All’indomani dell’attacco che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, si registra un clima d’incertezza sul passaggio di poteri in Venezuela. Domenica sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez potrebbe pagare un prezzo più alto rispetto al leader destituito Nicolas Maduro “se non farà ciò che è giusto”, secondo un’intervista rilasciata alla rivista The Atlantic.
In precedenza Trump aveva affermato che saranno gli Stati Uniti a “gestire” il Paese sudamericano in attesa di una transizione “sicura”. Nelle ultime ore la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez ha assunto ad interim, come disposto dalla stessa Corte suprema venezuelana, i poteri del capo dello Stato ora tradotto in un carcere di New York.
Sembra poi tramontare la prospettiva di una presidenza affidata a Marina Corina Machado. A liquidare l’ipotesi è stato lo stesso capo della Casa Bianca, secondo cui la leader dell’opposizione, e premio Nobel per la pace, non ha sostegno o rispetto all’interno del Paese.
Si precisano, intanto, i contorni dell’operazione sferrata dagli Stati Uniti. Essa, come riferito da Trump, si è conclusa senza perdite di sorta per le forze americane. Ma l’attacco, riferisce il New York Times, sarebbe costato la vita ad almeno una quarantina di persone fra militari e civili venezuelani.

Nicolas Maduro, qui ripreso dopo la sua cattura
La diaspora venezuelana all’estero ha salutato con esultanza la cattura di Maduro. Ma l’operazione militare continua a suscitare dure reazioni a livello internazionale. Dopo quella della Russia, si registra anche quella della Cina che ha ufficialmente richiesto agli USA il rilascio di Maduro e della moglie. Il Brasile, che ha denunciato una gravissima offesa alla sovranità del Venezuela, ha nelle scorse ore riconosciuto l’investitura di Rodriguez alla presidenza del suo Paese.








