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DOPO L’ATTACCO USA

Trump: “la vicepresidente Rodríguez potrebbe pagare prezzo più alto di Maduro”

Il presidente USA aveva preconizzano un cambio di regime gestito dagli Stati Uniti - Rodriguez ha assunto ad interim i poteri di Maduro, ora incarcerato a New York

  • 3 gennaio, 09:08
  • Ieri, 18:52
Trump monitora le operazioni militari USA in Venezuela, con il direttore della CIA John Ratcliffe, a sinistra, e il segretario di Stato Marco Rubio a Mar-a-Lago, Florida, 3 gennaio 2026

Trump monitora le operazioni militari USA in Venezuela, con il direttore della CIA John Ratcliffe, a sinistra, e il segretario di Stato Marco Rubio a Mar-a-Lago, Florida, 3 gennaio 2026

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Di: Redazione RSI Info 

All’indomani dell’attacco che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, si registra un clima d’incertezza sul passaggio di poteri in Venezuela. Domenica sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez potrebbe pagare un prezzo più alto rispetto al leader destituito Nicolas Maduro “se non farà ciò che è giusto”, secondo un’intervista rilasciata alla rivista The Atlantic.

In precedenza Trump aveva affermato che saranno gli Stati Uniti a “gestire” il Paese sudamericano in attesa di una transizione “sicura”. Nelle ultime ore la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez ha assunto ad interim, come disposto dalla stessa Corte suprema venezuelana, i poteri del capo dello Stato ora tradotto in un carcere di New York.

Sembra poi tramontare la prospettiva di una presidenza affidata a Marina Corina Machado. A liquidare l’ipotesi è stato lo stesso capo della Casa Bianca, secondo cui la leader dell’opposizione, e premio Nobel per la pace, non ha sostegno o rispetto all’interno del Paese.

Si precisano, intanto, i contorni dell’operazione sferrata dagli Stati Uniti. Essa, come riferito da Trump, si è conclusa senza perdite di sorta per le forze americane. Ma l’attacco, riferisce il New York Times, sarebbe costato la vita ad almeno una quarantina di persone fra militari e civili venezuelani.

Nicolas Maduro, qui ripreso dopo la sua cattura

Nicolas Maduro, qui ripreso dopo la sua cattura

  • Truth

La diaspora venezuelana all’estero ha salutato con esultanza la cattura di Maduro. Ma l’operazione militare continua a suscitare dure reazioni a livello internazionale. Dopo quella della Russia, si registra anche quella della Cina che ha ufficialmente richiesto agli USA il rilascio di Maduro e della moglie. Il Brasile, che ha denunciato una gravissima offesa alla sovranità del Venezuela, ha nelle scorse ore riconosciuto l’investitura di Rodriguez alla presidenza del suo Paese.

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Oggi, 00:11

Caracas, 'chi attacca il Venezuela attacca l'America Latina'

“L’aggressione contro il Venezuela è un attacco contro tutta l’America Latina”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri del Venezuela, Yván Gil, intervenendo al vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac) convocata d’urgenza su richiesta del Brasile. “Oggi è stato il Venezuela, ma domani può succedere in qualsiasi altro Paese che decida esercitare la sua sovranità”, ha ammonito Gil, secondo il quale la Celac - organizzazione composta da 33 paesi compresi geograficamente tra il Messico e l’Argentina - “non deve dividersi tra condanne tiepide e silenzi complici”. “O si sta dal lato del diritto internazionale o si sta dal lato del diritto del più forte”, ha aggiunto, chiedendo quindi all’organizzazione di “esigere in modo immediato il ripristino della legalità internazionale che passa per il ritiro di tutte le forze militari statunitensi nei Caraibi che minacciano la pace della regione e l’immediata liberazione del presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moro”.

Oggi, 00:09

Padrino Lopez: forze armate continueranno a garantire continuità democratica

“Le forze armate del Venezuela - ha dichiarato il capo dell’Esercito venezuelano e ministro della Difesa, Vladimir Padrino López - hanno garantito la continuità democratica e continueranno a farlo: chiamo il popolo alla pace e all’ordine e a riprendere le sue attività economiche, lavorative ed educative, a non cedere alle tentazioni della guerra psicologica, alla minaccia, alla paura che vogliono imporci. La Patria deve rimettersi in cammino”. In divisa militare, armato e circondato dai suoi, il generale ha delineato in modo preciso anche il ruolo che intende svolgere nella delicatissima fase che si è aperta con la fine del regime, assicurando in modo inequivocabile la sua fedeltà alla neo presidente ad interim, Delcy Rodriguez. “In osservanza alla decisione della Corte Suprema riconosciamo la designazione di Delcy Rodriguez”, ha sancito con parole solenni.

Oggi, 00:06

Padrino López: USA hanno assassinato a sangue freddo

Il capo dell’Esercito venezuelano e ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, durante una diretta TV ha attaccato frontalmente con parole cariche di risentimento, l’operato degli Stati Uniti, accusati apertamente di aver “assassinato a sangue freddo gran parte della sua squadra di sicurezza, soldati, militari e cittadini innocenti”. Quindi ha chiesto “il rapido rilascio” di Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, bollando la loro cattura come un “sequestro codardo”. Il suo messaggio è stato chiarissimo: serrare le fila, rassicurare una comunità in preda all’incertezza sottolineando che il Venezuela non è un Paese allo sbando, che non c’è nessun cambio alle porte, nessun esercito è in rotta, i militari sono e saranno in sella della Repubblica Bolivariana del Venezuela anche dopo la fine dell’era Maduro.

Oggi, 00:03

Pugni chiusi e resistenza, il chavismo non molla la presa

Pugni chiusi, volti tirati, appello alla resistenza, alla Patria perché “si rimetta in cammino” e la richiesta ai cittadini di lavorare “alla pace e all’ordine”. All’indomani del raid USA che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, il potente capo dell’Esercito e ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha rassicurato in una drammatica diretta tv i venezuelani, ma soprattutto ha comunicato agli Stati Uniti e al resto del mondo che il chavismo non intende assolutamente mollare la presa del potere di Caracas. Tra gli obiettivi di questa durissima conferenza stampa, probabilmente anche quello di togliere dal tavolo il sospetto di un possibile tradimento da parte di qualche elemento infedele all’interno del regime.

Oggi, 00:00

Manifestazioni in Italia contro gli USA

“Giù le mani dal Venezuela”. Con questo slogan cittadini, associazioni e collettivi studenteschi si sono mobilitati in diverse città italiane davanti all’ambasciata e ai consolati USA, dopo l’attacco degli Stati Uniti in Venezuela e l’arresto del presidente Nicolas Maduro e della moglie. Non solo studenti e antagonisti. Infatti, già lunedì a Roma, in piazza Barberini, ci sarà il presidio promosso, tra gli altri, da Anpi Roma, Cgil Roma e Lazio, Rete Italiana Pace e Disarmo. Per le associazioni il messaggio è chiaro: tutto serve al mondo, “tranne che un’altra guerra”. Ora è necessario “alzare la voce contro l’ennesimo arbitrio dei potenti e contro l’uso della potenza militare come strumento di legittimazione”. I collettivi e gli studenti hanno poi anche annunciato una nuova manifestazione per il 10 gennaio, sempre in difesa della sovranità del Venezuela.

Ieri, 23:57

Nella dichiarazione UE si chiede, tra l'altro, il rispetto del diritto internazionale

L’UE ha rilasciato una dichiarazione sostenuta da 26 Stati membri, tutti tranne l’Ungheria, che fissa una linea politica di equilibrio: delegittimazione del regime di Caracas, rispetto del diritto internazionale e centralità della volontà del popolo venezuelano. Il testo segna un punto di sintesi dopo l’inziale imbarazzo sul blitz statunitense e mette un argine alle possibili divisioni tra le forze politiche europee e le capitali.

Ieri, 23:55

Maduro e la moglie lunedì in tribunale a New York

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, dovrebbe comparire davanti a un giudice federale a New York a mezzogiorno di lunedì (le 18 in Svizzera) per vedersi notificare formalmente le accuse a suo carico: lo ha riferito il tribunale di Manhattan. Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati arrestati dalle forze statunitensi durante un blitz all’alba di sabato a Caracas e condotti a New York per rispondere di accuse di “narcoterrorismo” legate al presunto traffico di tonnellate di cocaina verso gli Stati Uniti.

