Oltre la News

I velisti sono tornati a casa

Il progetto della FTIA, "Una vela anche per me", all'isola d'Elba è giunto in porto sabato - VIDEO

  • 09.08.2016, 08:04
  • 7 maggio, 13:05
immagine
02:57

Le impressioni dei partecipanti al loro rientro in Ticino - di Andrea Di Stefano

RSI Info 09.08.2016, 08:00

La quarta edizione del progetto "Una vela anche per me" della Federazione ticinese integrazione andicap (FTIA) si è conclusa sabato 6 agosto dopo una settimana passata a circumnavigare l’isola d’Elba in barca a vela.

I cinque ragazzi con disabilità intellettiva che hanno partecipato a questa esperienza, insieme ai tre accompagnatori, si sono detti entusiasti dell’avventura che li ha costretti a vivere in un ambiente ristretto per sette giorni, migliorando le tecniche dello sport velistico ma, soprattutto, rendendoli responsabili di ogni azione svolta in mare. Ognuno di loro si è dovuto cimentare in attività nuove che, grazie alla collaborazione di tutti, hanno permesso di stringere e rafforzare i rapporti sin dall’inizio del viaggio. La voglia di stare insieme era tanta ed è bastato parlare con i cinque nuovi marinai per pochi istanti per comprendere l’importanza che un’iniziativa come questa può avere nel processo di integrazione che sta alla base del lavoro della FTIA. La condivisione e la necessità dell’aiuto degli altri hanno infatti rotto le barriere della timidezza già poco dopo la partenza.

Momento di pausa

Momento di pausa

  • FTIA

Poca fatica e molto divertimento, come ci spiegano i diretti interessati al loro rientro, stravolti dal viaggio in bus, più lungo del previsto a causa delle lunghe code per i tanti turisti in strada. “A me piaceva stare al timone”, spiega Ciro, mentre per le due ragazze, Gaia e Martina, i tanti bagni in mare rappresentano l’aspetto più bello di questo viaggio. Horst si è detto soddisfatto, tracciando un bilancio positivo del progetto nella sua interezza. “Controllare la randa è stato il ruolo che mi è piaciuto di più, anche se era il più faticoso”, ha invece dichiarato Roberto.

Boris con Martina

Boris con Martina

  • FTIA

"I primi giorni sono difficili, perché bisogna conoscersi e ambientarsi agli spazi ristretti della barca, ma devo dire che nel giro di una settimana si riesce a costruire qualcosa di importante e la vela è un vero motore di integrazione", spiega la monitrice Daphne. "Alla fine si arriva a condividere tutto e ad eliminare le differenze", aggiunge.

Ciro e Roberto

Ciro e Roberto

  • FTIA

I ragazzi dovranno probabilmente attendere la prossima edizione di questo progetto per poter tornare in mare con una barca a vela. Potranno però cimentarsi in questo sport sul lago. "Lo scorso febbraio abbiamo creato un’associazione,
Velabili, che ha lo scopo di promuovere la vela sui laghi per persone con disabilità, sia fisica sia mentale - ci dice lo skipper Boris Keller -. Abbiamo acquistato due imbarcazioni di 3 metri, appositamente costruite per svolgere questo tipo di attività". E sorride.

Andrea Di Stefano

Per saperne di più:

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare