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Svizzera

Alloggi accessibili, via libera a nuovi fondi e garanzie

Accolto l’accordo sulla ricostruzione dell’Ucraina - Aggiornate le norme sull’approvvigionamento economico del Paese

  • Ieri, 14:51
  • 48 minuti fa
Immagine d'archivio

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Di: Redazione RSI Info 
  • Seconda giornata della sessione estiva delle Camere federali, che si protrae fino al 19 giugno

  • Via libera del Parlamento a nuove misure per rafforzare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili

  • Il Nazionale ha accolto crediti aggiuntivi per 98 milioni al Preventivo 2026, in maggioranza legati ai programmi di ricerca europei

  • Agli Stati approvate le modifiche alle norme sull’approvvigionamento economico del Paese e l’accordo per la ricostruzione dell’Ucraina

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47 minuti fa

Ricostruzione dell'Ucraina, accordo approvato: primo pacchetto di aiuti da 500 milioni

La ricostruzione dell’Ucraina deve coinvolgere maggiormente il settore privato svizzero, in particolare in ambito energetico e delle infrastrutture. Dopo il Consiglio nazionale ieri, oggi anche gli Stati hanno approvato un accordo con Kiev, con 24 voti a 1 e 17 astensioni. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Esso prevede aiuti finanziari a fondo perso. L’Ucraina potrà definire un elenco di beni e servizi che la Svizzera acquisterà poi da aziende elvetiche in conformità con la legislazione sugli appalti, ma escludendo i fornitori stranieri. Il primo pacchetto di aiuti ammonta a 500 milioni di franchi.

Un'ora fa

Alloggi accessibili, via libera del Parlamento a nuovi fondi e garanzie

Dopo il Consiglio nazionale, martedì anche il Consiglio degli Stati ha approvato due proposte del Consiglio federale per sostenere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili: 150 milioni aggiuntivi per prestiti agevolati tra il 2030 e il 2034 e garanzie fino a 1,92 miliardi per gli investimenti nel settore. Le decisioni arrivano in un contesto di crescente carenza di abitazioni e pressione demografica, nonostante alcune opposizioni politiche.

Un'ora fa

Nazionale, accolti supplementi al preventivo per 98 milioni

Con 123 voti contro 63, il Consiglio nazionale ha approvato 98 milioni di franchi per quattro crediti aggiuntivi al preventivo 2026, in gran parte destinati alla partecipazione elvetica ai programmi europei di ricerca e innovazione, e legati ai negoziati sul nuovo pacchetto di accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles. Ci sono anche 19,9 milioni di franchi per il sostegno a FFS Cargo e 3,16 milioni per il trasporto di veicoli su rotaia nelle stazioni di carico della Furka e del Sempione. Il dossier passa ora all’esame del Consiglio degli Stati.

2 ore fa

Approvvigionamento economico rafforzato, il ruolo dello Stato resta sussidiario

L’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) deve disporre degli strumenti necessari per far fronte alle problematiche attuali ed essere più resiliente alle crisi future, forte delle esperienze passate come quelle raccolte durante la pandemia. È quanto prevede una modifica parziale della legge in materia, approvata oggi all’unanimità dal Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale.

L’impostazione di base viene mantenuta: l’economia continuerà a essere la principale responsabile dell’approvvigionamento, con lo Stato che si attiverà solo in caso di penuria acuta di beni e servizi d’importanza vitale. Stando al “ministro” dell’economia Guy Parmelin, si tratta di un intervento “sussidiario, limitato nel tempo e proporzionato”.

La modifica precisa il momento a partire dal quale vengono attivate le misure dell’AEP e amplia la finestra temporale Il dossier torna al Nazionale per l’appianamento di queste divergenze.

Oggi, 08:56

Il programma della seconda giornata della sessione

Il Consiglio nazionale (08.00-13.00) inizia la seduta esaminando il consuntivo del 2025 e la prima aggiunta al preventivo 2026. Si tratta di quattro crediti aggiuntivi, pari a 98 milioni.

La giornata odierna al Consiglio degli Stati (08.00-13.15) incomincia con l’esame del progetto volto a dotare l’Approvvigionamento economico del Paese degli strumenti per far fronte alle problematiche attuali e di renderlo più resiliente alle crisi future, alla luce delle esperienze maturate durante situazioni di crisi, quali la pandemia di COVID-19.

La Camera dei cantoni sarà poi chiamata a ratificare l’Accordo bilaterale sulla ricostruzione dell’Ucraina, intesa che è stata approvata ieri dal Nazionale con 148 voti a 9 e 38 astensioni.

I “senatori” torneranno poi ad occuparsi della tragedia di Crans-Montana di Capodanno: e in particolare dei 20 milioni destinati a finanziare e organizzare una tavola rotonda con le persone coinvolte per agevolare la conclusione di accordi amichevoli fra le parti coinvolte.