Ieri, 21:54

Dopo il Venezuela, USA-Danimarca: "Presto la Groenlandia", danesi infuriati

Trump ha appena attaccato il Venezuela ma sembra già proiettato sulle sue prossime mire imperialistiche: “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di difesa”, le parole del presidente USA in un’intervista ad Atlantic. Dichiarazioni arrivate dopo un post scritto dalla moglie di un consigliere di Trump con la mappa dell’isola dell’Artico colorata la bandiera americana, con un’unica minacciosa parola: “Presto!”. Abbastanza da provocare la replica dell’ambasciatore di Copenaghen: “Ci aspettiamo il pieno rispetto dell’integrità territoriale del nostro Regno”. Il post incriminato è stato pubblicato sui social da Katie Miller, moglie del vice capo di gabinetto di Trump, Stephen Miller, la sera dopo l’operazione militare USA in Venezuela.

Ieri, 21:50

Nyt, sale a 80 il bilancio dei morti nell'attacco USA in Venezuela

Sale il bilancio delle vittime dell’attacco USA in Venezuela. I morti sono 80, il doppio della precedente stima. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il bilancio potrebbe salire ulteriormente.

Ieri, 21:49

Medvedev provoca Zelensky, "rischia la fine di Maduro"

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha approfittato dell’attacco militare USA al Venezuela per provocare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Potrebbe fare la fine di Maduro, avendo gli yankees creato un precedente simile”. “Washington potrebbe ripetere contro Kiev l’operazione già tentata a Caracas, e nel caso dell’Ucraina le ragioni per farlo sarebbero ben più forti”. “Gli yankee, avendo già creato un precedente simile con Maduro, potrebbero ripeterlo con i b......di di Bandera”, commenta Medvedev riferendosi al nazionalista ucraino Stepan Bandera, ed in questo caso indicando il regime di Kiev. “Ci sono sicuramente molti più motivi per farlo”, aggiunge Medvedev, rispondendo a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti adottino un’azione simile contro Zelensky se dovesse rifiutare un accordo con il presidente USA Trump.

Ieri, 18:44

Trump: la vicepresidente Rodríguez potrebbe pagare un prezzo più alto di Maduro

Il presidente degli Stati Uniti Trump ha dichiarato domenica che la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez potrebbe pagare un prezzo più alto rispetto al leader destituito Nicolas Maduro “se non farà ciò che è giusto”, secondo un’intervista rilasciata alla rivista The Atlantic.

Ieri, 18:42

Il Papa 'garantire la sovranità del Venezuela, assicurare lo stato di diritto'

Il Papa pesa accuratamente le parole, con la consueta accortezza, ma il suo messaggio è ben chiaro: in Venezuela bisogna “garantire la sovranità del Paese” e “assicurare lo stato di diritto inscritto nella Costituzione”. Una sorta di ‘altolà’ nel confronti del connazionale Trump - non nominato dal Pontefice come anche Maduro - e comunque non un benvenuto all’attacco USA a Caracas, ordinato dallo stesso Trump, per catturare il presidente venezuelano e la moglie e incriminarli e processarli negli Stati Uniti per narcotraffico e terrorismo. Leone XIV dice all’Angelus che segue “con animo colmo di preoccupazione” gli sviluppi della situazione in Venezuela. “Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione - afferma - e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”.

Ieri, 18:40

Il Venezuela espelle due diplomatici francesi dopo le dichiarazioni di Macron

A quanto si apprende in ambito diplomatico oggi le autorità venezuelane hanno notificato all’ambasciatore della Francia nel Paese la decisione di espellere due suoi collaboratori. La misura giunge a seguito del post pubblicato ieri dal presidente francese Emmanuel Macron, in cui ha affermato di sostenere l’appello della leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace María Corina Machado per la liberazione dei prigionieri politici del regime di Maduro e di offrire l’appoggio della Francia per “alzare la voce in favore di una transizione pacifica”. Parole che il ministro degli Esteri venezuelano ha definito dichiarazioni “insolenti” che costituiscono “un’inammissibile intromissione negli affari interni del Paese”.

Ieri, 18:38

Estonia, 'senza rispetto del diritto internazionale siamo tutti in pericolo'

“Il mondo è indubbiamente un posto più sicuro quando leader illegittimi, come Nicolas Maduro, che diffondono instabilità nelle loro regioni non sono più al potere. Allo stesso tempo, il mancato rispetto delle regole concordate dalla comunità internazionale è fonte di pericolo”. Lo ha affermato oggi il segretario generale del ministero degli Esteri estone, Jonatan Vseviov.

Ieri, 18:20

Maduro tra i topi nella "Guantanamo di New York"

Il carcere dove l’amministrazione Trump ha rinchiuso il presidente venezuelano Maduro è considerato dalla stampa USA la peggiore prigione federale degli Stati Uniti, conosciuto anche come la “Guantanamo di New York”. Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è famigerato per le sue condizioni disumane: dai topi che circolano in libertà al cibo infestato di vermi, passando per i maltrattamenti medici e un regime carcerario durissimo. Pur essendo collocato in una delle aree con la maggiore concentrazione al mondo di avvocati e difensori di diritti civili, il carcere è sfuggito finora a qualsiasi tentativo di controllo e verifica, nonostante le lamentele e le denunce. Negli anni diversi giudici hanno ridotto le pene dei detenuti per compensare le condizioni sopportate nella struttura prima del processo. Nel penitenziario, l’unico gestito a livello federale di New York, i detenuti passano infatti in via transitoria e dopo il processo vengono solitamente trasferiti in altre prigioni, come accaduto a El Chapo. L’ex re droga era al Metropolitan Correctional Center di Manhattan - dove si è suicidato Epstein prima che venisse chiuso per ristrutturazione - e poi è stato spostato per scontare la pena in carcere di massima sicurezza in Colorado.

Ieri, 18:12

In Venezuela usato il drone "Bestia di Kandahar"

Il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”, avrebbe avuto una parte nell’Operazione Absolute Resolve, la missione USA che ha portato alla cattura Nicolás Maduro. Lo riportano diverse testate giornalistiche militari e internazionali. Tra questi l’australiana Abc News che pubblica un filmato verificato condiviso da un tracker Osint (Open Source Intelligence) che mostra un RQ-170 di ritorno a Porto Rico dopo aver supportato la missione. Il drone RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto prodotto dalla Lockheed Martin.

Ieri, 18:10

Opec+ indifferente al Venezuela, lascia produzione invariata

L’Opec+ resta indifferente al blitz degli USA in Venezuela e in una rapida e prevedibile riunione online decide di mantenere invariata la produzione di petrolio, evitando di discutere delle crisi politiche che stanno colpendo diversi Paesi produttori. La riunione degli 8 membri (Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kuwait, Iraq, Algeria e Oman), che producono circa la metà del petrolio mondiale, ha dovuto fare i conti con il calo di oltre il 18% dei prezzi registrato nel 2025, il più ripido dal 2020. Il ribasso è dovuto alla abbondante offerta sul mercato, giudicata da molti anche eccessiva, tale da pregiudicare anche l’andamento delle quotazioni. Ma di fronte al caso Maduro e soprattutto alla frattura tra Arabia Saudita e Emirati per una fetta di territorio yemenita contesa, i produttori hanno preferito dare priorità alla stabilità piuttosto che all’azione, rimandando ogni scelta alla prossime riunioni, dandosi quindi appuntamento al primo febbraio.

Ieri, 18:09

Rubio: Rodriguez non è presidente legittima del Venezuela

Il segretario di stato USA Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia “la presidente legittima del Venezuela” poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. In una delle sue interviste tv, Rubio ha spiegato di capire che oggi in Venezuela ci sono persone “che sono quelle che possono effettivamente apportare dei cambiamenti”. Ma ha precisato che questo è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione e da un’elezione.

Ieri, 17:33

Venezuela, l'esercito riconosce Rodriguez come presidente interinale

“Respingiamo il codardo sequestro del presidente costituzionale e nostro comandante in capo Nicolas Maduro. In osservanza alla decisione della Corte Suprema riconosciamo la designazione di Delcy Rodriguez” a presidente ad interim. Lo ha dichiarato poco fa Vladimir Padrino López, capo dell’esercito e ministro della difesa del Venezuela.

Ieri, 17:07

Rubio su Cuba: "Il governo è un grosso problema"

“Il governo cubano è un grosso problema. Penso che siano in grossi guai”. Lo ha affermato Marco Rubio, rispondendo a chi gli chiedeva se dopo il Venezuela c’è Cuba nel mirino degli Stati Uniti.

