Tredicesima AVS, escluso il prelievo sui salari: prosegue il braccio di ferro fra le Camere sul finanziamento
Casellario giudiziale obbligatorio per negare il permesso di dimora a chi ha subito condanne per reati gravi, anche all’estero: il Ticino fa scuola, accolta dagli Stati la mozione di Marco Chiesa
Il Consiglio degli Stati ha tacitamente archiviato una mozione che voleva costringerlo a rinunciare all’idea di porre fine alle adozioni internazionali. Il Consiglio federale avrà perciò mano libera nella revisione della legge sulle adozioni.
Il Consiglio nazionale, che lavorerà anche nel pomeriggio, affronterà dal canto suo tutta una serie di importanti dossier.
Niente permesso senza casellario giudiziale
Il Ticino fa scuola, accolta dagli Stati la mozione Chiesa - Finanziamento della 13esima AVS, il Nazionale accoglie solo l’aumento dell’IVA - Adozioni internazionali, mano libera per il Governo

Marco Chiesa
Lavoro dopo i 65 anni da incentivare
Il lavoro dopo i 65 anni dovrebbe essere maggiormente incentivato in Svizzera. È quanto pensa il Consiglio nazionale che ha trasmesso oggi al Consiglio federale, con 130 voti contro 63, una mozione degli Stati in tal senso.
Il testo chiede l’aumento dei supplementi di rendita AVS in caso di rinvio della riscossione della rendita nonché il mantenimento o l’incremento dell’aliquota di riduzione della rendita in caso di anticipazione della rendita, attualmente pari al 6,8% all’anno.
La proposta non prevede un aumento dell’età pensionabile.
Obbligo del casellario giudiziale per il permesso di dimora: accolta dagli Stati la mozione Chiesa
Il Ticino sta facendo scuola: in futuro, gli stranieri non dovrebbero poter ottenere un permesso di dimora se sono stati condannati in passato per reati gravi, anche all’estero. Lo chiede anche il Consiglio degli Stati, che ha accolto oggi (26 voti a 11) una mozione di Marco Chiesa (UDC/TI). Martedì, il principio era già stato accolto al Nazionale.
Da oltre 10 anni il Ticino richiede sistematicamente il casellario giudiziario di tutti gli stranieri, compresi i cittadini dell’UE/AELS, che fanno domanda per un permesso di dimora. A far propendere il plenum verso la soluzione ticinese è un fatto di cronaca: recentemente è stato infatti arrestato un mafioso in Mesolcina a cui Bellinzona aveva negato il permesso. Coira glielo aveva invece concesso.
Prendendo la parola, il consigliere federale Beat Jans ha ricordato che i precedenti penali noti vengono presi in considerazione durante l’esame di una richiesta di soggiorno. E questo anche se i reati sono stati commessi all’estero. Una pratica sistematica non sarebbe tuttavia conforme all’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE.
Il Consiglio federale vorrebbe però discutere con Bruxelles l’eventuale adesione della Svizzera al sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS) e a quello per i cittadini di Paesi terzi (ECRIS-TCN). Ciò fornirebbe uno strumento efficace.
"Return hub" europei per i migranti, gli Stati vogliono che la Svizzera partecipi
La Svizzera dovrebbe partecipare alla creazione di centri di rimpatrio ubicati in paesi terzi per i richiedenti asilo che devono lasciare l’Europa. Lo chiede una mozione della “senatrice” Petra Gössi (PLR/SZ), che dovrà ancora essere esaminata dal Nazionale, adottata oggi dal Consiglio degli Stati per 27 voti a 10 e 6 astenuti.
Nel marzo di quest’anno, l’Ue ha inasprito la propria politica migratoria e approvato il principio dei cosiddetti “return hub”: i richiedenti asilo respinti devono essere trasferiti in centri al di fuori dell’Europa nell’attesa del rimpatrio.
Già nell’estate del 2024 il Parlamento aveva approvato un accordo di transito simile, con la differenza che riguardava esclusivamente gli eritrei. Secondo la volontà del plenum la partecipazione all’attuazione dei cosiddetti “return hub” dovrebbe alleggerire il sistema nazionale di asilo.
