Il Times: “Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza”
Il Wall Street Journal: “Negoziatori pessimismi su accordo fra USA e Iran, divario ampio”
Ondata di attacchi aerei da Israele verso l’Iran
L’Iran ha respinto una proposta di tregua
Ultimatum per riaprire Hormuz, Trump: “L’Iran eliminabile in una notte, e può essere martedì”
Pessimismo su un accordo fra USA e Iran
I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l’Iran riapra Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente (le 20.00 di Washington, le due di mattina in Svizzera), aprendo la strada a bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane

La conferenza stampa di Trump alla Casa Bianca
L'Iran condanna la "retorica arrogante" di Trump - anche all'ONU
L’esercito iraniano ha condannato una “retorica arrogante” e, tramite un portavoce, ha affermato che le dichiarazioni di Donald Trump non avranno “alcun effetto” sulle sue operazioni.
L’ambasciatore iraniano presso l’ONU, Amir Saeid Iravani, ha criticato le minacce statunitensi contro le infrastrutture civili in una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
“Il silenzio o l’inazione di fronte a tali flagranti violazioni minerà gravemente l’integrità del diritto internazionale” e rischia di avere “conseguenze che si estenderanno oltre la regione”, sottolinea, citato dai media ufficiali iraniani.
Teheran bombardata ancora dagli israeliani martedì notte
Nella notte tra lunedì e martedì la capitale della Repubblica Islamica e la sua periferia sono state nuovamente scosse da alcune esplosioni, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa locali.
L’esercito israeliano ha rivendicato una “ondata” di attacchi mirati a “danneggiare” infrastrutture “a Teheran e in altre regioni dell’Iran”. Ha riferito allo stesso tempo che le sue difese aeree erano in azione per intercettare missili provenienti dall’Iran.
Iran rilascia cittadino giapponese arrestato a gennaio
L’Iran ha rilasciato un cittadino giapponese detenuto da gennaio, ha annunciato martedì Tokyo; l’agenzia Kyodo News riferisce tuttavia che alla persona non è consentito lasciare la Repubblica islamica.
L’agenzia di stampa giapponese ha inoltre indicato, citando fonti governative giapponesi, che si tratterebbe del capo dell’ufficio di Teheran dell’emittente televisiva pubblica NHK.
“L’ambasciata giapponese in Iran ha confermato che un cittadino giapponese detenuto dal 20 gennaio dalle autorità iraniane è stato rilasciato il 6 aprile”, ha dichiarato alla stampa il portavoce del governo, Minoru Kihara, senza specificarne l’identità.
“L’ambasciatore in Iran ha potuto incontrare direttamente questa persona dopo il suo rilascio e assicurarsi che fosse in buona salute”, ha aggiunto.
Drone iraniano uccide due civili nel Kurdistan iracheno
Due civili sono stati uccisi nella regione del Kurdistan iracheno da un “drone carico di esplosivo proveniente dall’Iran” che si è schiantato sulla loro abitazione, informano le autorità locali martedì mattina.
In un comunicato, il Servizio antiterrorismo della regione del Kurdistan ha scritto che “l’incidente è avvenuto alle 00.15 di martedì (le 23.15 in Svizzera di lunedì), quando un drone carico di esplosivi proveniente dall’Iran si è schiantato su un’abitazione civile nel distretto di Dara Shakran, nella provincia di Erbil“, precisando che ”le due vittime sono un uomo e sua moglie”.
Il governatore di Erbil, Omed Khoshnaw, ha denunciato in un messaggio su Facebook “una violazione del diritto internazionale e un crimine di guerra”.
Arabia Saudita intercetta sette missili balistici iraniani
L’Arabia Saudita ha intercettato sette missili balistici lanciati verso la parte orientale del Paese, i cui detriti sono caduti nei pressi di infrastrutture elettriche, ha annunciato martedì il ministero della Difesa del Regno.
“Sette missili balistici lanciati in direzione della regione orientale sono stati intercettati e distrutti. I detriti di questi missili sono caduti in prossimità di impianti elettrici. È in corso la valutazione dei danni”, ha scritto un portavoce del ministero sui social network.
Il Times: "Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza"
Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell’intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportate dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, Khamenei è privo di sensi e “in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”.
