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L'auto che si guida da sé

A "Pausa pranzo "(6) c'è Emilio Frazzoli, il papà di "nuTonomy", la quattro ruote destinata a rivoluzionare i trasporti

  • 5 July 2017, 03:47
  • 8 June 2023, 06:05

nuTonomy, l'auto che si guida da sé - di Loretta Dalpozzo

Emilio Frazzoli non ha mai mollato: ingegnere, italiano di nascita e americano di adozione, professore dell’aerospazio al prestigioso Mit di Boston (Massachusetts Institute of Technology), ha studiato e lavorato per anni sulla tecnologia dei veicoli autonomi e quando le principali case automobilistiche lo hanno ignorato, ha deciso di creare la sua start-up.

NuTonomy, basata a Singapore, è stata la prima a testare, un anno fa, i robot-taxi su strada e oggi continua a fare da “apri pista” nell’industria nascente, con nuovi test, nuove collaborazioni e suscitando grande interesse. La ditta, fondata con due colleghi dell’università, utilizza oggi una manciata di veicoli elettrici di Renault e Mitsubishi ed ambisce ad ampliare la flotta entro il 2018.

I robo-taxi di "nuTonomy" sono per ora testati in uno spazio ristretto di Singapore. Limitato è anche il numero di residenti che può prenotare una corsa gratuita via smartphone attraverso la app del servizio. Per ora, nella fase di sperimentazione, un ingegnere è presente in ogni auto, pronto ad afferrare il volante in caso di emergenza. Si lavora affinchè questo non sia più necessario in futuro. In questa fase si raccolgono dati per perfezionare il software di guida autonoma, che l'azienda sta testando anche negli Stati Uniti.

Sia Uber che Google, impegnati in test simili, stanno osservando con grande attenzione ciò che avviene a Singapore. Rispetto alla concorrenza, "nuTonomy" non usa solo sensori computerizzati, che possono avere problemi nel distinguere gli ostacoli, ma anche laser, che danno informazioni più precise. È un mercato stimato attorno ai 4'000 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti e quindi c’è spazio per tutti. La rivoluzione della mobilità globale è iniziata ed Emilio Frazzoli ha avuto la sua rivincita.

Loretta Dalpozzo

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