“Non parlo di quali saranno i nostri prossimi passi e quali saranno le nostre politiche su questo. Ma non penso che sia un mistero il fatto che non siamo dei grandi fan del regime cubano”, ha spiegato il segretario di Stato americano.

Parole, quelle del capo della diplomazia USA, che fanno eco ad avvertimenti lanciati dal presidente Trump su Cuba, ma anche all’indirizzo dei governi di Messico e Colombia.

Ieri, 16:32

Manifestazione di protesta a Berna

Circa 200 persone hanno manifestato oggi a Berna contro l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela. I partecipanti hanno chiesto “l’immediata condanna di questa aggressione contraria al diritto internazionale”: le finalità dell’attacco, sostengono, sono il controllo degli USA sulle risorse petrolifere venezuelane e il rafforzamento del potere geopolitico nella regione.

A Berna è possibile organizzare manifestazioni spontanee in risposta a eventi specifici entro 48 ore: non è necessaria un’autorizzazione, ma soltanto una notifica alle autorità.

Ieri, 16:16

Medvedev: "La motivazione principale dello Zio Sam? Le risorse altrui"

“Bisogna riconoscere che, nonostante l’evidente illegalità del comportamento di Trump, non si può negare una certa coerenza nelle sue azioni. Lui e il suo team difendono gli interessi nazionali del loro Paese in modo piuttosto duro”, ha dichiarato alla TASS Dmitry Medvedev, vice presidente del Consiglio di sicurezza russo. Medvedev ha affermato che l’America Latina è considerata il “cortile di casa” degli USA e che Trump sembra voler controllare le risorse petrolifere del Venezuela. “La motivazione principale dello Zio Sam è sempre stata semplice: le risorse altrui”, ha affermato Medvedev, aggiungendo che se tali azioni fossero state intraprese contro un Paese più forte, sarebbero state considerate un atto di guerra.

Ieri, 16:11

Rubio, non è stata un'invasione ma un'operazione di arresto

“Questa non è stata un’invasione, ma un’operazione di arresto”. Lo ha detto il segretario di Stato USA Marco Rubio descrivendo il blitz statunitense in Venezuela. Rubio ha quindi precisato che gli USA non hanno forze sul terreno. Una precisazione che segue l’apertura di Trump a inviare truppe sul terreno qualora fosse necessario.

Ieri, 16:07

Il Brasile convoca una riunione della Celac sul Venezuela

Il governo brasiliano di Luiz Inacio Lula da Silva ha chiesto una riunione d’urgenza della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac) per discutere una posizione comune sulla situazione del Venezuela dopo l’intervento USA. La Celac è la principale istanza di coordinamento politico della regione e riunisce i 33 Paesi geograficamente compresi tra il Messico e l’Argentina. Lula aveva condannato ieri l’intervento militare USA in Venezuela e si era offerto come mediatore tra Washington e Caracas. “I bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del suo presidente oltrepassano un limite inaccettabile” ha affermato il capo di Stato brasiliano.

Ieri, 16:03

Manifestazione a Madrid contro gli USA

Al grido di “Yankees terroristi”, un migliaio di persone - secondo la prefettura - hanno manifestato davanti all’ambasciata USA a Madrid contro l’intervento delle forze statunitensi in Venezuela e l’arresto del presidente Maduro e della moglie Flores, definito “totalmente illegittimo”. Tra i partecipanti alla protesta associazioni come la ‘Plataforma de Madrid contra la Nato’ e la ‘Internazionale Antifascista’. “Fuori il gringo criminale dal Venezuela!” e “Non vogliamo essere una colonia nordamericana” sono alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti, che sventolavano bandiere venezuelane e palestinesi. Tra i presenti, vari esponenti della confluenza di sinistra Sumar, alleata del Psoe nel governo progressista spagnolo, e di Podemos, la cui segretaria generale Ione Belarra, all’inizio della protesta, ha criticato l’intervento come “terrorismo di Stato”. “Dobbiamo tornare a scendere in piazza per gridare no alla guerra, per esigere la fine dell’intervento militare illegale degli Stati Uniti di Donald Trump, la fine delle guerre per il petrolio”, ha esortato Belarra.

Ieri, 15:59

NYT, due pesi e due misure di Trump con Maduro e Hernández

“Una grazia e un processo a New York mostrano la geopolitica personale di Trump”: è il titolo di un articolo del New York Times sul diverso trattamento riservato a due uomini forti dell’America Latina incriminati a NY con l’accusa di aver corrotto i loro governi e di aver utilizzato il potere statale per importare cocaina negli USA. Uno, l’ex presidente dell’Honduras Hernández, è stato improvvisamente graziato da Trump il mese scorso. L’altro, il presidente del Venezuela Maduro, è stato catturato ieri in un raid militare e portato negli USA. I destini divergenti dei due, accusati di crimini simili dallo stesso ufficio del procuratore, sottolineano il modo in cui Trump sta utilizzando il sistema giudiziario per condurre una geopolitica personalizzata, scrive il NYT. Trump, interrogato ieri sulla grazia concessa a Hernández alla luce dell’operazione contro Maduro, ha risposto. “L’uomo che ho graziato, se lo si potesse paragonare a noi, è stato trattato come l’amministrazione Biden ha trattato un uomo di nome Trump», aggiungendo: “Quest’uomo è stato perseguitato in modo molto ingiusto. Era il capo del Paese”. Bruce Green, ex procuratore federale che insegna etica giuridica alla Fordham Law School di NY ha detto che: “Trump pensa di poter usare le azioni penali federali per qualsiasi scopo, cioè per promuovere le sue visioni di politica estera, per portare avanti le sue vendette, per promuovere il proprio interesse personale e quelli che percepisce come interessi politici”.

Ieri, 15:46

Rubio, parlare di elezioni in Venezuela è prematuro

Gli Stati Uniti collaboreranno con i funzionari venezuelani “se prenderanno le decisioni giuste”. Lo ha detto il segretario di Stato USA Marco Rubio in una serie di interviste ai network americani. “Il petrolio è fondamentale per il futuro del Venezuela”, ha aggiunto Rubio osservando di non attendersi che la transizione avvenga in poche ore: “queste sono cose che richiedono tempo”. Parlare di elezioni in Venezuela è prematuro, ha poi sottolineato Rubio, osservando che fra gli obiettivi in Venezuela c’è il fatto che non abbia più legami con l’Iran e Hezbollah. Rubio ha aggiunto di “essere molto coinvolto” nella transizione nel Paese.

Ieri, 14:35

IL DFAE sconsiglia viaggi in Venezuela

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha emesso domenica un avvertenza di viaggio per l’intero Venezuela. In seguito alle operazioni militari statunitensi di ieri, la situazione è tesa e l’evoluzione futura incerta; per questo motivo si sconsigliano i viaggi nel Paese.

Non è chiaro se la sicurezza possa essere garantita, ha scritto il DFAE sul suo sito web. In Venezuela - si legge ancora - è stato proclamato “el estado de conmoción interior o exterior”, che autorizza tra l’altro lo Stato, a controllare i servizi pubblici e le infrastrutture strategiche e a chiudere le frontiere.

Di conseguenza i collegamenti aerei non sono garantiti. Gli aeroporti potrebbero essere temporaneamente chiusi e potrebbero verificarsi difficoltà di approvvigionamento nonché interruzioni delle comunicazioni telefoniche e di Internet.

Il DFAE segnala inoltre la possibilità di manifestazioni con scontri violenti, danni materiali e saccheggi. I viaggiatori stranieri corrono il rischio di essere arrestati, interrogati e incarcerati.

Ieri, 14:32

L'esperto: "Cuba sentirà forte l'impatto di quanto sta accadendo"

Altri Paesi della regione devono temere la strategia di Washington? “Temere o sperare - afferma ai microfoni del Telegiornale, Loris Zanatta, professore di Storia dell’America Latina all’Università di Bologna -. Perché bisogna riconoscere in America Latina vi sono popolazioni, come quella venezuelana, che magari non amano la figura di Trump, ma ovviamente sono ben felici se riescono a togliersi di dosso una dittatura che ha fatto più danni delle piaghe d’Egitto”. Anche Cuba è a rischio? “Cuba - risponde l’esperto - è un regime che è profondamente legato a quello venezuelano ed è altrettanto autoritario, anzi totalitario. Ed è un regime altrettanto allo sbando per il disastro economico e le condizioni di vita. Sicuramente Cuba sentirà forte l’impatto di quanto sta accadendo in Venezuela”.