L'Iran ha respinto una proposta di tregua
L’agenzia di stampa governativa IRNA ha affermato lunedì, senza specificare la fonte, che l’Iran avrebbe respinto una proposta di cessate il fuoco con gli Stati Uniti e Israele, promossa grazie agli sforzi di mediazione del Pakistan.
“L’Iran ha trasmesso al Pakistan la sua risposta alla proposta americana di porre fine alla guerra”, scrive l’IRNA, senza fornire dettagli sul contenuto di tale proposta.
“In questa risposta - in dieci punti - l’Iran (...) ha respinto un cessate il fuoco e insiste sulla necessità di una fine definitiva del conflitto”, aggiunge l’agenzia di stampa, mentre diversi Paesi cercano di trovare una soluzione diplomatica per porre fine a 38 giorni di guerra scatenata da Israele e dagli Stati Uniti.
Ondata di attacchi aerei da Israele verso l'Iran
L’esercito israeliano ha annunciato un’ondata di attacchi aerei contro l’Iran dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la proposta di tregua per porre fine alla guerra, avanzata dai mediatori internazionali, non era ancora sufficiente.
Pessimismo sulla possibilità che l’Iran ceda alla richiesta di Donald Trump
I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l’Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l’attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.
RG 07.00 del 07.04.2026 Il servizio di Andrea Vosti
RSI Info 07.04.2026, 07:11
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L'Iran: "La retorica arrogante di Trump non ha effetto sulle operazioni"
L’esercito iraniano ha respinto la “retorica arrogante” di Donald Trump, il quale ha affermato che “tutto l’Iran potrebbe essere distrutto da un giorno all’altro”, dichiarando che essa “non ha alcun effetto” sulle sue operazioni. “La retorica rozza e arrogante e le minacce infondate del presidente americano squilibrato, che si trova in un vicolo cieco e giustifica le successive sconfitte dell’esercito Usa, non hanno alcun effetto sulla prosecuzione dell’offensiva e sulle schiaccianti operazioni” dell’esercito iraniano, ha affermato il portavoce del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya, citato dai media di Stato. Il presidente degli Stati Uniti aveva precedentemente affermato che l’esercito avrebbe potuto distruggere ponti e centrali elettriche iraniane entro quattro ore se la Repubblica islamica non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz - una rotta marittima nel Golfo attraverso la quale normalmente transita un quinto del petrolio greggio mondiale - entro le 20 ora di Washington di martedì.
Mojtaba Khamenei: "Crimini e uccisioni non ci scalfiranno"
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio diffuso oggi ha affermato che “gli assassinii e i crimini non scalfiranno la causa jihadista delle forze armate iraniane”. La Guida Suprema da giorni non interveniva attraverso i suoi consueti messaggi, diffusi regolarmente dopo la nomina seguita all’uccisione del padre senza mai mostrarsi in pubblico. Si tratta di un messaggio, quello di Mojtaba Khamenei, per esprimere cordoglio in occasione dell’uccisione del capo dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, Majid Khademi, durante un attacco israelo-americano. “Ancora una volta il nemico americano-sionista, che ha ripetutamente fallito nei suoi malvagi complotti, ha assassinato uno dei comandanti dell’intelligence, della difesa e della sicurezza del Paese”, ha affermato la affermato la Guida Suprema.
Trump: "L'Iran eliminabile in una notte, e può essere martedì"
L’Iran può “essere eliminato in una notte e quella notte potrebbe essere domani”. Lo ha detto oggi Donald Trump nel corso di una conferenza stampa riferendosi all’ultimatum per raggiungere un accordo che scade domani alle 20 ora di Washington (le 2 di mercoledì in Svizzera). “Dal punto di vista militare è stata una delle nostre migliori Pasque. Siamo qui per celebrare il successo di una delle missioni di salvataggio più complesse mai eseguite”, ha aggiunto, riferendosi al recupero del pilota di un F-15 abbattuto. Nell’operazione sono stati usati 155 aerei, fra i quali quattro bombardieri e 13 aerei da combattimento. “Ha evitato di essere catturato per quasi 48 ore”, ha aggiunto il presidente.

Guerra Iran, tra attacchi e proposte per un accordo
Telegiornale 06.04.2026, 20:00
I Pasdaran giurano vendetta per il capo dell'intelligence, ucciso da raid USA-Israele
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), l’esercito ideologico della Repubblica Islamica, ha giurato oggi di vendicare la morte del suo capo dell’intelligence, Majid Khademi, ucciso poche ore prima in un attacco aereo statunitense-israeliano. “Il nemico malvagio e disperato sappia che una rappresaglia severa” da parte dell’Organizzazione di Intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche “attende gli organizzatori e gli autori di questo crimine”, ha dichiarato l’organizzazione sul sito web dell’Irgc.
