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Svizzera

Camere federali: prosegue la sessione estiva

Seconda settimana di lavori: al Nazionale focus sull’energia atomica, agli Stati l’esame delle divergenze sul finanziamento della 13esima AVS

  • Un'ora fa
I lavori parlamentari riprenderanno nel primo pomeriggio

I lavori parlamentari riprenderanno nel primo pomeriggio

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Di: Redazione RSI Info 

Inizia oggi, lunedì, la seconda settimana della sessione estiva delle Camere. In particolare evidenza, al Nazionale, il dibattito che concerne la prospettiva di nuove centrali nucleari: più precisamente il controprogetto indiretto del Governo all’iniziativa “Stop al blackout”. Entrambi i testi puntano a riaprire la strada all’atomo, sulla scorta di nuove tecnologie più sicure.

Gli Stati, che si erano già pronunciati a favore del controprogetto lo scorso marzo, si occuperanno oggi delle divergenze sorte con la Camera del popolo sul finanziamento della 13esima AVS. Dovrebbe in seguito respingere a favore di un controprogetto l’iniziativa che chiede di vietare l’importazione di foie gras in Svizzera.

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4 minuti fa

CN: innalzamento Verbano solo con accordo Svizzera e Ticino

Una decisione definitiva sull’innalzamento del livello del Lago maggiore richiederebbe un accordo tra la Svizzera e l’Italia. Lo ha affermato oggi il consigliere federale Albert Rösti durante l’Ora delle domande, precisando che il Consiglio federale non concluderebbe una simile intesa contro la volontà del Canton Ticino. Nella sua risposta a un quesito di Bruno Storni (PS/TI), Rösti ha ricordato l’istituzione di un organismo italo-svizzero per coordinare la gestione delle acque e i livelli idrici del Verbano. La delegazione svizzera - ha proseguito il consigliere federale - ha approvato una fase sperimentale prevista per quest’anno che prevede un aumento del livello massimo di regolazione a +1,35 metri rispetto allo zero idrometrico di Sesto Calende.

Oggi, 11:21

Nucleare: il punto della situazione, in vista del dibattito al Nazionale

Le discussioni sul nucleare saranno il tema dominante dei lavori al Nazionale per la seduta odierna e anche per i lavori in programma di domattina.

A centro del dibattito si colloca l’iniziativa “Stop al blackout”, con cui s’intende consentire la costruzione di nuove centrali atomiche. Al testo è stato contrapposto un controprogetto indiretto del Governo, già approvato dalla Camera dei cantoni lo scorso marzo, che apre al nucleare, nonostante il divieto di nuovi impianti introdotto dopo la catastrofe di Fukushima.

L’iniziativa è stata respinta dagli Stati per 33 voti contro 8 e un’ astensione. A questa posizione negativa dovrebbe attenersi ora anche la Camera del popolo. Il Governo ravvisa però nel testo l’eventuale revoca del divieto di costruire nuove centrali atomiche, un punto ritenuto fondamentale per il Consiglio federale, che intende tenere aperte tutte le opzioni per l’approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Poiché a tal proposito non sarebbe necessaria alcuna modifica costituzionale, il Governo propone quindi un adeguamento della legge federale sull’energia nucleare sotto forma di controprogetto indiretto.

Albert Rösti lo sostiene, sottolineando che non va chiusa la porta alle nuove tecnologie. Ma per il dibattito al Nazionale, segno che il progetto è assai controverso, si sono iscritti per intervenire quasi un centinaio di parlamentari. Dai ranghi del PS, degli ecologisti, dei Verdi liberali e del Centro sono pervenute varie proposte per rinviare il controprogetto al Governo o, molto semplicemente, per non entrare in materia.

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Svizzera, il nucleare torna al centro del dibattito

Telegiornale 07.06.2026, 20:00

Un “sì” del Nazionale a nuove centrali atomiche sancirebbe un’inversione di rotta nella politica energetica della Confederazione. Ad ogni modo l’area di sinistra ha già evocato il ricorso ad un referendum.

L’uscita graduale dal nucleare venne promossa dal 2011, dopo la catastrofe di Fukushima, dall’allora consigliera federale Doris Leuthard. Nel 2017 più del 58% dei votanti approvò alle urne la Strategia energetica 2050, che prevede il divieto di costruire in Svizzera nuove centrali e il mantenimento di quelle esistenti fino alla conclusione del loro ciclo produttivo.