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Le acque sporche di Rio

Senza bonifica, lagune e mare contaminati sono un pericolo per atleti e turisti - Verso le Olimpiadi (1)

  • 15.05.2016, 02:00
  • Ieri, 15:23
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Olimpiadi di Rio: acque morte per la vela - di Emiliano Guanella

RSI Info 15.05.2016, 08:00

Rio de Janeiro, 5-21 agosto 2016: le Olimpiadi. Iniziamo oggi, con questo reportage, un viaggio che ci porterà ai giochi attraverso quello che fa da cornice (e da fondamenta) all'evento sportivo dell'anno.


Acque sporche, fogne a cielo aperto, nel mare della
baia di Guanabara e nel sistema di lagune che circondano il Parco e la Villa Olimpica a Barra de Tijuca, cuore dei giochi di Rio de Janeiro. A rischio non solo i risultati sportivi, ma la salute degli atleti e di migliaia di visitatori. Da mesi si ripetono le denunce, ma poco o nulla è stato fatto. Eppure, una delle grandi promesse con le quali le autorità brasiliane si sono assicurate le Olimpiadi era proprio quella della pulizia delle acque. Una
legacy che avrebbe dovuto migliorare la vita di milioni di abitanti della città carioca per diverse generazioni. I velisti, che gareggiano nella Baia di Guanabara, sono preoccupati, ma secondo il biologo
Mario Moscatelli, che da vent’anni si batte per salvare il sistema acquatico di Rio, lo devono essere anche i circa 4.000 atleti che gareggeranno nelle strutture montate a Barra, dove si terranno le competizioni di quasi tutti gli sport di squadra. I nuovi e moderni palazzetti dello sport si affacciano infatti sulla laguna di
Jacarapegua, un bacino che altro non è che una grande fogna a cielo aperto. L’abbiamo percorsa con lui per due ore e il risultato è sorprendente; non c’è traccia di pesce, le chiazze oleose si mescolano a rifiuti galleggianti, in alcuni punti si nota l’ebullizione dei gas provocati dalla mancanza totale di ossigeno. Quando soffia il vento e la marea è alta la puzza è insopportabile, eppure nella zona, proprio grazie alla speculazione edilizia legata alle Olimpiadi, sono stati costruiti dei quartieri con moderni palazzi di lusso. Appartamenti che possono costare anche
un milione di franchi, ma con una qualità dell’aria al limite. “Quando l’odore è molto forte – spiega Moscatelli - la gente tiene le finestre chiuse e vive con l’aria condizionata in casa. Nei parchetti e nelle aree comuni non c’è nessuno e la stessa cosa succederà con la strutture sportive che verranno lasciate dopo i giochi. Se non si migliorano le lagune, iniziando seriamente un lavoro che può durare diversi anni, la situazione potrà solo peggiorare”.

Fogne a cielo aperto, nella baia di Guanabara e nelle lagune attorno a Barra de Tijuca

Come spesso accade in Brasile, le responsabilità vengono rimballate fra il Municipio, il governo statale e quello federale. I fondi per la pulizia sono stati stanziati ma, a parte qualche piccolo palliativo, non è stato fatto nulla. Di fronte ad un paese impegnato nel combattere la diffusione del virus Zica, il panorama desolante delle “acque olimpiche” lascia di stucco. La speranza è che non piova e che non ci sia troppo vento; altrimenti si dovrà convivere con un fattore ambientale tutt’altro che piacevole.

Emiliano Guanella

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