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Trump: chi non ci ha aiutato vada a prendersi il petrolio da solo

L’Italia nega l’uso della base di Sigonella a Washington - Iran bombarda a Dubai una petroliera del Kuwait - A Teheran esplosioni e blackout - Trump pronto a fermarsi anche se Hormuz non è aperto - Investimenti sospetti del broker di Hegseth

  • Ieri, 06:05
  • Un'ora fa
Donald Trump punta il dito contro l'obiettivo

Donald Trump punta il dito contro l'obiettivo

  • AP Photo/Olivier Matthys
Di: Redazione Info RSI 
  • Trump ai Paesi che si sono rifiutati di intervenire in Iran: “Comprate il petrolio dagli USA o andate a procurarvelo da soli”

  • L’Italia nega l’utilizzo della base di Sigonella a Washington

  • Il caso degli investimenti sospetti del broker di Hegseth

  • Trump pronto a finire la guerra senza la riapertura di Hormuz

  • L’Iran bombarda una petroliera kuwaitiana a Dubai

  • Approvato un progetto per imporre un pedaggio per passare attraverso Stretto di Hormuz

  • L’esercito israeliano lunedì sta colpendo infrastrutture militari in tutta la capitale della Repubblica islamica

  • Sale a tre il numero dei caschi blu dell’UNIFIL uccisi da esplosioni in Libano

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01:59

L'Iran colpisce le infrastrutture dei Paesi del Golfo

Telegiornale 29.03.2026, 12:30

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11 minuti fa

BBC: “Giornalista USA rapita fu avvisata che era nel mirino di milizia libanese”

Shelly Kittleson, la giornalista USA rapita da un gruppo armato nel centro di Baghdad, era stata avvertita che il suo nome figurava in una lista in possesso di Kataib Hezbollah. Lo riferisce la BBC citando Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la CNN. Una seconda fonte ha confermato che le era stato comunicato il rischio, ma che riteneva si trattasse di informazioni false. Secondo la BBC, c’erano voci che Kataib Hezbollah stesse pianificando di rapire o uccidere giornaliste

30 minuti fa

Idf esclude sua responsabilità per l'uccisione di due caschi blu ieri in Libano

“L’incidente di ieri, in cui sono rimasti uccisi soldati dell’Unifil, non è stato causato da attività dell’Idf”. E’ la conclusione dell’indagine della stessa Idf, che la rende nota sui social. L’Idf, si legge, ha completato la sua indagine sull’incidente, avvenuto ieri, in cui era stato riportato che soldati dell’Unifil erano rimasti uccisi dall’ esplosione di un ordigno nella zona di Bani Haiyyan, nel Libano meridionale. Un’analisi operativa approfondita indica che nessun ordigno esplosivo è stato collocato nella zona dalle truppe dell’Idf e che nessun soldato dell’Idf era presente nell’area”. Le vittime sono due caschi blu indonesiani.

32 minuti fa

Araghchi conferma messaggi da Witkoff, "ma non sono negoziati"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi intervistato da Al Jazeera ha confermato che ci sono stati scambi di messaggi con gli Stati Uniti, direttamente o tramite “amici” nella regione. Tuttavia, ha precisato, ciò non significa che l’Iran sia in trattative con Washington. “Ricevo messaggi direttamente da Witkoff, come prima, e questo non significa che siamo in trattative”, ha affermato. “Non abbiamo inviato alcuna risposta alle 15 proposte americane, né abbiamo presentato proposte o condizioni”, ha aggiunto Araghchi, smentendo le notizie diffuse la scorsa settimana dai media iraniani. Araghchi ha inoltre precisato che l’Iran non accetterà un cessate il fuoco ma solo la fine della guerra.

32 minuti fa

La portaerei George H.W. Bush è partita verso il Medio Oriente

La portaerei George W. H. Bush è partita dalla Virginia diretta in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal sottolineando che potrebbe impiegare settimane per raggiungere l’area.

33 minuti fa

L'Iran rassicura il Brasile, "nessun rischio per i fertilizzanti"

I fertilizzanti acquistati dal Brasile da aziende iraniane “non avranno problemi a essere esportati”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore dell’Iran in Brasile, Abdollah Nekounam, citato dal portale G1, sottolineando che alcune spedizioni sono già state inviate al Paese.

34 minuti fa

Il dramma della Nobel in cella, 'ora Mohammadi rischia la vita'

La scorsa settimana era stata trovata sulla sua branda “priva di sensi, con gli occhi rovesciati all’indietro”. Una crisi che è durata più di un’ora, e nonostante tutto lasciasse immaginare un attacco cardiaco nessuno l’ha portata in ospedale. Solo qualche accorgimento medico, si immagina blando, nell’ambulatorio della prigione, per Narges Mohammadi, la premio Nobel iraniana per la pace detenuta dallo scorso dicembre nelle carceri del regime. Oggi, secondo i sostenitori che sono riusciti a incontrarla domenica scorsa, l’attivista sarebbe in condizioni gravissime. La sua stessa vita sarebbe in pericolo. Mohammadi, 53 anni, ha vinto il Nobel nel 2023 dopo oltre vent’anni di impegno per i diritti dei cittadini del suo Paese, in particolare le donne. Lo scorso 12 dicembre era stata arrestata nella città orientale di Mashhad dopo aver criticato le autorità clericali iraniane durante una cerimonia funebre. Poi, a febbraio, il trasferimento nel carcere di Zanjan, nel nord dell’Iran. Pochissimi i contatti con la famiglia e i suoi sostenitori.

36 minuti fa

Dipartimento di Stato USA monitora le segnalazioni sul rapimento Kittleson

Il Dipartimento di Stato USA sta monitorando le segnalazioni relative al rapimento di Shelly Klittleson, ma ha rifiutato di fornire ulteriori commenti. Lo riporta il New York Times. L’ambasciata statunitense a Baghdad ha rimandato le domande al Dipartimento di Stato.

Un'ora fa

Nuovi raid israeliani in Libano, almeno 8 morti

Dei nuovi raid israeliani nel sud del Libano, in tre distinti attacchi, hanno ucciso almeno otto persone martedì, tra cui un paramedico, secondo il ministero della salute.