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03:16

Venezuela, analisi del professore Loris Zanatta

Telegiornale 04.01.2026, 12:30

Ieri, 13:26

Il quadro aggiornato delle reazioni a livello internazionale

Il servizio del Telegiornale

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02:14

Le reazioni alla cattura di Nicolas Maduro

Telegiornale 04.01.2026, 12:30

Ieri, 13:24

Sostegno di Israele all'azione degli USA

Israele sostiene la “forte azione” degli Usa in Venezuela, ha dichiarato Benjamin Netanyahu.

“Per quanto riguarda il Venezuela, desidero esprimere il sostegno dell’intero governo alla risoluta decisione e alla forte azione degli Stati Uniti per ripristinare la libertà e la giustizia in quella regione del mondo”, ha affermato il premier israeliano all’apertura di una riunione governativa.

Ieri, 12:59

Come si è arrivati alla cattura di Maduro

Dettagli e rivelazioni sull’operazione lanciata ieri dagli Stati Uniti

02:09

RG 12.30 del 04.01.2026 - Il servizio di Bettina Müller

RSI Info 04.01.2026, 12:59

Ieri, 12:55

La cronaca delle ultime ore negli aggiornamenti del Radiogiornale

Le forze USA nella regione restano in stato d’allerta

01:25

RG 12.30 del 04.01.2026 - Il servizio di Maria Zuppello

RSI Info 04.01.2026, 12:54

Ieri, 08:02

La Cina chiede il "rilascio immediato" di Maduro

La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che si trova detenuto a New York dopo essere stato catturato durante l’operazione militare di ieri notte.

“La Cina invita gli Stati Uniti a garantire la sicurezza personale del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, a rilasciarli immediatamente e a interrompere i tentativi di rovesciare il governo venezuelano”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri cinese in un comunicato, diffuso domenica, descrivendo l’operazione come una “flagrante violazione del diritto internazionale”.

Ieri, 07:50

Almeno 40 morti sul terreno nell'attacco americano

Almeno 40 persone sono rimaste uccise nell’attacco statunitense contro il Venezuela avvenuto nelle prime ore di sabato, tra cui militari e civili, secondo quanto riferito da un alto funzionario venezuelano che ha parlato in condizione di anonimato. Lo riporta il New York Times.

Da parte statunitense, Donald Trump, intervenuto sabato su Fox News, ha detto che nessun soldato americano è rimasto ucciso. Ha tuttavia suggerito che alcuni militari sono rimasti feriti. Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha dichiarato in seguito, durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago con il presidente Trump, che uno degli elicotteri impegnati nell’operazione di cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie era stato colpito, ma “era rimasto in grado di volare” e che tutti i velivoli statunitensi “sono tornati alla base”.

Ieri, 07:39

Delcy Rodriguez diventa presidente ad interim

La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la presidenza, dopo la cattura da parte degli Usa del presidente Maduro. La Corte ha stabilito “che Rodriguez assuma ed eserciti in qualità di responsabile tutte le attribuzioni, i doveri e i poteri inerenti alla funzione di presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela al fine di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione”. I giudici non hanno ancora dichiarato Maduro definitivamente decaduto, il che avrebbe comportato l’indizione di elezioni anticipate entro 30 giorni.

La Corte Suprema del Venezuela ha affidato l'incarico a Delcy Rodriguez

La Corte Suprema del Venezuela ha affidato l'incarico a Delcy Rodriguez

  • Keystone
Ieri, 06:49

"I cambi di regime dall'alto? Possibili conseguenze devastanti"

Marco Mariano, professore all’Università di Torino, specialista dei rapporti tra Stati Uniti e America Latina, analizza in un’intervista quanto sta avvenendo in Venezuela e parla dei rischi dei cambiamenti di regime imposti dall’alto.

Ieri, 00:11

Consiglio di Sicurezza ONU sul Venezuela lunedì alle 16

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU terrà una riunione di emergenza sulla situazione in Venezuela lunedì mattina alle 10 locali, le 16 svizzere. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro.

Ieri, 00:11

La vicepresidente del Venezuela nega trattative con gli USA

La vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, che ha presieduto il Consiglio di Difesa Nazionale, ha escluso qualsiasi negoziato con la Casa Bianca. Rodríguez, accompagnata dal fratello Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale, dal ministro dell’Interno Diosdado Cabello e dal responsabile della Difesa Vladimir Padrino López, si è rivolta al Paese per ribadire il sostegno a Maduro, catturato dagli Stati Uniti insieme alla moglie Cilia Flores. Rodríguez, citata più volte oggi durante la conferenza stampa del presidente Trump e del segretario di Stato Marco Rubio, ha negato di essere in trattative con Washington per una transizione e di volere il rilascio di Maduro e il suo rientro negli Stati Uniti.

Ieri, 00:10

Trump minaccia anche il Messico, dopo la Colombia e Cuba

Anche il Messico nel mirino di Trump, dopo le minacce alla Colombia e a Cuba seguite alla controversa operazione in Venezuela. In una intervista a Fox News, il tycoon ha sostenuto che la presidente messicana Claudia Sheinbaum non sta realmente governando il suo Paese, ma che siano invece i cartelli della droga a controllare la nazione. “Potremmo essere politicamente corretti e dire di sì, che lo fa. Ma lei ha molta paura dei cartelli”, ha detto Trump. “Stanno governando il Messico. Le ho chiesto più volte se vuole che eliminiamo i cartelli. ‘no, no, no, signor presidente, no, no, no, per favore’. Quindi dobbiamo fare qualcosa”.

Ieri, 00:04

Proteste davanti la Casa Bianca e in 70 città USA contro blitz in Venezuela

Manifestanti sono scesi in piazza davanti alla Casa Bianca e in 70 città USA contro l’attacco sferrato dall’amministrazione Trump contro il Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. Sui cartelli gialli le scritte: “no alla guerra degli USA in Venezuela”, “no sangue per il petrolio”, “USA, mani fuori dall’America Latina”. I manifestanti hanno cantato e sventolato bandiere venezuelane. Alcuni oratori hanno messo in guardia contro l’intervento degli USA in generale, citando Iraq e Afghanistan. A New York una folla si è radunata a Times Square, davanti all’Ufficio di reclutamento dell’esercito USA, con cartelli contro la guerra in Venezuela. A Boston i manifestanti hanno scandito “Basta sangue per il petrolio / Mani lontane dal suolo venezuelano” e hanno tenuto cartelli con scritto “Il problema non è il Venezuela. È l’Impero” e “No alla guerra in Venezuela”.

Ieri, 00:01

Guardian, "la putinizzazione della politica estera USA è arrivata in Venezuela"

“La ‘putinizzazione’ della politica estera USA è arrivata in Venezuela”: E’ il titolo di un commento del corrispondente internazionale del Guardian Julian Borger, che cita una frase coniata da un commentatore USA, David Rothkopf. “Trump non si limita più a piegare le regole: le sta demolendo, con conseguenze ben oltre Caracas”, recita il sottotitolo. “Quasi nessuno - scrive Borger - si aspettava che il 2026 fosse un anno di pace, e l’incubo si è confermato a soli due giorni dall’inizio dell’anno. Gli attacchi notturni in Venezuela, il rapimento del suo leader Nicolás Maduro e di sua moglie, e la dichiarazione di Trump che gli USA avrebbero “gestito” il Paese e venduto il suo petrolio hanno travolto il diritto internazionale e le norme globali... “Questo - prosegue - accelera il passaggio da un mondo basato sulle regole a uno di sfere di influenza in competizione, determinate dalla forza armata e dalla disponibilità a usarla. Un commentatore USA, David Rothkopf, ha definito il fenomeno la ‘putinizzazione della politica estera statunitense’”. “I commentatori russi - conclude - hanno spesso suggerito che l’America Latina sia sotto l’influenza degli USA, così come l’Ucraina lo è stata all’ombra della Russia. Putin la pensa allo stesso modo per gran parte dell’Europa orientale. Xi Jinping trarrà le proprie conclusioni...

3 gennaio, 23:58

Maduro e la moglie sbarcati a New York in manette e con i ceppi ai piedi

Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono sbarcati dall’aereo USA atterrato alla Stewart Air National Guard Base a New York toccando per la prima volta il suolo statunitense. Entrambi apparivano ammanettati e con i ceppi ai piedi. A scortarli decine di agenti dell’Fbi e della Dea.