Ieri, 19:28

CN: più controlli su prodotti venduti online

I controlli sui pacchi di piccole dimensioni provenienti dall’Asia devono essere intensificati, mentre le piattaforme online estere come Temu e Shein dovrebbero etichettare in modo inequivocabile i prodotti offerti che non possono essere immessi sul mercato svizzero, per questioni di sicurezza, protezione del marchio, dell’ambiente o di altri requisiti legali. È quanto chiedono due mozioni di Fabio Regazzi (Centro/TI) e Benedikt Würth (Centro/SG), approvate oggi anche dal Consiglio nazionale per, rispettivamente, 130 voti a 51 e 140 voti a 47. Una minoranza della commissione preparatoria e il “ministro” dell’economia, Guy Parmelin, chiedevano la bocciatura delle due proposte.

Ieri, 17:45

Ricostruzione dell'Ucraina, primo "sì" all'accordo

L’accordo tra la Svizzera e Kiev sulla ricostruzione dell’Ucraina ha superato il primo ostacolo in Parlamento. Il Consiglio nazionale ha approvato l’intesa lunedì.

La Camera bassa ha preso la sua decisione con 148 voti favorevoli, 9 contrari e 38 astensioni. I voti contrari sono arrivati dalle file dell’UDC; il gruppo parlamentare del PS si è astenuto in larga maggioranza. Martedì sarà la volta del Consiglio degli Stati di occuparsi della questione.

L’accordo prevede aiuti finanziari non rimborsabili all’Ucraina sotto forma di beni e servizi: Kiev può stabilire quali beni e servizi la Svizzera acquisterà per suo conto presso aziende svizzere secondo il diritto svizzero sugli appalti pubblici, escludendo i fornitori stranieri. In una prima fase l’intesa vale 500 milioni di franchi.

Ieri, 16:19

CCL prioritari sui salari minimi cantonali

I contratti collettivi di lavoro (CCL) prevarranno sulle leggi cantonali in materia di salario minimo. Il Nazionale ha raggiunto lunedì il Consiglio degli Stati su un ultimo punto di questo progetto combattuto dalla sinistra e dal PVL. Anche il Consiglio federale era contrario.

Ieri, 15:31

Disoccupazione, imprenditori meglio protetti

A determinate condizioni, gli imprenditori devono essere meglio assicurati contro la disoccupazione. È quanto pensa il Consiglio nazionale che oggi ha eliminato le ultime divergenze su questo dossier, ormai pronto per le votazioni finali, frutto di un’iniziativa parlamentare di Andri Silberschmidt (PLR/ZH) inoltrata nel 2020.

Attualmente, chi occupa una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, per esempio come socio o detentore di una partecipazione finanziaria, così come il coniuge che lavora nell’impresa, è tenuto a versare i contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione. Per beneficiare delle prestazioni in caso dovesse restare senza lavoro deve però rinunciare definitivamente alla sua posizione, cosa non sempre facile.

Per questo, la riforma permetterà invece loro di disporre di un accesso più rapido e semplice all’indennità di disoccupazione. Saranno soggetti a un periodo di attesa di 20 giorni e riceveranno il 70% del salario assicurato (80% per chi deve occuparsi di eventuali figli).

Ieri, 14:51

Due nuove deputate in carica

Il Consiglio nazionale ha due nuovi membri. La verde bernese Andrea de Meuron e l’esponente del PVL argoviese Barbara Portmann hanno assunto il loro nuovo incarico lunedì, all’inizio della sessione estiva.

La 52enne Andrea de Meuron, di Thun dove ambisce alla carica di sindaco in giugno, succede ad Aline Trede, che lunedì è entrata da neoeletta nel Consiglio di Stato bernese.

La 51enne Barbara Portmann subentra invece in Consiglio nazionale al dimissionario Beat Flach. Dal 2022 fa parte dell’esecutivo cittadino di Lenzburg. In precedenza ha fatto politica nel parlamento cantonale argoviese.

Ieri, 10:57

Salari minimi e CCL: i termini del confronto

Al Nazionale, il dibattito odierno sui salari minimi nei contratti collettivi di obbligatorietà generale (CCL) segna una ripresa dei lavori veramente col botto. Il tema, infatti, è certamente spinoso. Secondo la Commissione dell’economia e dei tributi, le retribuzioni previste nei CCL devono prevalere sui salari minimi cantonali, tranne in quei Cantoni nei quali la remunerazione minima è già in vigore.

Per i sindacati e più in generale l’area di sinistra, il fatto che il Parlamento federale voglia aggirare i salari minimi cantonali votati dal popolo rappresenta un cortocircuito istituzionale, giacché la normativa sui CCL modificata nel senso voluto dalla maggioranza violerebbe la sovranità dei Cantoni e calpesterebbe i diritti politici. Lo scorso marzo, la sinistra ha minacciato il referendum qualora non si troverà un compromesso accettabile.

Per i favorevoli a questa soluzione, invece, la priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale è importante per contrastare la progressiva frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale dall’erosione.