In dichiarazioni separate, il ministero ha affermato che un attacco nel distretto di Tiro ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre 19, mentre un altro raid nel distretto di Sidone ha causato quattro morti. Un terzo attacco nel distretto di Bint Jbeil ha colpito un punto di ritrovo degli Scout Risala, un’organizzazione di soccorso gestita dal movimento Amal, alleato di Hezbollah, uccidendo un paramedico e ferendo altre 13 persone.

Un'ora fa

Pena di morte per terroristi e situazione in Libano - L'analisi dell'esperto Andrea Bianchi

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03:23

Medioriente: l'analisi di Andrea Bianchi

Telegiornale 31.03.2026, 20:00

2 ore fa

Al Arabiya,"'giornalista rapita a Baghdad sarebbe stata liberata"

Shelly Kittleson, la giornalista USA rapita stasera a Baghdad “secondo alcune informazioni” sarebbe stata liberata durante l’intervento delle forze di sicurezza irachene. Lo riferisce al Arabiya in inglese, sottolineando che la reporter sarebbe rimasta ferita nel ribaltamento dell’auto dove si trovava e trasportata in ospedale.

2 ore fa

Israele vuole spianare il sud del Libano, cristiani lasciati soli

Israele minaccia di radere al suolo le case delle località nel sud del Libano, a ridosso della linea di demarcazione, mentre l’esercito libanese si ritira da alcune cittadine cristiane e lascia comunità sempre più isolate tra l’avanzata dei militari israeliani, frenati dalla resistenza dei combattenti di Hezbollah. Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che le case delle località libanesi a ridosso della linea frontaliera saranno demolite proprio “come a Rafah e Beit Hanun”, nella Striscia di Gaza, per “eliminare in modo permanente le minacce” contro i residenti del nord di Israele. Katz ha anche affermato che gli sfollati libanesi del sud, stimati in oltre 600mila, non potranno tornare nelle loro case “finché non sarà garantita la sicurezza israeliana”. Poco dopo, l’esercito israeliano ha in parte corretto il tiro, affermando in un comunicato che l’obiettivo è colpire “le infrastrutture di Hezbollah” e non distruggere indiscriminatamente le abitazioni.

2 ore fa

CNN: "Kittleson forse in ostaggio di milizie Hezbollah a Baghdad"

Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la CNN, ha confermato sui social che “la mia amica (la giornalista n.d.r.) Shelly Kittleson è stata rapita e potrebbe essere tenuta in ostaggio a Baghdad da Kataib Hezbollah”. “La sua posizione e le sue condizioni sono sconosciute. Sono il suo referente negli Stati Uniti. Se avete informazioni, vi prego di contattare le forze dell’ordine e inviarmi un messaggio privato”, aggiunge. Kataib Hezbollah, letteralmente “Brigate del Partito di Dio” è un gruppo paramilitare sciita iracheno che fa parte delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene che comprende la 45°, 46° e 47° Brigata.

Oggi, 20:04

Pena di morte per i terroristi in Israele: Svizzera preoccupata

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è detto oggi “profondamente preoccupato” per l’adozione da parte di Israele della pena capitale nei confronti dei terroristi. “Abbiamo sollevato la questione presso le autorità israeliane e le invitiamo ad abrogare la legge”, si legge in un post su X. La moratoria sulla pena capitale che era in vigore da tempo dovrebbe essere ristabilita. Le autorità israeliane dovrebbero “rispettare i loro obblighi nei confronti del diritto internazionale dei diritti umani”, ha scritto ancora il DFAE.

Oggi, 19:36

Iran minaccia aziende USA nella regione, "attacchi da domani sera"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito che, a partire dal primo aprile, prenderanno di mira le aziende statunitensi presenti nella regione, in rappresaglia per gli attacchi contro l’Iran. Lo riportano i media statali iraniani citati dal Guardian. Tra le 18 aziende minacciate dai pasdaran figurano Microsoft, Google, Apple, Intel, Ibm, Tesla e Boeing. “Queste aziende devono aspettarsi la distruzione delle rispettive unità in risposta a ogni atto terroristico in Iran, a partire dalle 20.00 ora di Teheran di mercoledì 1 aprile”, si legge nella dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie.

Oggi, 19:34

UE, "guerra pesa 14 miliardi in più su forniture di gas e petrolio"

“Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell’Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno aggiunto 14 miliardi di euro alla fattura dell’Unione per i combustibili fossili”. Lo ha dichiarato il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen al termine della riunione informale dei ministri dell’energia Ue. “Questi numeri dipingono un quadro molto chiaro. Mentre la crisi in Medio Oriente entra nel suo secondo mese, è chiaro che ci troviamo di fronte a una situazione molto grave”.

Oggi, 19:34

Cina e Pakistan propongono piano in 5 punti per porre fine alla guerra in Iran

Cina e Pakistan hanno proposto un piano in cinque punti per la fine della guerra in Medio Oriente che include un cessate il fuoco immediato, l’avvio di colloqui di pace il prima possibile, la cessazione degli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come siti energetici, il rapido ripristino del “passaggio sicuro per le navi civili e commerciali” nello Stretto di Hormuz e che si arrivi a un accordo di pace con il sostegno dell’ONU. L’iniziativa congiunta è stata annunciata dopo l’incontro a Pechino tra il ministro cinese Wang Yi e quello pachistano Ishaq Dar. I due Paesi si sono proposti come mediatori. Lo riportano i media internazionali.

Oggi, 19:32

Pezeshkian, "la guerra può finire se otterremo necessarie garanzie"

La cessazione completa dell’aggressione contro l’Iran è l’unica soluzione per normalizzare la situazione: lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, secondo quanto riportato dal servizio stampa del presidente iraniano ripreso dalla Tass. “La soluzione per normalizzare la situazione è porre fine alla loro aggressione. Non abbiamo mai cercato tensioni o la guerra, e abbiamo la volontà necessaria per porre fine a questa guerra, a condizione che vengano soddisfatte determinate condizioni, in particolare con le necessarie garanzie che l’aggressione non si ripeterà”, ha dichiarato Pezeshkian.

Oggi, 19:31

Carney, "illegale l'invasione israeliana del Libano"

Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha denunciato il dispiegamento di truppe israeliane contro obiettivi di Hezbollah in Libano, definendolo un’”invasione illegale” che viola la sua “integrità e sovranità”.