3 gennaio, 23:56

"Maduro e la moglie nel carcere del Chapo, Maxwell e Mangione"

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie saranno trasferiti al Metropolitan Detention Center (Mdc), un carcere federale di Brooklyn noto per aver ospitato detenuti di alto profilo come Joaquin “El Chapo” Guzman, Luigi Mangione, Ghislaine Maxwell, P. Diddy e Sam Bankman-Fried. Il centro è inoltre tristemente famoso per essere fatiscente, insalubre e pericoloso.

3 gennaio, 23:46

Cnn, Maduro e la moglie verso un centro di detenzione a Brooklyn

Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, saranno trasportati in un centro di detenzione federale a Brooklyn. Lo riferisce la Cnn.

3 gennaio, 19:46

Chavisti in piazza a Caracas, 'ridateci Maduro'

Centinaia di sostenitori del governo venezuelano sono scesi in piazza nel centro di Caracas per chiedere agli Stati Uniti la liberazione del presidente Nicolás Maduro, dopo l’annuncio della sua cattura da parte di Washington. I manifestanti, guidati dalla sindaca della capitale Carmen Meléndez, hanno sfilato scandendo slogan come “ridateci Maduro” e denunciando il “rapimento” del capo dello Stato. Lo rende noto la TV di stato Vtv, precisando che Meléndez, in uniforme militare, ha affermato che la mobilitazione rappresenta una risposta all’”aggressione ostile” contro il Venezuela, assicurando che il chavismo resterà nelle strade finché non verrà fornita una prova di vita del presidente. Accanto a lei, gruppi di sostenitori esibivano ritratti di Maduro e del defunto leader Hugo Chávez, invocando il rispetto della sovranità nazionale. Secondo le autorità locali, le manifestazioni dovrebbero proseguire anche nei prossimi giorni in diverse città del Paese.

3 gennaio, 18:41

Prospettive per il Venezuela: "Machado non ha né il sostegno, né il rispetto necessario", afferma Trump

Maria Corina Machado non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela, sostiene Trump, aggiungendo di non aver avuto contatti con la leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace.

3 gennaio, 18:20

Trump: stiamo designando le persone che guideranno il Venezuela

“Stiamo designando le persone che guideranno il Venezuela, sta succedendo ora. Ci sono molte persone cattive in Venezuela. E’ un paese morto. Ma anche noi [USA] eravamo un paese morto e ora siamo i più forti del mondo. Faremo il Venezuela grande di nuovo”.

“Se necessario non temiamo di dispiegare truppe sul terreno”

“Il petrolio continuerà a scorrere come dovrebbe”

“Saremo rimborsati”

“Venderemo grandi quantità di petrolio ad altri paesi”

Cosi Donald Trump in conferenza stampa. Il presidente USA ha affermato che il paese sarà guidato da un team USA in partenariato con i venezuelani. Ci vorrà tempo perchè “bisogna ricostruire le infrastrutture”.

3 gennaio, 18:16

Rubio: Maduro incriminato e non riconosciuto da molti paesi

Maduro è un latitante per la giustizia americana, non è un presidente legittimo del Venezuela, questo lo affermava anche l’amministrazione Biden e lo affermano numerosi paesi in Europa e nel mondo. Ha avuto ampie opportunità di farla finire altrimenti, prima di questo.

Lo ha detto il segretario di Stato USA Marco Rubio, prima di elogiare il presidente che lo ascoltava alle sue spalle.

“Trump è un presidente di azione. Se dice che farà qualcosa lo farà. Non capisco come la gente non lo abbia capito. Non prendete in giro questo presidente”

3 gennaio, 18:06

Operazione pianificata da mesi

L’operazione è stata una combinazione di pianificazione e esercitazioni durata mesi, in cooperazione con la CIA e altre agenzie di intelligence e in stretta integrazione e coordinamento tra le varie componenti delle forze armate.

Lo ha detto il capo di stato maggiore delle forze armate USA, generale Dan Caine, in conferenza stampa a Mar-a-Lago.

Oltre 150 velivoli con migliaia di soldati sono stati impiegati. Non ci sono state perdite umane da parte statunitense.

L’ordine presidenziale è stato dato alle 22:46 di Washington (le 4:46 in Svizzera). All’ 1:01 (7:01 svizzere) le forze sono penetrate nel quartier generale di Maduro. C’è stata una resistenza armata [da parte di forze venezuelane], ma nessuna perdita umana. Maduro e sua moglie si sono arresi senza resistere. Alle 3:29 (9:29) il commando era sul mare con Maduro e la moglie a disposizione del Dipartimento di giustizia.

Le forze USA rimangono nella regione “pronte a difendersi e a usare forza” se necessario.

3 gennaio, 18:03

Trump, "ci sono prove schiaccianti contro i Maduro"

“Ci sono prove schiaccianti contro i Maduro, affronteranno la giustizia americana”: lo ha detto Trump alla conferenza stampa a Mar-a-Lago.

3 gennaio, 18:02

Trump: embargo su tutto il petrolio del Venezuela rimane in vigore

L’embargo su tutto il petrolio venezuelano rimane pienamente in vigore: lo ha detto Donald Trump.

3 gennaio, 17:57

Trump cita la dottrina Monroe

“La dominanza americana nell’emisfero occidentale non sarà mai più messa in discussione” afferma Trump, citando la dottrina Monroe di cui “ci siamo dimenticati in passato e non avremmo dovuto”.

3 gennaio, 17:53

Trump: le compagnie petrolifere USA si insedieranno in Venezuela

Trump ha dichiarato sabato che autorizzerà le compagnie petrolifere USA a recarsi in Venezuela per sfruttare le enormi riserve di greggio del Paese, dopo l’operazione delle forze statunitensi contro il presidente Nicolas Maduro.

Trump ha dichiarato in una conferenza stampa presso il suo club Mar-a-Lago in Florida che le forze statunitensi erano pronte per un secondo attacco più ampio nell’ambito dell’operazione per catturare Maduro durante la notte, ma che non è stato necessario.

3 gennaio, 17:49

Trump: l’attacco USA in Venezuela è stato un “assalto spettacolare mai visto dalla seconda guerra mondiale”

L’attacco USA in Venezuela è stato un “assalto spettacolare mai visto dalla seconda guerra mondiale”, condotto “nei cieli, via terra e via mare”: lo ha detto Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago e paragonando il blitz alle operazioni contro Soleimani, al Bagdhadi e gli impianti nucleari iraniani.

3 gennaio, 17:47

Trump: pronti a un secondo attacco

“Se necessario siamo pronti ad un secondo attacco, molto più ampio, ma probabilmente non sarà necessario”, afferma Donald Trump in conferenza stampa a Mar-a-Lago.

3 gennaio, 17:46

Trump: nessun militare USA è rimasto ucciso

“Nessun militare USA ucciso e nessun pezzo di equipaggiamento perso” nell’operazione in Venezuela: lo ha confermato Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago.

L’esercito USA ha provocato un blackout nella capitale venezuelana Caracas per poter condurre un’operazione spettacolare per catturare Maduro. Lo ha detto Trump. “Era buio. Le luci di Caracas erano in gran parte spente grazie a una certa competenza che possediamo”.

3 gennaio, 17:45

Trump: dimostrazione della potenza e della competenza militare americana

“Questa è stata una delle dimostrazioni più sorprendenti, efficaci e potenti della potenza e della competenza militare americana”, ha detto Trump.

3 gennaio, 17:45

Trump: USA amministreranno Venezuela

“Amministreremo il Paese fino a quando non potremo avere una transizione sicura, appropriata e adeguata”, lo ha detto Donald Trump in conferenza stampa a Mar-a-Lago

3 gennaio, 17:39

Inizia la conferenza stampa di Trump

È iniziata la conferenza stampa di Trump sul blitz in Venezuela

3 gennaio, 17:37

Trump mostra foto di Maduro dopo la cattura

Donald Trump, in un post sul suo social Truth, ha pubblicato un’immagine di Nicolas Maduro dopo la sua cattura.

Nicolas Maduro, qui ripreso dopo la sua cattura

Nicolas Maduro, qui ripreso dopo la sua cattura

  • Truth

La stessa mostra il presidente venezuelano ammanettato, e con una maschera sugli occhi, a bordo della nave militare statunitense USS Iwo Jima.

3 gennaio, 17:30

Trump posta video dell'operazione in Venezuela

Donald Trump posta un video sull’operazione in Venezuela. Il filmato di un minuto e 24 secondi mostra alcuni elicotteri sopra Caracas e una serie di esplosioni, con i missili statunitensi che colpiscono i loro bersagli.