Erdogan accusa Israele di "minare ogni sforzo di pace"
Il presidente turco Erdogan accusa Israele di “minare ogni sforzo di pace”
Il prezzo del petrolio torna a salire (+0,22%) dopo mancata tregua
Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la presentazione, da parte dell’Iran, di una sua controproposta che respinge la tregua avanzata dagli USA. Il Wti del Texas, che in mattinata sulle attese di un cessate il fuoco aveva ceduto fino al 2%, dopo aver oscillato sui 111 dollari ora è tornato stabilmente in territorio positivo. Le quotazioni mostrano una crescita dello 0,3% a a 111,8 dollari al barile mentre il Brent si riavvicina a quota 110 (109,1 dollari +0,14%).
La Pasqua del Papa contro le guerre, sabato veglia a San Pietro
Ancora un monito di Papa Leone XIV contro i conflitti nel mondo. Oggi nel carcere di Regina Coeli ha sottolineato l’importanza di portare speranza a “quanti sono oppressi dalla malvagità, che corrompe la storia e confonde le coscienze! Penso ai popoli tormentati dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede, ai bambini privati dell’istruzione”. E dopo una Pasqua dedicata a rinnovare il suo monito contro tutte le guerre, Leone, prima di partire per il suo lungo viaggio in Africa, presiederà, sabato 11 aprile, una veglia per la pace nella basilica di San Pietro. E ha invitato i cattolici di tutto il mondo ad unirsi in preghiera con lui.
Trump e l'accordo con Iran: "Passo avanti di Teheran ma non basta"
L’Iran “ha fatto una proposta significativa, è un passo rilevante ma non è abbastanza buono. Stanno trattando, vediamo cosa succede”. Donald Trump commenta così, durante l’evento tradizionale di Pasqua alla Casa Bianca - il White House Easter Egg Roll -, la controproposta di cessate il fuoco con Teheran avanzata dai Paesi mediatori dopo che lo Stato Islamico ha respinto il piano USA. Sui negoziati, quindi, le posizioni di Washington e Teheran rimangono distanti.
Netanyahu: "Distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran"
‘’Oggi abbiamo distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran. Ciò significa che stiamo smantellando sistematicamente la macchina finanziaria delle Guardie Rivoluzionarie. Stiamo distruggendo fabbriche, eliminando agenti e continuiamo a eliminare alti funzionari’‘. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video registrata. ‘’L’Iran non è più lo stesso Iran e Israele non è più lo stesso Israele. Israele è più forte che mai e il regime terroristico in Iran è più debole che mai. Qual è il segreto? Fede e potere. Di entrambi ne abbiamo in abbondanza’‘, ha aggiunto Netanyahu. Il premier ha aggiunto di aver parlato ieri con il presidente USA Donald Trump per esprimere apprezzamento per l’operazione di salvataggio del membro dell’equipaggio USA. ‘‘Trump, da parte sua, mi ha ringraziato per l’assistenza fornita da Israele in questa missione e in generale, ha parlato di noi con superlativi: Trump considera Israele un alleato saldo, determinato e risoluto, che combatte fianco a fianco con gli Stati Uniti e insieme continuiamo a piegare il regime terroristico iraniano’‘, ha detto Netanyahu.
Trump, domani è la scadenza definitiva per un accordo con l'Iran
Domani è la scadenza definitiva per l’Iran per fare un accordo. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando di aver visto tutte le proposte. “Ho visto tutte le proposte che potere immaginare”, ha aggiunto.
L'Iran respinge la tregua e fa una controproposta in 10 punti
L’Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta “in 10 punti” alla proposta USA di porre fine alla guerra. Lo riferisce l’agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull’esperienza passata e “respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto”. La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni. Secondo una fonte americana ad Axios, la risposta dell’Iran è “massimalista” e “non è chiaro se consentirà progressi verso una soluzione diplomatica”.
Secondo sito petrolchimico iraniano sotto attacco
Dopo Asaluyeh, anche un secondo sito petrolchimico, Marvdasht, è stato attaccato da Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono i media iraniani secondo cui l’incendio provocato dal raid è stato domato.