Oggi, 19:29

Una giornalista USA rapita a Baghdad

La giornalista americana Shelly Kittleson è stata rapita stasera a Baghdad. Lo riferiscono diversi media nella regione, mentre il ministero dell’Interno iracheno ha confermato che un reporter straniero è stato sequestrato senza confermarne l’identità. “Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un’operazione per catturare i criminali, agendo sulla base di informazioni di intelligence accurate”, ha dichiarato il ministero, aggiungendo che con il ritrovamento di un veicolo dei rapitori che si è ribaltato nel tentativo di fuga, un sospetto è stato arrestato, scrive Ynet. “Sono in corso ricerche per individuare altri individui coinvolti”. Kittleson è una giornalista freelance e lavora per varie testate internazionali.

Oggi, 19:29

ONU, "se Israele applica la pena di morte sarà crimine di guerra"

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha criticato l’approvazione da parte del Parlamento israeliano della legge sulla pena di morte “profondamente discriminatoria”. La sua applicazione nei territori palestinesi occupati “costituirebbe un crimine di guerra”, scrive Volker Türk in un comunicato. La nuova legge, che renderebbe la pena di morte la punizione predefinita per i palestinesi nella Cisgiordania occupata da Israele riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati “atti di terrorismo” da un tribunale militare israeliano, “è palesemente incompatibile con gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale”, afferma Türk. “La sua applicazione ai residenti dei territori palestinesi occupati costituirebbe un crimine di guerra”, ha aggiunto.

Oggi, 19:28

Londra invia più militari e sistemi di difesa nei Paesi del Golfo

Altri militari e sistemi di difesa aerea saranno inviati dal Regno Unito in Medio Oriente nell’ambito delle operazioni difensive contro gli attacchi dell’Iran, portando a circa 1’000 il numero totale di effettivi di Londra impegnati nella protezione del Golfo e di Cipro. Lo ha annunciato il ministro della Difesa britannico, John Healey, che si trova a Doha per un tour fra Qatar, Bahrein e Arabia Saudita con l’obiettivo di ribadire il sostegno di Londra ai Paesi alleati nella regione. “Siamo al fianco dei nostri partner nella difesa dei loro cieli”, ha dichiarato Healey. Inoltre è stata prorogata la missione dei caccia Typhoon in Medio Oriente sempre in funzione difensiva.

Oggi, 18:01

I Pasdaran minacciano aziende tech USA in Medio Oriente

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno minacciato di colpire aziende statunitensi del settore tecnologico presenti in Medio Oriente in caso di nuovi “assassinii” di dirigenti iraniani. In un comunicato, i Pasdaran hanno indicato come possibili obiettivi diversi gruppi americani, tra cui Google, Apple, Meta e Tesla, accusandoli di avere un ruolo nell’individuazione dei bersagli. Teheran parla di “obiettivi legittimi” e invita dipendenti e residenti nelle aree vicine ad allontanarsi.

Oggi, 17:45

Berna preoccupata riguardo alla nuova legge sulla pena di morte in Israele

Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero si è detto “profondamente preoccupato” per la nuova legge approvata dalla Knesset che introduce la pena capitale per alcuni reati di terrorismo. In un messaggio su X, il DFAE afferma di aver sollevato la questione con le autorità israeliane, invitandole ad abrogare il testo e a ristabilire la moratoria sulla pena di morte. La norma è già stata impugnata davanti all’Alta Corte di Giustizia da un’importante organizzazione per i diritti umani israeliana.

Oggi, 16:59

Richieste di sorvolo, la Svizzera ne ha accolto un terzo

Dall’inizio della guerra in Iran, all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) sono giunte dodici richieste di sorvolo dagli Stati Uniti o da altre parti coinvolte nella guerra. Un terzo è stato accolto.

Undici domande sono state depositate dagli Stati Uniti fra il 5 e il 23 marzo, ha comunicato martedì l’UFAC, interpellato dall’agenzia Keystone-ATS. Quattro sono state approvate e una è stata ritirata. Sei sono quindi state respinte.

Il 13 marzo c’è stato il picco con cinque richieste per sorvoli da effettuare il 15 marzo. Una è giunta dagli Emirati Arabi Uniti ed è stata respinta.

Le richieste di sorvolo vengono autorizzate se sono “evidentemente non correlate al conflitto”, ha spiegato l’autorità competente, facendo l’esempio di voli umanitari o effettuati a scopo medico.


Oggi, 15:55

Benzina oltre I 4 dollari al gallone negli Stati Uniti

I prezzi della benzina negli Stati Uniti hanno superato i 4 dollari al gallone per la prima volta in quasi quattro anni, risentendo dello shock sull’offerta petrolifera provocato dalla guerra in Medio Oriente. Secondo l’American Automobile Association, la media nazionale è salita a 4,018 dollari al gallone, ai massimi dall’agosto 2022. Dalla fine di febbraio, con l’escalation tra USA, Israele e Iran, i prezzi alla pompa sono aumentati di oltre il 30%.

Oggi, 15:53

Guerra mette a rischio la stabilità finanziaria nell'UE

L’escalation della guerra in Medio Oriente ha aumentato i rischi per la stabilità finanziaria nell’Unione europea, fra shock e volatilità nel mercato energetico, calo degli indici di Borsa e rivalutazione dei rendimenti obbligazionari che riflette in parte aspettative inflazionistiche più elevate a breve termine. Lo scrive il Comitato europeo per il rischio sistemico in un comunicato sulla sua ultima riunione, organo indipendente che ha sede a Francoforte presso la Banca centrale europea.

Oggi, 15:29

Trump, chi non ci ha aiutato vada a prendersi da solo il petrolio

“A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell’Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo e basta”. Lo scrive Trump sul suo social. “L’Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Ora andate a procurarvi il petrolio da soli!”. “Dovrete iniziare a imparare a difendervi da soli, gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi”. “La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il proprio territorio. La Francia si è dimostrata molto poco collaborativa. Gli Stati Uniti se ne ricorderanno!!!”, ha aggiunto il tycoon in un secondo post. Parigi non ha annunciato ufficialmente né pubblicamente alcun divieto di sorvolo del proprio territorio per gli aerei USA coinvolti nel conflitto, come ha invece fatto la Spagna.

Oggi, 13:47

Portacontainer cinesi attraversano lo Stretto di Hormuz

Due portacontainer di proprietà di COSCO, il colosso cinese del trasporto marittimo che all’inizio di marzo aveva sospeso i propri servizi da e verso il Golfo a causa della guerra in Medio Oriente, hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz lunedì, secondo i dati di Marine Traffic.

