata dai media iraniani.

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Trump: "Un accordo non fa alcuna differenza"

Donald Trump ha detto che per lui “non fa alcuna differenza” se Iran e Usa non raggiungono un accordo. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente ha detto ancora: “Abbiamo sconfitto totalmente quel Paese. Quindi vediamo cosa succede: forse troveranno un accordo, forse no. Non importa. Dal punto di vista dell’America, noi vinciamo”.

Ieri, 22:13

Partito il terzo round di negoziati

Il terzo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti, mediato dal Pakistan, è iniziato. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

Quest’ultima ha inoltre aggiunto che l’attuale round sembra essere “l’ultima opportunità” di raggiungere un quadro comune, date quelle che ha definito “eccessive richieste statunitensi”.

Ieri, 20:30

Proteste a Losanna contro i conflitti in Medio Oriente

Circa 850 persone hanno protestato sabato pomeriggio a Losanna contro le politiche di Israele e degli Stati Uniti. Hanno anche criticato la politica estera svizzera.

Molti manifestanti portavano bandiere palestinesi. Oltre alle azioni di Israele nei territori palestinesi occupati, hanno criticato anche gli attacchi aerei di Israele sul Libano, che sono continuati negli ultimi giorni nonostante il fragile cessate il fuoco nella guerra contro l’Iran. Erano esposte anche una bandiera di Hezbollah e diverse bandiere iraniane.

Le critiche al governo svizzero erano rivolte in particolare al ministro degli Esteri Ignazio Cassis. “La Svizzera non deve rimanere indifferente”, ha detto un’oratrice iraniana.

Ieri, 19:51

Papa Leone invoca la pace

Nel Regno di Dio “non c’è spada, né drone, né vendetta, né ingiusto profitto”. Lo dice papa Leone invocando la pace stasera a San Pietro: “Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più aggressivo”, “viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio,” ma “chi prega non uccide e non minaccia la morte”.

Invece, “alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo”, “basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”

Ieri, 19:23

Previsto un altro round di negoziati

I negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire in un ulteriore round di negoziati questa sera o domani. Si tratterebbe quindi del terzo. Lo riferisce la televisione di Stato iraniana.

“Esperti di entrambe le parti sono in procinto di scambiarsi testi” per raggiungere un accordo di pace che vada oltre il cessate il fuoco di due settimane entrato in vigore mercoledì, ha dichiarato l’emittente televisiva, citando informazioni di “una persona vicina ai negoziatori iraniani”.

Sabato scorso, due funzionari pakistani hanno dichiarato all’agenzia di stampaAFP, a condizione di anonimato, che si sono tenute due sessioni successive durante i negoziati, che si stanno svolgendo a un livello mai raggiunto tra i due Paesi nemici dalla Rivoluzione islamica del 1979. Uno di questi funzionari ha parlato di “un’atmosfera generalmente cordiale (...)“ in questi colloqui a Islamabad, ai quali partecipano rappresentanti del Pakistan, mediatore della tregua.

Ieri, 19:10

Libano, 8 morti in raid israeliani

I raid israeliani su una località nella regione di Saida, nel sud del Libano, hanno causato sabato la morte di otto persone e il ferimento di altre nove, di cui cinque in modo grave, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute.

Ieri, 19:07

Due navi USA nello Stretto di Hormuz per lo sminamento

Due navi da guerra americane stanno transitando nello Stretto di Hormuz per un’operazione di sminamento. Lo riferisce il Comando centrale statunitense in un post sui social media. Si tratta di operazioni preliminari per la bonifica dalle mine nello Stretto di Hormuz.

“A breve condivideremo questo percorso con il settore marittimo, al fine di favorire il libero flusso dei commerci”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale.

Ieri, 17:10

Trump: "Stiamo bonificando Hormuz come favore ai Paesi di tutto il mondo"

Mentre a Islamabad, in Pakistan, sono in corso i colloqui tra Stati Uniti e Iran, il presidente statunitense Donald Trump ha pubblicato un nuovo post sul social Truth, in cui afferma che l’Iran “sta perdendo, e sta perdendo alla grande”. E sottolinea che i mezzi di difesa della Repubblica islamica, come prue le fabbriche di missili e droni sono stati distrutti.

Trump parla anche dello Stretto di Hormuz e delle mine anti-nave posate dall’Iran, dicendo che gli Stati Uniti avrebbero avviato “il processo di bonifica” del passaggio. Una bonifica che il presidente definisce come “un favore ai Paesi di tutto il mondo, inclusi Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri”.

Nel suo post, scrive anche che petroliere vuote di molte nazioni sarebbero in viaggio verso gli Stati Uniti per fare rifornimento di petrolio.

Ieri, 16:47

Colloqui, dal livello politico a quello tecnico

I colloqui tra Iran e Stati Uniti, iniziati sabato pomeriggio a livello politico, sono entrati ora in una nuova fase che coinvolge tecnici ed esperti, con la partecipazione delle commissioni specialistiche delle due parti. Lo ha riportato l’agenzia iraniana Irna.