3 gennaio, 17:17

Il Nyt attacca Trump, "attacco in Venezuela illegale e poco saggio"

“L’attacco di Trump al Venezuela è illegale e poco saggio”. E’ il titolo di un duro editoriale del New York Times che critica il suo attacco in Venezuela, ricordando la lezione negativa dei tentati cambi di regime da parte USA. Il quotidiano inoltre sostiene che “senza l’approvazione del Congresso, le sue azioni violano la legge statunitense” e che “procedendo senza alcuna legittimità internazionale, autorità legale valida o sostegno interno, Trump rischia di fornire giustificazioni agli autoritari in Cina, Russia e altrove che vogliono dominare i propri vicini”. “Più immediatamente, minaccia di replicare l’arroganza USA che portò all’invasione dell’Iraq nel 2003”.

3 gennaio, 17:12

Machado: "Gonzalez Urrutia deve guidare il Venezuela"

Edmundo Gonzalez Urrutia, avversario di Maduro nelle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024 in Venezuela, “deve assumere immediatamente il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come comandante in capo” delle forze armate. Lo scrive la leader dell’opposizione e Premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado in una nota diffusa sui social. Machado assicura che Maduro risponderà dei suoi “crimini atroci” e che gli USA “hanno mantenuto la promessa di far valere la legge”.

3 gennaio, 16:57

Meloni: definisce "intervento difensivo" il blitz USA

La prima ministra italiana Giorgia Meloni ritiene legittima l’operazione militare condotta in Venezuela dagli Stati Uniti, definendola “un intervento difensivo”, pur sottolineando che la forza militare non deve essere utilizzata per ottenere cambiamenti di regime. “In linea con la posizione di lunga data dell’Italia, il governo ritiene che un’azione militare esterna non sia il modo giusto per porre fine ai regimi totalitari, ma allo stesso tempo considera legittimo un intervento militare difensivo contro attacchi ibridi (...), così come nel caso di entità che alimentano e promuovono il traffico di droga”, ha dichiarato in un comunicato.

3 gennaio, 16:55

Germania: "prendiamo atto con grande preoccupazione delle ultime notizie"

“Stiamo seguendo con grande attenzione la situazione in Venezuela e prendiamo atto con grande preoccupazione delle ultime notizie. Il ministero è in stretto contatto con l’ambasciata a Caracas. La situazione rimane ancora poco chiara sotto alcuni aspetti”, ha dichiarato il ministero degli Affari esteri tedesco.

3 gennaio, 16:52

Francia: l'operazione militare viola il diritto internazionale

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha affermato che “nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall’esterno”, denunciando un’operazione militare che “viola il principio di non ricorso alla forza su cui si fonda il diritto internazionale”. “I popoli sovrani decidono da soli del proprio futuro”, ha aggiunto Barrot.

3 gennaio, 16:50

Starmer: Londra “non ha partecipato” all'operazione USA

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha ricordato che tutti i Paesi devono “rispettare il diritto internazionale”, sottolineando che Londra “non ha partecipato” all’operazione statunitense e alla cattura rivendicata del presidente Maduro.

3 gennaio, 16:49

L'UE invita al rispetto del diritto internazionale

Sabato l’Unione Europea ha invitato al rispetto del diritto internazionale in Venezuela e ha ribadito il proprio impegno a favore di una transizione democratica e pacifica, dopo l’attacco degli Stati Uniti contro il Paese sudamericano. La responsabile della diplomazia dell’UE, Kaja Kallas ha dichiarato di aver invitato alla “moderazione” durante una conversazione telefonica con il segretario di Stato USA Marco Rubio. “Siamo solidali con il popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite”, ha dichiarato da parte sua la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

3 gennaio, 16:46

Venezuela, il figlio di Maduro chiama alla mobilitazione

Nicolás Maduro Guerra, figlio del presidente venezuelano Nicolás Maduro, ha rilasciato una dichiarazione dopo la cattura di suo padre da parte degli Stati Uniti di Trump. Il deputato dell’Assemblea Nazionale ha invitato le forze sociali e politiche del Paese a mobilitarsi, sostenendo che lo scopo dell’attacco era quello di “impadronirsi delle risorse del Venezuela”. In un messaggio pubblicato su Instagram, Maduro Guerra ha denunciato la “grave aggressione militare” da parte di Washington, affermando che l’azione minaccia la pace e la stabilità internazionali e mette seriamente in pericolo la vita di milioni di persone. Ha quindi chiesto una risposta ferma e immediata da parte della comunità internazionale.

3 gennaio, 16:44

Israele plaude alla destituzione di Maduro

Israele ha accolto con favore la destituzione del presidente venezuelano Nicolas Maduro ad opera degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato sabato il ministro degli Esteri israeliano. “Israele accoglie con favore la destituzione del dittatore che ⁠guidava una rete di droga ‍e terrorismo e spera nel ‌ritorno ‍della democrazia nel Paese e in relazioni amichevoli ‍tra gli Stati”, ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano ⁠Gideon Saar sui social network.

3 gennaio, 16:38

La Turchia sostiene il Venezuela, USA accusati di “banditismo”

Il governo della Turchia ha espresso il proprio sostegno al Venezuela in seguito alle azioni militari condotte dagli Stati Uniti contro il territorio del Paese sudamericano, definendo l’offensiva USA un atto di “banditismo” che non deve restare impunito. In una dichiarazione diffusa attraverso canali ufficiali del Paese euro-asiatico, il consigliere capo del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, Cemil Ertem, ha manifestato solidarietà al popolo venezuelano e al presidente, Nicolás Maduro Moro, affermando che Ankara “è al fianco del popolo del Venezuela e del suo presidente”. Ertem ha inoltre qualificato l’attacco come un’azione illegale che richiede l’intervento della giustizia internazionale. La presa di posizione assume particolare rilievo poiché la Turchia fa parte della NATO, l’alleanza atlantica.

3 gennaio, 16:35

Fonti ONU, probabile riunione del Consiglio di Sicurezza domani

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU dovrebbe tenere una riunione di emergenza sul Venezuela domani. Lo riferiscono fonti del Palazzo di Vetro. Venezuela e Colombia hanno chiesto un incontro urgente dei Quindici, una domanda sostenuta dalla Russia, ma non è ancora giunta alcuna conferma ufficiale dalla Somalia, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza.

3 gennaio, 16:33

Venezuela all'ONU accusa gli USA di condurre una "guerra coloniale"

In una lettera al Consiglio di Sicurezza ONU, il Venezuela ha accusato gli Stati Uniti di condurre una “guerra coloniale” volta a distruggere il suo governo e a saccheggiare le sue risorse naturali, comprese le più grandi riserve petrolifere del mondo. Il rappresentante permanente di Caracas al Palazzo di Vetro, ambasciatore Samuel Moncada, ha scritto al collega della Somalia Abukar Dahir Osman, presidente del Consiglio di Sicurezza per il mese di gennaio, affermando che l’azione statunitense viola “in modo flagrante la Carta ONU”. Moncada ha poi accusato gli Stati Uniti di usare menzogne per fabbricare guerre, definendola “una tirannia internazionale imposta attraverso la propaganda della morte”.

3 gennaio, 16:31

L'Iran condanna “l’aggressione illegale USA” contro il Venezuela

“Il ministero degli Affari esteri iraniano condanna fermamente l’attacco militare americano contro il Venezuela e la flagrante violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale del Paese”. Lo ha dichiarato in un comunicato la diplomazia iraniana, condannando “l’aggressione illegale degli Stati Uniti”, nemici della Repubblica islamica. L’Iran intrattiene stretti legami con il Venezuela.

3 gennaio, 16:28

Milei: "la libertà avanza"

“La libertà avanza, viva la libertà, .......”. Così il presidente argentino pro-Trump, Javier Milei, ha commentato il blitz USA in Venezuela, terminando la frase scritta sui social con una parolaccia.

3 gennaio, 16:22

Il Messico condanna le azioni militari USA

Sabato il Messico ha condannato i bombardamenti degli Stati Uniti sul Venezuela, avvertendo che qualsiasi “azione militare mette gravemente a repentaglio la stabilità regionale”. “Il governo del Messico condanna e respinge con la massima fermezza le azioni militari eseguite unilateralmente nelle ultime ore dalle forze armate degli Stati Uniti d’America contro obiettivi situati nel territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela”, ha dichiarato il ministero degli Affari esteri in un comunicato.

