Le persecuzioni cui sono state vittime in passato le popolazioni nomadi Jenisch e Sinti sono equiparabili a crimini contro l’umanità secondo il diritto internazionale vigente. È quanto afferma una dichiarazione approvata lunedì dal Consiglio nazionale per 100 voti a 67 e 20 astenuti.
La Camera del popolo, basandosi sui risultati della ricerca storica e su una dichiarazione simile del Consiglio federale, riconosce la grave sofferenza causata alle vittime e alle loro famiglie dalle azioni delle istituzioni statali ed esprime il proprio rammarico per quanto accaduto.
Il Consiglio nazionale tiene da oggi, lunedì, e per quattro giorni una sessione speciale. Speciale perché separata dalle quattro annualmente in calendario, ma che serve innanzitutto a “svuotare i cassetti” da dossier accumulati nel tempo. Tra questi temi di pertinenza, in particolare, dei dipartimenti dell’economia e dell’interno, ma anche la dichiarazione che ha proposto, appunto, di riconoscere come crimini contro l’umanità le persecuzioni subite dai nomadi Jenisch e Sinti per decenni in Svizzera. Con l’aiuto delle autorità, la fondazione Pro Juventute, promotrice del programma “Bambini della strada”, ha sottratto bambini alle comunità nomadi tra il 1926 e il 1973. Anche alcune organizzazioni religiose hanno partecipato a queste azioni. I bambini sono stati collocati in istituti, famiglie affidatarie, manicomi e carceri. I minori coinvolti furono 2’000, si stima, Anche alcuni adulti sono stati sottoposti a tutela, collocati in istituti o sterilizzati con la forza.

Scuse alla comunità yenish
Telegiornale 27.04.2026, 20:00
RG 09.00 del 27.04.2026 La corrispondenza di Gian Paolo Driussi
RSI Info 27.04.2026, 11:35
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