La CSCL Indian Ocean ha attraversato lo stretto intorno alle 9.15 GMT di lunedì, seguita dalla CSCL Arctic Ocean 27 minuti dopo, secondo il sito di monitoraggio delle navi. Sono passate vicino all’isola di Larak, controllata dall’Iran, e sono dirette verso Port Klang, in Malesia.

Interpellata dall’AFP, Cosco ha rifiutato di commentare questo transito. La compagnia di navigazione con sede a Shanghai aveva annunciato mercoledì scorso di riprendere le prenotazioni di container per la maggior parte dei Paesi del Golfo.

Oggi, 13:33

Israele bombarda la periferia di Beirut martedì

Martedì un attacco ha colpito la periferia sud di Beirut, secondo le immagini dell’AFP, dopo un avvertimento israeliano riguardante sette quartieri di questa roccaforte di Hezbollah, alleato dell’Iran, in guerra con Israele dal 2 marzo.

Nubi di fumo si levano dal sito colpito, secondo le immagini dell’AFP. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato martedì che le forze israeliane manterranno la loro presenza in una parte del sud del Libano dopo la fine della guerra.

Oggi, 13:14

Petroliere malesi esentate dal "pedaggio" iraniano nello Stretto di Hormuz

Le petroliere malesi autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz saranno esentate dal pagamento del pedaggio imposto dall’Iran, ha dichiarato martedì il ministro dei Trasporti, Anthony Loke.

I media statali iraniani hanno riferito lunedì che una commissione parlamentare ha approvato un progetto volto a imporre diritti di passaggio alle navi che transitano nello strategico Stretto di Hormuz, una via marittima vitale per le spedizioni di petrolio e gas, ma bloccata dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

Il ministro degli Esteri malese, Mohamad Hasan, ha dichiarato sabato che le petroliere, di proprietà del gigante petrolifero malese Petronas, di Sapura Energy e dell’armatore MISC, erano in attesa dell’autorizzazione per attraversare lo stretto in tutta sicurezza.

Oggi, 13:12

Israele occuperà parte del sud del Libano dopo la guerra

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato martedì che le forze israeliane rimarranno di stanza in una parte del Libano meridionale una volta terminata l’attuale guerra.

“Al termine di questa operazione, l’esercito israeliano si insedierà in una zona di sicurezza all’interno del Libano, su una linea difensiva contro i missili anticarro, e manterrà il controllo della sicurezza dell’intera zona fino al Litani”, fiume che scorre a una trentina di chilometri a nord della linea di demarcazione tra Israele e il Libano, ha dichiarato Katz in un video diffuso dal suo ufficio.

Oggi, 12:41

Stretto di Hormuz chiuso: shock petrolifero in vista?

Il prezzo dell’oro nero è in forte aumento dall’inizio della guerra in Iran. Se il passaggio marittimo resterà bloccato, la situazione peggiorerà a fine settimana con l’arrivo delle ultime petroliere dal Golfo

Oggi, 11:29

Colpiti siti militari a Isfahan, nel centro dell'Iran

Martedì un organo di stampa iraniano ha riportato notizie “iniziali” relative ad attacchi che avrebbero colpito “siti militari” nel centro dell’Iran, aggiungendo che l’entità dei danni e l’eventuale numero delle vittime non erano noti.

“Le prime informazioni indicano che sono stati presi di mira siti militari a Isfahan”, ha dichiarato Akbar Salehi, un responsabile della sicurezza presso l’ufficio del governatore della provincia, citato dall’agenzia di stampa Fars.

La provincia di Isfahan è un centro nevralgico dell’industria militare e della difesa iraniana e ospita importanti impianti nucleari, tra cui il complesso di Natanz, preso di mira da attacchi statunitensi e israeliani dall’inizio della guerra il 28 febbraio.

Oggi, 10:54

Iran: sito musulmano sciita danneggiato in un attacco martedì

Martedì alcuni attacchi aerei statunitensi e israeliani hanno danneggiato un sito musulmano sciita nel nord-ovest dell’Iran, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato; si tratta dell’ultimo sito religioso o culturale iraniano colpito dall’inizio della guerra.

L’edificio della Grande Hosseinieh, una sala che ospita raduni sciiti e cerimonie funebri, “è stato danneggiato a seguito dell’attacco sferrato in mattinata dal nemico in via Ferdowsi”, nella città di Zanjan, secondo quanto riferito dalla televisione.

“Parti della cupola e dei minareti sono state danneggiate”, ha aggiunto l’emittente televisiva iraniana.

Oggi, 10:23

Guerra in Iran: il caso degli investimenti sospetti del broker di Hegseth

Investimenti finanziari sospetti nell’amministrazione statunitense. Un broker del segretario alla Difesa Hegseth ha cercato di mettere una somma importante in aziende della Difesa nelle settimane precedenti l’inizio della guerra contro l’Iran.

Lo riporta il Financial Times, che cita tre persone a conoscenza dei fatti. L’investimento non è stato infine realizzato perché il fondo non era ancora disponibile. Il Pentagono ha bollato di “falso” l’articolo del Financial Times.

Oggi, 10:14

L'Italia nega l'uso della base di Sigonella a Washington

L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella. L’episodio, avvenuto pochi giorni fa, è stato riportato dal Corriere della Sera e confermato da fonti ben informate.

Il rifiuto del ministro della Difesa Guido Crosetto è giunto dopo aver preso visione del piano di volo di alcuni velivoli statunitensi, che avrebbero dovuto atterrare a Sigonella per poi ripartire alla volta del Medio Oriente. Tuttavia, nessuno aveva richiesto l’autorizzazione né consultato i vertici militari italiani.

Il piano è stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo, e dai controlli è emerso che non si trattava di voli di routine o logistici e che pertanto non rientravano nel trattato con l’Italia.

La base di Sigonella in Sicilia

La base di Sigonella in Sicilia

  • ANSA/ORIETTA SCARDINO
Oggi, 09:31

USA: Marines, Airborne, Rangers e Navy Seal in Medio Oriente

Diverse centinaia di uomini delle forze speciali americane sono arrivate in Medio Oriente, unendosi alle migliaia di Marines ed Airbone (paracadutisti) dell’esercito. Lo riporta CBS News citando alcune fonti militari.

