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Sessione speciale

La settimana degli infermieri non sarà accorciata

Il Consiglio nazionale sta discutendo l’attuazione dell’iniziativa popolare sulle cure infermieristiche approvata alle urne nel 2021 - “No” al riconoscimento della Palestina

  • Ieri, 14:20
  • 2 ore fa
Quattro giorni di lavori a Berna

Quattro giorni di lavori a Berna

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Di: Redazione RSI Info 

L’iniziativa federale “Per cure infermieristiche forti”, approvata dal popolo nel 2021, è il tema forte della giornata odierna in Consiglio Nazionale. Il plenum - dopo aver bocciato un’iniziativa ginevrina che chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina - discute infatti della nuova legge federale sulle condizioni di lavoro nel settore delle cure infermieristiche.

Il dibattito è in corso. La maggioranza ha in particolare già rifiutato di accorciare da 50 a 45 ore la durata massima della settimana lavorativa degli infermieri.

Lunedì a Berna è stato consegnato un appello urgente sottoscritto da 190’000 persone che chiede l’applicazione integrale e immediata dell’iniziativa popolare.

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01:24

Scuse alla comunità yenish

Telegiornale 27.04.2026, 20:00

01:21

RG 09.00 del 27.04.2026 La corrispondenza di Gian Paolo Driussi

RSI Info 27.04.2026, 11:35

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2 ore fa

La settimana degli infermieri non sarà accorciata

Il Consiglio nazionale ha rifiutato a maggioranza di accorciare la settimana lavorativa degli infermieri, la cui durata massima continuerà ad essere di 50 ore e non sarà portata a 45. La durata normale è stata fissata invece a 42 ore, contro la forchetta 40-42 chiesta dal Governo e le 38 su cui insisteva la sinistra. Il dibattito prosegue.

02:20

Radiogiornale delle 12.30 del 28.04.2026: La corrispondenza di Alessio Veronelli sulle cure infermieristiche

RSI Info 28.04.2026, 12:30

Oggi, 11:21

Cure infermieristiche, il Nazionale entra in materia

Respingendo il tentativo della destra di rinviare il progetto al Governo, perché ritenuto troppo costoso, il Nazionale è entrato in materia sulla seconda fase della riforma delle cure infermieristiche, in applicazione dell’iniziativa accolta in votazione popolare. Le richieste difese dalla democentrista Diana Gutjahr e dal liberale-radicale Cyril Aellen sono state bocciate rispettivamente per 105 voti a 87 e 106 a 87.

Per il governo e per la maggioranza è importante agire per migliorare le condizioni di lavoro nel settore, dove - ha ricordato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider - 14’000 posti sono oggi vacanti.

Oggi, 09:59

"No" al riconoscimento della Palestina

Non è il momento per un riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Svizzera. È quanto pensa il Consiglio nazionale che oggi ha respinto per 116 voti a 66 (11 astenuti) un’iniziativa del canton Ginevra, peraltro già bocciata dagli Stati.

Il plenum ha fatto propria la raccomandazione della sua commissione di politica estera, secondo cui, allo Stato attuale, le condizioni per un riconoscimento non sono riunite. In particolare, manca un governo indipendente e operativo, secondo la maggioranza della commissione. Inoltre, un riconoscimento sarebbe contrario alla neutralità e toglierebbe alla Svizzera la possibilità di agire quale mediatrice per una soluzione del conflitto.

I favorevoli, soprattutto a sinistra, hanno invece sostenuto la necessità di un simile passo, sull’esempio di altri Paesi (finora lo Stato di Palestina è riconosciuto da 148 Paesi su 193), al fine di contrastare le mire annessioniste dello Stato di Israele che non farebbero che allontanare la soluzione dei due Stati propugnata dalla Svizzera.

Se la Svizzera vuole essere credibile e coerente rispetto alla soluzione dei due Stati, deve associarsi al processo in corso di riconoscimento della Palestina, che costituisce un prerequisito per la pace, ha argomentato, invano, Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE), negando che un riconoscimento avrebbe ripercussioni sulla neutralità del nostro Paese.