I colloqui proseguono e le due parti hanno sottolineato la necessità di continuare le riunioni tecniche per finalizzare le questioni ancora in sospeso. Durante i negoziati, l’Iran ha insistito su un cessate il fuoco totale in Libano. Gli Stati Uniti, ha scritto l’agenzia, hanno inoltre accettato di avviare studi tecnici sull’attuazione dei meccanismi per il rilascio dei beni iraniani. Tuttavia, le due parti hanno concordato che la questione richiede discussioni più precise a livello di esperti, ha aggiunto Irna.

Ieri, 16:21

Israele, colpiti 200 obiettivi in Libano nelle ultime 24 ore

L’aeronautica israeliana ha colpito circa 200 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore. Lo affermano le Forze di difesa israeliane (Idf), citate dal Times of Israel. Secondo l’esercito israeliano, gli obiettivi includevano infrastrutture e lanciarazzi di Hezbollah.

Ieri, 16:07

Navi della Marina USA attraversano lo Stretto di Hormuz

“Diverse navi” della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. È quanto scrive su X Barack Ravid, giornalista del sito statunitense di notizie politiche Axios, citando un funzionario USA. Il movimento, aggiunge, “non è stato coordinato con l’Iran”, ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall’inizio della guerra.

Le navi militari Usa hanno attraversato lo Stretto di Hormuz “da est a ovest” verso il Golfo, prima di allontanarsi dalla zona dirigendosi verso il Mar Arabico, secondo la fonte citata da Ravid. “Si è trattato di un’operazione incentrata sulla libertà di navigazione in acque internazionali”, ha aggiunto il funzionario citato.

La notizia viene negata dal fronte iraniano, secondo cui alla nave statunitense è stato lanciato l’avvertimento che sarebbe stata attaccata entro trenta minuti se avesse varcato lo stretto. Secondo un alto funzionario militare iraniano, che ha parlato alla tv di Stato, il vascello si sarebbe ritirato dopo l’avvertimento.

Ieri, 15:01

Negoziati iniziati ufficialmente

I negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan sono ufficialmente iniziati. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump, come ha riportato sul suo profilo ufficiale X Kellie Meyer, corrispondente per la Casa Bianca di News Nation.

Se i colloqui non andranno bene, “faremo un reset”, ha detto Trump secondo quanto riferito dalla cronista, “siamo pronti ad agire”.

I colloqui hanno preso il via a seguito degli “sviluppi delle intense consultazioni a Islamabad, durante le quali sono stati discussi temi come la limitazione degli attacchi israeliani da Beirut al Libano meridionale, il rilascio da parte degli Stati Uniti dei beni iraniani e la necessità di colloqui tecnici e tra esperti più precisi”, ha riferito l’agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, sottolineando che i colloqui ufficiali sono iniziati per definire questi punti. L’Iran ha anche chiesto agli Stati Uniti di convincere Israele ad attuare un cessate il fuoco completo in Libano.

Il vicepresidente statunitense JD Vance stringe la mano al primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif

Il vicepresidente statunitense JD Vance stringe la mano al primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif

  • Keystone
Ieri, 14:21

L'Iran non trova più le sue mine

L’Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo anche perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle.

Lo scrive il New York Times citando funzionari USA, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell’amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto.

Si tratta, riferisce sempre il quotidiano USA, di un potenziale fattore di complicazione in vista dell’incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace.

L’Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I Pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l’Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è neppure chiaro se l’Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi.

Ieri, 14:18

Continua il sostanziale blocco dello Stretto di Hormuz

Continua il sostanziale blocco del transito nello Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore sono transitate sette navi, mentre alle 14 (ora svizzera) di oggi, sabato, erano in transito tre navi. In un giorno ordinario ne circolavano in media circa 140.

Lo si legge sul sito di monitoraggio Hormuz Strait Monitor secondo cui, di fatto, il passaggio marittimo è chiuso, con l’Iran che limita il passaggio delle navi e impone pedaggi superiori a 1 milione di dollari per imbarcazione, nonostante l’annuncio del cessate il fuoco dell’8 aprile.

Ieri, 13:41

Raid israeliani sul Libano causano almeno 10 morti

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise oggi, sabato, da raid israeliani nel sud del Libano, mentre i media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località.

Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco “sistematico” di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza.

Ieri, 13:21

Sbloccati i beni iraniani? Ma gli Stati Uniti smentiscono

Gli Stati Uniti avrebbero accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di “serietà” nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad.

Ma gli Stati Uniti smentiscono. Un alto funzionario USA ha dichiarato alla CBS News gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano.

Ieri, 11:15

Anche una delegazione cinese in Pakistan

Una fonte del ministero degli Esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo, scrive il media panarabo basato a Londra.

All’inizio della settimana, il New York Times aveva riportato - citando tre funzionari iraniani anonimi - che Teheran aveva accettato il cessate il fuoco anche grazie a un intervento all’ultimo minuto della Cina, che ha esortato la Repubblica islamica a mostrare flessibilità e a ridurre le tensioni per evitare che la situazione in Medio Oriente sfuggisse di mano.