Stando all’emittente statunitense il dispiegamento di queste forze serve a fornire al presidente Donald Trump varie opzioni mentre prosegue il conflitto con l’Iran, iniziato un mese fa.

Ai commando, tra cui quelli dei Rangers e dei Navy Seal, non sono ancora state assegnate missioni specifiche, hanno precisato le stesse fonti sentite invece dal New York Times.

Oggi, 09:17

Trump pronto allo stop anche se lo Stretto di Hormuz non è aperto

Donald Trump ha dichiarato ai suoi consiglieri di essere disposto a interrompere la campagna militare in Iran anche se lo Stretto di Hormuz fosse rimasto in gran parte chiuso, riporta il Wall Street Journal, citando fonti statunitensi.

Questo articolo del Wall Street Journal, pubblicato online lunedì sera negli Stati Uniti, arriva mentre Donald Trump ha nuovamente minacciato di distruggere le infrastrutture elettriche iraniane, gli impianti di desalinizzazione e i pozzi petroliferi dell’Iran, chiedendo a Teheran di riaprire lo Stretto di Hormuz – di fatto bloccato – e di accettare di concludere un accordo con Washington.

Secondo il quotidiano americano, Donald Trump ritiene che forzare la riapertura dello Stretto di Hormuz prolungherebbe il conflitto “oltre il suo calendario di quattro-sei settimane”.

Il presidente americano vorrebbe tentare di ottenere da Teheran, per via diplomatica, lo sblocco di questa via di transito strategica, attraverso la quale transita di solito un quinto degli idrocarburi mondiali. In caso di fallimento di questa strategia, Donald Trump prevederebbe di sollecitare i suoi alleati in Europa e nel Golfo per forzare la riapertura dello stretto, hanno indicato funzionari americani al WSJ.

Oggi, 08:43

Rubio ottimista sui tempi della guerra in Medio Oriente

Il capo della diplomazia statunitense Marco Rubio ha affermato in mattinata che la guerra, scatenata da un’offensiva israelo-americana il 28 febbraio, durerà ancora “settimane” piuttosto che “mesi”, dichiarandosi ottimista sulla possibilità di poter collaborare con alcuni esponenti del governo iraniano.

Il presidente americano Donald Trump aveva inizialmente stimato che le operazioni militari sarebbero durate dalle quattro alle sei settimane.

“A lungo termine, penso che questo regime crollerà dall’interno”, ha inoltre affermato Benjamin Netanyahu, ribadendo che questo non era l’obiettivo della guerra scatenata da Israele e dagli Stati Uniti.

Oggi, 08:00

Consiglio di sicurezza ONU riunito per morte dei caschi blu in Libano

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU terrà martedì alle ore 10.00 (16.00 in Svizzera) una riunione d’urgenza richiesta dalla Francia in seguito alla morte di tre caschi blu in Libano, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche. La FINUL è schierata tra il fiume Litani e il confine libano-israeliano.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha denunciato in precedenza “incidenti gravissimi subiti dai caschi blu della FINUL”, la forza di pace dell’ONU in Libano.

Questa forza, che conta circa 8.200 soldati provenienti da 47 nazioni, è stretta in una morsa tra Israele e il gruppo sciita filoiraniano Hezbollah, che ha trascinato il Libano nella guerra tra Israele e gli Stati Uniti da un lato, e l’Iran dall’altro, a seguito di un attacco avvenuto il 2 marzo. Da allora la FINUL è stata bersagliata da colpi d’arma da fuoco in diverse occasioni.

Oggi, 07:25

L'Iran continua gli attacchi nonostante le minacce di Trump

Martedì l’Iran ha proseguito i suoi attacchi contro i Paesi del Golfo Persico nonostante le minacce del presidente americano Donald Trump di “distruggere” le sue centrali elettriche e i suoi pozzi petroliferi, qualora non si raggiungesse “rapidamente” un accordo.

Schierato al fianco di Washington il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha stimato che più della metà dei suoi obiettivi di guerra contro l’Iran fossero stati raggiunti. Non ha tuttavia fornito indicazioni su un calendario.

Il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi ha esortato l’Arabia Saudita a “espellere le forze americane” dal proprio territorio, ribadendo che gli attacchi di Teheran nella regione miravano solo ai suoi “aggressori nemici”.

Oggi, 07:09

Canale di Panama più sfruttato con la guerra

La guerra in Medio Oriente ha determinato un aumento del numero di navi che attraversano il Canale di Panama, ha dichiarato lunedì una responsabile di questa via navigabile situata tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico. Il 5% del commercio marittimo mondiale transita attraverso questo canale.

Di fronte agli attacchi statunitensi e israeliani, l’Iran blocca lo stretto di Ormuz, attraverso il quale transita solitamente circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) destinato ai mercati mondiali, principalmente in Asia ma anche in Europa. Questa situazione ha causato uno spostamento di parte del traffico marittimo verso il Canale di Panama.

“Avevamo previsto circa 34 transiti di navi nel canale al giorno” per quest’anno, ma nelle ultime due settimane “ne abbiamo avuti 38, 39, 40”, ha affermato Ilya Espino de Marotta, una responsabile dell’Autorità del Canale di Panama (ACP), in un’intervista al canale televisivo Telemetro. Gli Stati Uniti e la Cina sono di gran lunga i maggiori utenti del Canale di Panama.

Oggi, 06:55

Dubai, quattro feriti per la caduta di detriti di ordigni intercettati

Quattro persone sono rimaste ferite a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a causa della caduta di “detriti” di ordigni abbattuti dalla difesa antiaerea, secondo quanto riferito martedì mattina dal servizio stampa di Dubai. Non è stata specificata l’origine dei detriti.

“Le autorità di Dubai sono intervenute per spegnere un incendio in una casa abbandonata ad Al Badaa, provocato da detriti caduti in seguito a un’intercettazione della difesa aerea. Sono stati segnalati quattro feriti lievi tra le persone che si trovavano nelle vicinanze dell’abitazione”, ha scritto l’ufficio in un comunicato.

Oggi, 06:27

Gli iraniani attaccano Gerusalemme: intercettati missili

Martedì un giornalista dell’AFP ha udito almeno dieci esplosioni risuonare nei cieli di Gerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva riferito di voler intercettare dei missili scagliati dall’Iran.

