23 aprile 2017 (primo turno); 7 maggio 2017 (secondo turno). Due date, un'elezione, quella del presidente francese. La macchina della campagna elettorale scalda già i motori. Ai nastri di partenza il presidente socialista in carica, François Hollande, sembra davvero posizionato male.
In cinque anni la vita politica può cambiare. Se poi durante questo periodo c’è stata la crisi economica di mezzo, lo sfaldamento dell’Europa, gli attacchi terroristici ed una contestata riforma del lavoro, allora ecco che il cammino di François Hollande verso le prossime primarie e magari presidenziali sembrano decisamente in salita.
Il consenso ai minimi storici deriva da un cortocircuito interno al partito socialista. Sono gli elettori tendenzialmente di sinistra i più amareggiati, quelli che nel 2012 furono folgorati dal discorso di Bourget, durante il quale Hollande, in odore d’investitura presidenziale, dichiarava guerra a banche e potere finanziario. Furono in molti a crederci. Un presidente di sinistra, pronto a battaglie sociali. Fu eletto ed anche in altre parti d’Europa si festeggiò. Oggi tutti quelli saliti sul carro del vincitore contestano il mandato di Hollande, giudicato dal popolo francese come un dei peggiori presidente di sempre.
Il sindacato Solidaires cinque anni fa uscì dall’imparzialità e per le elezioni, a seguito dei cinque anni di Nicolas Sarkozy e dell’ascesa del Front National, chiese a tutti i suoi iscritti di schierarsi con il cambiamento proposto da Hollande, per voltare pagina. Oggi, come spiega il portavoce del sindacato, Eric Beynel, si deve constatare il fatto che il mandato da cui volevano emanciparsi è stato ripetuto allo stesso modo dal patito socialista al governo.
Laurent Binet nel 2012, fresco di premi letterari e vendite di “Hhh" in tutto il mondo, decise di pubblicare “Rien ne se passe comme prévu”, un libro sulla campagna elettorale di Hollande. Anche Binet era entusiasta di quel periodo e degli scenari politici prospettati. Oggi è tra i primi a condannare politicamente François Hollande. "Il movimento Nuit Debout è il segno chiaro di come il governo Hollande sia stato un governo di sinistra che ha agito contro la sinistra stessa".
Lorenzo Giroffi