I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo: interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l’Iran ad accettare l’accordo, la portavoce del ministero degli esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a “mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale”.

Ieri, 11:14

Colloqui ad alto livello, i primi dal 1979

I colloqui diplomatici statunitensi e iraniani a Islamabad sono i negoziati di più alto livello tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979. Lo rilevano numerosi media internazionali.

Saranno anche i primi negoziati ufficiali faccia a faccia dal 2015, spiega Al Jazeera, ricordando che in quell’anno fu raggiunto un accordo sullo sviluppo nucleare iraniano.

Il presidente Trump ha poi annullato l’accordo sul nucleare nel 2018, durante il suo primo mandato. Nello stesso anno, la allora Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, vietò ulteriori colloqui diretti. Khamenei è stato ucciso in un attacco israelo-americano all’inizio della guerra sei settimane fa.

Ieri, 09:57

Raid israeliani contro la Striscia di Gaza

La Protezione civile della Striscia di Gaza ha annunciato, oggi sabato, all’AFP la morte di sette persone in seguito a raid israeliani nel centro del territorio palestinese devastato da due anni di guerra, dove è in vigore un fragile cessate il fuoco.

“Verso l’1:40 di sabato (00:40 GMT)”, sette persone sono state uccise e molte altre ferite, “di cui quattro sono in condizioni critiche”, dopo che un “drone israeliano ha lanciato due missili” vicino a una stazione di polizia nel campo profughi di Al-Bureij, ha riferito Mahmoud Bassal, portavoce dell’organizzazione di primo soccorso che opera sotto l’autorità del movimento islamista palestinese Hamas.

L’ospedale al-Aqsa, nel centro della città, ha dichiarato di aver ricevuto i corpi di sei persone, “oltre a sette feriti, di cui quattro in condizioni critiche a causa di impatti diretti al viso, al torace e ad altre parti del corpo”. Secondo questa fonte, gli attacchi israeliani hanno preso di mira “un raduno di civili sfollati vicino a una moschea”.

Ieri, 09:51

"Khamenei sfigurato ma lucido, partecipa alle decisioni"

Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell’attacco aereo che uccise il padre all’inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta.

Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell’attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l’anonimato.

Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti.

Ieri, 09:27

Attacchi Hezbollah contro Israele

Le sirene hanno avvertito di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità israeliane vicine al confine con il Libano. Lo scrive il Times of Israel, aggiungendo che gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti.

Secondo l’agenzia libanese NNA, Hezbollah ha annunciato, in una serie di comunicati, che la “Resistenza Islamica” ha preso di mira infrastrutture dell’esercito israeliano nell’insediamento di Admet, attaccando con droni, e infrastrutture dell’esercito israeliano negli insediamenti di Sha’ar Yeshuv, Hagoshrim, Neot Mordechai, Dafna, Kiryat Shmona, Metula, Misgav Am e Safed, con lanci di razzi. Un gruppo di soldati israeliani all’interno di un’abitazione nella città di Shomera, è stato colpiti da un drone.

In Libano tre persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha distrutto un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Paese, riferisce NNA citata da Al Jazeera.

Ieri, 08:15

Israele non discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah

Israele ha dichiarato che non discuterà di cessate il fuoco con Hezbollah durante i colloqui con il Governo libanese che si terranno la prossima settimana a Washington. Dopo aver incontrato il suo omologo libanese per organizzare i colloqui, l’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ha reso noto di aver “rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah”.

Ieri, 08:03

Previsioni buie per l'aviazione

Intanto, secondo alcune previsioni diffuse ieri, venerdì, fra circa tre settimane gli aerei rischiano di restare a terra. È l’allarme lanciato dagli aeroporti europei in una lettera alla Commissione europea, nella quale emerge che le riserve di cherosene si stanno esaurendo.

Nel frattempo, sempre ieri, i mercati azionari globali hanno chiuso con cautela e i prezzi del petrolio hanno continuato a scendere, poche ore prima dell’inizio previsto dei colloqui tra USA e Iran in Pakistan. A conferma delle speranze che gli investitori riservano a questo incontro, il prezzo del greggio è calato dello 0,75% a 95,20 dollari al barile.

Ieri, 08:01

Il vicepresidente USA verso Islamabad

Partendo per Islamabad il vicepresidente statunitense JD Vance, che guida la delegazione di Washington per i colloqui con l’Iran ha affermato “di aspettarsi negoziati positivi, ma ha anche avvisato Teheran di non prendere in giro gli Stati Uniti”. Restano comunque diversi nodi da sciogliere: per la Casa Bianca prima di tutto la riapertura dello stretto di Hormuz.

Ieri, 07:29

Nutrita delegazione iraniana giunta in Pakistan

La delegazione iraniana giunta a Islamabad, nell’odierna mattina di sabato, per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti ospitati dal Pakistan, è stata accolta dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, oltre che dal presidente dell’assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell’Esercito il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e dal ministro dell’Interno Syed Mohsin Raza Naqvi.