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Il Nazionale respinge il riconoscimento dello Stato di Palestina

Telegiornale 28.04.2026, 12:30

Ieri, 20:31

Unione nomadi chiede Commissione indipendente

L’Unione delle associazioni e dei rappresentanti dei nomadi svizzeri ha accolto con favore la decisione odierna del Consiglio nazionale di riconoscere le persecuzioni di cui sono state vittime in passato le popolazioni nomadi Jenisch e Sinti equiparabili a crimini contro l’umanità secondo il diritto internazionale vigente. L’Unione - in un comunicato odierno - chiede a questo punto la “creazione rapida di una commissione indipendente”, che faccia luce sulle persecuzioni subite da queste popolazioni. Il processo avrà lo scopo di garantire “la verità sulle persecuzioni e le ingiustizie subite, la riabilitazione delle vittime e delle loro famiglie, la messa in atto di misure di garanzia per la non ripetizione di questi fatti e l’identificazione delle responsabilità”. Oltre a ciò l’Unione chiede l’istituzione di un organismo federale per la prevenzione dei reati e della discriminazione sistematica e la cessazione “immediata” delle discriminazioni amministrative nei confronti delle popolazioni Jenisch e Sinti.

03:22
Sinti nel 1958 fuori Zurigo

Jenisch e Sinti: una pagina di storia

SEIDISERA 27.04.2026, 18:00

  • Keystone
Ieri, 20:08

Nomadi vittime di crimini contro l'umanità

Le persecuzioni di cui sono state vittime in passato le popolazioni nomadi Jenisch e Sinti sono equiparabili a crimini contro l’umanità secondo il diritto internazionale vigente. È quanto afferma una dichiarazione approvata oggi dal Consiglio nazionale per 100 voti a 67 e 20 astenuti. La Camera del popolo, basandosi sui risultati della ricerca storica e su una dichiarazione simile del Consiglio federale, riconosce la grave sofferenza causata alle vittime e alle loro famiglie dalle azioni delle istituzioni statali ed esprime il proprio rammarico per quanto accaduto. Per questo, il plenum esorta la Confederazione, i Cantoni e i Comuni a impegnarsi per la tutela degli interessi di queste comunità in modo da riconoscere lo stile di vita nomade come patrimonio culturale immateriale e tradizione vivente. Sulla base delle risultanze storiche, la fondazione Pro Juventute, promotrice del programma “Bambini della strada”, ha sottratto bambini alle comunità nomadi tra il 1926 e il 1973. Anche alcune organizzazioni religiose hanno partecipato a queste azioni. I bambini sono stati collocati in istituti, famiglie affidatarie, manicomi e carceri. Una simile persecuzione, anche dopo il 1945, è stata in parte legittimata da idee sociologiche generiche nonché ideali razzisti e di eugenetica secondo cui lo stile di vita degli Jenisch costituiva un pericolo per lo sviluppo e il benessere del bambino. Si stima che il numero di minori coinvolti sia pari a 2’000. Anche alcuni adulti sono stati sottoposti a tutela, collocati in istituti o sterilizzati con la forza. Il Consiglio federale ha già riconosciuto questo “crimine contro l’umanità” un anno fa. Le organizzazioni che rappresentano queste minoranze hanno chiesto nel gennaio 2024 alla Confederazione di qualificare questi atti come “genocidio culturale”. Data la gravità delle accuse, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha commissionato un parere legale. Quest’ultimo è giunto alla conclusione che gli atti in questione devono essere qualificati come “crimini contro l’umanità” secondo gli attuali criteri del diritto internazionale pubblico. Si tratta di persecuzioni che violano sistematicamente i diritti fondamentali dei membri di un gruppo a causa della loro appartenenza ad esso, in particolare il diritto alla vita privata e familiare e la libertà di movimento.