“L’esercito israeliano ha individuato missili lanciati dall’Iran in direzione del territorio di Israele. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha dichiarato l’esercito sui social media, prima di revocare l’allerta pochi minuti dopo.

Da parte sua, sempre martedì, l’emittente radiotelevisiva statale iraniana IRIB ha reso noto il lancio di missili in direzione di Israele.

Oggi, 06:19

Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano

Martedì l’esercito israeliano ha annunciato la morte di quattro soldati nel corso dello stesso “incidente” avvenuto nel sud del Libano. Queste vittime portano a dieci il numero dei militari uccisi dalla ripresa delle ostilità con Hezbollah il 2 marzo.

L’esercito ha identificato tre soldati di una brigata di ricognizione morti “in combattimento” lunedì e ha aggiunto che un quarto è stato ucciso, senza che il suo nome potesse essere reso pubblico nell’immediato.

“Un soldato è stato inoltre gravemente ferito e un riservista ha subito lesioni non gravi nell’incidente”, ha aggiunto la stessa fonte.

Oggi, 05:58

Iran bombarda petroliera kuwaitiana a Dubai

L’Iran ha sferrato un attacco “diretto e malevolo” contro una petroliera battente bandiera kuwaitiana a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato martedì mattina dall’agenzia di stampa kuwaitiana, citando la compagnia petrolifera nazionale.

“La petroliera era a pieno carico al momento dell’incidente. L’attacco ha causato danni materiali allo scafo della nave e un incendio a bordo, con il rischio di una marea nera nelle acque circostanti”, ha scritto l’agenzia KUNA, citando la Kuwait Petroleum Corporation. Non ci sono stati feriti, secondo la stessa fonte.

Martedì mattina l’esercito del Kuwait ha inoltre dichiarato sui social network di aver risposto ad attacchi con droni e missili nel Paese.

Oggi, 05:55

Esplosioni e blackout a Teheran martedì mattina

I media iraniani hanno riferito di esplosioni e interruzioni di corrente a Teheran martedì mattina, dopo oltre un mese di guerra in Medio Oriente scatenata dall’offensiva statunitense-israeliana contro la Repubblica Islamica.

L’agenzia FARS ha parlato di “numerose esplosioni” e di interruzioni di corrente *in alcune zone” della capitale. Un’altra agenzia ha menzionato deflagrazioni udite nella parte orientale e occidentale di Teheran, nonché interruzioni nella fornitura di energia nella zona orientale, prima di affermare che una sottostazione di una centrale elettrica era stata colpita.

Poco prima, l’esercito israeliano aveva invitato gli abitanti di un quartiere residenziale di Teheran a rimanere al riparo in previsione di un attacco contro “un’infrastruttura militare”.

Ieri, 23:32

Iran, progetto per imporre pedaggio allo Stretto di Hormuz

Una commissione parlamentare iraniana ha approvato un progetto volto a imporre diritti di passaggio alle navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz, hanno riferito lunedì i media di Stato. Un quinto del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto mondiale transita attraverso questo stretto.

Citando un membro della commissione per la sicurezza del Parlamento, la televisione di Stato ha precisato che il progetto prevedeva “disposizioni finanziarie e sistemi di pedaggio in rial”, la moneta iraniana, nonché una cooperazione con l’Oman, dall’altra parte dello stretto.

Include inoltre “il divieto di passaggio per gli americani e il regime sionista” (Israele), nonché un divieto per altri paesi che impongono sanzioni nei confronti dell’Iran.

Ieri, 16:58

Un'esplosione uccide altri due caschi blu in Libano

Altri due caschi blu della missione UNIFIL sono morti lunedì in Libano. Lo riporta il New York Times, citando un rapporto ONU secondo cui i due peacekeeper erano su un convoglio che è stato “investito da un’esplosione di cui non si conoscono ancora le cause”. Diversi altri caschi blu sono rimasti feriti.

Domenica un militare indonesiano della forza di pace ONU era rimasto ucciso nel sud del Libano. Stando al documento visionato dal NYT, il convoglio si stava spostando da una base a un’altra dell’UNIFIL quando è stato investito dall’esplosione, che ha distrutto il veicolo di testa, uccidendo i due caschi blu.

Diversi altri peacekeeper sono rimasti feriti, tra cui uno in modo grave. L’esplosione ha colpito nuovamente il contingente indonesiano di UNIFIL ed è avvenuta nei pressi della città di Bani Hayyan.

Ieri, 16:49

Turchia: intercettato missile iraniano, sarebbe il quarto

Il ministero della Difesa turco ha affermato che un missile balistico dall’Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della NATO, schierati nel Mediterraneo orientale, dopo essere entrato nello spazio aereo turco, senza precisare l’esatta posizione dell’intercettazione.

Quello di lunedì è il quarto missile dall’Iran verso la Turchia ad essere intercettato dal sistema difensivo della NATO da quando è iniziato il conflitto tra USA, Israele e Iran mentre la Repubblica islamica ha sempre negato la responsabilità del lancio dei missili.

Ieri, 16:07

Diritti umani, UE proroga di un anno le sanzioni all'Iran

Il Consiglio UE ha deciso di prorogare fino al 13 aprile 2027 le misure restrittive in risposta alle gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

Tali misure consistono in un divieto di viaggio e in un congelamento dei beni, nonché in un divieto di esportazione verso l’Iran di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e di attrezzature per il monitoraggio delle telecomunicazioni.

Inoltre, ai cittadini e alle imprese dell’UE è vietato mettere fondi a disposizione delle persone fisiche e giuridiche incluse nell’elenco.

Nel contesto della revisione delle sanzioni, il Consiglio ha inoltre deciso di non rinnovare l’inserimento nell’elenco di una persona deceduta. L’elenco comprende ora un totale di 262 persone e 53 entità.

Ieri, 15:53

Rubio: "Forse fratture nella leadership iraniana o forse no"

Per il segretario di Stato americano, Marco Rubio, all’interno della leadership iraniana potrebbero esserci delle “fratture”. Motivo per cui gli Stati Uniti non intendono rivelare con chi stanno portando avanti i colloqui.