Su Dublino bisogna insistere con Roma
La Svizzera deve continuare a fare pressione affinché l’Italia riprenda i casi di Dublino che le competono e negoziare con Roma affinché possa trasferire gli asilanti respinti in Albania, dove il governo Meloni ha un centro per i rimpatri. Lo chiede una mozione di Damian Müller (PLR/LU) approvata oggi dal Consiglio degli Stati per 25 voti a 17.
Il Consiglio federale, e parte del plenum, erano contrari alla mozione. Era ritenuta ormai superata da quando l’Italia ha annunciato lo scorso 12 giugno di voler riprendere i propri casi di Dublino dopo l’entrata in vigore del patto europeo sulla migrazione.
Misura prorogata contro la carenza di medici nel settore ambulatoriale
I cantoni devono poter continuare ad assumere medici che non hanno soddisfatto l’obbligo di aver esercitato per tre anni quando l’offerta di cure ambulatoriali di base è insufficiente.
Oggi il Consiglio nazionale, con 102 voti contro 88 e 1 astensione, ha approvato la proroga di questa eccezione fino alla fine del 2032.
Tale eccezione era stata introdotta nel 2023 a causa della carenza di dottori nel settore ambulatoriale. È attualmente valida fino al 2027.
Tredicesima AVS, il braccio di ferro prosegue: il Nazionale boccia l'aumento dei contributi salariali
Prosegue il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS. Esprimendosi sulle proposte della Conferenza di conciliazione, oggi, mercoledì, la Camera del popolo ha nuovamente respinto il finanziamento tramite i contributi salariali, ma ha approvato l’innalzamento dell’IVA.
Nel dettaglio, la proposta della Conferenza di conciliazione prevedeva un incremento di 0,2 punti percentuali dei contributi salariali. In seguito al “no” odierno del Nazionale, questa fonte di finanziamento viene definitivamente accantonata.
La conciliazione ha anche proposto un aumento di 0,4 punti percentuali dell’aliquota ordinaria dell’IVA (illimitato nel tempo), che salirà quindi all’8,5%. Resterà invece invariata l’aliquota ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari.
L’aumento dell’IVA dovrà ora superare l’ultimo ostacolo delle votazioni finali, in programma venerdì. Se il sostegno del Nazionale appare possibile, l’esito al Consiglio degli Stati resta tutt’altro che scontato. I “senatori”, che finora hanno sempre difeso una soluzione mista basata sia sull’IVA sia sui contributi salariali, accetteranno di approvare un compromesso ridotto? La risposta arriverà venerdì.
Il dossier sulle adozioni riparte (quasi) da zero
Il Consiglio federale avrà mano libera nella revisione della legge sulle adozioni. Mercoledì il Consiglio degli Stati ha tacitamente archiviato una mozione che voleva costringerlo a rinunciare all’idea di porre fine alle adozioni internazionali.
La polemica è iniziata il 29 gennaio 2025, quando il governo ha annunciato l’intenzione di porre fine alle adozioni internazionali in Svizzera per evitare abusi. La decisione ha suscitato vive reazioni, anche in Parlamento.
Si è presentata una mozione per indurre il Consiglio federale a rinunciare a tale divieto. Nella sua risposta, il 21 maggio, il governo ha fatto un passo indietro e ha proposto di elaborare un progetto che prevedesse due varianti: la sospensione delle adozioni internazionali e una riforma completa del sistema delle adozioni.
Queste due varianti dovrebbero consentire il dibattito sociale su una tematica delicata e complessa, secondo il Consiglio federale. Il Consiglio nazionale ha tuttavia mantenuto la propria posizione.
Insoddisfatto, il Consiglio degli Stati ritiene che la mozione, così come adottata dalla Camera del popolo, limiti eccessivamente il margine di manovra del Consiglio federale. Ha quindi deciso di respingere definitivamente la mozione.
“Il trattamento sereno di un tema delicato e complesso merita un’analisi completa di ciascuno degli scenari”, ha dichiarato la relatrice della commissione Isabelle Chassot (Centro/FR). Ciò richiede un attento esame delle conseguenze personali, sociali e istituzionali, siano esse positive o negative.