E’ il secondo attacco del genere in poche ore. Non si segnalano vittime ma non ci sono dettagli sull’entità dei danni
Petrolio iracheno può transitare da Hormuz
La compagnia statale irachena per il commercio del petrolio (Somo) ha comunicato agli acquirenti che possono caricare il greggio e trasportarlo grazie all’esenzione di Teheran dagli attacchi decisa nei giorni scorsi.
La compagnia informa che i terminal “sono pienamente operativi” invitando a programmare le operazioni di carico e partenza delle imbarcazioni e i quantitativi richiesti.
Subito dopo l’annuncio dell’Iran una petroliera, la Ocean Thunder, carica di greggio iracheno, ha attraversato Hormuz. Secondo alcuni acquirenti asiatici contattati dall’agenzia Bloomberg non sono tuttavia chiare le condizioni di sicurezza e se le autorità irachene forniranno le proprie navi.
L’Iraq, paese a maggioranza sciita, ha visto crollare del 97% il proprio export a marzo visto che la sola via alternativa allo stretto di Hormuz è un oleodotto verso la Turchia la cui capacità è molto ridotta
Prezzo del petrolio in lieve calo su speranze di tregua
Il prezzo del petrolio è in lieve calo, alimentato alle speranze che si possa arrivare ad una tregua prima dello scadere dell’ultimatum americano all’Iran.
I futures sul greggio Brent sono scesi di 64 centesimi di dollaro a $108,39 al barile. Il petrolio americano WTI (West Texas Intermediate) è negoziato in calo di 1 dollaro e 33 centesimi (-1,2%) a $11,.21 al barile.
In precedenza si erano registrati forti aumenti di prezzo del greggio sui mercati asiatici, tra i maggiori degli ultimi sei anni.
Raffinerie indiane rinviano manutenzione per fronteggiare la crisi
Alcune raffinerie di petrolio dell’India hanno deciso di rinviare a data da destinarsi la prevista manutenzione ordinaria, che avrebbe comportato una fermata temporanea degli impianti.
La decisione della Indian Oil Corporation e della Bharat Petroleum Corporation è stata annunciata dal sottosegretario federale al petrolio del governo indiano.
A causa della chiusura di fatto dello stretto di Hormuz, l’Asia è colpita da forti rincari nel prezzo dei carburanti e alcuni Stati hanno già varato misure di emergenza, come il ricorso al telelavoro, razionamenti e chiusure straordinarie.
Israele colpisce impianto petrolchimico, Iran una navi USA e israeliane
Forti esplosioni sono state udite nel sito petrolchimico di Assaluyeh, il più grande dell’Iran. Ne dà notizia l’agenzia Tasnim secondo cui sarebbero stati colpiti gli impianti che forniscono elettricità, acqua e ossigeno alle strutture della compagnia petrolifera Pars.
Il ministro della difesa israeliano Katz ha confermato l’attacco al sito e ha minacciato di continuare a prendere di mira le infrastrutture energetiche e la leadership del nemico “fino a quando i nostri obbiettivi non saranno raggiunti”. Katz ha lodato lo stretto coordinamento in corso con gli Stati Uniti
Parallelamente i Pasdaran affermano di avere attaccato una nave da sbarco americana, la LHA-7, costringendola a ritornare verso l’Oceano indiano. La marina delle Guardie rivoluzionarie ha anche colpito una portacontainer che, affermano i Pasdaran, apparteneva a Israele.
IAEA conferma: un proiettile a soli 75 metri da centrale nucleare
Dopo l’annuncio dato dalle autorità di Teheran l’altro ieri, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha confermato ufficialmente che detriti o proiettili hanno colpito l’area della centrale nucleare iraniana di Bushehr, nell’Iran occidentale, dove un guardiano è morto.
Analizzando varie informazioni, tra cui le immagini satellitari, l’IAEA ha stabilito che l’impianto non è stato toccato, ma un colpo ha colpito ad appena 75 metri dal perimetro del sito.
Iran ha risposto a proposta di cessate il fuoco
L’Iran ha formulato le sue posizioni e trasmesso le sue domande in risposta ad una proposta di tregua che ha ricevuto attraverso degli intermediari. Lo ha detto un portavoce del ministero degli esteri di Teheran, aggiungendo che i negoziati sono “incompatibili con ultimatum e minacce di crimini di guerra”.
