Le discussioni sul nucleare saranno il tema dominante dei lavori al Nazionale per la seduta odierna e anche per i lavori in programma di domattina.
A centro del dibattito si colloca l’iniziativa “Stop al blackout”, con cui s’intende consentire la costruzione di nuove centrali atomiche. Al testo è stato contrapposto un controprogetto indiretto del Governo, già approvato dalla Camera dei cantoni lo scorso marzo, che apre al nucleare, nonostante il divieto di nuovi impianti introdotto dopo la catastrofe di Fukushima.
L’iniziativa è stata respinta dagli Stati per 33 voti contro 8 e un’ astensione. A questa posizione negativa dovrebbe attenersi ora anche la Camera del popolo. Il Governo ravvisa però nel testo l’eventuale revoca del divieto di costruire nuove centrali atomiche, un punto ritenuto fondamentale per il Consiglio federale, che intende tenere aperte tutte le opzioni per l’approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Poiché a tal proposito non sarebbe necessaria alcuna modifica costituzionale, il Governo propone quindi un adeguamento della legge federale sull’energia nucleare sotto forma di controprogetto indiretto.
Albert Rösti lo sostiene, sottolineando che non va chiusa la porta alle nuove tecnologie. Ma per il dibattito al Nazionale, segno che il progetto è assai controverso, si sono iscritti per intervenire quasi un centinaio di parlamentari. Dai ranghi del PS, degli ecologisti, dei Verdi liberali e del Centro sono pervenute varie proposte per rinviare il controprogetto al Governo o, molto semplicemente, per non entrare in materia.
Un “sì” del Nazionale a nuove centrali atomiche sancirebbe un’inversione di rotta nella politica energetica della Confederazione. Ad ogni modo l’area di sinistra ha già evocato il ricorso ad un referendum.
L’uscita graduale dal nucleare venne promossa dal 2011, dopo la catastrofe di Fukushima, dall’allora consigliera federale Doris Leuthard. Nel 2017 più del 58% dei votanti approvò alle urne la Strategia energetica 2050, che prevede il divieto di costruire in Svizzera nuove centrali e il mantenimento di quelle esistenti fino alla conclusione del loro ciclo produttivo.