Il Consiglio federale può quindi avviare i lavori per una revisione. Non potrà tuttavia ignorare la levata di scudi che la sua proposta iniziale ha suscitato negli ambienti interessati, né il parere della maggioranza che si è espressa in seno al Consiglio nazionale.
Una petizione intitolata “Salviamo le adozioni internazionali” era stata consegnata alla Cancelleria federale, con oltre 10’000 firme raccolte in un mese, secondo quanto dichiarato dai suoi autori.
Gli Stati rinviano il progetto di adozione dei figli grazie a PMA
Il Consiglio degli Stati temporeggia su un progetto volto a facilitare l’adozione dei figli nati da donazione di sperma da parte del coniuge o del partner del genitore legale. Mercoledì ha rinviato il progetto al Consiglio federale, con 23 voti contro 20.
La modifica riguarda i bambini che vivono con il genitore legale e il genitore d’intenzione fin dalla nascita. Sono interessati anche i bambini nati grazie ad altri metodi di procreazione medicalmente assistita (PMA) autorizzati all’estero.
La questione deve essere trattata in un pacchetto più globale, ha sostenuto Daniel Fässler (Centro/AI) per la commissione. Deve essere integrata nella revisione in corso del diritto di filiazione e della legge sulla procreazione medicalmente assistita. Occorre inoltre esaminare la costituzionalità di alcune disposizioni, in particolare in materia di diritto a conoscere le proprie origini.
L’UDC e una parte del Centro non volevano entrare nel merito. La sinistra, il PVL e alcuni PLR si sono opposti al rinvio. Il dossier torna al Nazionale.
Diritti d'autore, paghino anche i fornitori di IA: progetto rinviato al Governo
Non solo Google e X dovrebbero pagare i diritti d’autore quando pubblicano estratti di articoli di giornale, ma anche i fornitori di intelligenza artificiale (IA). È l’opinione del parlamento che oggi ha rinviato al Consiglio federale la legge sul diritto d’autore affinché venga completata in tal senso. All’inizio di marzo anche il Consiglio nazionale aveva fatto altrettanto.
Il governo dovrà quindi valutare in che modo l’intelligenza artificiale modifichi il funzionamento delle piattaforme e dei motori di ricerca e quali conseguenze ciò comporti per il progetto di legge.
Permessi di dimora solo dopo il controllo dei precedenti
I precedenti penali di tutti gli stranieri che desiderano vivere in Svizzera devono essere controllati e il loro permesso di dimora deve essere rifiutato se sono stati condannati.
Il Nazionale ha approvato oggi, con 121 voti contro 71 e 4 astenuti, una mozione dell’UDC in tal senso, che ha citato esplicitamente il caso di Jacques Moretti per sostenere il proprio atto parlamentare. Citati anche il recente caso mesolcinese e, come esempio positivo, la prassi restrittiva del Ticino.
Il Consiglio federale era contrario a questa mozione. L’autorità competente può già richiedere un estratto del casellario giudiziale prima del rilascio di un permesso di dimora, ha spiegato il ministro di giustizia e polizia Beat Jans. Rendere questa pratica obbligatoria aumenterebbe il carico di lavoro e ritarderebbe le procedure.
Sicurezza, si parli con Bruxelles
La Svizzera dovrebbe avviare colloqui con l’UE sull’avvio di negoziati per un accordo di partenariato in materia di sicurezza e difesa. È il parere del Consiglio degli Stati che, nonostante una forte opposizione (21 voti a 20), ha approvato una mozione in tal senso del Nazionale.
Oltre tre miliardi per l'esercito, via libera anche alle criticate pistole
Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi un credito di 3,4 miliardi di franchi per l’esercito, come chiesto dal Consiglio federale. Accolto anche il credito per le nuove pistole e per i costi supplementari relativi all’acquisto degli F-35 (394 milioni). Il dossier va al Nazionale.
In merito al programma d’armamento, la lista dei desideri del Dipartimento federale della difesa contempla l’acquisto di unità di fuoco supplementari per la difesa terra-aria e la sostituzione dei sistemi di difesa contraerea, in parte obsoleti (1,8 miliardi).