Il riferimento è alla minaccia del presidente statunitense Trump di colpire ponti e infrastrutture energetiche se l’Iran non riaprirà lo stretto di Hormuz al traffico marittimo internazionale entro le 2 di notte di mercoledi (ora svizzera).
A stilare la bozza della proposta di tregua trasmessa anche agli USA sarebbe stato in particolare il Pakistan, che anche in tempi normali rappresenta gli interessi iraniani a Washington attraverso una sezione della propria ambasciata (analogamente a quanto fa la Svizzera con gli interessi degli Stati Uniti a Teheran)
Iran colpisce Israele: almeno quattro morti ad Haifa e cinque feriti a Tel Aviv
Un missile iraniano ha colpito nella notte un palazzo di sei piani ad Haifa. Almeno quattro persone sono morte sotto le macerie. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz. I soccorritori hanno estratto in gravi condizioni un uomo di 82 anni. Un incendio scoppiato a causa dell’attacco ha complicato le operazioni di soccorso.
Nell’area di Tel Aviv, scrive ancora il giornale, almeno 20 siti sono stati colpiti, fonti sanitarie parlano di cinque feriti

Si scava tra le macerie ad Haifa
Una terza nave giapponese e una terza nave turca passano lo stretto di Hormuz
Una terza nave di un armatore turco, la Ocean Thunder, è transitata attraverso lo stretto di Hormuz ieri notte. Lo ha annunciato il ministro dei trasporti turco, Uraloglu. Una prima nave era passata, con l’autorizzazione dell’Iran, il 13 marzo.
Il numero di navi di proprietà turca nello stretto è ora sceso a 12, mentre altre 8 hanno chiesto di lasciarlo.
Anche una terza nave giapponese - un vascello per il trasporto di GPL che batte bandiera indiana - è riuscita a passare, seguendo una rotta indicata dagli iraniani vicino all’isola di Latak e forse pagando un pedaggio (non ci sono né conferme, né smentite in tal senso).
Almeno nove morti in Libano per attacchi israeliani
Almeno nove persone sono morte in attacchi sul Libano delle ultime ore attribuiti alle forze armate israeliane, che per la prima volta hanno toccato anche zone prima risparmiate, come la periferia est di Beirut.
Secondo l’agenzia libanese Nna, tre persone sono state uccise in un raid a Burj Rahal, nel sud, mentre altre due vittime sono state registrate a Mashghara, circa 85 chilometri a nordest. In entrambi i casi si contano anche diversi feriti.
Al Jazeera riferisce di un attacco mirato su un’auto a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, in cui sono state uccise quattro persone.
Il bilancio di questi attacchi è ancora provvisorio.
A metà mattina Israele, dopo un avvertimento alla popolazione, ha colpito la periferia sud della capitale libanese, considerata una roccaforte di Hezbollah e da giorni ormai quasi totalmente abbandonata dagli abitanti.

Una famiglia in fuga dal sud del Libano a Beirut
Ucciso in un raid il capo dell'intelligence dei Pasdaran
I Pasdaran hanno annunciato la morte di Seyed Majid Khademi, il capo dei servizi di intelligence delle Guardie della rivoluzione.
L’uomo è stato ucciso in un attacco mirato attribuito a Usa e Israele, si legge in un comunicato citato dai media iraniani.
Il ministro della difesa israeliano Katz ha promesso di continuare a colpire alti esponenti del regime: “I leader iraniani vivono con il senso di essere dei bersagli. Continueremo a dar loro la caccia, uno dopo l’altro”.
Seyed Majid Khademi
Iran denuncia attacco a patrimonio storico-culturale
Sono 132 i siti culturali e storici colpiti dagli attacchi statunitensi e israeliani dall’inizio del conflitto il 28 febbraio scorso. Lo ha detto in una conferenza stampa il segretario generale della commissione nazionale iraniana per l’UNESCO, Hasan Fertusi.
Tra i siti colpiti ce ne sono alcuni classificati dall’organizzazione come patrimonio dell’umanità: il Palazzo Golestan a Teheran, vecchio di oltre 400 anni, il Palazzo Sadabad, che risale all’era Qajar, la Moschea Jameh di Isfahan e altri.
