Il suo nome è il primo che si sente la mattina al Consiglio degli Stati, al momento dell’appello che apre le sedute. Fabio Abate non lo nasconde, la Camera dei cantoni, dove siede dal 2011, è la sua preferita. Non c’è il fastidioso rumore di fondo tipico della grande sala del Consiglio nazionale. Ognuno parla stando seduto al proprio posto e non alla tribuna. Si può intervenire in ogni discussione. Una libertà, che però impone disciplina.
Abate al suo ingresso in Consiglio nazionale: era il 25 settembre del 2000
Per il consigliere agli Stati ticinese sono gli ultimi giorni di dibattiti in aula. Fabio Abate, 53 anni, da due decenni in Parlamento, appare sereno. Lo abbiamo incontrato prima dell’inizio dei lavori del Parlamento in uno dei bar che si affacciano sulla Piazza federale. “Non avrei difficoltà a continuare – ci dice - l’entusiasmo c’è ancora, ma arriva il momento dove bisogna lasciare spazio agli altri”.
La battaglia per il TPF di Bellinzona
Tra i momenti più significativi degli anni di Fabio Abate in Parlamento vi è certamente la battaglia per la sede del Tribunale penale federale.
La sede del Tribunale penale federale: una vittoria per il Ticino. Risale al 2002 la designazione di Bellinzona quale sede dell'alta corte
Siamo agli inizi degli anni Duemila, e senza un immenso lavoro di lobby e un’alleanza con i sangallesi che volevano il Tribunale amministrativo, oggi il Tribunale penale non sarebbe a Bellinzona, ma a Aarau.
La crisi finanziaria e “l’economia che deve aspettare la politica”
Nel 2008, l’anno della crisi finanziaria internazionale, Fabio Abate è presidente della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale. Un momento particolarmente delicato anche in Svizzera: da salvare c’è l’UBS, e i cittadini scoprono il concetto di “too big to fail”, troppo grande per fallire.
All'epoca della crisi di UBS: Abate, qui a Berna a fine novembre del 2008, mentre informa la stampa sulle decisioni della Commissione finanze del Nazionale
Ricordando quel periodo Fabio Abate sottolinea come, cosa rara in Svizzera, “l’economia, che generalmente, come in altri Paesi, detta i ritmi del sistema politico, abbia dovuto aspettare delle decisioni della politica”. Una situazione delicata, nella quale Fabio Abate, come presidente della Commissione, Abate ha dovuto gestire anche la forte pressione dei media.
Il futuro? “Forse qualcosa che mi terrà legato a Berna”
Oltre 90 gli atti parlamentari presentati da Abate, molti dei quali riguardano gli interessi dell'italianità e i rapporti tra Berna e il Ticino. Per lui si chiude quello che definisce “un percorso di evoluzione nel quale ho imparato tanto”.
Ultime sedute parlamentari per il politico ticinese
E quanto ha acquisito in vent’anni a Palazzo federale - fatti di discussioni, scambi e di importanti relazioni personali - Fabio Abate vorrebbe poterlo trasmettere. In vista ci potrebbe quindi essere ancora qualche impegno vicino alla Berna federale. “Sono comunque – conclude – ancora troppo giovane per la pensione”.
Mattia Serena