3 gennaio, 16:21

Il Brasile condanna il blitz USA e si appella alla comunità internazionale

Sabato il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha condannato un “grave attacco alla sovranità del Venezuela”, ritenendo che “i bombardamenti sul territorio venezuelano e la cattura del suo presidente superino i limiti dell’accettabile” e minaccino “la salvaguardia della regione come zona di pace”. Ha inoltre esortato la comunità internazionale, attraverso le Nazioni Unite, a “rispondere con forza” a questi attacchi.

3 gennaio, 16:14

"Mosca rafforzerà il partenariato con Caracas"

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un colloquio con la vicepresidente in carica del Venezuela, Delcy Rodríguez Gómez, ha ribadito “l’impegno a rafforzare ulteriormente il partenariato strategico globale tra Russia e Venezuela”. E’ quanto annunciato dal ministero degli Esteri russo in una nota. “La Russia continuerà a sostenere la politica del governo bolivariano volta a proteggere gli interessi nazionali e la sovranità del Paese - si legge nella nota, pubblicata sul sito del ministero -. Durante la conversazione, hanno espresso il loro reciproco impegno a rafforzare ulteriormente il partenariato strategico globale tra Russia e Venezuela”.

3 gennaio, 16:10

Trump: un nostro elicottero colpito, un paio di feriti

Un elicottero statunitense è stato colpito durante l’operazione in Venezuela ma nessun velivolo è stato perso: “Sono tornati tutti”. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che non ci sono state vittime USA ma un “paio di ragazzi” sono stati feriti. “Credo che non ci siano stati morti, un paio di ragazzi sono rimasti feriti ma sono tornati e a quanto pare stanno abbastanza bene”, ha detto Trump.

3 gennaio, 16:09

Trump, valuteremo se Machado potrà guidare il Venezuela

“Valuteremo se per Machado sarà possibile guidare il Paese, al momento hanno un vicepresidente”. Lo ha detto il presidente USA Donald Trump a Fox, riferendosi alla leader dell’opposizione venezuelana che ha vinto il Nobel per la pace.

3 gennaio, 16:08

Trump, Maduro verso New York

Le forze statunitensi stanno trasportando verso New York il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie, catturati nel blitz USA. Lo si apprende dalle dichiarazioni del presidente USA Donald Trump rilasciate in un’intervista a Fox. Il leader venezuelano potrebbe comparire in tribunale a New York già lunedì.

3 gennaio, 16:03

La Cina "condanna con fermezza" i raid USA sul Venezuela

La Cina “condanna con fermezza” i raid statunitensi sul Venezuela. Pechino si è detta “profondamente scioccata” e ha “condannato con fermezza il ricorso flagrante alla forza da parte degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano e la loro azione contro il suo presidente”. “Questo comportamento egemonico degli Stati Uniti viola gravemente il diritto internazionale, compromette la sovranità del Venezuela e minaccia la pace e la sicurezza in America Latina e nei Caraibi”, ha aggiunto in un comunicato il ministero degli Affari esteri cinese.

3 gennaio, 16:02

Il Brasile chiude la frontiera con il Venezuela

La frontiera tra Brasile e Venezuela è stata chiusa al valico di Pacaraima, nello Stato di Roraima, in seguito all’attacco USA e all’annuncio della cattura del presidente Nicolás Maduro. Lo rende noto la polizia federale brasiliana, sottolinenando che la chiusura è stata disposta dalle autorità venezuelane. Immagini diffuse dalle forze di sicurezza locali mostrano veicoli della Polizia militare e reparti dell’Esercito schierati nei pressi del confine, con gli accessi sbarrati da barriere.

3 gennaio, 15:58

Mosca, "vicepresidente Rodríguez non è in Russia"

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha smentito sul quotidiano Izvestia le notizie secondo cui la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodríguez, si troverebbe in Russia. Allo stesso tempo, il ministero degli Esteri ha fornito un resoconto di una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il ministro russo Sergej Lavrov e il vicepresidente facente funzione della Repubblica bolivariana del Venezuela. “Sergej Lavrov ha espresso ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all’aggressione armata”. In precedenza Reuters aveva riportato informazioni di sue fonti che davano Rodríguez in Russia.

3 gennaio, 15:56

ONU, Guterres preoccupato per blitz USA in Venezuela: "Precedente pericoloso"

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio ⁠Guterres è profondamente preoccupato dall’azione degli Stati Uniti in Venezuela che costituisce “un precedente pericoloso”, lo riporta il suo portavoce in una dichiarazione sabato. “Il Segretario Generale continua a sottolineare l’importanza del pieno rispetto, da parte di tutti, del diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite. È profondamente preoccupato dal fatto che le norme del diritto internazionale non siano state rispettate”, ha affermato il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. Guterres ha invitato “tutti gli attori in Venezuela ad avviare un dialogo inclusivo, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto”.

3 gennaio, 15:52

Trump dopo il blitz in Venezuela rassicura la Cina sul petrolio

Il presidente USA Donald Trump ha detto in un’intervista a Fox che ha buoni rapporti con Xi e che la Cina non avrà problemi con l’operazione in Venezuela. “Otterranno il petrolio”, ha assicurato. Pechino è uno dei principali importatori del greggio di Caracas.

3 gennaio, 15:47

"Maduro e Flores erano nella base militare di Ft. Tiuna quando sono stati catturati"

Il leader del partito al potere in Venezuela, Nahum Fernández, ha dichiarato all’Associated Press che Maduro e Flores si trovavano nella loro abitazione all’interno della base militare di Ft. Tiuna quando sono stati catturati. “È lì che hanno bombardato”, ha affermato. “E lì hanno compiuto quello che potremmo definire un rapimento del presidente e della first lady del Paese”. Maduro era apparso per l’ultima volta sulla TV di Stato venerdì, durante un incontro con una delegazione di funzionari cinesi a Caracas.

3 gennaio, 15:46

Il governo venezuelano: Attacco imperialista USA, i cittadini scendano in piazza

Il governo venezuelano di Maduro ha accusato gli Stati Uniti di aver attaccato installazioni civili e militari, definendolo un “attacco imperialista” e invitando i cittadini a scendere in piazza. Sabato mattina presto, diverse esplosioni hanno fatto tremare la capitale venezuelana, sorvolata da aerei a bassa quota. L‘attacco è durato meno di 30 minuti e le esplosioni - almeno 7 - hanno spinto la gente a riversarsi nelle strade, mentre altri hanno utilizzato i social media per riferire ciò che avevano visto e sentito. Alcuni civili venezuelani e membri dell’esercito sono stati uccisi, ha detto Rodríguez, il vicepresidente, senza fornire un numero preciso.

3 gennaio, 15:38

Trump, valutiamo le opzioni per la leadership del Venezuela

“Stiamo valutando le opzioni di leadership per il Venezuela”. Lo ha detto il presidente USA Donald Trump, assicurando che gli Stati Uniti non permetteranno a nessuno del regime di succedere a Maduro.

3 gennaio, 15:37

Media, la vicepresidente del Venezuela Rodriguez è in Russia

La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez è in Russia, lo hanno dichiarato quattro fonti a conoscenza dei suoi spostamenti, riferisce Reuters sul suo sito. Il fratello, Jorge Rodríguez, capo dell’Assemblea nazionale, si trova a Caracas, secondo quanto riferito da tre fonti a conoscenza della sua posizione. Delcy Rodríguez è apparsa in un messaggio audio alla TV di Stato in mattinata, chiedendo prove che Maduro e sua moglie Cilia fossero ancora vivi, mentre Jorge Rodríguez non è più comparso in pubblico dopo l’attacco.

3 gennaio, 15:33

Analisi: gli USA puntano a "riaffermare un primato quasi imperiale nelle Americhe”

Intervista a Mario Del Pero, esperto di relazioni internazionali e politica statunitense

3 gennaio, 14:30

Maduro e consorte incriminati a New York

Nicolas Maduro e la moglie sono stati formalmente incriminati a New York. Ne ha dato notizia poco fa via X la ministra della giustizia statunitense Pam Bondi.

Il presidente venezuelano, catturato nelle scorse ore dalle forze americane, è ora accusato di “cospirazione a fini di narcotraffico e per importazione di cocaina”, per possesso di mitragliatrici ed esplosivi”, nonché di “cospirazione finalizzata all’uso di mitragliatrici ed esplosivi contro gli Stati Uniti”, ha precisato la ministra.

Maduro e la moglie,“affronteranno presto tutta la severità della giustizia americana, sul suolo americano, dinanzi ai tribunali americani”, ha sottolineato Bondi nella sua dichiarazione.