La maggiore discussione in aula è stata dedicata però alla pistola P26, un modello prodotto in Svizzera ma che ha ricevuto varie critiche anche da parte di specialisti: una minoranza di sinistra avrebbe voluto, invano, procrastinare questa operazione per aumentare di 50 milioni il credito per la protezione dai mini-droni.
Il Nazionale rifiuta di prorogare l'IVA ridotta per il settore alberghiero
L’aliquota speciale dell’IVA del 3,8% per l’alloggio non deve essere prorogata. Martedì il Consiglio nazionale non ha dato seguito a un progetto in tal senso. Il Consiglio federale ha criticato una perdita di gettito pari a 300 milioni di franchi all’anno.
La decisione è stata approvata con 105 voti contro 75 e 15 astensioni. La sinistra, il PVL e diversi rappresentanti dell’UDC hanno respinto il progetto volto a prorogare questa aliquota preferenziale fino alla fine del 2035.
L’aliquota speciale dell’IVA applicabile alle prestazioni del settore ricettivo è stata introdotta nel 1996 come misura temporanea per sostenere questo settore che all’epoca attraversava un periodo di difficoltà. Da allora, tale aliquota è stata prorogata sei volte, l’ultima delle quali nel 2017 fino alla fine del 2027.
Gli oppositori della proroga hanno ritenuto che tale sovvenzione non fosse più giustificata per un settore in forte espansione. L’aliquota speciale del 3,8% crea inoltre distorsioni della concorrenza. Qualora anche la Camera dei Cantoni si esprimesse contro l’entrata nel merito, il settore dovrà pagare un’aliquota ordinaria dell’IVA dell’8,1%.
RG 12.30 del 16.06.2026 Il servizio di Elisa Fraccaroli
RSI Info 16.06.2026, 13:35
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Swisscoy, limite massimo portato a 300 uomini
l contingente massimo della Swisscoy potrà arrivare a 300 militari. Dopo il Consiglio Nazionale, oggi anche quello degli Stati ha approvato l’idea di accrescere da 30 a 85 il numero di soldati supplementari che possono essere inviati in Kosovo in caso di necessità. Entrambe le Camere avevano già approvato la proroga fino alla fine del 2029 della partecipazione della Svizzera alla KFOR (Kosovo Force).
Ritorno al nucleare, gli Stati vogliono decidere subito
Il ritorno all’energia nucleare va deciso ora, senza attendere ulteriori chiarimenti sulle conseguenze finanziarie della costruzione di nuove centrali. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati, respingendo con 28 voti contro 16 (una astensione) la proposta di rinviare il dossier al governo formulata giovedì dal Nazionale.
La decisione odierna della Camera dei Cantoni non costituisce una sorpresa, poiché lo scorso marzo, in prima lettura, i “senatori” avevano nettamente approvato - con 26 voti contro 12 - il controprogetto all’iniziativa “Stop al blackout”, che prevede la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari.
Il dossier torna ora alla Camera del popolo. Qualora quest’ultima dovesse confermare la richiesta di rinvio, l’incarto sarà trasmesso al governo nonostante l’opposizione degli Stati, con l’incarico di verificare le implicazioni finanziarie del ritorno dell’atomo.
RG 12.30 del 16.06.2026 Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 16.06.2026, 13:37
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Si comincia dal rapporto sull'attività 2025 del Tribunale federale
Riprendono martedì i dibattiti alle Camere federali. Dopo l’esame del rapporto sul Tribunale federale 2025, il Nazionale (08.00-13.00) deciderà se prolungare o meno oltre il 2027 l’aliquota speciale dell’IVA del 3,8% per le prestazioni nel settore alberghiero.
La sua Commissione dell’economia e dei tributi (CET-N) propone - seppur di misura, per 13 voti a 11, di approvare il disegno di legge del Consiglio federale, frutto di una mozione della “senatrice” Esther Friedli (UDC/SG).
La votazione su questo oggetto è stata preceduta da aspre discussioni, come si deduce dal risultato. La maggioranza della commissione sottolinea, tuttavia, che si tratta di uno strumento collaudato, finanziariamente sostenibile per la Confederazione, il cui obiettivo è quello di sgravare ampiamente il settore turistico.