04:55
Bimbi Jenisch e Sinti in Svizzera, fu crimine contro l'umanità, 1950

Consiglio nazionale: crimini contro l'umanità verso Jenisch e Sinti

SEIDISERA 27.04.2026, 18:00

  • Keystone
Ieri, 16:17

Una strategia per formare i lavoratori minacciati dall’IA

Il Consiglio nazionale ha approvato con 102 voti contro 88 una mozione che chiede una strategia nazionale per garantire formazione continua e riconversione professionale ai lavoratori il cui impiego è minacciato dall’intelligenza artificiale. Il testo, sostenuto dalla sinistra e dalla commissione, passa ora al Consiglio degli Stati.

La destra e il Consiglio federale erano contrari, ritenendo sufficiente il sistema attuale di formazione iniziale e continua. La maggioranza ha però sottolineato che l’IA sta trasformando rapidamente il mercato del lavoro e che occorre prepararsi in modo preventivo.

Ieri, 16:10

Il Nazionale chiede una strategia per rafforzare la piazza farmaceutica e biotech

Il Consiglio nazionale ha approvato con 127 voti contro 59 una mozione del Consiglio degli Stati che incarica il Consiglio federale ad elaborare una strategia per consolidare la posizione della Svizzera come polo farmaceutico e biotecnologico. Il Consiglio Federale e l’UDC erano contrari, ma la maggioranza ritiene che il settore, centrale per economia, occupazione qualificata e ricerca, debba essere sostenuto in un contesto internazionale sempre più competitivo.

Tra i rischi evocati figurano i dazi statunitensi, l’applicazione differenziata dell’imposizione minima dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e possibili tagli nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Il Consiglio federale ha sostenuto che non serve una strategia specifica per un singolo comparto e che occorre piuttosto migliorare le condizioni quadro per tutta l’economia.

Ieri, 14:47

Sei nuovi deputati sono entrati in carica

Sei nuovi consiglieri nazionali hanno assunto l’incarico all’inizio della sessione speciale. Quattro sono membri del gruppo parlamentare del PS e due prendono posto tra le file dei Verdi. Tutti hanno prestato giuramento lunedì.

Nel gruppo parlamentare del PS entrano in carica dal Canton San Gallo il 40enne Arbër Bullakaj, dal Canton Giura il 38enne Loïc Dobler, dal Canton Zurigo la 36enne Michèle Dünki-Bättig e da Basilea Campagna la 43enne Miriam Locher.

Sostituiscono Claudia Friedl (SG), Pierre-Alain Fridez (JU), Céline Widmer (ZH) ed Eric Nussbaumer (BL), dimessisi alla fine della sessione primaverile.

Nel gruppo parlamentare dei Verdi ci sono due nuovi volti: Anna-Béatrice Schmaltz (ZH) e Laura Gantenbein (SO). La 33enne Schmaltz succede a Balthasar Glättli, eletto insieme alla politica del PS Widmer nel governo cittadino di Zurigo. La 36enne Gantenbein eredita il seggio di Felix Wettstein.

Ieri, 14:29

Cure infermieristiche, "iniziativa da applicare subito e in modo integrale"

L’iniziativa popolare federale “Per cure infermieristiche forti”, approvata dal popolo nel 2021, va applicata integralmente e in modo immediato: è l’appello urgente sottoscritto da 190’000 persone e consegnato lunedì a Berna a numerosi parlamentari federali. Il tema è all’ordine del giorno della sessione speciale del Consiglio nazionale.

Ieri, 14:22

Quattro giorni per "svuotare i cassetti"

È iniziata alle 14.30 al Consiglio nazionale una sessione speciale di quattro giorni, che serve innanzitutto a “svuotare i cassetti” da dossier accumulati nel tempo. All’esame nella prima giornata una dichiarazione che propone di riconoscere come crimini contro l’umanità le persecuzioni subite dai nomadi Jenisch e Sinti per decenni in Svizzera.

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