“Se ora vi fossero nuove figure al comando, portatrici di una visione del futuro più ragionevole, questa sarebbe un’ottima notizia per noi, per loro e per il mondo intero”, ha detto in un’intervista con ABC news. “Tuttavia, dobbiamo anche prepararci alla possibilità o forse persino alla probabilità che non sia così”. In Iran, ha aggiunto Rubio, “ci sono persone che, in privato, stanno dicendo le cose giuste”.

Ieri, 14:39

IDF: colpita una struttura dei pasdaran dentro l'università di Teheran

L’IDF afferma di aver colpito nei giorni scorsi una struttura militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche situata all’interno dell’Università Imam Hossein, nel centro di Teheran. Lo riportano i media israeliani. Secondo i militari, l’università - descritta come “uno dei principali siti infrastrutturali militari delle Guardie Rivoluzionarie” - sarebbe stata utilizzata sotto copertura civile per la ricerca e lo sviluppo di armi, compresi lavori legati a missili balistici e altre capacità avanzate.

Ieri, 13:30

Colpito sito industriale in Israele

Un edificio industriale e un’autocisterna presso la raffineria di petrolio di Bazan, nella città israeliana settentrionale di Haifa, sono stati colpiti da detriti provenienti da un missile intercettato, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco. Lo scrivono i media internazionali.

Non è ancora chiaro se il missile sia stato lanciato dall’Iran o dalla milizia Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran e presente in Libano. Non si segnalano vittime.

I vigili del fuoco affermano che un missile ha colpito direttamente un’autocisterna parcheggiata all’interno del complesso industriale, provocando una densa colonna di fumo dal tetto di una struttura vicina. I pompieri sono attualmente impegnati a impedire che l’incendio si propaghi ad altre aree e a cercare eventuali persone intrappolate.

Il ministro dell’Energia Eli Cohen ha dichiarato che non ci sono stati danni agli impianti di produzione e che la fornitura di carburante non subirà interruzioni.

Ieri, 12:12

Iran giudica "irragionevoli" le proposte USA

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli USA per porre fine al conflitto nella regione, articolate in 15 punti, come “eccessive e irragionevoli”.

Secondo quanto riferisce l’emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, ‘Iran International’, Baghaei ha detto durante una conferenza stampa che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan.

Il funzionario ha aggiunto che la posizione dell’Iran sulle questioni in discussione è chiara, a differenza dell’altra parte che cambia continuamente, e che Teheran rimane concentrata sul proprio quadro di riferimento. “L’Iran non ha iniziato questa guerra ma è stato oggetto di un’aggressione” e, nelle attuali condizioni, “tutti i nostri sforzi sono sulla difesa del Paese”, ha dichiarato Baghaei.

Ieri, 11:04

Attaccate basi siriane al confine con l'Iraq

L’esercito siriano ha dichiarato che oggi, lunedì, un attacco di droni su larga scala ha preso di mira le sue basi vicino al confine con l’Iraq. In una dichiarazione, l’esercito ha segnalato “un attacco su larga scala da parte di diversi droni che hanno preso di mira diverse basi militari vicino al confine iracheno all’alba di oggi”, aggiungendo che la maggior parte dei droni è stata intercettata. “Stiamo valutando le nostre opzioni e risponderemo in modo appropriato per neutralizzare qualsiasi minaccia e prevenire qualsiasi aggressione contro il territorio siriano”.

Ieri, 10:18

La corrente elettrica torna a Teheran

L’elettricità è stata ripristinata a Teheran e in una provincia vicina, ha annunciato oggi, lunedì un alto funzionario del ministero dell’Energia iraniano, che il giorno prima aveva segnalato interruzioni di corrente a seguito di attacchi contro le infrastrutture elettriche.

“L’intera rete elettrica nazionale dell’Iran è stabile, i problemi sono stati risolti anche a Teheran e nell’Alborz”, ha dichiarato il viceministro Mostafa Rajabi-Mashhadi alla televisione di Stato.

Allo stesso tempo, l’Iran ha confermato la morte del comandante della marina dei Guardiani della Rivoluzione, Alireza Tangsiri, che Israele aveva dichiarato di aver ucciso la scorsa settimana. Tangsiri, uno dei volti delle forze armate più noti al grande pubblico, “è deceduto a causa di gravi ferite”, hanno riferito i Guardiani, l’esercito ideologico iraniano, sul loro sito Sepah News.

Ieri, 10:15

Attacco dallo Yemen contro Israele

L’esercito israeliano ha dichiarato che l’Iran ha lanciato diverse ondate di missili contro Israele e che un attacco è stato lanciato dallo Yemen, per la seconda volta dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo scrivono i media internazionali. Ha inoltre affermato che due droni provenienti dallo Yemen sono stati intercettati nell’odierna mattina di lunedì, senza però fornire ulteriori dettagli. La milizia Houthi yemenita, sostenuta dall’Iran, è entrata in guerra sabato, lanciando missili contro Israele e intensificando un conflitto che ha travolto il Medio Oriente.

Ieri, 09:54

Spagna blocca i voli e il suo spazio aereo

La Spagna non ha solo negato l’uso delle basi militari di Rota e Moron ma ha chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell’operazione militare contro l’Iran, segnando una posizione di netta distanza dall’intervento di Stati Uniti e Israele.

Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, secondo fonti militari e governative riportate oggi, lunedì, da El Pais.

Il premier Pedro Sanchez lo aveva già dichiarato la scorsa settimana riferendo al Congresso sulla posizione di Madrid nel conflitto in Medio Oriente. “Abbiamo negato agli Stati Uniti l’uso delle basi di Rota e Moron per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento”.

Il veto si estende quindi anche al sorvolo dello spazio aereo spagnolo da parte di bombardieri e aerei logistici coinvolti nell’operazione. È prevista un’unica eccezione: situazioni di emergenza, in cui può essere autorizzato il transito o l’atterraggio. Restano invece attive le missioni statunitensi previste dagli accordi bilaterali, come il supporto logistico delle truppe USA in Europa.

Ieri, 09:45

Nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano

Un attacco aereo ha colpito la periferia meridionale di Beirut, come mostrato dalle immagini di AfpTv, dopo che Israele aveva intimato agli abitanti della roccaforte di Hezbollah di evacuare la zona. Si tratta del primo attacco da venerdì nell’area, ora in gran parte deserta da quando Israele ha iniziato i frequenti attacchi contro Hezbollah all’inizio di marzo. La diretta di AfpTv ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla periferia meridionale.

