Gli ultimi dati diffusi dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) fanno stato di altri 32 decessi imputabili al coronavirus nelle ultime 24 ore. Sempre su scala nazionale i nuovi contagi sono 1'584. Rispetto a ieri si contano inoltre altre 80 ospedalizzazioni determinate dalla malattia.
A livello regionale è di due nuovi decessi e 75 ulteriori casi il dato più aggiornato sugli sviluppi della pandemia in Ticino. Sempre fra ieri e oggi sono stati inoltre registrati 9 nuovi ricoveri a fronte di 12 pazienti dimessi dagli ospedali. Sono invece 41 i nuovi contagi registrati nei Grigioni nel corso dell’ultima giornata, in leggero aumento da ieri quando erano stati 40. Non è stato segnalato invece nessun nuovo decesso. I dati si stanno stabilizzando dopo una forte discesa, ha sintetizzato il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani, ma le varianti mutate restano "osservate speciali" con 195 casi finora in Ticino, in forte crescita sia in valore assoluto che in percentuale del totale. Merlani ha anche anticipato che nel cantone, ora uno dei meno toccati dal virus, non partiranno presto test di massa e che è imminente un allentamento per le case anziani: le visite, con precisi protocolli, potranno riprendere.
Sul fronte dei vaccini, in Europa bisogna fare presto e bisogna fare di più. È in sintesi il contenuto dell’appello lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che – per voce del direttore Hans Kluge - si dice preoccupata dalla diffusione delle varianti di coronavirus. Al momento, solo circa il 2,5% della popolazione europea ha ricevuto una prima dose di vaccino.
"Sono il ministro degli esteri, non il ministro della salute. E io non sono il medico del Consiglio federale. Anche nei paesi vicini, sono i ministri della salute che parlano", lo ha sottolineato il Consigliere federale Ignazio Cassis in un'intervista pubblicata venerdì su La Liberté e i suoi giornali partner, rispondendo a diverse critiche ricevute. Come ex medico cantonale, Ignazio Cassis è stato infatti criticato per non essere più presente pubblicamente sul fronte Covid-19.
di Dario Lanfranconi, Elena Borromeo, Stefano Pongan e Alex Ricordi


