Margherita Notz Senn aveva 42 anni e sette figli quando si imbarcò sulla nave Cotopaxi, per raggiungere il Cile. Partì da Berna il 5 ottobre del 1886.
Solo tre anni prima, il Cile aveva concluso la famigerata “pacificazione dell'Araucania”. Una violenta repressione del popolo nativo Mapuche, che per 300 anni aveva resistito ai conquistadores: spagnoli prima, cileni poi. Ora quella terra necessitava pionieri. Fu così che migliaia di coloni si imbarcarono dall'Europa per raggiungere il Cile. Le famiglie svizzere furono circa 8 mila.
Come quella di Margherita e suo marito Louis Senn, che a Berna faceva l'allevatore. Luois muore presto, a soli 50 anni. Margherita resta vedova e con troppe bocche da sfamare. Sa far nascere i bambini. Lo ha imparato in Svizzera. Comincia ad aiutare le donne Mapuche a partorire. In cambio, i nativi le regalano uova e galline. E le insegnano a coltivare.
Oggi la sua bis-nipote, Angelina Senn, è la direttrice dell'Associazione dei discendenti svizzeri del Cile (Ades), nata venti anni fa a Victoria.
Gilberto Mastromatteo