Ieri, 08:57

"Scuola colpita da nuova arma USA". Lo dice il New York Times

Il primo giorno di guerra contro l’Iran, un’arma che presentava le caratteristiche di un missile balistico di nuova concezione di fabbricazione statunitense è stata utilizzata in un attacco contro una palestra e una scuola elementare, vicino a una base militare.

Lo scrive il New York Times, citando esperti di armi e una propria analisi visiva. Funzionari locali hanno affermato che questo attacco e altri avvenuti nelle vicinanze, nella città di Lamerd, sud dell’Iran, hanno causato almeno 21 morti.

L’attacco del 28 febbraio è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, uccidendo 175 persone. Nel caso di Lamerd, tuttavia, si è trattato di un’arma non testata in combattimento.

Ieri, 08:22

Il prezzo del petrolio ancora in aumento

Prezzo del petrolio in aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio passa di mano a 101,12 dollari al barile con un avanzamento dell’1,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 115,65 dollari al barile con una crescita del 2,74%.

Ieri, 08:10

Stretto di Hormuz, assicurazioni alle stelle

La guerra in Medio Oriente ha fatto lievitare i costi assicurativi per le navi della regione, in particolare per quelle che devono transitare nello Stretto di Hormuz, un braccio di mare strategico per il trasporto merci, bloccato dall’Iran.

Dopo l’inizio dei combattimenti, il 28 febbraio, alcuni assicuratori hanno inviato le cosiddette “notifiche di rescissione” per i premi relativi al “rischio di guerra” delle navi, al fine di ‘rivalutare’ e poi “ripristinare tale copertura a condizioni adeguate”, ha indicato l’Unione Internazionale dell’Assicurazione Marittima in un comunicato.

Il prezzo delle polizze per rischi di guerra per le imbarcazioni nello Stretto è aumentato notevolmente, secondo gli operatori del mercato. Prima del conflitto, un premio per il rischio di guerra costava generalmente meno dell’1% del valore della nave. Oggi, questo tipo di assicurazione può ammontare a decine di milioni di dollari per un unico passaggio nella zona dello Stretto di Hormuz.

Ieri, 07:28

Trump valuta l’assalto di Kharg per “prendere il petrolio” iraniano

Il presidente USA, in un’intervista al Financial Times, ammette di considerare l’opzione militare sull’hub petrolifero iraniano, mentre 10’000 soldati americani si dirigono verso la regione.

Ieri, 06:57

Iran, impianto ad acqua pesante fuori servizio

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha affermato che il complesso ad acqua pesante di Khondab, in Iran, non è più operativo a seguito di un attacco militare israeliano avvenuto la scorsa settimana.

Dopo un’analisi indipendente delle immagini satellitari, l’AIEA ha concluso che il sito di Khondab (nuovo nome del reattore di Arak) “ha subito gravi danni e non è più operativo”, aggiungendo che “l’impianto non contiene alcun materiale nucleare dichiarato”.

L’esercito israeliano aveva dichiarato venerdì di aver sferrato un attacco contro un complesso ad acqua pesante ad Arak, nel centro dell’Iran, definendo il luogo «sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari».

Ieri, 06:46

Via libera a 20 petroliere iraniane nello Stretto di Hormuz

Donald Trump ha affermato, ieri, domenica che gli Stati Uniti hanno negoziato con l’Iran l’imminente passaggio di 20 petroliere nello Stretto di Hormuz, il cui blocco dall’inizio della guerra in Medio Oriente ha fatto impennare i prezzi del petrolio.

“Ci hanno concesso, per rispetto credo, il passaggio di 20 grandi petroliere, che attraverseranno lo stretto di Hormuz a partire da domani mattina (martedì) e nei prossimi giorni”, ha assicurato il presidente americano durante una conferenza stampa.

Ieri, 06:34

Israele, approvato il bilancio dello Stato per il 2026

Il Parlamento israeliano ha approvato, alle prime ore di oggi, lunedì, il bilancio 2026, che prevede un massiccio aumento delle spese per la difesa, in un momento in cui Israele è impegnato su più fronti di guerra.

Il rischio se il bilancio non fosse stato approvato entro la fine di marzo, come previsto dalla legge, ci sarebbe stata la caduta automatica del Governo e l’indizione di elezioni anticipate, nonostante le prossime elezioni siano programmate per la fine di ottobre.

Il bilancio della difesa aumenterà di quasi nove miliardi di euro, su un totale di circa 40 miliardi, più del doppio rispetto al 2023, prima della guerra a Gaza.

Ieri, 06:29

Via libera al patriarca latino di Gerusalemme

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato, oggi, lunedì che il patriarca latino di Gerusalemme avrebbe riottenuto l’accesso immediato al Santo Sepolcro.

“Ho dato istruzioni alle autorità competenti di concedere al cardinale Pierbattista Pizzaballa un accesso totale e immediato alla basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme”, ha scritto Netanyahu sul social network X.

Al patriarca, per motivi di sicurezza legati alla guerra in Iran, era stato impedito dalla polizia israeliana di celebrare la messa della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa, provocando reazioni indignate all’estero.

Ieri, 06:21

Premier giapponese valuta colloqui con Iran

La premier giapponese Sanae Takaichi valuta l’ipotesi di avviare un dialogo ad alto livello con la leadership iraniana, in un contesto di tensioni prolungate in Medio Oriente che impongono a Tokyo di mantenere una difficile mediazione diplomatica.

Ieri, 06:18

Iran colpisce impianto di desalinizzazione in Kuwait

Un morto e ingenti danni materiali costituiscono il bilancio di un attacco iraniano sferrato contro un edificio di servizio di un impianto di produzione di energia elettrica e desalinizzazione dell’acqua in Kuwait. Lo ha riferito il ministero dell’Elettricità kuwaitiano. La vittima è un cittadino indiano. Squadre di emergenza sono state immediatamente inviate sul posto per gestire le conseguenze dell’attacco e garantire il regolare proseguimento delle operazioni.

Ieri, 06:08

Israele sta attaccando Teheran

L’esercito israeliano sta colpendo, oggi lunedì, infrastrutture militari iraniane in tutta la capitale della Repubblica islamica. Lo ha scritto l’Idf su Telegram: “Stiamo colpendo infrastrutture militari del regime terroristico iraniano in tutta Teheran”.