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Un ticinese all'opera

Shanti Perpellini, 32enne di Ascona, racconta la sua prima stagione alla prestigiosa Opernhaus

  • 26.06.2019, 07:44
  • 4 maggio, 21:24
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Shanti Perpellini, un ticinese al teatro dell'opera di Zurigo

RSI Info 26.06.2019, 07:30

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Di: Jona "pixel" Mantovan 

Venerdì, teatro dell'opera di Zurigo. Shanti Perpellini, 32enne originario di Ascona, come ogni sera deve preparare il palco dei musicisti per la rappresentazione di turno, che per oggi è l'ultima de "Il turco in Italia" di Gioacchino Rossini. I colleghi scenografi sono al lavoro già da un po', impegnati nella costruzione di un appartamento su una gigantesca piattaforma girevole, che ruoterà a favore del pubblico a seconda del personaggio che canta.

"Sì, tra poco avranno allestito tutto, sono fenomenali", dice nel caos dell'andirivieni nei corridoi di servizio, ad uso esclusivo degli addetti ai lavori. Qui passano veloci musicisti, artisti, tecnici... è un labirinto di cunicoli stretti e il ritmo è serrato, ma Shanti conosce ogni scalino come le sue tasche.

"Questa è la mia prima stagione", racconta entusiasta il giovane alle telecamere della RSI (video in allegato). "Lavorare qui è qualcosa di magico, quello che si ottiene alla fine, lo spettacolo in sé, è qualcosa di speciale".

Finito il liceo a Locarno, Shanti ha studiato musicologia e scienze delle religioni a Basilea. "I ticinesi spesso crescono con lo spauracchio del tedesco, ma è un falso mito. Le persone comunicano benissimo e tutti parlano un po' tutto. Qui conta soprattutto il bagaglio personale su strumenti e sui periodi musicali, che aiuta a entrare in sintonia con i musicisti e a capire le loro esigenze. Il livello qui è molto alto e anche l'aspettativa degli artisti", conclude il tecnico d'orchestra.

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