Potrebbe presto essere istituito, almeno all’interno dell’Unione Europea, un nuovo reato internazionale: quello di ‘ecocidio’, parola nuova che significa ‘uccisione dell’ambiente'. La creazione del nuovo crimine è in discussione al Parlamento europeo, che intende avviare l’iter per il suo riconoscimento, la sua equiparazione al reato di genocidio e, dunque, la sua ammissibilità al giudizio della Corte Penale Internazionale dell’Aia.
Se la procedura arrivasse a termine, le aziende responsabili di gravi danni ambientali, potrebbero essere giudicate per i danni causati, indipendentemente dalle leggi in vigore nei Paesi nel quale il danno effettivamente si verifica. Le conseguenze concrete e penali dell’istituzione del nuovo reato sarebbero pesantissime e, nei casi più gravi, potrebbero portare alla detenzione dei capi d’azienda che si dovessero rendere direttamente o indirettamente responsabili di danni ambientali, come le fuoriuscite di petrolio, gli incendi, le dispersione di nubi tossiche e gli sversamenti di sostanze chimiche.
L’ipotesi di rendere così gravemente perseguibile il danno ambientale ha trovato, di recente, alcuni sostenitori di altissimo rango e peso, come Papa e il presidente francese Emanuel Macron. L’attivista Greta Thunberg, dal canto suo, ha donato 100.000 euro alla Fondazione StopEcocide, che si batte proprio per l’istituzione del nuovo reato. Non solo: in Belgio, i due partiti Verdi del Paese hanno presentato un disegno di legge sull'ecocidio che propone di affrontare la questione sia a livello nazionale sia internazionale e lo stesso hanno fatto i Verdi svedesi, mentre il Parlamento francese, pochi giorni fa, ha dato il via libera a un testo che prevede la nuova fattispecie penale. Senza dimenticare che AMBITUS il progetto europeo che punta ad implementare azioni a lungo termine nella lotta ai crimini ambientali è condotto dal Ministero degli Interni francese,
Luciana Grosso