3 gennaio, 14:17

Dalla Svizzera, un appello alla distensione e al rispetto del diritto internazionale

Dopo l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, la Svizzera invita alla distensione, alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale.

Il rispetto del diritto internazionale comprende anche il rispetto del divieto di ricorso alla forza e dell’integrità territoriale degli Stati sovrani, si legge in un post su X diffuso dal Dipartimento federale degli esteri (DFAE).

L’ambasciata svizzera in Venezuela sta monitorando attentamente la situazione, si legge nel messaggio. Al momento il DFAE non dispone di informazioni su cittadini svizzeri coinvolti.

3 gennaio, 13:16

USA: una "nuova era" per il Venezuela

Per il “numero due” del Dipartimento di Stato americano, il Venezuela entra ora in una “nuova era” grazie alla cattura di Nicolas Maduro.

“Il tiranno se ne è andato! Ora dovrà finalmente rispondere dei suoi crimini dinanzi alla giustizia”, ha affermato in un messaggio diffuso in X Christopher Landau, vice del ministro degli esteri statunitense Marco Rubio.

Sulle circostanze legate all’operazione intrapresa dagli Stati Uniti, il presidente Trump terrà una conferenza stampa nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, alle 17.00 ora svizzera.

3 gennaio, 13:10

Il punto della situazione al TG

La sintesi degli avvenimenti delle ultime ore, con il commento in studio di Reto Ceschi, responsabile dell’Informazione RSI

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13:09

Gli Stati Uniti hanno attaccato Caracas

Telegiornale 03.01.2026, 12:30

3 gennaio, 12:51

Ministri venezuelani chiamano alla resistenza

Maduro è stato catturato, ma dal suo regime emergono segnali di resistenza. “Alla fine di questi attacchi vinceremo. Viva la patria! Sempre fedeli! Mai traditori!”, ha dichiarato alla televisione pubblica il ministro dell’interno Diosdado Cabello, sottolineando che non si tratta “della prima lotta” e che “abbiamo saputo sopravvivere in ogni circostanza”. Voci sui social network davano il ministro per morto o arrestato.

“Ci hanno attaccato, ma non ci piegheranno”, ha per parte sua affermato in un video il ministro della difesa Vladimir Padrino Lopez, definendo l’attacco USA come “la più grande offesa” che il Venezuela abbia mai subito. “Mettiamo in atto tutti i piani di difesa nazionale che abbiamo preprato”, ha aggiunto, invitando i militari ad attivarsi.

3 gennaio, 12:23

La Colombia schiera truppe alla frontiera

La Colombia ha disposto un dispiegamento di sue forze militari al confine col Venezuela. Ad annunciarlo il presidente Gustavo Petro, precisando che “se si dispiega la forza pubblica alla frontiera, si dispiega anche tutta la forza assistenziale” di cui il suo Paese dispone “nel caso di un ingresso massiccio di rifugiati”

In precedenza Petro aveva qualificato l’attacco di Washington come un “attentato alla sovranità” dell’America Latina, chiedendo riunioni “immediate” dell’ONU e dell’Organizzazione deli Stati americani (OSA), per pronunciarsi sulla “legalità internazionale” dell’attacco al Paese confinante.

3 gennaio, 12:19

La Spagna si propone come mediatrice

Il Governo spagnolo si è offerto di fungere da mediatore. “La Spagna invita alla distensione e alla moderazione” ed è disposta a “offrire i suoi buoni uffici per giungere ad una soluzione pacifica e negoziata dell’attuale crisi” in Venezuela, ha dichiarato in una nota il ministero degli esteri di Madrid.

3 gennaio, 12:13

Dura condanna della Russia

Stamani gli Stati Uniti “hanno commesso un atto d’aggressione armata contro il Venezuela: ciò è profondamente preoccupante e deplorevole”, ha dichiarato il ministero degli esteri russo in una nota, nella quale si aggiunge che “l’ostilità ideologica ha trionfato sul pragmatismo economico”.

Mosca, ha sottolineato il ministero, chiede ora a Washington “chiarimenti immediati” sulle condizioni di Nicolas Maduro, dopo l’annuncio della sua cattura insieme alla moglie.

3 gennaio, 11:35

Rodriguez: "Non sappiamo dove si trovino Maduro e la moglie"

Dal Venezuela arrivano sostanziali conferme sulla cattura di Nicolas Maduro annunciata da Donald Trump. Delcy Rodriguez ha infatti affermato che il governo del Paese non sa dove si trovino attualmente Maduro e la moglie.

“Chiediamo al governo” del capo della Casa Bianca “prove immediate dell’esistenza in vita” del presidente venezuelano e della sua coniuge, ha dichiarato la vicepresidente in un intervento su un’emittente televisiva, sottolineando che l’attacco USA è costato la vita a funzionari, militari e civili in tutto il Paese.

3 gennaio, 10:43

Trump: "Maduro catturato e fuori dal Venezuela"

“Gli USA hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie”.

A riferire il clamoroso sviluppo è Donald Trump, che in un suo messaggio sul social Truth, ha parlato di un attacco intrapreso “su larga scala” e condotto “con successo contro il Venezuela e contro il suo leader”.

3 gennaio, 10:32

Trump: "Attacco su larga scala"

Dagli Stati Uniti arrivano le prime conferme ufficiali sulle operazioni militari. È stato lo stesso presidente Trump ad aver annunciato, negli ultimi minuti, un “attacco su larga scala” nei confronti del Venezuela.

3 gennaio, 10:26

Mosca: "Aggressione statunitense"

Il ministero degli esteri russo “rilascerà presto una dichiarazione in merito all’aggressione statunitense contro il Venezuela”, ha dichiarato all’agenzia Tass Maria Zakharova, portavoce di Serghej Lavrov. In precedenza l’ambasciata russa a Caracas aveva annunciato di non aver subito danni a seguito delle esplosioni nella capitale.

3 gennaio, 09:49

Cuba si schiera con Maduro

Cuba si schiera apertamente a fianco del presidente de facto Nicolás Maduro, suo principale alleato regionale, condannando l’azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela.

A prendere posizione è stato il ministro degli esteri dell’Avana, Bruno Rodríguez, che ha denunciato quello che ha definito un “attacco criminale” di Washington, sollecitando una reazione “urgente” della comunità internazionale.

3 gennaio, 08:54

Apparecchi in sorvolo durante l'attacco

3 gennaio, 08:53

La Colombia: "Stanno bombardando con missili"

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, parla apertamente di bombardamenti: “In questo momento stanno bombardando Caracas. Hanno attaccato il Venezuela, lo hanno comunicato a tutto il mondo. Stanno bombardando con i missili. L’Organizzazione degli Stati Americani e l’ONU devono riunirsi immediatamente”.

3 gennaio, 08:52

Venezuela: “Aggressione militare”

Il Venezuela, in una nota, “denuncia la gravissima aggressione militare da parte degli Stati Uniti”. Il presidente Nicolas Maduro ha intanto dichiarato lo stato di emergenza nazionale e invitato le forze politiche e sociali ad “attivare i piani di mobilitazione”. Gli attacchi hanno avuto luogo nella capitale Caracas e negli stati federati di Miranda, Aragua ‍e La Guaira, si legge nel comunicato.

I funzionari dell’amministrazione Trump sono a conoscenza delle segnalazioni di esplosioni e di aerei sopra la capitale venezuelana Caracas nelle prime ore del mattino di sabato, ha scritto Jennifer Jacobs, giornalista della CBS, su X. La Casa Bianca e il Pentagono non hanno risposto alle richieste di commento della Reuters.

3 gennaio, 08:51

Caracas, alle 2 di notte forti esplosioni

Almeno sette forti esplosioni sono state avvertite sabato, intorno alle 2 del mattino (le 7.00 ora svizzera), nella città di Caracas, capitale del Venezuela. Le esplosioni erano accompagnate da rumori che somigliavano a sorvoli di velivoli, ha osservato un giornalista dell’agenzia AFP.

Sui social network sono state pubblicate immagini di grandi incendi e fumo, anche se non è stato possibile individuare il luogo esatto delle esplosioni, che sembrano essere avvenute a sud e a est della capitale venezuelana. In un filmato si osserva anche una squadriglia di velivoli sorvolare la zona colpita. Secondo Reuters, l’area meridionale della città, vicino a una importante base militare, è rimasta priva di elettricità.

Esplosioni nel porto di Caracas

Esplosioni nel porto di Caracas

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