Teheran intende protestare con l’UNESCO. Israele si è ritirata ufficialmente dall’organizzazione il 31 dicembre 2018 affermando che nutre pregiudizi anti-israeliani.
Gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi a partire dalla fine di dicembre di quest’anno, per la terza volta nella loro storia, contestando tra l’altro come “woke” le politiche di sostegno alla diversità e all’inclusione. Gli USA erano rientrati solo tre anni fa.
Bilancio dei raid in Iran sale ad almeno 34 morti
Sale a 34 morti, ma è forse ancora provvisorio, il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran: lo scrive al Jazeera. Ventitre persone, tra cui sei bambini, sono morte nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, e sei nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.
Immagini di danni a Teheran diffuse dalla TV iraniana
Iran smentisce trattative per una tregua
I guardiani della rivoluzione iraniana hanno seccamente smentito le rivelazioni del sito statunitense Axios secondo cui sarebbero in corso trattative per una tregua di 45 giorni e hanno definito il sito, solitamente bene informato, “un mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche”.
Il presidente Trump “consapevole della ferma determinazione dell’Iran a rispondere a qualsiasi follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta, e questo tipo di notizie viene forse diffuso per prepararsi a questa eventualità”, scrivono i Pasdaran, citati dall’agenzia Tasnim.
L’Iran, sottolinea l’agenzia, “ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei” senza un accordo sulla fine del conflitto.
Raid di Usa e Israele, oltre 25 i morti
Attacchi su diverse località iraniane nella notte hanno ucciso oltre 25 persone. Lo fanno sapere le autorità. A Teheran un raid ha colpito il politecnico Sharif e una parte della capitale iraniana è senza gas ed elettricità.
Media iraniani vicini ai Pasdaran parlano anche di bambini tra le vittime.
Petrolio in rialzo
Come era prevedibile, il prezzo del petrolio è in salita dopo le nuove minacce di Donald Trump all’Iran e la risposta altrettanto muscolare di Teheran.
Negli Stati Uniti il Wti (West Texas Intermediate, un tipo di petrolio di largo consumo) segna un rialzo dell’1,93%, a 113,69 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a quota 110,67 dollari (+1,64%).
Iran: se colpirete obbiettivi civili, rappresaglie molto più dure
Il comando militare centrale iraniano ha avvertito che le ritorsioni contro i suoi avversari saranno “molto più devastanti” se questi colpiranno obiettivi civili.
“Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse”, ha dichiarato il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya in una dichiarazione ribordata dalla radiotelevisione pubblica, Irib.
Fino ad ora l’Iran ha preso di mira soprattutto basi militari, istallazioni industriali e siti petroliferi, oltre ad avere di fatto chiuso lo stretto di Hormuz.
La Corea del Nord si sta distanziando da Teheran?
La Corea del Nord, a lungo alleata dell’Iran, sembra avere preso una posizione defilata rispetto al conflitt oe non sta inviando armi all’Iran o prendendo posizioni diplomatiche in suo favore.
Lo fa notare un rapporto dell’intelligence della Corea del Sud che è stato oggetto di una discussione parlamentare a Seoul.
E’ possibile - secondo l’intelligence - che la decisione sia legata anche a difficoltà economiche interne, che però non hanno impedito la prosecuzione del programma missilistico nordcoreano
Detriti feriscono un ghanese all'aeroporto di Abu Dhabi
Detriti di un drone o di un missile intercettato dalla difesa aerea degli Emirati arabi uniti hanno ferito in modo non grave un cittadino del Ghana nella zona industriale di Abu Dhabi. Lo riferiscono fonti emiratine.
L’attività nei siti industriali interessati è stata sospesa.
Iran: giustiziato un altro oppositore
Un’altra condanna a morte è stata eseguita anche questa notte in Iran contro persone implicate nelle proteste di gennaio. Si tratta di Ali Fahim, condannato per avere assaltato una caserma dell’esercito nel tentativo di impossessarsi di armi.
Tre persone sono già state giustiziate nei giorni scorsi per lo stesso caso e almeno un’altra persona è in attesa di esserlo, afferma Amnesty International, che denuncia i processi come gravemente irregolari e l’uso di torture e maltrattamenti durante le inchieste.
Per l’Iran i condannati hanno agito contro la sicurezza nazionale e per conto di Israele.

Notiziario
Notiziario 06.04.2026, 06:00
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